mercoledì 12 giugno 2019

Economia circolare: cemento e calcestruzzo nella Green Economy

Cemento e calcestruzzo, quale il loro ruolo all'interno dell'economia circolare: se ne discute oggi a Roma in un evento promosso da Federbeton.




Economia circolare e materiali edili. Oggi a Roma si discute di questo particolare rapporto, soprattutto in relazione a cemento e calcestruzzo. Presso la Biblioteca del Senato a Roma si sta svolgendo l’incontro “Il contributo di cemento e calcestruzzo all’economia circolare”,evento promosso da Federbeton in collaborazione con Circular Economy Network. Tema centrale l’affermazione della filiera di cemento e calcestruzzo quale volano di sostenibilità.

Nell’incontro si è discusso inoltre di come i comparti cemento e calcestruzzo possano relazionarsi con la mitigazione dei cambiamenti climatici e con l’implementazione di modelli di economia circolare e Green Economy. Fondamentale puntare a sviluppare il potenziale del settore in merito al recupero di energia e materia. Come ha sottolineato Roberto Callieri, presidente Federbeton:

Le istanze ambientali giustamente presenti nella sensibilità dei cittadini e negli obiettivi fissati dai decisori pubblici nazionali e internazionali disegnano una sfida condivisa, da tempo, dalla nostra filiera. Grazie alle tecnologie disponibili e agli investimenti messi in campo dalle imprese, siamo in grado di migliorare ulteriormente la nostra sostenibilità ambientale. Gli obiettivi che ci poniamo sono raggiungibili però solo se condivisi dall’intera catena del valore del mercato delle costruzioni e a patto che il quadro normativo e il consenso sui territori concorrano in maniera sinergica a questa prospettiva.

Ha commentato il sottosegretario On. Vannia Gava:

La promozione dell’economia circolare in tutti i settori è lo sforzo che tutti noi, Istituzioni, imprese, associazioni e cittadini, siamo chiamati a mettere in atto. Anche la filiera del cemento e del calcestruzzo può svolgere un ruolo chiave e dare un forte contributo al settore delle costruzioni, attraverso l’utilizzo di materiali riciclati e di sottoprodotti nel processo produttivo, e quindi riducendo conferimento in discarica di materiali di scarto, unitamente all’uso di combustibili alternativi in tutte le fasi del processo.

Diversi i dati evidenziati durante l’incontro, a cominciare da quelli che riguardano il comparto cemento. Dagli 87,5 milioni di euro investiti dalle imprese nel triennio 2015-2017 per l’implementazione di tecnologie che reimpieghino materiali di recupero cementizi nel ciclo produttivo, passando per il 7,4% di impiego di materie prime residuali al posto di risorse naturali (nel 2017), fino alle 360mila tonnellate di combustibili derivanti dai residui di produzione trattati e sottratti alla discarica nel 2017.

Impiegati nel 2017 combustibili alternativi per il 17,3% del fabbisogno, a fronte di una percentuale media europea del 44%: numeri sui quali pesa, spiega Federbeton, una normativa italiana poco lineare, competenze frammentate e diffidenza a livello locale. Se la percentuale italiana raggiungesse la media UE si potrebbero risparmiare all’ambiente 2 milioni di tonnellate di CO2.

Per quanto riguarda il calcestruzzo circa 15 milioni di tonnellate potrebbero essere sottratte alla discarica e utilizzate nuovamente all’interno del ciclo produttivo. Una stima ottenuta basandosi sulla produzione annua 2018, corrispondente a 27 milioni di metri cubi. Questi i punti chiave della strategia di Federbeton per rendere più riciclabili i materiali e contribuire all’integrazione del settore nell’economia circolare:
Implementare la demolizione selettiva, come modalità di separazione delle frazioni riciclabili;
Introdurre meccanismi premiali, da parte delle committenze pubbliche. Il Comune di Bologna, ad esempio, premia in termini volumetrici i progetti che prevedono l’uso di materiali riciclati;
Regolare in maniera più chiara i criteri per i quali un rifiuto inerte cessa di essere tale. È importante venga emanata in tempi rapidi la bozza di decreto End of Waste sui rifiuti inerti, ancora all’esame del Ministero Ambiente;
Formare e sensibilizzare i progettisti alla prescrizione e all’uso dei materiali riciclati;
Valorizzare il ruolo della filiera del cemento e del calcestruzzo nel ciclo dei rifiuti, in quanto comparto capace di riutilizzare gli scarti di produzione e i rifiuti da raccolta differenziata nel proprio ciclo produttivo.

fonte: www.greenstyle.it

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