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Micro2, alla ricerca della bottiglia perduta















Dopo il successo del video “Micro, l’incredibile viaggio di tre rifiuti”, arriva “Micro2, alla ricerca della bottiglia perduta”, un altro minidoc realizzato da ARPA FVG in collaborazione con La Cappella Underground di Trieste per la regia di Diego Cenetiempo.
Micro2 è un video dal tono leggero e ironico, nel quale il protagonista segue, tra mille ostacoli, il percorso di una semplice bottiglietta di plastica, cercando di dare risposta a domande che ci siamo posti molte volte: dove va a finire la bottiglia di plastica quando entra nella raccolta differenziata, in che cosa si trasforma, che viaggio deve fare?
Dal bidone al camion, dal sofisticato impianto di selezione delle plastiche a quello di trasformazione finale, il tutto per osservare da dietro le quinte il mondo della raccolta differenziata.
Il video va ad arricchire le produzioni audiovisive del progetto www.mediatecambiente.it e sarà utilizzato per attività educative, condiviso via web, TV e in eventi pubblici.
fonte: https://www.snpambiente.it/

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La doppia sporca dozzina: la campagna contro i prodotti non riciclabili

Il punto sulla campagna “La doppia sporca dozzina” del Centro Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori, Zero Waste Italy e Associazione Ambiente e Futuro per Rifiuti Zero

























Rossano Ercolini di Zero Waste Italia fa il punto sulla campagna “La doppia sporca dozzina" contro i prodotti non riciclabili, lanciata nell’agosto del 2016, con il coinvolgimento del Centro Ricerca Rifiuti Zero del comune di Capannori, Zero Waste Italy e l’Associazione Ambiente e Futuro per Rifiuti Zero.
Attuando i primi 7 passi del percorso rifiuti zero (RZ), sostiene sempre Ercolini, le comunità possono arrivare a risolvere fino all’85% del problema rifiuti, trasformandoli in risorse con la pratica della raccolta differenziata (RD) porta a porta, le isole ecologiche ed i Centri per la Riparazione e il Riuso (per abiti, scarpe, borse, mobili, elettrodomestici, computer ecc.). Il resto, e cioè quel 15% circa che “rimane sullo stomaco del sistema di di-gestione degli scarti”, va reso ben visibile e studiato, attraverso la realizzazione dei Centri di Ricerca RZ.
Ridurre è la parola chiave; anche l’Unione Europea, nella sua piramide sulla gestione dei rifiuti, mette al primo posto la riduzione.
Ma come è possibile diminuire il numero di rifiuti non facilmente riciclabili?  Ercolini suggerisce due strade: la prima è quella della sensibilizzare delle persone agli acquisti consapevoli, la seconda, maggiormente incisiva e su cui puntare con forza, è quella della ri-progettazione industriale di beni e prodotti, principio alla base dell’economia circolare, e la Responsabilità Estesa del Produttore, che spesso è rappresentato da grandi imprese multinazionali.
cotton fioc




