Caserini: “Non si può dire che un problema non esiste, se la comunità scientifica afferma il contrario"


























Tra le tante attività, lei si occupa di smontare la pseudoscienza che circola sul clima: in che modo?

«Una quindicina di anni fa mi sono reso conto che c'era un abisso tra quello che si raccontava ai convegni o che si leggeva sulle riviste scientifiche e quello che invece compariva sui giornali o in televisione. Gli scienziati erano sicuri già da anni che il pianeta si stava scaldando e che l'uomo era responsabile della stragrande maggioranza dell'incremento delle temperature, e che questo era un problema serio. Sui giornali invece un articolo su due smontava questa tesi. Girano molte leggende sui cambiamenti climatici, diffuse da pseudoscienziati che non appartengono al mondo della climatologia. Con altri colleghi abbiamo poi fondato il blog climalteranti.it, abbiamo pubblicato 500 post in cui smontiamo le stupidaggini dette in campo scientifico. Il negazionismo praticamente non esiste più, solo in alcune riviste a pagamento si pubblicano anche articoli che sostengono che la terra sia quadrata».

Già solo ospitare sui media uno scienziato e uno pseudoscienziato significa fare cattiva informazione...

«Certo, ci sono testate televisive che hanno l'idea che si debba sempre fare la par condicio perché dando spazio a tutti c'è democrazia. Ma la democrazia non dà diritto alla disinformazione. Se una tesi non esiste in campo scientifico non ha senso invitare uno che la propone. Tutti hanno diritto di fare proposte su come risolvere un problema, però solo se si mette la scienza di fronte alla scienza. Non si può dire che il problema non esiste se la comunità scientifica dice il contrario, bisogna fare informazione su quello che la comunità scientifica riconosce. La BBC ha dichiarato che si impegnerà a non invitare più in tv i negazionisti del clima. In questo momento storico bisogna fare delle scelte importanti per non confondere l'opinione pubblica».

Cosa si può fare per rimediare?

Non mi dica che non c'è più tempo...

«Non si sta facendo abbastanza sul fronte dell'adattamento al cambiamento climatico, cioè la gestione degli impatti inevitabili già in corso. Sul lato della mitigazione del problema, quindi ridurre i gas serra e cambiare il sistema energetico, qualcosa si sta facendo ma dobbiamo essere molto più rapidi. L'obiettivo è l'accordo di Parigi: in 30 anni dobbiamo rottamare l'attuale sistema energetico. Questo è l'obiettivo della politica, cambiare in pochi anni il paradigma economico a partire da un maggiore sviluppo delle energie rinnovabili, l'aumento dell'efficienza energetica, togliere i sussidi ai combustibili fossili, una mobilità più sostenibile e politiche per il trasporto pubblico volte a disincentivare le auto e molto altro. Nel mio libro Il clima è già cambiato c'è un'appendice con le 101 azioni che possono fare i cittadini individualmente, fino alla mobilitazione come quella che c'è in questi tempi».


fonte: www.altroconsumo.it