sabato 11 marzo 2017

Energia, in Italia oltre 11 miliardi di euro di sussidi dannosi per l’ambiente

La stima è del ministero dell'Ambiente, che ha pubblicato la 1a edizione del catalogo con le misure fiscali che sostengono in vario modo la produzione e il consumo di combustibili fossili. Il passo iniziale per la riforma della tassazione ambientale suggerita dalla Commissione europea.
















Dall’energia all’agricoltura, passando per i trasporti, l’edilizia ed altri settori, ammontano a diversi miliardi di euro l’anno i sussidi ambientalmente dannosi (SAD) elargiti dallo Stato italiano.
La stima è nel catalogo pubblicato dal ministero dal Ministero dell'Ambiente (allegato in basso), previsto dalla legge 221/2015 - il Collegato Ambientale - con le disposizioni per promuovere la green economy e limitare l’utilizzo delle risorse naturali.
Prima di addentrarci nelle singole voci di spesa in Italia, è bene precisare che la definizione di sussidio è tutt’altro che univoca. Quando si parla di sostegno ai combustibili fossili, in particolare, i numeri variano moltissimo in base al metodo di calcolo impiegato e all’area geografica di riferimento.
È lo stesso ministero a ricordare il balletto internazionale delle cifre: 160-200 miliardi di dollari l’anno secondo l’OCSE per il periodo 2010-2014, ma poi saliamo a 492 miliardi nel 2011 stando alle valutazioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI), arrivando a 548 miliardi nel 2013 se la fonte da citare è la IEA (International Energy Agency).
L’Organizzazione per lo sviluppo economico, infatti, si concentra su 34 paesi avanzati più qualche economia emergente, mentre l’analisi del Fondo monetario comprende 153 nazioni, adottando un parametro diverso per quantificare i contributi governativi. Il dato della IEA, invece, riguarda solo i sussidi ai consumatori per le fonti fossili a livello mondiale.
Tra l’altro, come avevamo spiegato un nostro articolo, le stime sui sussidi a carbone, gas e petrolio aumentano a dismisura se includono le cosiddette “esternalità negative”, cioè i costi sanitari e ambientali che derivano dall’utilizzo di risorse fossili e che normalmente sono scaricati sulla collettività dalle compagnie energetiche.
Tornando all’Italia, Legambiente aveva individuato 14,8 miliardi di euro di spese annuali dirette-indirette per sostenere la produzione e il consumo di combustibili tradizionali nel nostro paese (vedi QualEnergia.it).
La definizione di sussidio ripresa dal ministero coincide con quella fatta propria dall’OCSE e include “gli incentivi, le agevolazioni, i finanziamenti agevolati, le esenzioni da tributi direttamente finalizzati alla tutela dell’ambiente”.
Il catalogo distingue tra contributi diretti (leggi di spesa) e contributi indiretti (spese fiscali), precisando per ogni singola voce se è considerata un SAD o un sussidio ambientalmente favorevole (SAF).
Gli obiettivi della prima edizione del catalogo, si legge nel documento predisposto dal ministero, sono tre:
  • Individuare gli interventi per una possibile riforma della fiscalità generale secondo il “principio chi inquina paga” (PPP).
  • Ridurre la tassazione che grava sul lavoro e sulle imprese, con il contestuale recupero di gettito mediante forme di fiscalità ambientale che colpiscano consumi e produzioni dannosi per l’ambiente, seguendo le più recenti indicazioni della Commissione europea (UE: Italia sposti le tasse dal lavoro all'ambiente).
  • Diminuire le spese fiscali in generale.
Per quanto riguarda l’energia (pagg. 164-183), il ministero ha sommato circa 11,5 miliardi di euro di sussidi annuali alle fonti fossili per il 2016. Tra i più costosi e dannosi per l’ambiente troviamo:
  • Esenzione dall’accisa sull’energia elettrica impiegata nelle abitazioni di residenza, con potenza fino a 3 kW e fino a 150 kWh di consumo mensile - 634 milioni di €.
  • Esenzione dall’accisa sui prodotti energetici impiegati come carburanti per la navigazione aerea diversa dall’aviazione privata diporto e per i voli didattici - 1,5 miliardi di €.
  • Rimborso del maggior onere derivante dall’aumento dell’accisa sul gasolio, impiegato come carburante per l’autotrasporto merci e altre categorie di trasporto passeggeri - 1,3 miliardi di €.
  • Differente trattamento fiscale fra benzina e gasolio - quasi 5 miliardi di €.
  • Rilascio delle quote di CO2 assegnate a titolo gratuito nell’ambito del mercato europeo ETS (Emissions trading scheme) - 654 milioni di €.
  • Incentivi per l’energia prodotta da fonti assimilate CIP 6 - 310 milioni di € (dato 2015).

fonte: http://www.qualenergia.it/