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CS Biondi Rec. le parti civili - Perugia 29 giugno 2023

 

 
Il nostro appello al Sindaco Romizi è caduto nel vuoto purtroppo. Pensavamo che potesse avere un seguito il comportamento tenuto in precedenza per il processo, ancora in corso, vs Gesenu & Co., ma ci siamo sbagliati. Eppure non è meno grave quanto accaduto nel deposito di Biondi Recuperi, tanto più che il processo appena iniziato è per il primo incendio, ma sappiamo bene che il fatto si è ripetuto altre volte, sempre nel deposito di Ponte S. Giovanni. Il comunicato che segue è stato condiviso dalle altre due associazioni che hanno condiviso con noi la necessità di "fare qualcosa" e di farlo insieme, infatti anche loro si sono costituite Parte Civile nel processo, pensiamo sia un buon segnale da parte della cosiddetta società civile.  


IL COMUNE DI PERUGIA NON SI

Processo Miteni: “Mi batto contro il Pfas nel sangue di mia figlia” | VIDEO

Michela Piccoli fa parte del comitato delle Mamme No Pfas, tra i 200 che si sono costituiti parte civile nel processo a carico degli ex vertici della Miteni, l’azienda che per oltre 50 anni ha prodotto Pfas e che è costruita sopra la falda acquifera che rifornisce le province di Vicenza, Verona e Padova



“Io spero di ottenere giustizia, al di là di un risarcimento danni”. Michela è determinata a portare avanti la battaglia delle “Mamme No Pfas”. Stiamo parlando della vicenda della contaminazione da Pfas dell’acqua tra le province di Vicenza, Verona e Padova, un tema di cui ci aveva parlato Nadia Toffa già nel 2016. Gli Pfas sono composti chimici presenti in tantissimi oggetti che usiamo tutti giorni, come pentole antiaderenti, giubbotti impermeabili, cartoni della pizza. La ditta che per oltre 50 anni ha prodotto queste sostanze è la Miteni, fallita a fine 2018, e che è costruita proprio sopra la falda acquifera che rifornisce gli acquedotti che danno da bere alle tre province. Alcuni studi avrebbero stabilito delle correlazioni tra queste sostanze e alcune patologie come diabete, aumento del colesterolo e malattie della tiroide. E secondo uno studio del gruppo di ricerca del professor Carlo Foresta dell’Università di Padova, i Pfas sarebbero responsabili dell’alterazione della fertilità nella donna.

“Le mie amiche hanno avuto casi di poliabortività”, racconta Michela, che vive nella zona interessata, intervistata da Giulia Innocenzi a Iene.it: aspettando Le Iene. “Anche io ho avuto un aborto spontaneo e ci sono molti casi di figli di donne che conosco che sono nati piccoli o pretermine”. Michela racconta anche di alcune patologie nella sua famiglia: “Mio suocero è morto a 62 anni per una morte improvvisa, colesterolo alle stelle e problemi di cardiopatia, mio marito prende le statine da 20 anni, mia cognata ha problemi di colesterolo molto alto”.

"Chi è Maria?", chiede Giulia Innocenzi vedendo la maglietta di Michela con su scritto questo nome e un valore: “Maria è mia figlia, questo è il valore di Pfoa, una tipologia di Pfas, che aveva nel sangue quando aveva 14 anni. È un livello altissimo, 10 volte sopra il limite. E non dovrebbero proprio esserci i Pfas nel sangue”. Michela, da quando la contaminazione delle acque è stata nota, non beve più acqua del rubinetto: “Anche se adesso ci sono 10 batterie di filtri nell’acqua io non la bevo più, poi ognuno è libero di fare quello che vuole. Ma quando sei stato scottato una volta con l’acqua calda non ti fidi più nemmeno di quella fredda!”.

Proprio su questa vicenda è in corso un processo, in fase di udienza preliminare, che vede imputati 13 dirigenti tra cui gli ex vertici della Miteni, accusati di avvelenamento delle acque e disastro innominato. Sono state ammesse oltre 200 parti civili tra cui ex lavoratori Miteni, la Regione Veneto, il Ministero della salute e le Mamme No Pfas, di cui fa parte Michela.