Secondo gli studi del Centro Ricerca Rifiuti Zero del comune di Capannori, Zero Waste Italy e l’Associazione Ambiente e Futuro per Rifiuti Zero, sono 24 prodotti denominati, appunto, “la doppia sporca dozzina”, si tratta di:
  • pannolini, pannoloni ed assorbenti femminili
  • cotton fioc
  • accendini mono uso
  • spazzolinotubetti di dentifricio e spazzolini da denti
  • figure adesive
  • scontrini fiscali
  • capsule e cialde per il caffè monoporzionato
  • appendini in plastica
  • CD, Floppy disk
  • chewingum
    rasoio
  • rasoi usa e getta
  • mozziconi di sigarette
  • stoviglie usa e getta
  • penne a sfera e pennarelli
  • guanti in lattice monouso
  • salviette umidificanti
  • cerottocerotti per medicazione
  • nastro adesivo
  • carta carbone e carta forno
  • carta plastificata
  • tovaglie e tovaglioli in tessuto non tessuto (TNT)
  • carte di credito, bancomat e tessere plastificate
  • lettiere sintetiche per gatti e altri animali domestici
Vediamo, nel dettaglio, alcuni di questi e le loro possibili alternative in commercio.
Assorbenti femminili, pannolini e pannoloni  - Questo “flusso” di rifiuti, come ci ricorda Ercolini, rappresenta circa il 25% del totale dei rifiuti urbani residui (RUR) e quindi una delle “voci” più importanti per abbattere la produzione di rifiuti difficilmente riciclabili.
Per gli assorbenti esistono alcune alternative, ad esempio, in commercio si trovano quelli biodegradabili da conferire nell’organico (ma non nell’auto-compostaggio in quanto richiedono un trattamento negli impianti industriali di compostaggio), altra alternativa è rappresentata dalla coppetta mestruale igienica e funzionale.
Per i pannolini l’alternativa più efficace rimane il pannolino lavabile che, però, per essere sufficientemente comoda va integrata con un servizio di lavanderia per permettere alle famiglie di disporre, ad un costo ragionevole, del servizio di lavaggio, se non intendono effettuarlo in autonomia. Si potrebbe pensare, ad esempio, di ubicare il servizio di lavanderia negli asili nido facendolo, magari, gestire da una cooperativa sociale.
Più complicato è il problema dei pannoloni, per i quali risulta utile fare i conti con lo “stato dell’arte”, ovvero con tutte quelle tecnologie in grado di riciclare questi rifiuti evitando così la produzione di una mole di scarti destinati solo ad essere smaltiti.
Cotton Fioc – Le alternative a quelli non riciclabili, spesso scaricati nel water close e quindi corresponsabili dell’inquinamento da plastiche nei mari, ci sono; ne esistono, infatti, di vegetali ed anche in plastica biodegradabile.
Accendini mono uso – Si può fare a meno degli accendini usa e getta utilizzando quelli ricaricabili (USB). Certo, all’inizio costano di più ma possono durare molto a lungo.
Spazzolini da denti – Ne esistono di canna di bambù interamente biodegradabili (ed auto compostabili) come esistono quelli in cui si può sostituire la parte a contatto con i denti, ovvero la testina consumata.
Tubetti di dentifricio – Esiste il dentifricio in pastiglie in confezioni di vetro/carta e quindi riciclabili. Interessante e simpatico anche prodursi in proprio il dentifricio. Ovviamente, questo per i più motivati e coerenti.
Figurine adesive – Esistono alcune soluzioni per ridurre o evitare di ricorrere agli adesivi (le figurine adesive non possono essere riciclate perché plastificate). Tra le altre soluzioni, quella dell’album prodotta dal WWF nel quale si sistemano le figurine non plastificate negli appositi angoli "ad incastro".
Scontrini fiscali in carta termica – Gli attuali scontrini sono prodotti in carta chimica non riciclabile (vanno messi nell’indifferenziato), dal 1996 se ne prevede la dismissione ed un sistema alternativo che mantenga tutte le caratteristiche tese ad evitare le evasioni fiscali. Purtroppo il loro utilizzo continua nonostante si possa procedere nello stessa funzione attraverso sistemi informatizzati.
Capsule e cialde per il caffè monoporzionato - Questo caso studio è certo il più famoso lanciato nel 2010 dal CRRZ che ha portato alcune importanti marche di caffè ma anche la grande distribuzione a produrre sistemi in plastica biodegradabile. La battaglia non è vinta ma sono stati fatti dei passi nella giusta direzione.
Appendi abiti (in plastica) – A differenza di quelli in ferro, che possono essere conferiti nelle isole ecologiche (i metalli sono ben remunerati), quelli in plastica, dopo una circolare di COREPLA (che li riconosce parte dell’imballaggio), possono essere conferiti nel multi-materiale. Così la doppia sporca dozzina fortunatamente perde un membro che nessuno rimpiange.
CD–DVD – Abbiamo appreso che possono essere facilmente riciclati. Il CD è in policarbonato e i DVD in PVC. Il problema purtroppo non si risolve perché se tali possibilità tecniche di riciclo sono disponibili, esse possono valere per i venditori di “dischi” e non per le utenze domestiche che dovrebbero essere informate sulla necessità di conferire tali prodotti nelle isole ecologiche (in alternativa al loro smaltimento). Una buona idea potrebbe essere quella di fornire i negozi di dischi e tutte le scuole di appositi contenitori dove conferire i vecchi CD.
Gomme da masticare – Esiste un’unica gomma biodegradabile disponibile grazie al mercato equo e solidale.
Rasoi usa e getta – Per questi prodotti oggi si punta a promuovere soluzioni commerciali che moltiplicano il numero delle prestazioni di un’unica lametta. Meglio, sempre, la testina ricaricabile.
Mozziconi di sigarette – Meglio non fumare! Comunque per la normativa vigente i mozziconi devono essere raccolti attraverso sistemi diffusi dai Comuni e gli abbandoni devono essere sanzionati con multa. Talvolta all’abbandono della “cicca” corrisponde l’abbandono in strada del pacchetto che invece è perfettamente riciclabile essendo in cartoncino e foderato all’interno con carta stagnola.
Stoviglie usa e getta – I Comuni possono fare tanto, ad esempio usare nelle mense pubbliche solo piatti in ceramica e normali posate e dotare le strutture di lavastoviglie.
In feste, sagre e simili, si può, nell’ordine, usare la cellulosa della canna da zucchero (piatti, bicchieri ecc. completamente compostabili ed auto compostabili), contenitori realizzati con foglie di palma e solo in ultimo le bio plastiche. Occorre, in proposito, che i Consigli comunali adottino specifici regolamenti modulando con incentivi e disincentivi il ricorso alle buone pratiche.
Penne e pennarelli – Per i pennarelli che i bambini a scuola consumano in quantità notevoli abbiamo trovato alcune marche che vendono pennarelli ricaricabili che il Centro Ricerca Rifiuti Zero (CCRZ) sta testando per verificarne le prestazioni.
Carta forno – Bisogna fare attenzione al momento dell’acquisto, infatti, sul mercato sono disponibili modelli biodegradabili conferibili nell’organico. Qui la sensibilità del consumatore può fare la differenza !
Per saperne di più: Quella sporca doppia dozzina
fonte:http://www.arpat.toscana.it

