Visualizzazione post con etichetta #CambialaTerra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #CambialaTerra. Mostra tutti i post

Wwf: Flash mob #StoPesticidi per fare pace con la Natura - 14 aprile 2019
















IN NOME DEL POPOLO AVVELENATO PER FARE PACE CON LA NATURA

Il WWF mobilità i cittadini in oltre 30 città in Italia per chiedere al Governo e alle Regioni un Piano di Azione Nazionale sui pesticidi che garantisca la tutela della salute dei cittadini e degli agricoltori, salvaguardi la biodiversità nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette e promuova l’agricoltura biologica.
Nella (Regione/città) l’evento si terrà presso ……, alle ore ….., con l’organizzazione di un Flash mob per dire “Stop Pesticidi” e liberare l’agricoltura e le nostre città dai veleni che minacciano la natura e la salute.
Il WWF organizza domenica prossima, 14 aprile, un evento nazionale dedicato ai pesticidi, in vista dell’approvazione del nuovo Piano d’Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci, in attuazione della Direttiva europea sui pesticidi, 2009/128/CE.
L’evento prevede l’organizzazione di un Flash mob aperto alla partecipazione di tutti i cittadini interessati, che nella (regione, città, paese) sarà realizzato in/presso (Piazza, Via, parco, monumento), dalle ore … alle ….., a cura dell’Organizzazione locale del WWF (nome della OA) in collaborazione con (inserire elenco delle Associazioni regionali e/o locali che hanno aderito all’evento). Il Flash mob prevede anche una azione coordinata sui social network (Twitter, Facebook e Istagram) rivolta ai tre Ministri competenti per l’approvazione del nuovo PAN Pesticidi (Gian Marco Centinaio del MIPAAFT, Sergio Costa del MATTM e Giulia Grillo per la Salute) e sulle Regioni (nella persona del Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini) che hanno il compito dell’attuazione del Piano sui pesticidi nei territori.
Il WWF Italia, insieme alle Associazioni che aderiscono alla Campagna “Cambia la Terra” promossa da Federbio chiede alcune sostanziali modifiche al Piano di Azione Nazionale (PAN) sui pesticidi, scaduto lo scorso 12 febbraio, ancora in corso di aggiornamento da parte dei tre Ministeri competenti. Entro il mese di aprile la nuova versione del PAN Pesticidi sarà sottoposta a consultazione pubblica e le Regioni, le Associazioni, i comitati, gli ordini professioni, le Associazioni di categoria, ma anche singoli cittadini, potranno presentare le loro osservazioni e proposte di emendamenti al Piano.
Il WWF Italia ritiene importante che il nuovo PAN Pesticidi preveda divieti, limiti e regole vincolanti sull’utilizzo dei pesticidi in agricoltura, nella manutenzione delle strade e ferrovie e all’interno delle città per la gestione del verde pubblico e privato (orti e giardini), in particolare il nuovo Piano dovrebbe indicare con priorità i seguenti obiettivi:
- Ridurre i rischi per i residenti nelle aree rurali e gli agricoltori fissando distanze minime di sicurezza dalle abitazioni e dalle coltivazioni biologiche per difenderle dal rischio di una possibile contaminazione accidentale.
- Nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette deve essere vietato l’utilizzo di pesticidi pericolosi per gli habitat e le specie selvatiche, con misure di conservazione della biodiversità regolamentari vincolanti.
- Adottare tecniche biologiche per la manutenzione delle aree non agricole (rete viaria, ferroviaria) con particolare attenzione al verde pubblico e agli spazi utilizzati dalla popolazione residente nelle città.
- Prevedere il divieto totale del glifosate in Italia entro il 2022, escludendo qualsiasi ipotesi di rinnovo dell’autorizzazione concessa per cinque anni dall’Unione Europea il 27 novembre 2017.
- Definire criteri più rigorosi per la concessione delle deroghe per l’utilizzo di pesticidi di norma vietati a causa della loro pericolosità per la salute umana e per gli ecosistemi.
- Rafforzare i sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo.
Il ricorso ai pesticidi dovrebbe avvenire solo dopo avere adottato pratiche agroecologiche alternative all’uso dei prodotti chimici di sintesi, come già avviene in agricoltura biologica. In particolare il WWF Italia, insieme a Federbio e alle altre Associazioni della Campagna “Cambia la Terra” ( www.cambialaterra.it )  chiede che il nuovo PAN Pesticidi indichi con chiarezza l’obiettivo del 40% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) nazionale condotta con il metodo biologico entro il 2030, utilizzando meglio le risorse della PAC attuale e post 2020.
Maggiori informazioni sull’evento WWF “Stop Pesticidi” sono disponibili sul sito web dell’Associazione: www.wwf.it/stoppesticidi


