lunedì 27 marzo 2017

Le ecoballe della Campania stanno andando in discarica, all’estero

La commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti in visita in Romania e Portogallo


















Poco meno di un anno fa in Campania venne annunciato in pompa magna l’avvio della rimozione delle ecoballe, con una prima fase che avrebbe interessato 300mila tonnellate di rifiuti. Una minima parte, in realtà, di quelle 5,6 milioni di tonnellate circa di rifiuti trito vagliati che si sono accumulate sul territorio campano anno dopo anno, dal 2001 al 2009. Senza un impianto dove poter essere indirizzate.
Dato l’alto potere calorifico di queste ecoballe, compreso tra 8.600 e 13.500 kJ/kg, il ministero dell’Ambiente auspicava potessero essere indirizzate a recupero energetico «di gran lunga preferibile allo smaltimento in discarica». Eppure è proprio in discarica che stanno andando, ma all’estero.
La Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, spiega il suo presidente Alessandro Bratti, ha «concluso la missione in Romania e Portogallo effettuando l’ultima ispezione alla società Citri a Setubal, per la verifica delle modalità utilizzate per lo smaltimento di una parte delle ecoballe provenienti dalla Campania. Abbiamo avuto dagli organi di controllo portoghesi importanti rassicurazioni rispetto alle procedure utilizzate a alla qualità del materiale arrivato dalla Campania. Il materiale, suddiviso in due lotti, raggiunge le 60 mila tonnellate e verrà depositato direttamente in discarica. Scarsissime le possibilità di riutilizzo dello stesso, anche a fini energetici come combustibile da rifiuto per cementifici».
Un’operazione costosa non solo sotto il profilo ambientale – si pensi anche all’inquinamento legato ai mezzi per il trasporto transfrontaliero di decine di migliaia di tonnellate di rifiuti –, ma naturalmente anche economico. Come spiegato nel maggio scorso dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, per iniziare la rimozione delle ecoballe nella legge di Stabilità venne prevista una cifra pari a 450 milioni di euro.

fonte: www.greenreport.it