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Nasce Rent&Fit, piattaforma per il noleggio di biciclette

Rent&Fit è una startup che consente il noleggio di biciclette a chi ha bisogno di una bici per periodi limitati, che siano 24 ore o una settimana.














Secondo il Rapporto Isnart-Legambiente, nel 2019 oltre 20 milioni di appassionati in Italia hanno viaggiato in bicicletta e i numeri sono destinati a crescere nella prima estate post Covid-19. L’emergenza sanitaria ha infatti rinnovato l’amore per le due ruote. Dall’e-bike a quella tradizionale, la bici è un mezzo di trasporto ecologico, salutare e a basso contatto, che permette di stare all’aria aperta, salvaguardando sicurezza, salute e forma fisica.
Questa riscoperta traccia un nuovo trend per le imminenti vacanze estive, che saranno all’insegna del cicloturismo. Così, per rispondere al desiderio di spostamenti sostenibili e sicuri, nasce rentandfit.com, l’unica piattaforma made in Italy interamente dedicata al noleggio delle biciclette che sostiene la mobilità green, in vacanza come in città.
Fondata da Pierluigi Casolari e Marco Donadelli, Rent&Fit mette in contatto noleggiatori di biciclette selezionati, inclusi negozi specializzati e strutture ricettive che offrono il servizio di noleggio, e utenti, da chi si sposta in bici in città per tragitti medio-lunghi, ai ciclisti occasionali fino a chi desidera provare l'ultimo modello da downhill. Il mondo delle due ruote si apre così a nuovi utilizzatori.
“Come imprenditore e cicloamatore, volevo fare qualcosa per dare impulso alla mobilità sostenibile e che fosse al tempo stesso a basso a contatto, in tempi in cui il distanziamento sociale resta un obbligo in città come in vacanza”, afferma Pierluigi Casolari, CEO e co-founder di Rent&Fit. “I noleggiatori di bici hanno due problematiche principali: visibilità e organizzazione delle prenotazioni. Così insieme a Marco Donadelli abbiamo dato vita a Rent&Fit, un modo per aiutare una parte importante di un settore, quello turistico, che è in difficoltà e che rappresenta ben il 13% del PIL italiano”.

Il noleggio è semplice e immediato. Se si è alla ricerca di una bici, sarà sufficiente accedere al sito www.rentandfit.com, selezionare la zona per il noleggio, i giorni di utilizzo e il tipo di bicicletta. A disposizione un’ampia gamma di modelli di alto livello: bici elettriche, per fare più chilometri con meno sforzo, mountain bike, per gite in montagna o in mezzo al verde, e citybike, per dire addio a code e assembramenti sui mezzi pubblici. Dopo aver scelto la soluzione più adatta alle proprie esigenze, basta effettuare il pagamento tramite carta di credito e recarsi presso il noleggiatore per iniziare a pedalare in tutta tranquillità. Per i noleggiatori è altrettanto semplice farsi trovare: visibilità a livello nazionale garantita senza costi d’iscrizione né canoni mensili.
Il servizio è già attivo in Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto, che insieme intercettano oltre il 50% del movimento cicloturistico in Italia. Rent&Fit sarà disponibile a breve nelle altre regioni italiane e punta a espandersi presto anche all’estero.

fonte: www.greencity.it


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'Basta finanziamenti ad auto e veicoli inquinanti': appello delle associazioni ambientaliste a Parlamento e Governo

Medici per l’Ambiente, Cittadini per l’aria, European Public Health Alliance, Greenpeace, Kyoto Club, Legambiente, Transport & Environment, WWF e altre: "Nessun fondo pubblico deve essere stanziato a favore di veicoli diesel, a benzina o a gas, anche sotto forma di credito d’imposta"




Incoraggiare l’acquisto di modelli di motori a combustione interna favorisce tecnologie obsolete e inquinanti che sono dannose per la salute e il clima. Gli emendamenti al “Decreto Rilancio” per incentivare i programmi di rottamazione auto aggraveranno i problemi d’inquinamento e di salute pubblica in Italia.

