Bozza proposta include anche 'sconti' a sette Paesi indietro
L'ultima bozza della nuova direttiva sui rifiuti pare meno ambiziosa di quella del precedente esecutivo Ue, dove il 70% rappresentava "la quota minima" da raggiungere per il riciclo dei rifiuti urbani a livello Ue. Nell'attuale proposta è inoltre previsto per sette Paesi, evidentemente ancora molto indietro nel riciclo rispetto agli altri, un possibile rinvio di cinque anni per centrare i target Ue, ridimensionati quindi rispettivamente al 50% per il 2025 e al 60% per il 2030. Si tratta di Estonia, Grecia, Croazia, Lettonia, Malta, Romania e Slovacchia.
Quanto alle discariche, nella bozza di Bruxelles si parla di una "graduale limitazione del loro uso al 10% dei rifiuti urbani", mentre nella proposta del precedente esecutivo Ue era chiaro il divieto per i materiali da riciclo dal 2025. Scomparso anche l'obiettivo indicativo di riduzione di un terzo dei rifiuti marini e degli sprechi di cibo. Sul fronte dell'eco-design dei prodotti invece, il primo passo sarà una proposta "a breve" per rendere più facile smontare e riciclare display elettronici, come gli schermi di pc e televisori.
fonte: www.ansa.it
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