mercoledì 10 maggio 2017

Dal riciclo dei vecchi frigoriferi l’eco-assorbente anti olio

OKO-PUR nasce dal recupero del poliuretano dei frigoriferi. È in grado di assorbire l’olio anche in acqua, rendendola decontaminata al 95%














Recuperare i RAEE domestici, ossia i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, per ottenere un prodotto in grado di rispettare l’ambiente e assicurare l’assorbimento idrocarburi e prodotti chimici presenti nel suolo e nei corpi idrici. È quanto fa l’azienda emiliana Airbank, con OKO-PUR, l’assorbente ecologico creato grazie al riciclo dei vecchi frigoriferi. Studiato per assorbire oli, grassi, benzina, gasolio e vernici presenti sul suolo degli ambienti di lavoro, OKO-PUR si impiega come comune segatura. È certificato come assorbente per sedi stradali trafficate ma – sottolinea la società, è in grado di catturare anche l’olio in acqua, rendendola decontaminata al 95% e formando grandi grumi che possono essere poi facilmente recuperati.

Per realizzarlo l’azienda recupera poliuretano dei frigoriferi, sostanza che garantisce l’isolamento tra l’interno ed esterno dell’elettrodomestico. Si tratta di un rifiuto polimerico difficile da smaltire e corrisponde a circa il 15 per cento del materiale di cui è composto un frigo. In media ogni apparecchio contiene quattro chili di poliuretano da cui Airbank ottiene il suo eco-assorbente, prodotto sia in forma di polvere che di granuli.

Il prodotto finale ha una capacità di assorbimento molto elevata, che va da 3,7 a 10 volte il proprio peso: con il contenuto di un sacco da 6,8 chili si assorbono dai 20 agli 80 chili di liquidi.
“Idrorepellente, antiderapante, non produce fanghi e non solidifica, non assorbe l’acqua in caso di pioggia e ha un costo di smaltimento notevolmente ridotto – sottolinea Gloria Mazzoni, presidente di Airbank – OKO-PUR è un prodotto innovativo che esemplifica il concetto di economia circolare, pensa all’ambiente ed ha una serie di caratteristiche che lo rendono vantaggioso anche dal punto di vista economico”. Per produrne un chilo, spiega la società, si evita l’emissione di 250 chili di CO2 nell’atmosfera, risparmiando su energia e materie prime e contribuendo a proteggere l’ambiente.

fonte: http://www.rinnovabili.it