fonte: www.wwf.it

I pesticidi dentro di noi - teaser

Quanti pesticidi ci sono nel cibo che mangi? "I pesticidi dentro di noi" è un'iniziativa di Cambia la Terra . Per 14 giorni una famiglia comune ha deciso di mangiare 100% bio per vedere se è possibile diminuire il livello di pesticidi nel loro organismo.







I pesticidi dentro di noi è un'iniziativa di Cambia la Terra. Per 14 giorni una famiglia comune ha deciso di mangiare 100% bio per vedere se è possibile diminuire il livello di pesticidi nel loro organismo. Cambia la Terra è una campagna di informazione e di sensibilizzazione con l’obiettivo di dare a tutti i cittadini uno strumento in più per capire quello che mangiano e come funziona il sistema dell’agricoltura industriale. 

Sito del progetto: www.cambialaterra.it Facebbok e twitter: @cambialaterra


Il cibo bio riduce i pesticidi nel corpo. Mangiare senza compromettere la salute è possibile











La ricerca di alcuni pesticidi nelle urine di una famiglia romana prima e dopo 15 giorni di alimentazione biologica ha suscitato, oltre che grande interesse, anche quesiti e critiche cui intendo rispondere in qualità di membro del Comitato dei Garanti dell’iniziativa.
I pesticidi dentro di noi”, è la prima di una serie di campagne che rientrano in un progetto di più ampio respiro “Cambia la Terra” il cui obiettivo è  rendere consapevoli dei danni  dell’agricoltura industriale e dimostrare che si può produrre cibo di qualità senza compromettere la salute né di chi lo fa né di chi lo consuma, senza inquinare l’ambiente, le acque, salvaguardando biodiversità e fertilità dei suoli.  Si tratta di un progetto “culturale”, impegnativo e stimolante, nato grazie a Federbio, supportato economicamente da aziende del biologico cui partecipano anche WWF, LIPU e Legambiente.
Nelle urine di una famiglia romana (padre Giorgio, madre Marta e due figli: Stella 9 anni e Giacomo 7) sono stati ricercati – presso il Medizinisches Labor Bremen – glifosato, clorpirifos e due metaboliti dei piretroidi (CL2CA ed mPBA),  sia prima che dopo l’adozione di una dieta rigorosamente biologica durata due settimane. Dalle analisi pre-dieta tutta la famiglia  è risultata pesantemente contaminata.
Pesticidi nelle urine umane non dovrebbero esserci e pertanto non esistono “limiti di legge”: già il fatto che li si ritrovino testimonia che la legislazione vigente non è in grado di tutelarci. L’unico confronto possibile è quello con popolazioni di riferimento tratte da studi pubblicati o – in loro assenza- dai dati in possesso del laboratorio relativi ad analisi effettuate su popolazione danese e tedesca.
Nelle analisi pre-dieta il glifosato – al centro di vivaci contestazioni – nelle urine di Giorgio, Stella e Giacomo è superiore al valore medio della popolazione di riferimento, mentre nelle urine di Marta,  che segue una dieta senza cereali è al di sotto del limite di rilevabilità.
Il clorpirifos è un insetticida organofosforico di cui è nota l’azione neurotossica, ma che agisce anche come interferente endocrino ed è particolarmente pericoloso per il cervello in via di sviluppo. In tutti componenti della famiglia, ma specie in Marta e Giacomo, è presente in concentrazioni superiori alla media. I piretroidi sono insetticidi ad ampio spettro utilizzati anche contro le zanzare, molto più persistenti e tossici rispetto al piretro naturale. Tutta la famiglia è risultata positiva, in particolare ad m-PBA.