L’Italia è stata particolarmente colpita dalla pandemia COVID-19, e i pazienti con malattie croniche ne hanno sofferto di più. Le ricerche più recenti suggeriscono che l’elevato inquinamento dell’aria, soprattutto nella Pianura Padana, va considerato come un ulteriore co-fattore dell’alto livello di letalità registrato in quell’area. Il solo inquinamento da biossido di azoto (NO₂) è responsabile di oltre 14.000 morti ogni anno in Italia.

“L’inquinamento dell’aria ci fa ammalare e ha peggiorato la pandemia COVID-19. La nostra ricerca ha dimostrato che le persone che vivono nel Nord Italia con alti livelli di inquinanti sono più inclini a sviluppare patologie respiratorie croniche e sono più soggette a tutti gli agenti infettivi. Ma l’esposizione prolungata all’inquinamento atmosferico danneggia anche i giovani e le persone sane. Ridurre questo inquinamento letale e mettere l’economia su una via del recupero sostenibile è più importante che mai!“, ha detto Dario Caro, ricercatore del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Aarhus.

Per ridurre il problema dell’inquinamento atmosferico legato ai trasporti, il numero di veicoli con motore a combustione, principale fonte di emissioni nelle città italiane, deve diminuire. Ciò significa incentivare automobili elettriche, che oltre a non nuocere alla salute, sono molto più rispettose dell’ambiente. Nessun fondo pubblico deve essere stanziato a favore di veicoli diesel, a benzina o a gas, anche sotto forma di credito d’imposta. Il denaro dei contribuenti non deve essere utilizzato per mettere in circolazione altri veicoli inquinanti.

Investimenti sani e verdi fanno bene all’economia e alle imprese italiane! Sarebbe molto più efficace indirizzare gli stimoli di ripresa dell’industria alla produzione di veicoli elettrici e di batterie sostenibili (inclusa la filiera di recupero, riuso e riciclo) e allo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica, che sono modi veloci per creare posti di lavoro sostenibili.

Tuttavia, la migliore soluzione per la salute e per l’ambiente consiste nello sviluppo di una mobilità condivisa e sostenibile con trasporti pubblici a zero o a basse emissioni. L’uso delle biciclette, comprese quelle elettriche, deve essere incoraggiato da incentivi pubblici per ridurre l’uso inquinante dell’auto e aumentare l’attività fisica. Lo stesso deve essere fatto per i pedoni, con aree pedonali, marciapiedi più larghi e senza barriere architettoniche alla mobilità. Infatti, l’inattività fisica causa malattie e aumenta la mortalità.



La maggior parte degli europei, e gli italiani in particolare, non vogliono un ritorno ai livelli pre-pandemici di inquinamento atmosferico. I cittadini sono pronti a sostenere profondi cambiamenti nella mobilità urbana per mantenere la qualità dell’aria sperimentata durante la quarantena, quando i livelli di inquinamento atmosferico si sono drasticamente ridotti. Sono favorevoli a vietare l’ingresso in città delle auto e a introdurre aree a emissioni zero per ridurre lo smog.

In Europa esistono esempi innovativi come in Germania, che nel suo piano di rilancio nazionale ha limitato gli incentivi solo ai veicoli elettrici. Né il Parlamento né il Governo italiani dovrebbero sostenere sistemi di mobilità obsoleti che danneggiano la salute e il pianeta. L’Italia dovrebbe seguire questo esempio e decarbonizzare il settore dei trasporti. Questo è il momento di fare un passo avanti nella mobilità sostenibile.

Contesto

Per fronteggiare la crisi e sostenere la domanda crollata a seguito dell’emergenza sanitaria, diversi emendamenti al “Decreto Rilancio” presentati sia dalla maggioranza, sia dall’opposizione sono attualmente in discussione in Parlamento. Aiutare il settore auto e moto con nuovi incentivi che promuovono l’acquisto di veicoli tradizionali (benzina, diesel, gas) non è accettabile.

Gli standard Euro 6 non sono omogenei e non sufficientemente puliti!

