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CONFERENZA STAMPA del 13 febbraio 2021 - #DirettaStreaming

 





PER PARTECIPARE:
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PROPONENTI Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero - Movimento Difesa del
Cittadino - Osservatorio Borgogiglione - Gruppo Ecologista il Riccio - ISDE- Medici Per
l’Ambiente - Comitato di via Protomartiri Francescani di S. Maria degli Angeli - Comitato
Molini di Fortebraccio - Comitato Antipuzza Villa Pitignano Bosco Ponte Felcino e
Ramazzano – Comitato Inceneritori Zero - Comitato No Inceneritori di Terni - Rifiuti Zero
Spoleto - Comitato Gubbio Salute Ambiente – Ecologicpoint – Comitato per la tutela
ambientale della conca eugubina - Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere
Sud - Comitato per la Salvaguardia della salute e dell’ambiente di Fossato di Vico -
Comitato di Monteluiano - Comitato Soltanto la Salute - Comitato Rio Fergia - WWFUmbria - Zero Waste Italy



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CONFERENZA STAMPA del 13 febbraio 2021 - dalle ore 10.30

 




PROPONENTI 
Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero - Movimento Difesa del Cittadino - Osservatorio Borgogiglione - Gruppo Ecologista il Riccio - ISDE - Medici Per l’Ambiente - Comitato di via Protomartiri Francescani di S. Maria degli Angeli - Comitato Molini di Fortebraccio - Comitato Antipuzza Villa Pitignano Bosco Ponte Felcino e Ramazzano – Comitato Inceneritori Zero - Comitato No Inceneritori di Terni - Rifiuti Zero Spoleto - Comitato Gubbio Salute Ambiente – Ecologicpoint – Comitato per la tutela ambientale della conca eugubina - Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud - Comitato per la Salvaguardia della salute e dell’ambiente di Fossato di Vico - Comitato di Monteluiano - Comitato Soltanto la Salute - Comitato Rio Fergia - WWF Umbria - Zero Waste Italy

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CS PRESENTAZIONE FIRME: ”UMBRIA: UNA STRATEGIA “VERSO RIFIUTI ZERO” A TUTELA DI AMBIENTE, SALUTE ED EQUITA' “

Il giorno 25 Gennaio 2021 con il Protocollo numero 13551/25012021 vengono consegnate all’apposito ufficio della Regione Umbria le firme raccolte sulla petizione ”UMBRIA: UNA STRATEGIA “VERSO RIFIUTI ZERO” A TUTELA DI AMBIENTE, SALUTE ED EQUITA' “

 




4198 firme non sono poche, ogni mille residenti in Umbria 5 hanno firmato questa petizione e noi abbiamo raccolto anche quelle di chi ci ha voluto dimostrare solidarietà vivendo in altre regioni.

La petizione doveva rafforzare la nostra richiesta di incontrare i referenti politici e tecnici della regione per discutere la nostra proposta di gestione regionale dei rifiuti secondo la strategia rifiuti zero presentata ad AURI e REGIONE il 7 e 8 Aprile 2020.

Dopo dieci mesi dispiace che né l’Assessore Morroni né AURI abbiano trovato il modo e il tempo per un incontro, mentre il primo va ripetendo in tutte le interviste che la fase di partecipazione è prevista dall’iter, che non dobbiamo essere ideologici sull’incenerimento e intanto registriamo che il punto 12 della nostra proposta cioè: “Scartare l’ipotesi di produrre CSS da utilizzare come combustibile nei cementifici” sta per essere bruciato (è proprio il caso di usare questo termine) dalla richiesta avanzata dai cementifici. Inoltre è ormai assodato che la “valorizzazione” energetica dei rifiuti non è più in linea con l’economia circolare, che richiede il massimo recupero dei materiali da reinserire nei cicli produttivi. D’altronde, Paesi europei che hanno da sempre fatto ampio uso dell’incenerimento, come la Danimarca, da tempo hanno cambiato rotta. E non per motivi ideologici bensì economici; misure di cui una Regione povera e soggetta a forte spopolamento, come l’Umbria, ha certamente bisogno.

