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Una scomoda verità 2, il secondo film di Al Gore in anteprima al MAXXI di Roma

Il prossimo 20 ottobre, al MAXXI di Roma, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, si svolgerà un’anteprima evento di Una scomoda verità 2, il secondo film che vede come protagonista il Premio Nobel per la Pace Al Gore, intento ad affrontare il tema del cambiamento climatico. Diretto da Jon Shenk e Bonni Cohen e distribuito da 20th Century Fox Italia, il film sarà nelle sale italiane solo nelle date del 31 ottobre e 1 novembre.
















Una scomoda verità 2 al MAXXI

L’evento al museo, che inizierà ore 18.30, sarà l’occasione non solo per assistere alla proiezione, ma anche per confrontarsi con diverse personalità legate al mondo della divulgazione dei temi ambientali e della promozione degli stili di vita sostenibili. A partire da Giovanna Melandri, cui spetterà il discorso di apertura della serata: l’attuale presidente della Fondazione MAXXI, oltre ad aver toccato il tema della sostenibilità più volte durante la propria carriera politica, è anche autrice del libro “Cultura Paesaggio Turismo. Politiche per un New Deal della bellezza italiana”, pubblicato nel 2006.
Sul palco, con interventi della durata di 10 minuti organizzati dal partner HITalk Mario Tozzi, geologo, divulgatore scientifico e conduttore TV, Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate e inventore del progetto Impatto Zero®, il primo progetto italiano di lotta ai cambiamenti climatici e uno dei leader di Climate Reality Project Europe, l’Organizzazione mondiale non profit fondata da Al Gore, approfondiranno la tematica del cambiamento climatico puntando sulle possibili soluzioni future.
“Il film è ci riporta all’urgenza della situazione e alla necessità di abbandonare i combustibili fossili e passare all’energia rinnovabile”, ricorda Molteni. 

La proiezione del film, della durata di 1 h e 40′, sarà preceduta da un’introduzione a cura di 20th Century FOX.

Una scomoda verità 2, undici anni dopo

Dopo unidici anni dalla prima pellicola, che nel 2007 ha ottenuto due premi Oscar, uno come miglior documentario e uno per la miglior canzone originale (I need to wake up, di Melissa Etheridge), e che è valsa al suo protagonista un premio Nobel per la pace, Gore torna sul grande schermo con più grinta, determinazione e più ottimismo di prima. Da quando nel 2007 l’ex vicepresidente decise di raccontare le sfide climatiche, molte cose sono cambiate.


Al Gore, Una scomoda verità 2


Al Gore insieme a un gruppo di attivisti: dall’uscita del primo film, il movimento ambientalista è cresciuto.
Quando fu girato il primo film non era ancora entrato ufficialmente in vigore il Protocollo di Kyoto, molte persone non sapevano nemmeno cosa fosse il riscaldamento globale e le multinazionali del petrolio non avevano la benché minima intenzione di ammettere che i combustibili fossili potessero essere parte del problema. Il cambio di rotta verso stili di vita più sostenibili e meno energivori prospettato da Al Gore nel primo documentario doveva sembrare fantascienza.

Video: Una scomoda verità 


Oggi, a undici anni di distanza, lo scenario politico ed economico è molto diverso: il mercato delle energie rinnovabili è in crescita e ha fatto segnare nel 2016 il record di investimenti nel settore; la consapevolezza dell’esistenza del riscaldamento globale di origine antropica è sempre più diffusa tra le persone, i movimenti ambientalisti sono cresciuti, la green economy è una realtà, le aziende che si occupano di ambiente e che fanno profitto rispettando il pianeta sono sempre di più. Non ultimo, l’Accordo di Parigi sottoscritto nel 2015 dalla maggior parte delle nazioni del mondo ha segnato una svolta a livello internazionale. Ma non basta.


Al Gore, Una scomoda verità
Al Gore e Justin Trudeau, primo ministro canadese, alla COP 21 di Parigi.