Gli standard Euro 6 per i veicoli sono molto eterogenei, la norma Euro 6d è la più rigorosa. Sono stati fatti progressi tra i primi modelli Euro 6b e i più recenti veicoli Euro 6d, ma non sono sufficienti. Ad esempio, l’ultima generazione di motori diesel, venduti come “puliti” dall’industria automobilistica, emette ancora grandi quantità di particolato pericoloso, che rappresenta un grave pericolo per la salute. Il particolato viene emesso in gran parte dai motori a combustione interna, siano essi diesel, benzina o gas.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera il particolato come l’inquinante più nocivo per gli umani. Nonostante molti studi sulla nocività dell’esposizione cronica al particolato, ad esempio l’aumento dell’incidenza di cancro, malattie cardiovascolari e respiratorie, il 77% degli abitanti delle città europee è esposto a livelli più alti di quelli indicati dall’OMS.



Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia

Cittadinanzattiva

Cittadini per l’aria

European Public Health Alliance

Greenpeace Italia

Kyoto Club

Legambiente

Transport & Environment

WWF Italia

fonte: www.ecodallecitta.it

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Lab.biciclario: Il ristorante delle bici

Aprire un luogo per metà bistrot e per metà officina di riparazione delle bici (ma anche spazio di tante e diverse iniziative sociali e culturali) resta un bel modo per smettere di delegare e per coltivare vita nei territori
















Ai muri ci sono appese un sacco di cose, anche stampe di Emergency. Ogni tre mesi qui si organizza una cena di sostegno per il circolo cittadino dell’organizzazione fondata da Gino Strada, come mi dirà poi Giuseppe, che della cooperativa che gestisce questo strano pianeta, è il presidente. A una parete c’è una sorta di armadio a vista con diversi ripiani dove sono posizionati i beni del gruppo d’acquisto: ne fanno parte diverse persone che comprano collettivamente cibi e bevande da produttori locali e che il martedì usufruiscono di questi locali per distribuire le merci appena arrivate; così i contadini possono lavorare ed essere adeguatamente retribuiti, gli acquirenti godere di prodotti di cui conoscono la provenienza, e l’ambiente se ne giova poiché le merci non fanno centinaia di chilometri stipate in tir ma arrivano dalle campagne qua intorno a Terni, ché è nel capoluogo a sud dell’Umbria che ci troviamo.
Il rosso, il nero e molto altro

Quando entri al Lab.biciclario, è questo il nome del posto, sei travolto dai colori: il rosso e il nero prevalenti alle pareti e sul soffitto; il bianco del pavimento. In un angolo c’è un frigorifero, antico e rosso pure lui: è aperto e vi sono stipati libri e riviste; e poi lavagne con scritto sopra il menù del giorno oppure massime e citazioni, avvisi alla clientela e tutto quello che può dare l’idea di una piacevole moltitudine, con tante cose differenti ma ognuna al posto giusto. Di là penzolano dall’alto copertoni e catene, giacciono a terra telai e pedali di biciclette in attesa di assemblaggio, sono appoggiati ai ripiani cacciaviti e utensili vari. Torniamo di qua: i tavoli dove si mangia hanno il ripiano in un legno la cui sfumatura di colore non è mai uguale. Le sedie sono tutte nere ma di fatture diverse, evidente frutto di rigenerazione e riutilizzo. Disegnano una metafora, questi tavoli e queste sedie così diversi gli uni dagli altri ma così bene assortiti, delle passioni che hanno dato vita a questo luogo: differenti ma complementari. Fino a stilizzare uno spazio fisico che per metà è cucina e bistrot, e per l’altra è officina di riparazione di biciclette. E dove la sera puoi trovare gente che viene a partecipare alla presentazione di un libro, a un corso di yoga o a una riunione di attivisti della mobilità dolce e alternativa alla dittatura delle auto. C’è un mondo, dentro il Lab.biciclario. Anzi, ci sono un sacco di mondi che hanno trovato qui il modo di mescolarsi perché comune è l’orizzonte, che si tratti di cibo o di mobilità, di modelli sociali o di letture o più semplicemente di modo di passare il tempo: gli abitanti di questi pianeti diversi sono uniti dalla volontà di cercare altro da quello che gli viene offerto e quasi messo in bocca da consuetudini tanto scontate quanto – a volte, anzi spesso – assai poco amiche dell’umano.


