martedì 14 marzo 2017

Con la “Frutta a metà mattina” i bambini abbandonano le merendine e mangiano più volentieri a pranzo. Il successo del progetto di Milano Ristorazione



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Successo per l’iniziativa di Milano Ristorazione, che sposta la frutta dalla fine del pasto allo spuntino di metà mattina
I bambini delle scuole milanesi mangiano più frutta, evitano di consumare merendine a metà mattina e la quantità di cibo avanzato dopo il pranzo si riduce. Questi sono i risultati del progetto “Frutta a metà mattina” di Milano Ristorazione, una sperimentazione che ha coinvolto 76 scuole elementari e oltre 21 mila bambini e di cui Il Fatto Alimentare si è già occupato. Il progetto prevede l’anticipo della frutta dal pasto allo spuntino di metà mattina, con l’obiettivo di abituare i bambini a mangiare meno merendine e ridurre gli sprechi.
Obiettivi decisamente centrati, stando ai dati diffusi oggi da Milano Ristorazione, che ha registrato un aumento del 14,9% del consumo di frutta e un maggiore gradimento del pasto (+16,7%). I risultati si spiegano facilmente: i bambini non mangiando merendine, patatine o addirittura panini alle 10,30, arrivano al pranzo con più appetito e avanzano meno cibo nei vassoi. D’altro canto, il progetto ha anche il  merito di disabituare un po’ alla volta i bambini al consumo quotidiano di fuori pasto, almeno a scuola.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
I bambini mangiano più frutta e avanzano meno cibo nei vassoi a pranzo
I risultati sono il frutto di un monitoraggio su un campione di mille bambini in tre momenti dell’anno scolastico (dal mese di ottobre 2016 al febbraio 2017). Visto il successo dell’esperimento, l’obiettivo di Milano Ristorazione è di proseguire su questa strada e portare la “Frutta a metà mattina” in tutte le scuole della città.
Soddisfatto dell’operazione Fabrizio De Fabritiis, attuale amministratore unico di Milano Ristorazione, che afferma “è un progetto su cui abbiamo lavorato a lungo, già con chi mi ha preceduto, credendoci molto, investendo risorse consistenti, perché convinti che avrebbe contribuito ad un cambiamento di abitudini importante in un percorso di educazione al gusto e di salute.”

fonte: www.ilfattoalimentare.it