domenica 9 giugno 2019

Contro la cultura degli scarti, il materiale auto-rigenerante

Usando avanzate tecniche di produzione additiva un team di scienziati ha prodotto un composto in grado di auto-ripararsi se esposto alla luce ultravioletta

















Madre Natura e suoi millenari archivi di progetti evolutivi tornano a dare una mano alla scienza. È l’approccio biomimetico, infatti, ad aver ispirato un gruppo di ricercatori della Lamar University, in Texas (USA) nella realizzazione di un nuovo materiale auto-rigenerante. L’obiettivo? Creare un composto per la produzione di oggetti quotidiani, come occhiali o suole di scarpe, capace di allungare la vita dei beni.

Il lavoro texano, pubblicato su Scientific Reports, mostra la creazione di una resina liquida che polimerizza, e quindi indurisce, quando esposta alla luce ultravioletta. Utilizzando una forma di stampa 3D nota come stereolitografia laser-assistita, prof. Keivan Davami e i suoi colleghi hanno realizzato semplici oggetti dotati di una serie di microspici serbatoi contenenti questa resina: in caso di fratture o crepe quest’ultima fuoriesce e solidifica, riparando il danno.

Questo meccanismo è analogo a quello delle reti microvascolari presenti nella pelle umana che facilitano il ripristino dei tessuti in seguito a lesioni. La funzionalità autonoma del processo di autoriparazione significa che per funzionare non è necessario alcun intervento esterno salvo una breve esposizione agli UV. Una soluzione che si dimostrerebbe particolarmente utile per tutti quei componenti di un singolo oggetto difficili da raggiungere o troppo costosi da rimuovere e sostituire.
“Ciò – spiegano i ricercatori – non solo estenderà la vita utile di articoli importanti su cui facciamo affidamento tutti i giorni, ma ridurrà anche la quantità di rifiuti consegnati alle discariche. Con questo materiale auto-rigenerante, non vi sarà più la necessità di sostituire molti degli oggetti rotti”. Il gruppo ha dimostrato con successo come un design intelligente, unito alle moderne tecniche di produzione additiva, consenta rapide innovazioni in grado di apportare miglioramenti significativi alla tecnologia produttiva. Il gruppo sta attualmente lavorando per ridurre il fabbisogno energetico per l’auto-guarigione, il che significa renderla attivabile dalla semplice luce ambientale.

fonte: http://www.rinnovabili.it

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