Non doveva funzionare

Adesso è ora di pranzo, Giuseppe si sposta da un tavolo all’altro munito di taccuino e penna per prendere le comande e presentare il menù che cambia ogni giorno, perché ogni giorno qui si va a fare la spesa e si acquista quello che si trova di più fresco dai produttori, tutti rigorosamente a chilometro 0, così come i fornitori di vini e birre. Di là ci sono Antonio, Renato, Christian, Raffaella e altri. Soci della cooperativa e tirocinanti, chi in cucina, chi dietro il bancone del bar, chi all’officina. Mandano avanti questo posto che “per alcuni – racconta Giuseppe con una manciata di soddisfazione che ha preso il posto dell’iniziale amaro in bocca – non avrebbe mai funzionato a Terni”. In questa città di provincia dove tutto pare condannato a essere sempre uguale e dove invece l’esperienza del Lab.biciclario dimostra che è possibile pensare a un futuro diverso per sé e per gli altri. Solo Legacoop ci ha creduto e ha dato una mano. Ha creduto cioè che fosse possibile mettere in piedi un’impresa che si sostiene da sé grazie al lavoro, alla passione e ai tanti che hanno scorto in questo posto un possibile punto di riferimento; è possibile costruire spazi ibridi che mettono insieme mondi differenti e complementari. “Il carburante di chi va in bicicletta è il cibo”, dice Giuseppe spiegandoti senza troppe parabole l’anima di un posto che è un po’ bistrot, un po’ officina, un po’ luogo di ritrovo, un po’ circolo culturale, e dove tutte queste cose insieme a molte altre contribuiscono a dare vita un luogo che guarda al futuro.

La bicicletta è rivoluzionaria, verrebbe da concluderne parafrasando antichi adagi. Che poi se ci si pensa bene, questo mezzo a due ruote pulito e silenzioso, lungi dall’essere una soluzione di continuità, è invece il trait d’union tra presente e passato di questa città. La bicicletta è stata per generazioni il mezzo di locomozione per eccellenza di quelle migliaia e migliaia di persone che lavoravano in acciaieria e che a ogni cambio turno invadevano il rettilineo di viale Brin in su e in giù in sella alla loro due ruote; chi per entrare in fabbrica, chi per tornare a casa. Oggi la bicicletta è il perno attorno cui ruota il Lab.biciclario.






Partecip’azione

L’idea viene dalla Francia, più precisamente da Parigi, dove Giuseppe ha vissuto e lavorato diversi anni. Le ciclofficine lì sono luoghi di socialità nelle periferie, posti per legare dove tutto congiura per lo sfarinamento. E non a caso sono sostenute dalle istituzioni, altro che non funziona, come gli animatori di quest’impresa si sono sentiti rispondere più volte quando andavano presentando in giro quello che ancora era solo un progetto. È da quell’idea che il Lab.biciclario è nato. E anche l’officina, non è una semplice officina. Qui si può sottoscrivere un abbonamento con il quale per poche decine di euro l’anno si può venire ogni volta che se ne abbia bisogno a riparare il proprio mezzo. Si ricevono in cambio attrezzi e consulenza per farlo. Qui si recuperano biciclette destinate alla discarica e le si rigenera per destinarle alla vendita “in cambio del pagamento delle ore di lavoro che sono state necessarie a rimetterle in vita”, spiega Giuseppe. Ma soprattutto qui si fanno incontrare le persone. “A me – è sempre Giuseppe a parlare – è capitato di vedere il ragazzo immigrato aiutato dall’anziano del posto, perché quando si incrociano il bisogno e la competenza, ci si ritrova su un piano comune e si superano le diffidenze iniziali”. Eccolo il lievito del Lab.biciclario che fa crescere un modo nuovo di stare insieme e di vedere le cose. Si tratta del principio ispiratore di questo posto. Qui lo chiamano partecip’azione. Con l’apostrofo. Un neologismo che indica il moto del partecipare e quello verso il cambiamento con un’unica parola. E che vede le persone su un unico piano, nessuna delega, zero verticismi. “Ogni settimana facciamo la nostra assemblea di gestione e vagliamo le richieste di incontri che ci vengono fatte e le attività da svolgere; se incrociano il nostro modo di agire, ospitiamo, apriamo le porte e ci contaminiamo gli uni con gli altri”, spiega ancora Giuseppe che ci tiene molto a definirsi presidente “pro-tempore”. Sembra un’associazione; i modi, anzi, paiono da centro sociale; eppure questa è un’impresa che funziona. Lab.biciclario è aperto da più di un anno e sono già decine gli abbonamenti sottoscritti per l’officina. Così come le persone che pranzano tutti i giorni nel bistrot. E poi, questo spazio a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria è diventato punto di ritrovo e di riunione per diverse realtà cittadine. A cominciare dal cosiddetto popolo delle bici. Perché poi la questione centrale gira sempre attorno alle biciclette. Città a misura di pedone e di ciclista sono città più sicure, meno nevrotiche, è questo l’assunto. “In macchina t’incazzi, in bicicletta sorridi”, dice ancora Giuseppe che evidentemente ha il dono della sintesi.





