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Eolico galleggiante: in Corea maxi-progetto da 6 GW

 



Entro il 2030, nel tratto di mare davanti a Ulsan (Corea del Sud) verrà realizzato il più grande parco eolico offshore del mondo su fondamenta galleggianti, della potenza di ben 6 GW.

L'annuncio è stato dato lo scorso 6 maggio dal presidente sudcoreano Moon Jae-in, che ha rivelato come il progetto richiederà complessivamente quasi 27 miliardi di euro e potrà creare circa 210mila posti di lavoro. Una volta completato, con i suoi 6 GW l'impianto potrà generare l'equivalente della fornitura di energia elettrica di 5,76 milioni di famiglie coreane.

Secondo il Governo di Seul, il mare antistante Ulsan rappresenta un sito ideale per l'eolico galleggiante, grazie non solo alla profondità delle acque e alla forte ventosità media (oltre 8 m/s), ma anche all'ampia disponibilità di reti di trasmissione e distribuzione collegate alle centrali elettriche presenti sulla terraferma.

Il nuovo maxi-progetto consentirebbe di ridurre di 9,3 milioni di tonnellate le emissioni di anidride carbonica del settore energetico e contribuirebbe — da solo — a raggiungere il 50% del target nazionale per l'eolico offshore al 2030 (12 GW).

Interessante, inoltre, l'accenno da parte del presidente Moon Jae-in alla possibilità di utilizzare parte dell'elettricità generata per la produzione di idrogeno verde; le stime parlano di 84mila tonnellate annue di idrogeno verde, prodotte impiegando il 20% dell'energia elettrica prodotta dalle turbine.

fonte: www.nextville.it


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Gli EM, Il Prof. Higa e il Covid-19


Finora, ho spiegato ripetutamente attraverso questa serie e DND, le contromisure fondamentali contro i virus nella zootecnia con gli EM. Descrivo di nuovo in base alla situazione recente.

Le misure di base contro il virus dell'afta epizootica con EM nella prefettura di Miyazaki nel 2010 sono state applicate in Corea e ora vengono utilizzate per varie misure virali negli animali.
In Corea, sotto la mia guida, ci sono corsi EM nelle scuole universitarie dell'Università di Jeonju che ha un'organizzazione di diffusione EM collegata. L'attività è direttamente collegata ai centri di formazione agricola e ai centri tecnici delle cooperative agricole a livello nazionale e EM viene attivamente spruzzato su questo nuovo coronavirus. Le seguenti informazioni sono solo un esempio, ma stanno iniziando a diffondersi in tutta la Corea.

Per la disinfettazione per fermare la diffusione dell'epidemia, Gwanak-gu, Seoul ha condotto un servizio di disinfezione utilizzando microrganismi utili (EM) e alcool alle famiglie contro il Covid 19.

E' stato riferito dal giornale Quotidiano Soul.
Questo trattamento dell'epidemia è effettuato utilizzando microrganismi effettivi (EM) e alcol che sono innocui per il corpo umano, che sono stati certificati dal Ministero della salute e del benessere e dall'Agenzia per
l'ambiente (APE).

Gli EM sono anche efficaci nella rimozione di muffe e si prevede contribuiranno notevolmente alla creazione di un ambiente di vita confortevole per i gruppi più vulnerabili.
(Articolo originale / Seoul Daily: Gwanak-gu, Seoul Special Housing 200

Gli EM contro il COVID-19 in Corea del Sud.

In Corea, EM viene utilizzato per le misure sanitarie in città utilizzando il dispositivo di cultura della soluzione di attivazione EM introdotta presso il Agricultural Technology Center. Hanno utilizzato EM per combattere l'influenza aviaria e l'afta epizootica, basando su queste esperienze hanno applicato anche alle recenti nuove contromisure virali.

Fino ad ora EM ha mostrato notevoli effetti nella contromisura di virus come l'influenza aviaria e l'afta epizootica, quindi stanno facendo volontariamente questa implementazione. Quarant'anni dopo lo sviluppo di EM, la sua sicurezza e versatilità sono state riconosciute dal mondo.
I virus esistono ovunque in natura e nel corpo umano. Le loro attività cambiano continuamente a seconda del grado di inquinamento dell'ambiente e del corpo umano:

se l'ambiente viene purificato e l'immunità delle persone viene rafforzata, vengono naturalmente inattivati.

D'altra parte, purificando l'ambiente e lo spazio abitativo con EM, lavando gli ingredienti con EM, fermentando bucce di frutta e altri prodotti in alimenti fermentati e aggiungendo EM / X GOLD a tutte le cotture, possiamo aspettarci un miglioramento della vita sana.

Dal punto di vista dell'EM, basando sui risultati passati, varie risposte concrete possono essere offerte. Chiunque può ottenere EM e aumentarlo e usarlo.

