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Emilia Romagna: ok alla rete di 2000 colonnine di ricarica

  • La Regione firma l’accordo per la realizzazione di una rete pubblica per il ‘rifornimento’ in tutto il territorio regionale

















Nuovi passi avanti dell’Emilia Romagna sul fronte della mobilità elettrica. È di oggi la notizia che la Regione realizzerà un ampio progetto di ricarica pubblica per i veicoli elettrici nei principali comuni. Ai 150 punti a uso pubblico attualmente esistenti sul territorio si aggiungeranno a breve altre 1.500 colonnine di ricarica. L’iniziativa è frutto dell’accordo stretto dall’amministrazione con 5 fornitori di energia elettrica che si faranno completamente carico delle spese d’installazione: Enel, Hera, Iren, Be Charge ed Enermia.
Il protocollo di intesa è stato firmato ufficialmente stamattina a Bologna dall’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini e dai rappresentanti delle cinque società. “Con questo protocollo – ha spiegato Donini – vogliamo dare il nostro contributo al decollo nel nostro Paese di un mercato, quello delle auto elettriche e ibride, fatto di numeri ancora molto bassi, ma che è destinato a una rapida crescita, come indicano tutte le previsioni. Lo facciamo mantenendo saldamente nelle nostre mani quel ruolo di programmazione e coordinamento che ci compete e promuovendo la collaborazione tra le società fornitrici di energia elettrica e gli enti pubblici preposti al rilascio delle autorizzazioni per l’installazione e la gestione degli impianti di ricarica”.


I nuovi charger point saranno realizzati a livello stazioni, aeroporti, ospedali, parcheggi, centri commerciali, ma anche in aree definite “a domanda debole”. Tutta l’infrastruttura sarà caratterizzata dall’interoperabilità, vale a dire la possibilità da parte degli utenti di ricaricare le batterie della propria autovettura presso qualsiasi gestore elettrico. I costi per la ricarica, invece, varieranno da fornitore a fornitore, ma dovrebbero aggirarsi in media sui 2 euro ogni 100 chilometri di percorrenza. Alle nuove 1500 colonnine, che vedranno la luce nei prossimi due anni, si aggiungeranno anche altri 500 punti di ricarica elettrica per veicoli cofinanziate al 50% dalla Regione attraverso i fondi del PNIRE“Stiamo inoltre lavorando per accelerare l’armonizzazione delle regole di accesso e sosta gratuita nei centri storici dei mezzi a trazione elettrica”, ha aggiunto l’assessore ricordando anche l’impegno dell’amministrazione a potenziare i trasporti pubblici: 700.000 euro di fondi Por-Fesr 2014-2020 saranno infatti destinati al finanziamento di una linea sperimentale di trasporto pubblico locale con autobus ad alimentazione elettrica in una città dell’Emilia-Romagna che sarà individuata sulla base di una manifestazione di interesse emanata entro l’anno.

fonte: www.rinnovabili.it

Italia: In fase di studio gli incentivi alle auto elettriche

Il ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo Economico stanno mettendo a punto misure ad hoc per l’elettrificazione del parco auto italiano
















Sono allo studio apposite misure di incentivazione per il rinnovo del parco veicolare e per la diffusione degli autoveicoli elettrici”. È quanto ha fatto sapere ieri il sottosegretario ai Trasporti e alle Infrastrutture Umberto Del Basso De Carorispondendo a un’interrogazione del Movimento 5 stelle in IX commissione alla Camera. Il punto di partenza della domanda, a firma dall’onorevole dell’Orco e colleghi, è il profondo gap che divide oggi l’Italia da Paesi come Francia, Olanda, Svezia o Germania – nazioni europee che hanno fatto personali proclami in tema di mobilità sostenibile. Ad accumunare questi Stati è soprattutto la volontà di vietare la vendita delle auto diesel e benzina con la definizione di tempistiche precise e misure di supporto alla transizione del settore. E il Bel paese – si chiedono i deputati pentastellati – cosa sta facendo?


A livello nazionale l’e-mobility, infatti, rappresenta solo lo 0,1% dell’intero mercato dell’auto. La crescita è lenta, a volte quasi impercettibile, e una delle cause di questo ritardo è sicuramente la mancanza quasi totale di incentivi alle auto elettriche.
Lo strumento principale per supportare l’elettromobilità è oggi costituito dal PNire, il Piano Nazionale infrastrutturale per gli impianti di ricarica dei veicoli elettrici, redatto dal Ministero dei trasporti. Il PNire ha l’ambizione di preparare, entro il 2020, un’infrastruttura per oltre 130.000 veicoli elettrici, aggiungendo agli attuali 9000 punti di e-cherger altri 4.500 – 13.000 punti “normal power” e 2.000-6.000 del tipo “high power”. Peccato che, come evidenzia l’E-Mobility Report redatto dall’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano, il mercato delle auto non sembra ritenere possibile andare oltre le 70.000 auto immatricolate nei prossimi 4 anni. lo scollamento è evidente e problematico.


Per riallineare i due elementi, l’Energy&Strategy Group consiglia alcune soluzioni, tra cui il rafforzamento dei meccanismi di incentivazione per la vendita delle e-car.
E qualcosa potrebbe cambiare a breve, come spiega il sotto segretario ai Trasporti ”Senza dubbio, come evidenziato dagli Onorevoli interroganti, la mobilità elettrica potrà svolgere un ruolo chiave nel raggiungimento degli obiettivi fissati dall’accordo di Parigi sul clima; occorre, dunque una spinta acceleratoria sul fronte della mobilità sostenibile in linea con quanto già fatto in altri paesi europei. Al riguardo i competenti Ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico hanno evidenziato che sono allo studio apposite misure di incentivazione per il rinnovo del parco veicolare e per la diffusione degli autoveicoli elettrici. Tali misure rientrano tra quelle finalizzate a ridurre le emissioni inquinanti e climalteranti e i consumi energetici del settore dei trasporti, previste nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale sui carburanti alternativi”. 
Ma vista l’ormai prossima fine della legislatura lo spazio di manovra potrebbe essere ridotto.

fonte: www.rinnovabili.it