Non finisce qui

Ecco, è questo il punto. La bicicletta può essere davvero rivoluzionaria; può diventare il meccanismo attorno al quale far girare un nuovo modo di stare insieme, di consumare meno, di rispettare le persone e l’ambiente. E, perché no?, di fare buona impresa. Il Lab.biciclario, questo insieme di mondi fusi in un unico pianeta che non doveva funzionare e che invece funziona benissimo, lo dimostra. E mica è finita qui. “Partiremo con l’organizzazione di gite in bici con pranzo al sacco preparato da noi; sai?, i dintorni di Terni sono meravigliosi; e poi andremo avanti con la rigenerazione di biciclette altrimenti da rottamare e molto altro”. Sì, la bicicletta può essere rivoluzionaria: lenta, pulita, rispettosa e silenziosa. L’esatto contrario del caos inutile e delle urla spesso disumane che ci rovesciamo addosso quotidianamente nel traffico e non solo. In concomitanza con la mia visita c’è una gara di ciclismo chissà dove, trasmessa da chissà quale canale. Qualcuno domanda: “Come mai non c’è una televisione per vederla?”. “In bicicletta bisogna andarci, non guardare chi ci va. E poi la televisione rincoglionisce, in questo la pensiamo come la pensava Pasolini”. Giuseppe la chiude così: semplice e diretto. E col dono della sintesi.

fonte: https://comune-info.net

Bikeitalia.it, sconto a chi compra bici per andare al lavoro

Proposta al ministero dell'Ambiente del sito ciclistico




















Sconto per chi compra una bicicletta per andare al lavoro, bici prescrivibile dal medico (e quindi detraibile fiscalmente) per chi soffre di malattie legate alla sedentarietà, formazione alla mobilità ciclistica per i tecnici dei Comuni. Sono le tre proposte che il sito Bikeitalia.it (punto di riferimento nel nostro paese per il ciclismo non agonistico) ha presentato al ministro dell'Ambiente, Sergio Costa (M5S), in occasione della Settimana europea della mobilità (Sem).

Bikeitalia.it, si legge sul sito, suggerisce di "mutuare il modello britannico del Cycle Scheme, che consente ai lavoratori di acquistare la bicicletta che servirà per andare al lavoro pagandola a rate con il proprio stipendio lordo, ottenendo quindi uno sconto compreso tra il 25% e il 35%. L'introduzione di questa misura ha portato a un boom di vendite di oltre il 60%, che è rimasto costante nel tempo".

Bikeitalia.it ha chiesto inoltre di "avviare una sperimentazione per rendere la bicicletta prescrivibile dal medico di base per tutti coloro che sono affetti da malattie correlate agli stili di vita sedentari (obesità, malattie cardiovascolari, diabete, etc.) invece delle medicine e che, quindi, la bicicletta possa essere detraibile fiscalmente esattamente come un qualunque presidio sanitario".

