giovedì 17 maggio 2018

Le 50 misure di economia circolare della Francia da replicare

Dai depositi di solidarietà all’indice di riparabilità dei prodotti: il Ministero della Transizione ecologica pubblica la nuova strategia d’azione francese su rifiuti e consumo di risorse


















L’Italia è tra i primi Paesi in Europa quando si parla di riciclo e riuso (leggi anche Italia del riciclo: dal mercato alle norme, le sfide di un settore in crescita). Ma se si allunga lo sguardo all’intero settore dell’economia circolare, il dibattito risulta ancora aperto: molte buone pratiche ed esperienze di primo piano senza, tuttavia, una regia nazionale che uniformi il processo di transizione.
Come realizzare un percorso organico nella circular economy nazionale? Uno spunto potrebbe arrivare dalla nuova strategia francese. Dopo cinque mesi di consultazioni e incontri, il Ministero della transizione ecologica ha pubblicato la route économie circulaire, puntuale roadmap in cui è indicato come produrre meglio, consumare meglio e gestire al meglio i rifiuti. La tabella di marcia contiene 50 soluzioni operative per affrontare queste sfide e avviare le dinamiche di “circolarizzazione” dell’economia su larga scala, coinvolgendo nel processo tutti i francesi: i cittadini, le autorità locali, le imprese e lo Stato.

Si tratta di un nutrito gruppo di misure di economia circolare con cui Parigi mira a unire l’azione ambientale con la tutela del mondo del lavoro. In altre parole, il fine ultimo è ridurre i rifiuti (meno 50% entro il 2025) e il consumo di risorse (meno 30% rispetto al PIL entro il 2030) creando nuova occupazione (almeno 300mila posti di lavoro).

Alcuni esempi delle nuove misure francesi di circular economy:

  • A partire dal 1° gennaio 2020, sarà obbligatorio esporre su tutte apparecchiature elettriche ed elettroniche le informazioni in merito alla loro riparabilità.
  • Si studieranno nuovi finanziamenti dedicati con cui sostenere il processo di transizione economica.
  • Entro il 2020 dovranno essere installati filtri di recupero delle particelle di plastica nei siti in cui questa viene prodotta o utilizzata.
  • A partire da 2019 sarà istituito un database di buone pratiche e strumenti dedicati alle comunità per combattere il littering e le discariche abusive.
  • Saranno armonizzati i colori dei bidoni della spazzatura entro il 2022 in tutto il territorio per rendere più immediato il gesto di smistamento; queste regole saranno le stesse nelle case, nelle aziende e negli spazi pubblici.
  • Si sperimenterà nelle comunità locali un sistema di “deposito di solidarietà”: i cittadini potranno conferire bottiglie di plastica e lattine di metallo in particolari punti di raccolta dove il ricavato delle operazioni di riciclaggio è utilizzato per finanziare una causa di interesse generale (come le attività della Banca alimentare).
  • Sarà semplificato e reso obbligatorio su tutti gli imballaggi il logo Triman, pittogramma che comunica ai consumatori finali i beni riciclabili, gestititi sotto la responsabilità estesa del produttore.
fonte: www.rinnovabili.it

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