Ancitel: ecoviaggio virtuale per le scuole nel mondo dei rifiuti













Un viaggio virtuale alla scoperta del mondo dei rifiuti e di come possa rappresentare un’opportunità per il recupero di importanti risorse. Questo il tema centrale del Waste Travel 360°, presentato a Ecomondo 2016, un percorso ideato da Ancitel Energia&Ambiente grazie alla collaborazione tecnica di PEARLEYE HD Virtual Tour e patrocinato da Ministero dell’Ambiente e ANCI.

Il Waste Travel 360° è pensato come percorso didattico innovativo, che propone una visione coinvolgente e istruttiva del percorso dei rifiuti. Come in un videogioco è possibile interagire direttamente su materiali come ad esempio carta, plastica, vetro, legno e acciaio, scegliendo dove collocare il rifiuto e seguendone la trasformazione e valorizzazione grazie al contributo di immagini in HD.

I giovani che seguiranno questo ecoviaggio virtuale guadagneranno una maggiore consapevolezza di quelle che sono le buone pratiche in relazione alla raccolta differenziata e di come i rifiuti possano trasformarsi in qualcosa di assolutamente utile. Di come la loro gestione corretta possa rendere “cittadini e consumatori ecoresponsabili”.
Vari Consorzi di Filiera hanno scelto di collaborare al progetto, fornendo preziose informazioni sul processo di raccolta e trasformazione: CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi); CIAL (alluminio); CIC (compost); COBAT (batterie); COMIECO (carta e cartone); COREPLA (plastica); COREVE (vetro); Ricrea (acciaio); Rilegno (legno).
Waste Travel 360° sarà a disposizione di tutte le scuole e i Comuni italiani che vorranno usufruirne al fine di aumentare la consapevolezza di alunni e cittadini in riferimento a una corretta gestione dei rifiuti. Come ha spiegato Filippo Bernocchi, Delegato ANCI a Energia e Rifiuti:
Creando strumenti fluidi, facili e non retorici puntiamo ad accelerare il processo di raggiungimento degli obiettivi di legge stabiliti dall’Unione Europea: in un futuro non troppo lontano, entro il 2050, niente sarà più destinato allo scarto e ogni oggetto verrà progettato per essere riutilizzato e avviato al riciclo.
Dobbiamo quindi passare dal concetto di disvalore insito nel rifiuto a quello di valore, per affrontare la sfida del passaggio al modello di economia circolare come unica opportunità di crescita.

fonte: http://www.greenstyle.it