La terza e ultima richiesta è "dare supporto ai tecnici dei nostri comuni che spesso sono rimasti fermi a logiche di fluidificazione del traffico e non hanno idea di come gestire le altre forme della mobilità, perché non hanno accesso a momenti di formazione e non hanno possibilità di sperimentare soluzioni innovative perché imbrigliati da un codice della strada pensato solo per regolare le automobili".

fonte: www.ansa.it

Con “biciXtutti” nuovi incentivi per favorire la mobilità sostenibile nei Comuni della provincia di Torino

I Comuni della Zona Ovest di Torino, nell’ambito del progetto “ViVO”, lanciano il bando biciXtutti, che assegna incentivi economici per l’acquisto di biciclette e rivolto a residenti, imprese, organizzazioni non profit e condòmini. Un programma sperimentale di mobilità sostenibile finalizzato alla riduzione dell’inquinamento e alla disincentivazione dell’utilizzo dell’automobile negli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro.















Quanto tempo passiamo al volante? Muoversi tutte le mattine per andare a lavoro imbottigliati nel traffico, le ricerche disperate di un parcheggio e persino l'abitudine all'utilizzo dell'auto anche negli spostamenti più brevi. 
Per non parlare dei costi economici e del “costo” che ricade sulla nostra salute, sul nostro umore e, non per ultimo, sulla nostra pazienza! 
Ma se esistesse la possibilità di spostarci in altro modo, perché non approfittarne?
Ora ciò è finalmente possibile! I comuni della Zona Ovest di Torino si stanno infatti impegnando a promuovere politiche ambientali in tema di mobilità sostenibile su tutto il territorio, prevedendo l’assegnazione di contributi economici sull’acquisto di biciclette e altri mezzi leggeri a emissioni zero ad uso urbano, che disincentivino l’utilizzo dell’automobile.
Si tratta dell’azione “biciXtutti” che fa parte del “Progetto “Vi.VO” promosso dal Comune di Collegno, quale ente capofila, ed esteso a tutti i comuni della Zona Ovest di Torino quali Alpignano, Buttigliera Alta, Collegno, Druento, Pianezza, Grugliasco, Rivoli, Rosta, San Gillio, Venaria Reale e Villarbasse.


E’ un programma sperimentale di azioni fortemente integrate - sia di sostegno della domanda che di miglioramento dell'offerta di servizi di mobilità – finalizzate alla promozione di politiche ambientali e alla riduzione non solo dell’inquinamento atmosferico ma anche utilizzo massivo dell’automobile ad uso individuale. Insomma, un programma che favorisce nuove pratiche ed abitudini collettive improntate ad una maggior sostenibilità.
Su quali mezzi sono applicati gli incentivi?
I mezzi disponibili su cui ottenere un incentivo sono le biciclette a pedalata assistita (nello specifico velocipedi dotati di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale di 0,25 kW), biciclette tradizionali da città, biciclette pieghevoli, minibici, gravel bike e mountain, cargo bike attrezzate per la consegna ed il trasporto di merci o persone, tricicli, handbike e tandem.
Come si legge dal bando, “gli obiettivi del progetto sono promuovere la mobilità alternativa per tutte le categorie di utenti, incentivare l’utilizzo di mezzi di mobilità sostenibile all’interno del territorio comunale e creare una relazione positiva con i cittadini sui temi della mobilità sostenibile”.


Chi sono i destinatari?
Trattandosi di un progetto che intende ridurre gli spostamenti in auto e promuovere la mobilità sostenibile nei tracciati casa-scuola e casa-lavoro, coloro che possono accedere al servizio sono in primis i residenti dei Comuni inclusi nel Patto Ovest di Torino, con un contributo esteso anche ai minori residenti che abbiano compiuto i 6 anni di età. Ad ogni richiedente potrà essere concesso un solo contributo di acquisto, ad eccezione del caso in cui si acquisti per uno o più figli minorenni. 
Altri destinatari sono organizzazioni senza scopo di lucro e persone fisiche o giuridiche titolari di partita iva attiva con sede operativa negli stessi Comuni.