Il metodo più veloce è aggiungere i batteri dell'acido lattico e EM / X GOLD al latte, quindi preparare uno yogurt fatto in casa con un produttore di yogurt, ecc., Aggiungere gli zuccheri come miele e zucchero di canna in modo appropriato e usarlo come dessert prima e dopo un pasto te.


fonte: http://www.italiaem.it

Il solare galleggiante può avere successo anche in mare?

Rischi e vantaggi di una soluzione ancora allo stadio sperimentale. Mentre il fotovoltaico sui laghi sta partendo.





Gli impianti offshore potrebbero diventare una nuova frontiera del fotovoltaico, ma per ora ci sono così tante incognite su questa tecnologia, che è molto incerto prevedere se il solare “marino” avrà successo.

Questo, in sintesi, il giudizio di Molly Cox, analista di Wood Mackenzie Power & Renewables, citato da un breve articolo di approfondimento di GTM Research sul fotovoltaico galleggiante.

Intanto il floating PV sta iniziando a decollare per quanto riguarda le applicazioni sugli specchi d’acqua interni, come laghi e bacini idroelettrici: in particolare, la Corea del Sud ha approvato la realizzazione di un super-progetto da 2 GW sul lago di Saemangeum (a oggi l’installazione più grande del mondo prevista in questo segmento del solare), i cui lavori dovrebbero partire nella seconda metà del 2020.

Anche Eni punta a sviluppare un primo parco FV galleggiante utility-scale in Italia, in un bacino idrico dell’area industriale di Brindisi, con una potenza pari a 14 MW (vedi qui).

Ricordiamo che il potenziale del solare flottante (FPV: floating photovoltaic) su scala globale è enorme: si parla di 400 GW su laghi e riserve d’acqua nell’ultimo studio pubblicato dal Solar Energy Research Institute of Singapore (SERIS) in collaborazione con la Banca Mondiale.

Alla fine del 2018 si è arrivati a circa 1,3 GW di capacità cumulativa installata nei parchi galleggianti, con oltre 780 MW aggiunti proprio lo scorso anno.

Ma costruire grandi impianti fotovoltaici in mare aperto è tutta un’altra storia.

La salsedine e la forza delle onde sono due fattori da valutare con molta attenzione in fase di progetto, con la necessità di concepire strutture e ancoraggi capaci di sopportare le condizioni ambientali più avverse. Anche i moduli solari dovranno essere più resistenti alle intemperie e alla corrosione.

Nelle scorse settimane, un consorzio belga che riunisce diverse aziende e l’Università di Gand, ha annunciato di voler realizzare il primo parco solare nel Mare del Nord, in un’area marina che vedrà anche una centrale eolica offshore e un impianto per l’acquacoltura.

In una nota del consorzio si parla di sperimentare soluzioni/tecnologie innovative per questo tipo di installazioni marine.

C’è anche un consorzio olandese, guidato dalla società Oceans of Energy, che sta lavorando al fotovoltaico offshore al largo di Scheveningen, in Olanda (qui un nostro articolo sull’iniziativa); e alle Maldive sono operativi alcuni piccoli impianti-pilota galleggianti realizzati da Swimsol.

Tra i principali vantaggi delle installazioni in mare, per tornare ai commenti dell’esperta di Wood Mackenzie, Molly Cox, c’è il rendimento più elevato dei pannelli fotovoltaici rispetto ai progetti a terra, grazie al raffreddamento prodotto dall’acqua.

Lo stesso vale per gli impianti su specchi d’acqua interni. Le stime riportate sono intorno al 10% di produzione aggiuntiva dei sistemi FPV ma è ancora difficile, osserva Cox, stabilire esattamente quanto le installazioni offshore siano più efficienti in confronto a quelle sulla terraferma e soprattutto quelle sui laghi, perché manca una base consolidata di progetti con relativi dati sulla generazione di energia.

Il fotovoltaico offshore condivide alcuni vantaggi con gli impianti galleggianti su laghi e riserve d’acqua: oltre alle migliori prestazioni (almeno sulla carta) bisogna ricordare il consumo-zero di suolo e la possibilità dell’integrazione con altre fonti rinnovabili, con l’eolico offshore nel primo caso e con i bacini idroelettrici nel secondo.

E gli impianti marini potrebbero contribuire all’indipendenza energetica delle isole remote, senza dimenticare che ci sono paesi, come l’Olanda, con ampie aree marine relativamente tranquille che potrebbero essere sfruttate con zattere riempite di pannelli solari.

Infine, chiarisce Cox, un sistema FV galleggiante su un bacino interno costa mediamente già un 10-15% in più di un parco sulla terraferma, quindi un progetto in mare aperto, con le sue incognite e i maggiori requisiti di affidabilità e resistenza, con ogni probabilità sarebbe ancora più costoso (oltre che rischioso per gli investitori).

