domenica 26 marzo 2017

Imballaggi in plastica, ora il Cac premia quelli più facilmente selezionabili e riciclabili

Dal 1° maggio al via il test per il nuovo contributo ambientale, che entrerà a regime dal 1° gennaio 2018



















Il cda di Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, ha dato il via libera alla diversificazione del contributo ambientale (Cac) per gli imballaggi in plastica: a partire dal 1° maggio 2017 sarà avviata la transizione verso il nuovo sistema, che premierà i rifiuti di imballaggio più facilmente selezionabili e riciclabili.
In che modo? Come spiegato già un anno fa a greenreport dal direttore generale Conai Walter Facciotto, l’obiettivo dell’operazione l’obiettivo «è quello di incentivare la produzione di imballaggi più facilmente riciclabili che possano essere utilizzati come materie prime seconde nei processi produttivi».
In concreto, dal prossimo 1° maggio entrerà in vigore una fase di test che – spiegano dal Conai –  consentirà alle aziende di far fronte ai cambiamenti previsti dalle nuove modalità dichiarative. Da questa data sarà infatti disponibile la nuova modulistica, che diventerà obbligatoria a partire dalle dichiarazioni di competenza di luglio 2017; durante la fase di test rimarrà comunque invariato e unico il valore del contributo ambientale plastica, pari a 188,00 €/ton. L’applicazione del contributo ambientale diversificato per gli imballaggi in plastica andrà infine a regime a partire dal 1° gennaio 2018, mentre entro l’estate saranno resi noti i valori delle tre fasce contributive.
In definitiva il contributo ambientale per gli imballaggi in plastica sarà modulato sulla base dei tre criteri guida, enumerati dal Conai: la selezionabilità, la riciclabilità e, per gli imballaggi che soddisfano questi  due criteri, il circuito di destinazione prevalente una volta divenuti rifiuti.
«Per premiare adeguatamente – commenta Roberto De Santis, presidente di Conai – la ricerca e l’impegno verso imballaggi più orientati all’economia circolare, abbiamo deciso un anno fa di cominciare dalla diversificazione contributiva degli imballaggi in plastica; dopo un  complesso lavoro che ha coinvolto l’intera filiera dalla produzione al riciclo, entriamo ora nella fase operativa. L’obiettivo è quello di fare prevenzione, cioè di rendere sempre più conveniente la produzione e l’utilizzo di imballaggi più sostenibili e più facilmente riciclabili».
Per garantire una spinta decisiva al riciclo effettivo (e dunque alla re-immissione sul mercato di prodotti realizzati con materie prime seconde) sarebbe poi di concreto e grande aiuto un sostegno fiscale, ad esempio tramite un credito di imposta sull’acquisto di prodotti in materiale riciclato: una battaglia, questa, che spetta però al legislatore.

fonte: www.greenreport.it