Il messaggio del nuovo film

A che punto siamo? Quanta strada si deve fare ancora? C’è speranza? Al Gore, sfidando il pessimismo diffuso che caratterizza il tema del cambiamento climatico, ha voluto fare il punto sulla situazione, esaminando soluzioni originali e nuove tecnologie. Secondo l’ex vicepresidente, non è ancora tutto perduto, ma dobbiamo agire adesso, con tempestività, facendoci tutti promotori di una vera e propria transizione energetica, lasciando finalmente da parte le fonti fossili e privilegiando le rinnovabili, cambiando una volta per tutte stile di vita e riducendo il nostro impatto sul pianeta.

Info

Si potrà assistere al film in molte sale italiane solo il 31 ottobre e 1 novembre. Per conoscere in anteprima i cinema che lo proietteranno e acquistare i biglietti, basta visitare il sito dell’evento e prenotarsi.
L’hashtag di riferimento per condividere pensieri e opinioni sul film tramite i social network è #UnaScomodaVerità2


fonte: https://www.lifegate.it/

Uno scomodo sequel: Al Gore torna a parlare di ambiente

Il nuovo documentario dell'ex Vicepresidente Usa si scaglia contro Donald Trump e tenta un bilancio.















Dal 1993 al 2001 Al Gore era stato ‘solo’ il Vicepresidente degli Stati Uniti d’America almeno fino a quando, dieci anni fa, il suo nome è diventato sinonimo di denuncia e impegno ambientale grazie all’uscita e alla diffusione internazionale del documentario “Una scomoda verità” vincitore del Premio Oscar di categoria e che lo ha spinto verso il Premio Nobel per la Pace del 2007. E del quale oggi stiamo per scoprire il seguito: “An Inconvenient Sequel: Truth to Power”.

Dal trailer appena distribuito, prevedibilmente, emerge la figura del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump come vero e proprio ‘cattivo’, l’avversario per antonomasia nella guerra contro i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, che si prepara a invadere anche internet con l’hashtag #BeInconvenient e con il ‘claim’: “Climate changes, truth does not” (ossia ‘Il clima cambia, la verità no’). Uno dei problemi evidenziati è, infatti, proprio la tendenza negazionista del neo inquilino della Casa Bianca, che rischia di vanificare i miliardi spesi nel tentativo di trovare una soluzione anche a causa dell’Energy Independence firmato dal Presidente che cancella molte delle iniziative adottate dall’amministrazione Obama sul cambiamento climatico.

A luglio in sala il nuovo documentario di Al Gore Il film, diretto da Jon Shenk e Bonni Cohen, racconta gli ultimi dieci anni del nostro Pianeta, tanto per quel che riguarda i risultati ottenuti negli investimenti in energie rinnovabili quanto per le tanto criticate previsioni negative di allora poi verificatesi. Ma ce ne accorgeremo a partire dal 28 luglio, quando sarà nelle sale di tutto il mondo dopo esser stato presentato al Sundance Film Festival dello scorso gennaio, come accaduto con il precedente nel 2005. Allora il documentario sollevò grandi polemiche, ma ancor più diede un grande aiuto alla creazione di una sensibilità ambientale tematica e di movimenti spontanei che si rivolsero ai governi di tutto il mondo perché si impegnassero nell’identificare le azioni da compiere per correre ai ripari.

Oggi, quelle determinazioni e protocolli sembrano non essere sufficienti, o comunque a rischio, nonostante le maggiori attenzione e consapevolezza. Anche per questo Gore ha deciso di rimettersi in viaggio, dalla Groenlandia alla Cina, fino alla COP21 di Parigi, dove 196 paesi hanno firmato il controverso accordo per la riduzione dei gas serra entro la fine del secolo. E di raccontarlo, per cambiare ancora una volta – forse l’ultima a nostra disposizione – le cose. Per conquistare ancora più adepti alla sua ‘Rivoluzione Energetica’, convinto che ci siano “ancora motivi per essere speranzosi – come ha dichiarato, – le soluzioni alla crisi sono a portata di mano”.


fonte: http://www.lastampa.it