Alcuni dei più grandi produttori auto europei hanno deciso di lavorare assieme per realizzare una rete di ricarica rapida nel vecchio continente. BMW, Daimler, Ford e il Gruppo Volkswagen, con marchi Audi e Porsche, sono i “padri fondatori” di Ionity, joint-venture che installerà e gestirà il primo High-Power-Charging (HPC) Network per i veicoli elettrici: 400 stazioni di ricarica rapida lungo le principali arterie stradali dalla Norvegia all’Austria, che verranno costruite da oggi al 2020.
Il modello giapponese, dove fanno
squadra per accelerare la rivoluzione dell’e-mobility, sembra dunque
aver fatto breccia anche in Europa. Vuoi per l’inazione dei governi –
lenti e cauti sui piani di sviluppo infrastrutturale – vuoi per la
competizione senza quartiere innescata da Tesla, alle case
automobilistiche europee non resta altra scelta che farsi promotori in
prima persona dello sviluppo dell’e-mobility.
L’iniziativa, in realtà, era stata
annunciata circa un anno fa quando le quattro società avevano firmato
l’accordo di partenariato. Ora sono pronte a entrare nel vivo
dell’azione aprendo entro la fine del 2017 le prime 20 stazioni. “La
prima rete paneuropea di HPC svolge un ruolo essenziale nella creazione
di un mercato per veicoli elettrici. IONITY ci permetterà di raggiungere
il nostro obiettivo comune, ossia fornire ai clienti una veloce
ricarica, con la possibilità di pagamento digitale, per facilitare i
viaggi su lunghe distanze”, spiega l’amministratore delegato della jv, Michael Hajesch,
nel gruppo BMW dal 2012. Un’auto elettrica può richiedere anche diverse
ore per fare il “pieno” alla sua batteria con una ricarica domestica
privata (le potenze della presa vanno dai 3,7 kW ai 22 kW). Le stazioni
di rete Ionity, invece, avranno una capacità di 350 kW per punto di ricarica.
Il nuovo network utilizzerà per la presa lo standard CCS
(Combined Charging System). Consiste in un unico connettore sull’auto
che consente sia la ricarica rapida in corrente continua (DC) che quella
lenta in corrente alternata (AC). Si tratta di un elemento non
secondario nella scelta di creare una rete europea di
High-Power-Charging.
Gli standard, infatti, sono elementi
fondamentali per l’accettazione di tutte le nuove tecnologie. In
origine, ad esempio, i treni italiani non potevano correre su binari
ferroviari in Francia perché la distanza tra le rotaie era diversa. Solo
quando i paesi europei hanno convenuto su un unico standard, è stato è
possibile costruire un servizio ferroviario su tutto il continente. Se
si esclude l’alternativa creata dalla Cina, attualmente esistono tre
standard di ricarica per la mobilità elettrica in uso a livello
mondiale: CHAdeMO, CCS e il connettore Tesla. L’uso dei caricatori CCS
sta rapidamente aumentando, ma la compagnia di Elon Musk ha oggi una
rete di gran lunga più grande, che ha messo radici anche in Europa
(leggi anche Auto elettriche: in Norvegia la stazione di ricarica più grande al mondo. Una battaglia di primo piano per il futuro della mobilità elettrica.
fonte: www.rinnovabili.it