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Lo stato dell’ambiente in Europa e in Italia

Agenzia europea dell'ambiente, Ispra e Snpa presentano i tre report ambientali 2020. Il 26 febbraio a Roma, presso la Camera dei deputati.


















Presentazione il 26 febbraio alla Camera dei deputati dei tre report ambientali 2020 dell’Agenzia europea EEA, di Ispra e SNPA alla presenza delle alte autorità dello Stato e della UE. Partecipano all’evento Roberto Fico, presidente della Camera dei deputati, Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, e David Sassoli, presidente del Parlamento europeo. Ispra, Snpa e l’Agenzia europea dell’ambiente presentano i report dedicati alla situazione ambientale in Europa e Italia, presso l’Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari in via di Campo Marzio, 78.
Europa, Italia, regioni: tre report complementari
I tre Rapporti che saranno presentati a Roma fotografano la situazione nazionale e locale in Italia, fornendo una valutazione generale dell’ambiente in Europa, per sostenere la governance e informare i cittadini. Lanciato lo scorso dicembre a Bruxelles davanti al Consiglio dell’Unione Europea, il SOER 2020 (State of the Environment Report) offre un quadro delle sfide ambientali, di urgenza senza precedenti, che attendono l’Europa quest’anno. Nonostante le politiche climatiche e ambientali dell’UE abbiano portato vantaggi sostanziali negli ultimi decenni, il nostro continente deve affrontare questioni di grande portata: perdita della biodiversità, uso delle risorse, impatto del cambiamento climatico, rischi ambientali per la salute e il benessere. Tendenze globali, come i mutamenti demografici, intensificano molte sfide ambientali, mentre i rapidi cambiamenti tecnologici portano nuovi rischi e incertezze.
Di fronte a questo scenario l’Italia è chiamata ad operare scelte strategiche per raggiungere gli obiettivi 2020 e di più lungo termine. A delineare la situazione nazionale sono le informazioni dell’Annuario dei dati ambientali 2019 e il Rapporto Ambiente – SNPA. Grazie ad una banca dati di oltre 300 indicatori, l’Annuario dell’Ispra è la più completa pubblicazione scientifica di dati statistici e informazioni sull’ambiente realizzata dall’Istituto in collaborazione con le Agenzie ambientali Arpa/Appa. Ad arricchire il quadro nazionale da alcuni anni c’è anche un nuovo report: è il Rapporto Ambiente – SNPA. Nato nell’ambito del Sistema nazionale protezione ambiente, oltre ad offrire una selezione di dati raccolti grazie al lavoro quotidiano delle Arpa e Appa, presenta una serie di focus su specifiche attività di tutela del territorio e dei cittadini realizzate nelle diverse regioni italiane.
La presentazione dei dati europei e nazionali sarà occasione per un confronto di alto livello con i rappresentanti delle istituzioni italiane e dell’Unione.
fonte: https://www.snpambiente.it/

PFAS: presentazione del rapporto di Isde alla Camera dei Deputati
















In Veneto, ormai da anni, è in atto una delle emergenze sanitarie ed ambientali più gravi che il nostro Paese abbia mai dovuto affrontare: la contaminazione da PFAS.
Il 16 gennaio si presenta a Roma il rapporto dell’Associazione Medici per l’Ambiente.
«In Veneto, ormai da anni, è in atto una delle emergenze sanitarie ed ambientali più gravi che il nostro Paese abbia mai dovuto affrontare. La contaminazione da PFAS venuto alla luce nell’estate del 2013, a seguito del perpetrato sversamento in falda degli scarti di produzione dell’azienda Miteni di Trissino, oggi a processo, non riguarda “solo” la seconda falda acquifera più grande d’Europa e l’insieme delle acque potabili delle tre province coinvolte (Vicenza, Padova e Verona) ma anche e soprattutto la salute di oltre 500mila cittadini, in primis, bambini e future generazioni»: così Sara Cunial, deputata del Gruppo Misto, che annuncia un incontro a Roma proprio sul tema per giovedì 16 gennaio.
«La Regione Veneto continua a prorogare gli interventi necessari e a rimandare la realizzazione di quegli studi essenziali per capire di che portata è il danno alla popolazione – spiega Cunial – Non solo i lavori per la costruzione di nuovi acquedotti procedono con enorme ritardo tanto da dover richiedere una proroga, ma anche gli studi epidemiologici adeguati per poter stabilire la portata del danno alla salute dei cittadini, non sono ancora stati avviati».
L’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente- ISDE ha pubblicato un position paper scientifico che spiega cosa sono i PFAS, quali danni alla salute causa e, nello specifico, quali azioni le Istituzioni del Veneto dovrebbero attuare. Per tali sostanze, come per molte altre sostanze tossiche e cancerogene, non è ancora stato identificato un livello minimo di concentrazione, nelle acque a uso umano come nelle altre matrici fondamentali per la vita, che possa essere considerato innocuo in termini sanitari.
Tale evidenza scientifica assume particolare rilievo per le fasce di popolazione maggiormente a rischio (età pediatrica e gravidanza) ed esposte cronicamente, anche considerando le conseguenze del bioaccumulo e le inevitabili interazioni con altre sostanze inquinanti presenti nelle matrici ambientali. Pertanto, nel rispetto dei principi di precauzione e di prevenzione e indipendentemente dai limiti imposti dalla legge, la concentrazione di PFAS nelle acque dovrebbe tendere a zero.
Di tutto questo si parlerà giovedì 16 gennaio dalle 13.00 alle 14.00 presso la Sala stampa della Camera dei Deputati (in Via della Missione n. 4, Roma), durante la conferenza stampa in cui il Dottor Roberto Romizi, presidente di Isde Italia e il Dottor Vincenzo Cordiano, Presidente di Isde Veneto e tra i promotori dello studio su Pfas in Veneto presenteranno il position paper e il Dottor Ing. Pietro Paris (ISPRA) tratterà della pericolosità delle sostanze perfluoro alchiliche e del relativo rischio ambientale, soffermandosi sulle azioni in atto a livello Europeo per la gestione dei rischi e le restrizioni già definite e previste.  Modera Giorgio Galleano, giornalista Rai.
fonte: https://www.isde.it

