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Parte la sperimentazione di Rentri

Il nuovo sistema per la tracciabilità elettronica della circolazione dei rifiuti raccoglie l'eredità del Sistri, abortito prima ancora di partire.











Il Ministero della Transizione ecologica (MiTE) ha annunciato l'avvio del programma di sperimentazione di Rentri , il nuovo sistema per la tracciabilità della circolazione dei rifiuti destinato a prendere il posto del Sistri, progetto abortito due anni fa prima ancora di partire.

L’iniziativa - si legge in una nota - nasce dalla necessità di attuare le Direttive Comunitarie che indicano in un registro nazionale un tassello fondamentale per l’economia circolare.

La sperimentazione si basa su un prototipo semplificato, che dovrà verificare la funzionalità e la fruibilità di alcune delle funzioni del Registro elettronico nazionale e, in particolare, l’interoperabilità con i sistemi gestionali attualmente in uso alle aziende. In questo modo, le imprese tenute all’iscrizione al Registro potranno testare, per almeno quattro mesi, le procedure operative che con l’applicazione della nuova disciplina diventeranno prassi quotidiana per la gestione degli adempimenti.

A tale scopo, nel sito del R.E.N.T.Ri  (www.rentri.it) è stata attivata la sezione riservata al Laboratorio Sperimentale per la Prototipazione Funzionale, che con la firma del protocollo di adesione da parte delle Associazioni professionali farà partire la fase di sperimentazione.


fonte: www.polimerica.it


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Rentri: ecco le tappe della sperimentazione

Pubblicata la timeline della fase di sperimentazione del prototipo del Rentri, il nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti: fine dei lavori prevista per il prossimo ottobre














fonte: Ricicla.tv



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Rifiuti, in vigore il decreto 116: le novità sulla tracciabilità

 



È entrato in vigore solo due giorni fa l'ultimo dei quattro decreti che recepiscono le direttive europee sull'economia circolare e che ridisegnano il quadro normativo italiano adeguandolo ai nuovi ambiziosi obiettivi di sostenibilità dell'Ue. Una riforma alla quale dovranno adeguarsi tutti i soggetti che producono o gestiscono rifiuti.

Tra i principali capitoli d'intervento quello sulla tracciabilità, con il decreto rifiuti che getta le basi per l'avvento del nuovo sistema informatico che sostituirà l'ormai abolito sistri, il RenTRI. Nell'attesa dell'entrata in funzione della nuova infrastruttura, continuerà ad applicarsi il sistema di tracciabilità che abbiamo imparato a conoscere da venti anni e più, quello basato su Mud, registri di carico e scarico e formulari. E proprio rispetto a questi ultimi non mancano le novità, come una serie di chiarimenti sulla restituzione a mezzo Pec delle quarte copie.


fonte: www.ricicla.tv


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Tracciabilità dei rifiuti: passi in avanti verso il Rentri



Sono stati firmati dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e attendono dunque solo la pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale i quattro decreti legislativi che recepiscono le direttive europee contenute nel pacchetto “economia circolare”. Quattro provvedimenti che ridisegneranno il quadro normativo nazionale in materia di rifiuti, apportando profonde modifiche alla parte IV del Testo unico ambientale. Tra i principali capitoli d’intervento quello della tracciabilità, con l’Italia pronta a voltare pagina dopo l’abolizione definitiva del Sistri a seguito della conversione in legge del Decreto Legge n. 135/2018 e la contestuale istituzione del Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (o RenTri). L’entrata in vigore del decreto legislativo che recepisce la nuova direttiva quadro Ue sui rifiuti (Ue 2018/851) riscriverà infatti l’intera disciplina di legge in materia preparando l’avvento del nuovo sistema.

Il comma 14 dell’art. I, ad esempio, sostituisce l’art. 188-bis del d.lgs. 152 del 2016, chiarendo che “Il sistema di tracciabilità dei rifiuti si compone delle procedure e degli strumenti di tracciabilità dei rifiuti integrati nel ‘Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti’ istituito ai sensi dell’articolo 6 del decreto-legge 14 dicembre 2018, n. 135 e gestito con il supporto tecnico operativo dell’Albo nazionale dei gestori di cui all’articolo 212″. Lo stesso comma specifica inoltre che “per consentire la lettura integrata dei dati, gli adempimenti relativi alle modalità di compilazione e tenuta del registro di carico e scarico e del formulario identificativo di trasporto dei rifiuti, di cui agli articoli 190 e 193, sono effettuati secondo le modalità dettate con uno o più decreti del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare”. Concetto ribadito anche al comma 4, dove si chiarisce che, con decreto del Ministero dell’Ambiente verranno disciplinati “i modelli ed i formati relativi al registro di carico e scarico dei rifiuti ed al formulario di identificazione di cui agli articoli 190 e 193 con l’indicazione altresì delle modalità di compilazione, vidimazione e tenuta in formato digitale degli stessi”.

Insomma, se fino ad oggi il RenTri era poco più che un acronimo, con l’entrata in vigore dei decreti di recepimento del pacchetto economia circolare il nuovo sistema comincerà finalmente a prendere forma. Una forma che, stando a quanto appena riportato, sembrerebbe destinata a ricalcare ancora una volta quella del sistema delle scritture ambientali così come lo abbiamo conosciuto negli ultimi vent’anni e più, basato su registri di carico e scarico e formulari di identificazione, anche se con ogni probabilità riproposti in una “veste” digitalizzata. E se per conoscere nel dettaglio i meccanismi del RenTri occorrerà aspettare i decreti attuativi del Ministero dell’Ambiente con i nuovi modelli e formati, tra gli addetti ai lavori, nel frattempo, comincia a serpeggiare il timore che quello al Sistri, più che un addio, fosse soltanto un arrivederci.

fonte: http://www.riciclanews.it


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