La somma disponibile per l’attuazione dell’iniziativa, per l’anno 2019, è di 45.000,00 euro ed è finanziata con fondi del Ministero dell’Ambiente. L’entità dell’agevolazione è fissata al 50% della spesa effettivamente sostenuta in base alla tipologia di veicolo.
Ai fini dell’erogazione del contributo il beneficiario si impegna a far monitorare per 2 mesi i propri spostamenti dal gruppo di lavoro del progetto e dall’Agenzia della Mobilità Piemontese per mezzo di un’applicazione sul proprio smart-phone o navigatore gps e detenere il mezzo acquistato per un periodo di almeno due anni a partire dalla data di liquidazione del contributo.
Per accedere ad ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del "Patto Zona Ovest Torino".

fonte: http://piemonte.checambia.org

Pirelli lancia una nuova gamma di pneumatici riciclati per ebike

La gamma Cycl-e, questo il nome delle eco gomme per biciclette elettriche, è stata presentata alla fiera annuale Eurobike





















Una serie di pneumatici per biciclette elettriche fatti anche con materiale riciclato. È l’idea di Pirelli, colosso italiano della gomma, noto soprattutto per gli pneumatici per il settore delle automobili. Pirelli ha infatti appena lanciato una nuova gamma di pneumatici per ebike fatti con materie prime provenienti da riciclo.
La gamma Cycl-e, questo il nome delle eco gomme per biciclette elettriche, è stata presentata alla fiera annuale Eurobike, che si è svolta a settembre in Germania. Pirelli ha presentato tre modelli, disponibili nelle modalità “sport” e “standard”, sviluppati pensando alla sostenibilità e all’economia circolare. Gli pneumatici per ebike incorporano infatti gomma proveniente dal riciclo degli pneumatici fuori uso della Pirelli.

Spiega la società in una nota stampa “Proprio perché Pirelli è impegnata nella mobilità sostenibile le gomme della linea Cycl-e sono state sviluppate e fabbricate impiegando una mescola che ha al suo interno il Polverino: Dal mondo dell’automotive vengono prelevati penumatici a fine vita e polverizzati. Le polveri selezionate vengono ri-generate e ri-utilizzate nella matrice polimerica. Una particolare attenzione è posta anche nel massimizzare l’utilizzo di gomma naturale, materia prima da fonte rinnovabile”. Le gomme sono costruite con due mescole differenti per il battistrada e la carcassa, in modo tale da ottimizzare il grip e la protezione dalle forature.


Il mercato delle biciclette elettriche è in forte espansione e non è un caso che Pirelli ponga la sua attenzione verso questo settore. Le vendite globali di ebike, secondo gli analisti di mercato, dovrebbero raggiungere circa 40 milioni di unità entro il 2023, con la Cina che resta l’area più importante, con oltre 34 milioni di biciclette vendute. Anche negli Stati Uniti, un mercato al momento considerato piccolo, le vendite stanno iniziato a decollare: secondo la Light Vehicle Association solo nel 2017 sono state vendute oltre 260 mila ebike.

fonte: www.rinnovabili.it

L’Olanda non smette di sorprendere: 100 milioni in mobilità ciclabile

Cento milioni di euro in quattro anni per arrivare nei Paesi Bassi a duecentomila ciclisti in più e ulteriori tre miliardi di chilometri percorsi, così promette la Sottosegretaria del Governo Stientje van Veldhoven.
