Plastic Tax, Costa: “Anticipare Norme Ue”

Il ministro dell’ambiente Sergio Costa, rispondendo a un question time alla Camera, difende la manovra economica e il suo più discusso provvedimento: la plastic tax.






fonte: https://www.ricicla.tv

Car sharing e car pooling, due nuovi progetti di legge

Ficara (M5S): “Da oggi iniziamo a recuperare il ritardo accumulato dai governi passati rispetto al resto d’Europa lavorando alla messa a punto di uno strumento legislativo che promuove la mobilità intelligente”















Sostenere i nuovi modelli di mobilità condivisa attraverso un’azione strutturata. Questo l’obiettivo di due progetti di legge assegnati alla IX Commissione Trasporti della Camera. I provvedimenti in questione intervengono su due temi cari al modo dei trasporti sostenibili: il car sharing e il car pooling, rispettivamente il servizio di condivisione auto e quello di condivisione dei tragitti. I testi contengono le disposizioni per promuovere l’utilizzo condiviso di veicoli privati come strumento di riduzione del numero delle vetture in circolazione e dell’impatto ambientale ad esse associato. “Da oggi iniziamo a recuperare il ritardo accumulato dai governi passati rispetto al resto d’Europa lavorando alla messa a punto di uno strumento legislativo che promuove la mobilità intelligente”, commentano i deputati M5S Diego De Lorenzis, Emanuele Scagliusi (primi firmatari delle due leggi in discussione) e Paolo Ficara, relatore del provvedimento. “L’obiettivo è la diffusione di due modalità fondamentali di spostamento come il car sharing e il car pooling. Dobbiamo assolutamente ridurre la congestione del traffico veicolare, aumentare la salubrità delle città, favorire il risparmio economico, migliorare l’ambiente e ottimizzare gli spazi urbani”.

Nel dettaglio, il progetto di legge  C. 859 (De Lorenzis) è dedicato al “car sharing tra privati”, ossia alla possibilità che un veicolo privato venga messo in condivisione dal proprietario in favore di soggetti terzi, senza che tale attività si configuri come professionale o di impresa e senza che costituisca servizio di noleggi. Lo schema mira a favorire la progettazione e la realizzazione di piattaforme che consentano la diffusione di questa pratica, in modo da estendere a ogni proprietario di un’autovettura la possibilità di condividere il proprio veicolo, “con un notevole impatto sociale, economico e ambientale”.

Il progetto di legge C. 930 (Scagliusi) è dedicato invece alla promozione e diffusione del car pooling, dandone una definizione univoca e disciplinandone la natura giuridica. Il testo chiede ad amministrazioni ed enti pubblici di riservare nei propri siti internet e intranet istituzionali uno spazio dedicato a questo servizio di mobilità sostenibile. Prevede inoltre un credito d’imposta nella misura massima di 10.000 euro annui per chi realizza e gestisce direttamente servizi di car pooling (nel limite massimo complessivo di spesa di 1 milione di euro annui).

“I dati pubblicati in questi giorni sull’inquinamento atmosferico nelle nostre città – aggiungono i pentastellati – sottolineano l’importanza di sostenere e incentivare la mobilità condivisa per promuovere l’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi all’auto privata per gli spostamenti quotidiani. Un altro tassello relativo al nuovo modo di pensare la mobilità, soprattutto urbana, per garantire ai cittadini una migliore qualità della vita grazie all’intermodalità che integra la pedonalità, la ciclabilità, il trasporto pubblico locale e la sharing mobility”.

fonte: www.rinnovabili.it