domenica 29 luglio 2018

Pellicole in plastica, si riciclano anche sporche grazie a un nuovo processo

BioCellection, una startup americana, ha sviluppato un processo chimico per riciclare film e pellicole in plastica sporchi o contaminati.





BioCellection, una startup americana, ha sviluppato un processo chimico per riciclare film e pellicole in plastica sporchi o contaminati. Con il nuovo sistema ideato dagli statunitensi, il materiale viene triturato senza la necessità di essere lavato, grazie a un catalizzatore liquido che non richiede che la plastica sia pulita.

Nel suo impianto in California, BioCellection gestisce un processo chimico per rompere i legami polimerici delle pellicole post-consumo e produrre una sostanza chimica che by-passa l’uso del petrolio. Miranda Wang, che ha fondato l’azienda con Jeanny Yao, fa sapere che nei test iniziali è stata raggiunta una conversione dei rifiuti plastici in prodotto fino al 70 per cento nel giro di 3 ore.

Il processo è semplice. Prima la plastica viene triturata e inserita in un contenitore di vetro, contenente un catalizzatore liquido trasparente a 120 gradi. In sostanza, quella di BioCellection è una tecnica di reflusso chimico per fornire energia alla reazione nel tempo. In primo luogo, la plastica viene triturata, dopo di che viene caricata in un contenitore di vetro, imbevuto di un catalizzatore liquido trasparente a 248 ° F. Essenzialmente, BioCellection impiega ciò che descrive come una tecnica di reflusso chimico per fornire energia alla reazione nel tempo.

Sono stati necessari centinaia di esperimenti prima di identificare il catalizzatore in grado di tagliare le catene polimeriche aperte per innescare una reazione a catena intelligente, a pressione atmosferica e a una temperatura che un bollitore d’acqua può gestire.

Una volta che il polimero si rompe in pezzi con meno di 10 atomi di carbonio, l’ossigeno dell’aria si aggiunge alla catena e forma acidi organici che possono essere raccolti, purificati e utilizzati per creare nuovi prodotti. I ricercatori americano ora stanno cercando di applicare il metodo anche ad altri tipi di plastica. E i risultati sulle plastiche rigide come il polipropilene e il polietilene tereftalato (il PET delle bottiglie per bevande) sono promettenti.

I californiani vanno anche oltre la ricerca pura. Nello stabilimento di BioCellection già a partire dall’anno prossimo entrerà in funzione una macchina in grado di triturare 5 tonnellate di plastica al giorno.


fonte: www.rinnovabili.it