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Perché il coronavirus non deve minare la lotta ai cambiamenti climatici

Dalla Polonia alle compagnie aeree, si moltiplicano le voci di chi, di fronte alla crisi del coronavirus, vuole ritardare gli sforzi per il clima.





A causa dell’epidemia di coronavirus, le nostre economie si ritroveranno indebolite. Le aziende non avranno sufficienti fondi per poter investire. E alcuni importanti progetti nel settore dell’energia saranno ritardati o sospesi. Questi sono problemi reali, che presto saremo chiamati ad affrontare. Di conseguenza, raggiungere i nostri obiettivi di lotta ai cambiamenti climatici diventerà difficile”. Suona come una resa la dichiarazione rilasciata all’agenzia Reuters il 25 marzo dal ministro dell’Ambiente della Polonia.
La Polonia: “Col coronavirus non possiamo raggiungere gli obiettivi climatici”


Ovvero da una delle nazioni che maggiormente deve impegnarsi per rendere sostenibile il proprio sistema produttivo. Il paese europeo è ancora, infatti, fortemente dipendente dal carbone, la fonte di energia fossile più dannosa in assoluto in termini di emissioni di gas ad effetto serra.



Lo stand della Polonia alla Cop 24 di Katowice, nel 2018, era colmo di carbone. Messo in mostra dal governo di Varsavia come fosse una soluzione per combattere i cambiamenti climatici © Italian Climate Network

Basti pensare che in Polonia è presente circa la metà delle 237mila persone che lavorano nel settore carbonifero in Europa. Per questo da anni vengono esercitate pressioni sul governo di Varsavia affinché faccia la propria parte nello sforzo di limitazione della crescita della temperatura media globale.


Le compagnie aeree chiedono di sospendere l’ecotassa sui biglietti


Il rischio è che, ora, l’emergenza coronavirus possa, in nome della necessità di rilanciare le economie, far passare in secondo piano la transizione ecologica. Convinendo che sia necessario limitare gli sforzi di salvaguardia del clima. Un rischio mortale, dal quale occorre difendersi a tutti i costi.

Gli “appelli” anti-ecologisti, d’altra parte si moltiplicano. Jennifer Janzen, portavoce di Airlines4Europe, associazione che rappresenta 16 compagnie aeree europee, ha già chiesto ai governi di sospendere l’introduzione di un’ecotassa sui biglietti aerei. E, come riferito dalla stessa Reuters, “alcuni diplomatici a Bruxelles hanno segnalato la necessità di ripensare i programmi climatici a causa del terremoto economico”. Uno di loro ha dichiarato, facendo riferimento al Green new deal: “Semplicemente, non abbiamo abbastanza soldi per fare tutto”.



Alcune compagnie aeree cominciano a chiedere di sospendere l’introduzione di ecotasse sui biglietti aerei, in ragione della crisi economica che verrà provocata dal coronavirus © Pixabay

La transizione ecologica è un’occasione unica per rilanciare le economie

La realtà, però, è che proprio puntando sulla transizione ecologica si potrebbero generare milioni di nuovi posti di lavoro. Così, proprio la crisi del coronavirus potrebbe rappresentare l’occasione per virare decisamente verso un futuro sostenibile. È in questo senso che dovrebbe essere sfruttata, ad esempio, la decisione dell’Unione europea di sospendere i vincoli di bilancio imposti dal “Patto di stabilità”, liberando risorse per politiche cosiddette “anti-cicliche”, cioè in grado di contrastare la spinta recessiva.

Ed è in questo senso che si dovrebbero orientare i 750 miliardi di euro di sostegno in arrivo – sotto forma di acquisto di titoli obbligazionari pubblici e di aziende – dalla Banca centrale europea. Altrimenti, il mondo si salverà dal coronavirus, ma continuerà a correre contro un muro chiamato crisi climatica.

fonte: www.lifegate.it

Ecoincentivi ed ecotassa: acquistare auto green conviene due volte

Nella Legge di Bilancio previsti 200 milioni di euro in ecoincentivi per passare a veicoli ecofriendly


















A partire dal 1° marzo 2019 chiunque, per scelta o necessità, si troverà ad acquistare una nuova macchina sarà tentato dall’optare per una vettura a basso impatto ambientale. In quella data, infatti, entreranno in vigore gli ecoincentivi e la ecotassa inseriti nella Legge di Bilancio, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 dicembre: fino a 6 mila euro per l’acquisto di automobili elettriche, ibride o a basse emissioni di CO2 mentre per i veicoli più inquinanti un aumento del costo fino a 2.500 euro.

Entrambe le misure saranno valide fino al 31 dicembre del 2021; per quanto riguarda l’ecobonus, verrà riconosciuto a chi acquista una nuova vettura a prezzo di listino non superiore a 50 mila euro iva inclusa che abbia emissioni di CO2 inferiori a 70 grammi per chilometro percorso. Si parla, quindi, di auto elettriche o ibride: per la prima tipologia, con emissione di CO2 tra 0 e 20 g/km, il contributo sarà di 6 mila euro in caso di contestuale rottamazione di un veicolo usato (omologato nelle classi da Euro 0 a 4) e di 4 mila euro in assenza di rottamazione; per le auto ibride, con emissioni di CO2 tra 21 e 70 g/km, il contributo sarà di 2.500 euro in caso di rottamazione e 1.500 euro in assenza.


Nella stessa Legge vengono riconosciuti sgravi fiscali per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica. Per coloro che dovessero effettuare tali spese, compresa l’eventuale richiesta di un nuovo contatore fino a un massimo di 7 kW, sarà possibile la detrazione del 50% dell’imposta lorda su una spesa totale massima di 3 mila euro.

Per sostenere gli ecobonus, il Governo mette a disposizione 60 milioni di euro per il 2019 e ulteriori 140 milioni tra il 2020 e il 2021. Parte del finanziamento arriverà dall’ecotassa inserita nella medesima Legge di Bilancio: un sorplus di spesa per coloro che sceglieranno di acquistare veicoli con emissioni superiori ai 160 grammi di CO2 per km percorso. Nello specifico, l’ecotassa ammonterà a 1.100 euro per vetture con emissioni di CO2 comprese tra 161 e 175 g/km, a 1.600 euro per quelle nella fascia tra 176 e 200 g/km, a 2.000 euro tra 201 e 250 g/km e a 2.500 per le vetture che superano la soglia dei 250 grammi di CO2 per chilometro percorso.

fonte: www.rinnovabili.it