Guarda questo video straordinario come preludio alla conferenza "Our Ocean" del 2017 a Malta. Il video è prodotto dagli studenti del The Animation Workshop (Official Page) in Danimarca.
MALTA - La Commissione europea si impegna con 560 milioni di euro per
sostenere azioni a protezione degli oceani. Lo ha annunciato l'Alto
rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di
sicurezza e vice presidente della Commissione Ue Federica Mogherini
aprendo la quarta edizione della conferenza internazionale "Our Ocean" a
Malta. La Commissione, ha aggiunto, si impegna in 36 azioni per
difendere i mari del mondo minacciati, fra l'altro, dai cambiamenti
climatici, dall'inquinamento, in particolare della plastica, dalla pesca
illegale. Mogherini ha rilevato che l'oceano appartiene a tutta
l'umanità, ad ogni essere umano e quindi "ciascuno ha la responsabilità
di proteggere questo bene comune, come un tesoro, evitando che si
tramuti in minaccia. Quando gli oceani sono sani sono la più grande
risorsa che abbiamo. Se gli oceani fossero un Paese avrebbero un posto
nel G7 perchè hanno una fra le più grandi economie del mondo", visto che
milioni di posti di lavoro dipendono dagli oceani e il 90% del
commercio mondiale viaggia via mare. I mari, tuttavia, sono fortemente
minacciati, ha aggiunto Mogherini ricordando che "entro il 2050 gli
oceani rischiano di avere più plastica che pesci".
Vella, prima area marina protetta in Adriatico All'apertura
della conferenza anche un altro importante annuncio: l'Adriatico avrà
la prima area marina protetta, sarà quella di Jabuka in Croazia. "Sono
orgoglioso di annunciare - ha detto il commissario europeo per
l'ambiente, gli affari marittimi e la pesca, Karmenu Vella - che la
Commissione generale della pesca per il Mediterraneo ha deciso di
adottare la proposta dell'Ue di riconoscere un'Area marina protetta, la
prima di questo tipo, nel mare Adriatico".
Azione Greenpeace L'apertura
della conferenza è stata caratterizzata da un'azione di alcuni
attivisti di Greenpeace che hanno esposto striscioni con la scritta "Our
oceans: #breakfreefromplastic", cioè "i nostri oceani: liberiamoli
dalla plastica" e da un drago 'sputava' rifiuti di plastica installato
per denunciare il problema globale dell'inquinamento derivante dalla
plastica. Il Movimento Break Free From Plastic (BFFP), di cui Greenpeace
fa parte, chiede che "i principali responsabili di questo disastro, tra
cui le aziende che producono beni di largo consumo come Nestlé,
Unilever, Procter & Gamble, Coca-Cola e PepsiCo, smettano di
produrre plastica monouso e che i politici adottino misure legislative
efficaci contro l'usa e getta". La Conferenza "Our Ocean 2017" riunisce
rappresentanti dei governi, della società civile, del mondo scientifico,
della finanza e dell'economia di tutto il mondo, per discutere della
protezione degli oceani. Quest'anno, ricorda Greenpeace, il focus di
discussione è incentrato sui rifiuti marini. "Ogni anno finiscono in
mare dalla terraferma fino a 12 milioni di tonnellate di plastica,
perlopiù oggetti usa e getta e imballaggi - ricorda l'ong -. E il
problema non sembra diminuire: si prevede un aumento della produzione ma
la gestione dei rifiuti e il riciclaggio non riescono a stare al passo
con questo incremento, pertanto sono anche le aziende a dover farsi
carico del problema". La conferenza "Our Ocean" è "dunque un'occasione
per i Paesi e le aziende di tutto il mondo per iniziare a risolvere il
problema alla fonte garantendo ad esempio la graduale eliminazione della
plastica monouso piuttosto che concentrarsi solo sulle soluzioni di
fine ciclo, come il riciclaggio o lo smaltimento dei rifiuti".
L' inquinamento da plastica rappresenta uno dei più
noti minacce per l'oceano, che influenzano tutti gli ecosistemi da belle
barriere coralline alle trincee abissali, prima o poi si accumula nel
nostro cibo. E ' tempo di transizione via dalla plastica monouso e
smaltire i rifiuti in modo più sostenibile. #Ourocean