L’8 giugno è ripreso, con l'udienza preliminare sulle citazioni dei responsabili civili, il processo. Il giudice ha dato atto della correttezza delle notifiche effettuate dalla Regione Veneto al fallimento di Miteni. Le notifiche riguardano le due società controllanti di Miteni: la società giapponese Mitsubishi Corporation, che ha depositato l'atto di costituzione, e la società lussemburghese International Chemical Investors. Il processo è stato rinviato all'udienza del 12 ottobre, l'inizio della discussione dell'udienza preliminare.






fonte: https://www.iene.mediaset.it/




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#ComitatoInceneritoriZero: sesta udienza del processo Spazzatura d'oro connection contro Gesenu, Gest, Tsa










Buongiorno,

Come vi avevo anticipato il prossimo giovedì, 27 febbraio alle ore 9,30, nella sala degli Affreschi, presso la Corte d’Appello in Piazza Matteotti ci sarà la nuova udienza dove si parlerà della costituzione di parte civile del processo che è stato accorpato al nostro (che probabilmente a costituirsi parte civile sarà solo GSE). Visto che con una sola costituzione di parte civile si dovrebbe fare presto c’è la probabilità (molto remota) che il giudice decida di iniziare il dibattimento.

Per chi vuole venire ci vediamo al parcheggio del campo sportivo di Pierantonio per partire alle 8,30 in punto. Se qualcuno vuole venire da solo ci vediamo davanti al tribunale alle ore 9.

Auguro a tutti una buona giornata

Marco Montanucci

Parte il processo PFAS contro Miteni e rimbomba per Solvay in Alessandria, tra mancate bonifiche, possibili inceneritori, allarmi per alimenti e contenitori, licenziamenti e omertà sindacali. Allarme nazionale.



Alla vigilia del processo PFOA contro la Miteni di Trissino (11 novembre),
dopo le critiche del “Movimento di lotta per la salute Maccacaro” nella costituzione delle Vittime parti civili nel procedimento penale e il sopraggiungere di nuove testimonianze: clicca qui,
si infittisce la polemica in merito alla bonifica, questione che sarà centrale nel corso del processo: clicca qui.
All’orizzonte della bonifica compare addirittura un inceneritore  che la società Ecoprogetto Venezia  intende realizzare anche a quello scopo nel sito di Fusina-Venezia: clicca qui.
D’altronde, quando si parla di Pfas si intende anche il C6O4 (Pfas a catena più corta) anche esso  trovato nel sangue. A sua volta, l’Istituto superiore di sanità ISS ha divulgato i dati che dentro il corpo dei bambini stanno arrivando  “dosi settimanali” di Pfoa, segno  che il veleno bioaccumulabile viene assunto tanto negli alimenti che dalle confezioni degli alimenti. L’allarme dunque è nazionale: clicca qui.
L’attenzione dunque si sposta di nuovo sulla Solvay di Spinetta Marengo dove il C6O4 ha sostituito il Pfoa, per anni scaricato in Bormida/Tanaro/Po.
Ebbene, ad Alessandria Solvay ha contemporaneamente inaugurato un nuovo impianto e annunciato che intende aumentare del 30% la capacità produttiva di fluoroelastomeri, cioè il Tecnoflon, perciò estendere la produzione e l’uso di C6O4: clicca qui l’autorizzazione AIA Autorizzazione Integrata Ambientale  chiesta alla Provincia,
e contemporaneamente ha annunciato la procedura di licenziamento per 28 persone.
Insomma si offre ai sindacati di convertire i licenziamenti in prepensionamenti in cambio di continuare come struzzi a non sollevare problemi insormontabili sull’utilizzo del C6O4: emissioni in atmosfera, emissione di liquidi e reflui, e relativi effetti sulla salute di lavoratori e cittadini.
Per quanto riguarda liquidi e reflui, altra coincidenza, la notizia di un inceneritore (tra Alessandria e Asti)  grazie ad un colossale finanziamento regionale ad una società mista pubblico-privata. Coincidenza, solo temporale? con l’inceneritore veneto?
Il tutto sta avvenendo coperto dal massimo silenzio delle Istituzioni e dei Sindacati. Silenzio che rompiamo.
DOCUMENTO TRASMESSO A TUTTI GLI ORGANI DI INFORMAZIONE DAL “MOVIMENTO DI LOTTA PER LA SALUTE MACCACARO”

fonte:https://www.rete-ambientalista.it

Comitato InceneritoriZERO: #SpazzaturaD'oroConnection - Udienza 19 settembre 2019









