IMPIANTO DI VILLA PITIGNANO: IL COMITATO "ANTIPUZZA" INTERVIENE SULL’ORDINANZA DEL TAR UMBRIA
I CITTADINI CHIEDONO IL RISPETTO RIGOROSO DEI TERMINI ISTRUTTORI FISSATI AL 31 DICEMBRE 2026 PER LA VERIFICA DELLO STATO DEI LUOGHI.
I CITTADINI CHIEDONO IL RISPETTO RIGOROSO DEI TERMINI ISTRUTTORI FISSATI AL 31 DICEMBRE 2026 PER LA VERIFICA DELLO STATO DEI LUOGHI.
Perugia, 10 ottobre 2026 – Il TAR per l’Umbria (Sezione Prima), con l'ordinanza n. 00405/2026 pubblicata il 9 ottobre 2026, ha disposto un rinvio istruttorio della causa relativa al Piano di Dismissione dell'impianto situato a Villa Pitignano. Il Tribunale ha fissato la prossima udienza pubblica al 10 marzo e ha richiesto a tutte le parti di depositare, entro il 31 dicembre 2026, documentati chiarimenti sullo stato delle operazioni di rimozione dei materiali e sull'attuazione delle attività previste.
Il Comitato Spontaneo "Antipuzza" di Villa Pitignano, Bosco, Ramazzano e Ponte Felcino, rappresentato dall'avvocato Valeria Passeri, esamina gli elementi emersi dai recenti atti processuali e ispettivi per fare chiarezza sulla situazione a tutela della cittadinanza e del territorio.
Gli elementi principali evidenziati dal Comitato sulla base della documentazione ufficiale:
Gli esiti degli accertamenti tecnici: La relazione tecnica del sopralluogo effettuato in data 15 giugno 2026 dal Nucleo Operativo Ecologico (N.O.E.) dei Carabinieri di Perugia e da ARPA Umbria – richiamata negli atti del contenzioso – ha stimato la presenza sul piazzale di circa 6.000 metri cubi di compost distribuiti su una superficie di circa 6.000 mq, riscontrando il mancato rispetto della scadenza intermedia precedentemente fissata all'11 giugno 2026 dalla diffida regionale (D.D. n. 1208/2026).
Le garanzie finanziarie a tutela del sito: Agli atti del procedimento risulta documentato l'ottenimento dell'estensione della polizza fidejussoria a garanzia di eventuali danni ambientali fino al 31 dicembre 2027, una misura precauzionale fondamentale richiesta dall'amministrazione a copertura delle matrici ambientali dell'area.
La rilevanza della scadenza del 31 dicembre 2026: Come evidenziato nelle difese del Comune di Perugia riportate nell'ordinanza, la data del 31 dicembre 2026 rappresenta il termine entro il quale le amministrazioni resistenti dovranno documentare l'avvenuto completamento – o meno – della dismissione dell'impianto, superando così anche il periodo di dilazione al centro della controversia.
«L'ordinanza del TAR Umbria delinea un percorso istruttorio chiaro, finalizzato ad acquisire dati oggettivi e documentati entro la fine dell'anno» dichiarano i rappresentanti del Comitato. «L'obiettivo primario della collettività resta la sollecita rimozione dei materiali giacenti e la corretta esecuzione dei monitoraggi ambientali, che l'ordinanza stessa indica debbano essere preventivamente validati da ARPA Umbria prima delle operazioni sul campo. Continueremo a seguire il procedimento con la massima attenzione, confidando nell'operato delle istituzioni competenti».
Il Comitato ricorda infine che il proprio atto di diffida e messa in mora inoltrato nell'agosto scorso a Regione Umbria, ARPA e Comune - ad oggi silente - mira all'applicazione delle tutele previste dall'art. 29-decies del D.Lgs. 152/2006 in materia di autorizzazioni ambientali, a salvaguardia del diritto alla salute dei residenti e della piena conformità urbanistica del territorio.
Comitato Spontaneo "Antipuzza" di Villa Pitignano, Bosco, Ramazzano e Ponte Felcino