Dopo due settimane di dieta biologica, il glifosato scompare nelle urine di Giorgio, Giacomo e Stella. Il clorpirifos si riduce del 75% nelle urine di Marta, in quelle di Giorgio  scende sotto soglia di rilevabilità, in Giacomo si riduce di circa 2/3, in Stella invece nessun cambiamento.
Anche per i piretroidi risultati eclatanti: l’m-PBA – che in Marta era elevatissimo – scende sotto la media di riferimento e in Giorgio si riduce di oltre il 60%. Nei figli netta riduzione di entrambi i metaboliti.
Che significato ha tutto questo? Una critica ricorrente è che sia una ricerca “farlocca” e senza valore scientifico: critica che sarei la prima a condividere se l’iniziativa fosse stata spacciata per un “esperimento scientifico”. Come chiaramente risulta nessuno l’ha mai considerato tale, data l’esiguità del campione, l’assenza di un gruppo di controllo etc: ciò che interessava mostrare in modo mediaticamente efficace era che i “veleni” sono dentro di noi e che cambiando le nostre abitudini è possibile ridurli.
Tuttavia i risultati non sono stati affatto sorprendenti perché in linea con ciò che numerosi studi scientifici segnalano fin dal 2006. Gli effetti di una dieta biologica sono evidenti soprattutto nell’infanzia, come dimostra una ricerca condotta su 40 bambini dai 3 ai 6 anni in California; un altro studio segnala che addirittura già dopo soli 5 giorni si ha la scomparsa pressoché totale delle sostanze indagate.
Ma tutto questo cosa c’entra con la salute? Uno studio molto interessante condotto in Italia in residenti in prossimità di meleti ha evidenziato che in corrispondenza dei trattamenti aumentano i pesticidi nelle urine e, di concerto, diminuiscono i meccanismi di riparo del dna, segnale indubbiamente preoccupante che qualcosa di negativo accade nell’organismo; interessante il fatto che l’assunzione di miele biologico recupera questi deficit.
L’alimentazione biologica rappresenta “la chiave di volta” e la stessa Ue ha riconosciuto che grazie ad essa diminuisce il rischio di malattie allergiche, obesità, antibiotico-resistenza e in gravidanza  si protegge lo sviluppo cerebrale. Inoltre negli alimenti biologici vi è minor presenza di cadmio e maggiori livelli di polifenoli, vitamine e omega 3, conoscenze ormai ampiamente documentate in letteratura.
Una altra critica è che “Cambia la Terra” sia un modo mascherato di marketing del biologico: se questo rischio fosse anche solo minimamente presente mai e poi mai Isde avrebbe accettato di far parte del Comitato dei Garanti, di cui fa parte anche un rappresentante di Ispra ed un professore ordinario della Facoltà di Agraria di Milano.
“Cambia la Terra” è una campagna “politica”, culturale e di informazione, considerarla una campagna “pubblicitaria” è riduttivo e miope perché, specularmente, si dovrebbe concludere che chi difende le ragioni dell’agricoltura convenzionale, lo fa per vendere fitofarmaci. Non si dimentichi inoltre che il mercato del biologico non necessita affatto di promozione, essendo in crescita costante di oltre il 20% annuo.
Ed infine una nota personale: sono profondamente grata a chi ha avuto l’idea di dar vita a “Cambia la Terra”, progetto cui sono orgogliosa di collaborare perché finalmente si offre a tutti la possibilità di documentarsi e capire che praticare una “nuova agricoltura” è una necessità inderogabile per salvaguardare la salute nostra e dell’infanzia.

Patrizia Gentilini
 
fonte: www.ilfattoquotidiano.it