Ora, non vorremmo che ci venisse accordato l’incontro quando non c’è da decidere più niente e visto che l’iter burocratico è stato già individuato. A cominciare dalla fotografia delle stato attuale, e da quello che si legge sulla stampa sembra tutto convergere nella direzione del CSS da produrre e bruciare. Che vorrebbe dire ribaltare la nostra proposta di economia circolare (fortemente raccomandata anche dalle normative europee) verso la solita economia lineare con vantaggio di pochi e svantaggi per gli altri.

Vogliamo ancora credere che sia possibile il confronto per questo insistiamo per averlo, oggi protocolliamo le firme, domani 26 gennaio ore 10 appuntamento al sit-in di fronte a Palazzo Cesaroni. Non siamo soli a sostenere la nostra proposta.

I 17 PUNTI - PROPOSTE LINEE GUIDA PER IL PIANO D'AMBITO REGIONALE

PROPONENTI Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero - Movimento Difesa del Cittadino - Osservatorio Borgogiglione - Gruppo Ecologista il Riccio - ISDE- Medici Per l’Ambiente - Comitato di via Protomartiri Francescani di S. Maria degli Angeli - Comitato Molini di Fortebraccio - Comitato Antipuzza Villa Pitignano Bosco Ponte Felcino e Ramazzano – Comitato Inceneritori Zero - Comitato No Inceneritori di Terni - Rifiuti Zero Spoleto - Comitato Gubbio Salute Ambiente – Ecologicpoint – Comitato per la tutela ambientale della conca eugubina - Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud - Comitato per la Salvaguardia della salute e dell’ambiente di Fossato di Vico - Comitato di Monteluiano - Comitato Soltanto la Salute - Comitato Rio Fergia - WWF Umbria - Zero Waste Italy

Le foto della protocollazione firme petizione in Regione Umbria





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Micropolis: Il senso del BES di Anna Rita Guarducci

 


























fonte:Micropolis


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Dalla decrescita al benvivere

Una società che dispone di meno deve decidere cosa privilegiare: la priorità va data ai bisogni fondamentali: acqua, cibo, alloggio, energia, sanità, scuola, comunicazione, trasporti. Vanno garantiti in maniera gratuita, perché appartenenti alla fascia dei diritti e dunque di esclusiva competenza dell’economia pubblica, che – funzionando sul principio della solidarietà collettiva – è l’unica forma organizzativa che può praticare la gratuità. Per questo un serio progetto di ridimensionamento deve depotenziare il mercato e rafforzare l’economia pubblica, smettendo di concepirla come una struttura parassitaria che succhia ricchezza. Bisogna saper ripensare il lavoro, il ruolo del mercato, la funzione dell’economia pubblica, le forme di contribuzione all’economia collettiva, l’intreccio fra economia locale e economia globale, il ruolo e il governo della moneta

Foto tratta dal Fb di Semi di Comunità – CSA Roma

Non so se l’idea che mi sono fatto della decrescita sia la stessa dei suoi teorici, ma vi scorgo tre messaggi importanti. 1. Non si può perseguire la crescita infinita in un pianeta dalle risorse limitate. 2. La corsa dietro ai consumi compromette la qualità della vita per strangolamento delle relazioni. 3. Se vogliamo garantirci un futuro dobbiamo ridurre consumo di materia e produzione di rifiuti.

Ma enunciati i principi spuntano i nodi. Ad esempio in un mondo squilibrato come quello in cui viviamo, l’invito a ridurre non può valere per tutti, ma solo per gli opulenti, quelli che consumano 100 chili di carne all’anno, che possiedono più di un’auto ogni due persone, che producono più di 500 chili di rifiuti all’anno.

Quanto ai tre miliardi di miseri, hanno diritto a mangiare di più, vestirsi di più, studiare di più, curarsi di più, viaggiare di più, ma potranno farlo solo se gli opulenti accettano di sottoporsi a cura dimagrante perché c’è competizione per le risorse scarse. Dunque tutto bene con lo sviluppo avviato in Cina, India o Sudafrica? Non proprio considerato che agli impoveriti arrivano solo le briciole sotto forma di consumismo spazzatura.

