martedì 25 giugno 2019

Rifiuti, la cattiva qualità della differenziata frena il riciclo del vetro

Oltre il 13% dei materiali raccolti viene ributtato in discarica. Per migliorare servono campagne di comunicazione e sensibilizzazione























L’industria del vetro “Made in Italy” conta oltre 23 mila addetti impiagati da oltre 1000 aziende (32 dedite alla produzione, il resto alla trasformazione del materiale), un comparto che rappresenta un settore di punta per l’economia circolare: i dati Coreve mostrano che nel 2018 sono state 2.472.208 le tonnellate di imballaggi in vetro immesse sul mercato italiano (+1,7%), la raccolta differenziata è arrivata a 2.189.000 tonnellate (+8,4%) mentre l’avvio a riciclo ha toccato quota 1.885.957 tonnellate (+6,6%), con dunque un tasso di riciclo pari al 76,3% (dal 72,8% del 2017). Numeri che mostrano però anche un risvolto negativo: la differenziata cresce più del riciclo, anche perché mentre aumenta la quantità dei materiali raccolti diminuisce la qualità.
Un dato che è stato sottolineato anche dal presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Edo Ronchi, intervenuto oggi all’Osservatorio nazionale del Ccnl vetro: il vetro è un materiale durevole, riciclabile infinite volte, economicamente vantaggioso grazie al risparmio non solo di materie prime vergini, ma anche di energia,ed è in grado di tornare a produrre contenitori di pari qualità di quelli riciclati correttamente con la raccolta differenziata. Ma il punto dolente è che la qualità della raccolta differenziata non decolla, soprattutto in alcune Regioni a causa dell’aumento delle quantità raccolte gli scarti sono passati dal 7% del 2013 al 12% del 2017. E il trend sta proseguendo.
Gianni Scotti, presidente del Coreve, commentando i dati 2017 del Consorzio afferma che «lo sviluppo delle quantità raccolte è infatti accompagnato da una crescente presenza di materiale improprio conferito, erroneamente, nella raccolta differenziata del vetro. Il che comporta un aumento degli scarti nella fase di trattamento che precede il riciclo in vetreria. Oltre il 13% del totale raccolto, che potrebbe essere riciclato alimentando un perfetto esempio di economia circolare, è purtroppo perso e smaltito in discarica. Uno spreco dannoso ed oneroso. Una maggior attenzione, da parte del cittadino, nell’evitare di conferire frazioni estranee come la ceramica, il pyrex, il cristallo, o i sacchetti di plastica, che troviamo sempre più spesso associati alla diffusione della raccolta “porta a porta”, potrebbe evitare tutto ciò». E questo nonostante i risultati finora conseguiti siano complessivamente buoni: «Sul versante del recupero siamo giunti ad una fase nella quale, per spingere ulteriormente l’attuale tasso di riciclo – aggiunge Scotti – dovranno essere rese disponibili per la rifusione in vetreria quantità crescenti di rottame separato per colore».
Per il momento l’urgenza più pressante è però quella di migliorare la qualità della raccolta differenziata, che è bene ricordare si tratta di un mezzo utile solo al raggiungimento di un fine, quello dell’effettivo riciclo. Non a caso Coreve e Anci coreve hanno appena scelto la provincia di Rimini per avviare, a livello nazionale, una nuova campagna di sensibilizzazione sulla qualità del vetro rivolta a tutte le strutture ricettive (pub, ristoranti e bar) ed alberghiere della zona turistica dei 5 comuni della Provincia.
La posta in gioco è alta, e non solo dal punto di vista ambientale. «Le filiere del riciclo e del riutilizzo che si allineeranno con i nuovi obiettivi previsti dalla Direttive europee – ha spiegato oggi Ronchi – potranno generare importanti benefici economici e occupazionali nei prossimi 5 anni: 20,1 miliardi di euro di aumento di produzione, un valore aggiunto di 6,6 miliardi di euro e 171 mila nuovi occupati nel quinquennio».
fonte: www.greenreport.it

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