Ministero dell'Ambiente: catalogo sussidi ambientalmente dannosi e ambientalmente favorevoli

In Italia, come in molti altri paesi, si fa ancora un utilizzo significativo di sussidi ma molti sono ambientalmente dannosi.



















L’art. 68 della Legge 28 dicembre 2015, n. 221 (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali) prevede che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare predisponga, con cadenza annuale, un “Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli”.
Molti sussidi sono stati adottati nel nostro Paese in favore dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile, ma alcuni di questi, seppure adottati con motivazioni degne e legittime, hanno effetti ambientali negativi.
Il Ministero, attraverso la sua Direzione generale per lo sviluppo sostenibile (DG-SVI) con il contributo scientifico del gruppo di Economia Ambientale della Sogesid s.p.a., ha provveduto alla redazione della prima edizione del Catalogo, che è stato trasmesso ufficialmente dal Ministro dell’Ambiente ai Presidenti del Consiglio e delle Camere nel febbraio 2017. Successivamente è stata redatta una seconda edizione, aggiornata e arricchita rispetto alla precedente.
Il 2° Catalogo identifica sussidi favorevoli stimati per il 2017 in 15,2 miliardi di € e i dannosi in 19,3 (quelli di incerta classificazione in 6,6).
Fra i dannosi, i sussidi alle fonti fossili sono stimati in 16,8. Tutti i sussidi alle fonti fossili devono ritenersi economicamente e ambientalmente inefficienti. Senza la loro rimozione diventerà estremamente difficile, se non impossibile, raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati come comunità globale a Parigi e all’ONU.
Riformare i sussidi favorevoli ed eliminare i sussidi dannosi resta nelle mani del potere politico, così come riutilizzare le risorse liberate.
fonte:http://www.arpat.toscana.it