La verità è che sia il Nord che il Sud hanno bisogno di un nuovo modello economico più orientato all’equità, con il Nord in posizione di maggiore difficoltà perché deve fare due operazioni in una: ridurre e riequilibrare.

Premesso che l’efficienza tecnologica non è sufficiente a realizzare il miracolo, la domanda che si pone per chi si occupa non solo di ambiente, ma anche di sopravvivenza delle persone, è come operare la trasformazione senza mietere vittime.

Non a caso fra gli oppositori alla decrescita ci sono i sindacati preoccupati per i posti di lavoro in un sistema dove la forma prevalente di lavoro è quella salariata fortemente ancorata alla crescita dei consumi.

In fin dei conti il grande punto interrogativo è se sia possibile coniugare sobrietà con piena occupazione e sicurezza sociale, concetti che sarebbe meglio ribattezzare piena partecipazione lavorativa e vita sicura per tutti.

La risposta è sì, che si può, precisando che la battaglia vera non è per la riduzione tout court del Pil, ma per una ristrutturazione di produzione e consumo ben sapendo che il sistema in cui viviamo ha sovraprodotto per il consumo privato e sottoprodotto per il consumo pubblico. 



Forse la parola giusta è spostamento a significare che dovremo ridurre certi settori e ampliarne altri: meno automobili più treni e autobus, meno strade più ferrovie, meno acqua in bottiglia più acquedotti, meno centrali a carbone più pannelli solari, meno case di nuova costruzione più ristrutturazione di quelle esistenti, meno pubblicità più scuola, minor uso di materie prime più recupero di rifiuti, meno importazione di .cibo più agricoltura locale.

Di sicuro una società che dispone di meno deve decidere cosa privilegiare e personalmente non ho dubbi che la priorità va data ai bisogni fondamentali: acqua, cibo, alloggio, energia, sanità, scuola, comunicazione, trasporti.

Bisogni da garantire in maniera gratuita perché appartenenti alla fascia dei diritti e proprio per questo di esclusiva competenza dell’economia pubblica, che funzionando sul principio della solidarietà collettiva è l’unica forma organizzativa che può praticare la gratuità.

Per questo credo che un serio progetto di ridimensionamento deve depotenziare il mercato e rafforzare l’economia pubblica, smettendo di concepirla come una struttura parassitaria che succhia ricchezza.

Al contrario deve viverla come uno spazio produttivo comune che oltre a garantire i bisogni fondamentali, garantisce un’occupazione minima per tutti.

Certo, per raggiungere un obiettivo tanto ambizioso, in un contesto di economia rallentata, bisogna inventarsi altri modi di fare funzionare l’economia pubblica, che non sia più quello fiscale.

Potrebbe essere il servizio civile obbligatorio, la tassazione del tempo in alternativa alla tassazione del reddito, il lavoro comunitario in cambio di un reddito di cittadinanza.

Le soluzioni tecniche alla fine si trovano, il problema è culturale. Bisogna saper ripensare il lavoro, il ruolo del mercato, la funzione dell’economia pubblica, le forme di contribuzione all’economia collettiva, l’intreccio fra economia locale e economia globale, il ruolo e il governo della moneta.

Questi sono i nodi da affrontare per una società del benvivere, termine più appropriato per una società che dopo avere superato la fase di dimagrimento, cerca la giusta dieta per mantenere il peso forma. Dunque politica alta per la decrescita, tenendo a mente l’avvertimento di Langer: “la conversione ecologica avverrà solo se sarà socialmente desiderabile”.