Come vi avevo anticipato il prossimo giovedì, 19 settembre alle ore 9,30, nella sala degli Affreschi, presso la Corte d’Appello in Piazza Matteotti ci sarà la nuova udienza dove, finalmente, si dovrebbe decidere sul rinvio a giudizio degli imputati.
Per chi vuole venire ci vediamo al parcheggio del campo sportivo di Pierantonio per partire alle 8,30 in punto. Se qualcuno vuole venire da solo ci vediamo davanti al tribunale alle ore 9.
Marco Montanucci

#ComitatoInceneritoriZero: #SpazzaturaD’oroConnection - terza udienza









Mercoledì 3 aprile, alle ore 9,30, nella sala degli Affreschi, presso la Corte d’Appello in Piazza Matteotti ci sarà la nuova udienza.
Per chi vuole venire ci vediamo al parcheggio del campo sportivo di Pierantonio per partire alle 8 in punto. Se qualcuno vuole venire da solo ci vediamo davanti al tribunale alle ore 9.

Marco Montanucci

Comitato Inceneritori Zero

#ComitatoInceneritoriZero: #SpazzaturaD’oroConnection - seconda udienza









Come tutti sapete ieri c’è stata la seconda udienza del processo su Pietramelina. Come si prevedeva c’è stata una bella battaglia tra gli avvocati degli accusati e gli avvocati delle parti civili ma nessuna obiezione è stata fatta alla nostra costituzione di parte civile. Nonostante questo il nostro avvocato ha spiegato puntualmente le motivazioni della nostra costituzione ed inoltre ha cercato di velocizzare il processo che, visti i tanti accusati e le tante parti civili, rischia di diventare troppo lungo. Proprio per gli interventi dei tanti avvocati presenti ieri il giudice non ha potuto stabilire quali sono le parti civili accettate ed ha rimandato la scelta alla prossima udienza che ci sarà il giorno 3 aprile. Si arriverà a questa udienza con la decisione già presa soprattutto per l’intervento del nostro avvocato e non per ridiscutere di nuovo tutto come volevano gli avvocati della difesa. Il giudice ha anche fissato un’altra udienza per l’8 maggio dimostrando la volontà di procedere celermente.
In allegato vi invio un articolo di questa mattina dove si parla dell’udienza.

Di seguito l'articolo uscito oggi


Marco Montanucci

Comitato Inceneritori Zero


Glifosato: da rifare il processo che ha condannato Monsanto















Si ritorna a parlare del glifosato e del suo presunto legame con l’insorgenza dei tumori. Nella vicenda era stata coinvolta anche l’azienda Monsanto, che in base ad una sentenza emessa dal Tribunale di San Francisco è stata condannata a pagare quasi 290 milioni di dollari a titolo di risarcimento.

Secondo i giudici la somma spetterebbe a un giardiniere che ha utilizzato nel corso di due anni uno dei pesticidi prodotti dall’azienda proprio a base di glifosato. Adesso si apprende che il processo sarebbe da rifare e ben presto la vicenda giudiziaria verrà ripresa in mano.

È stato l’intervento di un giudice della Corte Superiore di San Francisco a voler prendere in considerazione di nuovo il processo, che si caratterizzerebbe per insufficienza di prove. Il magistrato ha sostenuto che non ci sarebbero prove certe che riguardano il legame tra l’uso del glifosato e le malattie.


Quindi, se verrà riaperto veramente il processo, l’azienda produttrice degli erbicidi potrebbe vedere ridotta anche la sua multa, che potrebbe passare da 290 milioni di dollari a 34. Se la vicenda giudiziaria verrà riesaminata e la giuria questa volta prenderà una decisione favorevole nei confronti di Monsanto, assumerebbero altre dimensioni i processi che anche altre persone hanno deciso di intraprendere nei confronti della multinazionale.
Il giardiniere che ha intentato la causa nei confronti di Monsanto è affetto da un tumore al sistema linfatico. Per il momento l’azienda produttrice dei prodotti a base di glifosato non ha voluto commentare ciò che si sta profilando.
fonte: www.greenstyle.it