Insomma, la sfida per sviluppare il primo impianto fotovoltaico galleggiante offshore utility-scale di taglia commerciale è appena agli inizi.

fonte: https://www.qualenergia.it

Il riciclo batterie al litio è più avanti di quanto si pensi

Nel 2018 sono state riciclate 97.000 tonnellate di batterie agli ioni di litio, cifra che rappresentava più del 50% dei dispositivi giunti a fine vita

















L’industria del riciclo batterie al litio è più attiva di quanto si possa pensare e il merito va tutto ai grandi hub asiatici. A spiegarlo è il gruppo di ricerca e consulenza londinese Circular Energy Storage, incaricato dall’Agenzia energetica svedese di realizzare un report sulla seconda vita degli ioni di litio. Lo studio mostra come il riciclaggio della tecnologia numero uno per elettronica di consumo e auto elettriche, abbia dimensioni molto maggiori rispetto l’opinione comune. Molti dei report sul tema citano oggi percentuali risalenti all’inizio del decennio, variabili tra il 2% e il 7% (dispositivi riciclati rispetto al totale che ha raggiunto il fine vita) in base al mercato di riferimento. Per gli esperti Circular Energy Storage, la cifra non potrebbe esser più lontana dalla realtà: secondo l’analisi londinese, infatti, solo nel 2018 sono state riciclate 97.000 tonnellate di batterie agli ioni di litio, pari a oltre il 50% dei dispositivi fuori uso.

Questa discrepanza nei risultati è per lo più spiegata dalla mancanza di statistiche ufficiali del settore. Mancanza che il gruppo di ricerca ha compensato raccogliendo direttamente informazioni da circa cinquanta società di riciclo batterie al litio attive a livello globale. Si scopre così che il riciclaggio è per lo più in mano a Cina e Corea del Sud, che oggi rivestono anche il ruolo di maggiori produttori per questa tecnologia d’accumulo. Lo scorso anno i due Paesi hanno riciclato rispettivamente 67mila e 18mila tonnellate di dispositivi a ioni di litio.


“La sfida per i riciclatori sia in Europa che in Nord America è quella di procurarsi le batterie poiché i prezzi sono molto più allettanti in Asia, dove oggi finiscono la maggior parte dei dispositivi di storage occidentali”, ha spiegato l’autore del rapporto, Hans Eric Melin a Energy-Storage.news in esclusiva. “Ciò diventerà più difficile in futuro dal momento che molti riciclatori asiatici stanno stabilendo operazioni qui [in Europa]”.

Stesso discorso per il riutilizzo delle batterie. Ciò che è stato descritto inizialmente come progetti sperimentali di riuso e recupero oggi ha assunto la forma di un business strategico per diversi produttori di veicoli elettrici e aziende di storage. L’impiego di batterie di seconda vita sta rapidamente diventando un’area integrata nel settore dello stoccaggio dell’energia. E come per il riciclaggio, il settore è dominato per lo più da giocatori asiatici.

fonte: www.rinnovabili.it

Biofuel di ultima generazione? Si otterranno dai rifiuti umani

Nel mini laboratorio Science Walden Pavillion le feci sono trasformate in biometano e biodiesel, grazie ad un mix di processi meccanici e batterici


Biofuel di ultima generazione? Si otterranno dai rifiuti umani

Trasformare i rifiuti biologici umani in biofuel di ultima generazione. Una scommessa accettata e vinta alla Ulsan National Institute of Science and Technology (UNIST), nella Corea del Sud. Qui un team di ricercatori ha messo a punto un nuovo modo per convertire gli escrementi in energia senza l’impiego d’acqua. In realtà gli scienziati coreani non hanno solo studiato la tecnologia, ma anche realizzato una piccola toilette pubblica dove sperimentare direttamente le premesse della loro ricerca.

Nasce così, nel giardino del campus universitario, lo Science Walden Pavillion, un mini laboratorio su due piani dotato di un minuscolo tetto giardino, con raccolta dell’acqua piovana, e del nuovo gabinetto hi-tech.
La toilette sperimentale è stata progettata con un sistema in grado di rompere meccanicamente gli escrementi umani per restituire un materiale organico completamente disidrato e inodore simile al compost nell’aspetto. Il materiale viene trasportato ad un serbatoio di digestione batterica per essere convertito in biometano e CO2.

Il procedimento non finisce qui. Se da un lato il biomentano può essere direttamente raccolto e impiegato direttamente, dall’altro la CO2 è indirizzata ad una coltura di microalghe, la cui biomassa è destinata alla produzione di biodiesel. Un sistema unico e complesso, che cerca di tagliare al massimo gli input per massimizzare le rendite.
I ricercatori sperano di rendere la tecnologia abbastanza efficiente da produrre un biocarburante che sia economicamente competitivo. “Il nostro obiettivo finale è non solo creare un gabinetto che risparmi acqua e i costi operativi dei moderni impianti di depurazione dei reflui, quanto realizzare un ecosistema che supporti l’innovazione tecnologica e guidi la diversificazione economica regalando ai rifiuti umani un valore finanziario”, spiega Jaeweon Cho, professore di ingegneria ambientale presso l’Università sudcoreana. Se l’esperimento avrà successo, il team prevede di portare il wc senz’acqua collegato al bireattore nella vita reale.

turninghuman

fonte: www.rinnovabili.it