Articolo pubblicato anche sul quotidiano l’Avvenire

fonte: www.comune-info.net

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I 17 punti - Proposte Linee Guida per il Piano d’Ambito Regione Umbria


Proponenti:

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UMBRIA: UNA STRATEGIA “VERSO RIFIUTI ZERO” A TUTELA DI AMBIENTE, SALUTE ED EQUITA'

FIRMA ANCHE TU LA NOSTRA PETIZIONE!

http://chng.it/pWxmcR9m


















Entro il 2020 la Regione Umbria dovrà predisporre ed approvare il nuovo piano d’ambito per la gestione dei rifiuti con il quale si deciderà la strategia da attuare e l’impiantistica da realizzare per trattare e gestire i rifiuti nell’intero territorio regionale per i prossimi 15-20 anni.
Sappiamo che scelte sbagliate possono compromettere ulteriormente l’ambiente e quindi la salute. Teniamo presente che nella pubblicazione 2019 di AIRTUM (Associazione Italiana Registro Tumori) l'Umbria si "classifica" come seconda regione con il maggior numero di casi di tumori (688 per 100.000 ab) rispetto al Friuli (716 per 100.000 ab). Inoltre una gestione non corretta comporta costi di gestione dei rifiuti (e socio-sanitari) che vanno a pesare ulteriormente sulle spalle di noi cittadini.
Per questo motivo il Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero, congiuntamente alle Associazioni e Comitati in calce indicati come proponenti hanno inviato e protocollato sia alla Regione che all’AURI, in data 7 e 8/04/2020, un documento contenente principi e linee guida per una corretta ridefinizione dei predetti atti di programmazione, affinché il nuovo piano d’ambito regionale, in linea con la strategia europea verso l’Economia Circolare, metta al centro la tutela dell’ambiente e della salute, oltre ad essere un'occasione straordinaria di risparmio economico (600 miliardi di euro pari all’8% del fatturato annuo) e l’opportunità di creare 580.000 nuovi posti di lavoro (https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20151201STO05603/economia-circolare-definizione-importanza-e-vantaggi
Proponiamo quindi l’adozione di una strategia “Verso Rifiuti Zero” per l’Umbria, che abbandoni ogni forma di incenerimento dei rifiuti (dannosa per l’ambiente, in contraddizione con i principi dell’economia circolare oltre a rappresentare un ulteriore aggravio per la nostra salute) e che si ispiri a modelli di gestione virtuosi presenti nel contesto italiano, per far sì che la Regione Umbria diventi, nel medio-lungo periodo, un modello per l’intero territorio nazionale ed europeo, sia in termini di capacità di creazione di posti di lavoro sia per la salubrità delle matrici ambientali: ARIA, ACQUA, SUOLO.
Con questa petizione vi chiediamo di aderire all’iniziativa e far sì che queste linee guida diventino le fondamenta per la stesura e la programmazione del nuovo piano d’ambito regionale.
E’ una occasione irripetibile, per questo abbiamo bisogno del sostegno e della responsabilità di tutti.
PROPONENTI
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Per approfondimenti qui il testo della proposta:


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MAURIZIO PALLANTE - MOVIMENTO DECRESCITA FELICE - "SOSTENIBILITA', EQUITA', SOLIDARIETA'.. UN MANIFESTO POLITICO E CULTURALE"





MAURIZIO PALLANTE, saggista nonchè fondatore del Movimento per la Decrescita Felice di cui attualmente è il Presidente onorario, ai microfoni di CRESCERE INFORMANDOSI per parlare del suo ultimo libro "Sostenibilità, equità, solidarietà. Un manifesto politico e culturale". Un libro per spingere la gente a rendersi conto della crisi che stiamo attraversando da ormai molti anni sperando che ciò faccia scaturire finalmente la voglia di percorre una strada totalmente nuova rispetto a quelle percorse finora.... Un progetto politico importante, che dovrebbe partire da quella rivoluzione culturale da tanti annunciata e promessa ma ad oggi da nessuno realizzata. La correlazione tra sostenibilità ambientale e progresso tecnologico risulta essere la chiave di lettura di questo ambizioso programma.... La crescita economica, è vista, come strategia per consumare ancora più risorse ambientali, con conseguenti ulteriori danni irreparabili, oltre che come freno all'aumento dell'occupazione e quindi causa di crisi economica. Molte le criticità, trattate nel libro, che si dovranno superare per raggiungere l'obiettivo. Nel corso di questa chiacchierata, noi in particolare affrontiamo quelle legate alle ideologie di destra e sinistra ed al problema dell'immigrazione.

Crescere Informandosi