Quando pensiamo che in Olanda ci sia già tutto per i ciclisti ecco che il Governo dei Paesi Bassi prova a stupirci di nuovo. Per continuare a promuovere gli spostamenti in bicicletta e per evitare congestionamenti del traffico, in città e tra un comune e l’altro, il Governo olandese ha deciso di investire ancora di più nella realizzazione di infrastrutture ciclabili: un finanziamento di cento milioni di euro per potenziale la mobilità ciclabile da distribuire in quattro anni.
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Per favorire la mobilità ciclabile e i parcheggi il governo dei Paesi Bassi ha deciso di investire cento milioni di euro. © Maxipixel
“Vogliamo stimolare la ciclabilità proponendo l’obiettivo di ulteriori duecentomila persone che lasciano la propria macchina per pedelare un totale di tre miliardi di chilometri in più di pedalate“, ha affermato la Segretaria di Stato per le infrastrutture Stientje van Veldhoven, che ha voluto esprimere un chiaro obiettivo con questa decisione. Già ora un cittadino dei Paesi Bassi pedala in media per circa mille chilometri l’anno.

Il Governo olandese investe cento milioni in mobilità ciclabile (e per alcuni non basta)

Questi cento milioni di euro sono un investimento che equivale al cinque per cento del totale deciso dal Governo dei Paesi Bassi per quanto riguarda la mobilità in generale, un ammontare che verrà utilizzato principalmente per favorire i parcheggi per le biciclette e per delle “autostrade ciclabili”.
La Segretaria del ministero delle Infrastrutture Van Veldhoven ha proposto anche un incentivo per chi va al lavoro in bicicletta: diciannove centesimi per ogni chilomentro percorso in sella, un sussidio che già spetta a chi si sposta in automobile.
Eppure c’è chi non è soddisfatto della promessa governativa. Come riporta il sito di European Cycling Federation, ecco cosa dice Saskia Kluit, direttrice dell’Unione dei ciclisti olandesi: “Abbiamo calcolato che la mobilità ciclabile ha bisogno di ulteriori investimenti di settecento milioni di euro ogni anno. Gli stalli per le bici alle stazioni dei treni richiedono tra i cinquecentosessanta e i settecento milioni entro il 2030, equivalenti a sessantacinque-settantacinque milioni all’anno. Per le superstrade ciclabili servono altri centosei milioni di cofinanziamenti”.
Probabilmente non saranno abbastanza per coprire in maniera ottimale le ulteriori esigenze dei cittadini dei Paesi Bassi di muoversi in bicicletta, mezzo che ha ormai soppiantato l’automobile per diffusione, sicuramente sono cifre importanti soprattutto se paragonate a quelle che normalmente investiamo in Italia, sebbene nel nostro Paese siano in progressivo aumento nel corso degli ultimi anni.
fonte: https://www.lifegate.it

CicloCinema, il primo festival di cinema sostenibile

l Festival ideato da due ventenni trentini si svolgerà dal 16 ed il 20 giugno e farà tappa a Riva del Garda, Molveno, Cles, Merano e Bolzano. Sarà l’energia delle pedalate di dieci bici ad alimentare le proiezioni nelle varie città










Bicicletta, borraccia e pop corn: ecco tutto quello che vi servirà per partecipare al Ciclocinema (www.ciclocinema.org), il primo festival di cinema itinerante del Trentino-Alto Adige interamente alimentato dall’energia delle pedalate! Il CicloCinema si svolgerà tra il 16 ed il 20 giugno e farà tappa a Riva del Garda, Molveno, Cles, Merano e Bolzano. L’idea è di un gruppo di ragazzi che ha puntato sulla passione per la bicicletta, per il cinema e per la sostenibilità.
Gli intraprendenti organizzatori del festival, entrambi trentini, sono due giovani appassionati di bicicletta, Andrea Bertoldi, che ha 23 anni ed è studente alla Zelig e Federico Bertoldi, ingegnere elettronico di 25 anni. Il team del di CicloCinema percorrerà 40-50 km al giorno e sarà ospitato presso strutture che sostengono il progetto o in sistemazioni come parrocchie o palestre. A bordo delle loro dieci bici i ragazzi del team trasporteranno l’attrezzatura per le proiezioni all’aperto. Gli spettatori, dandosi il cambio su due delle dieci bici, potranno prendere parte al Festival pedalando e rendendo l’evento energicamente autosufficiente. Le dieci bici infatti, agganciate a ciclo-generatori offriranno fino a 1000 watt di potenza, sufficiente per sostenere una proiezione per circa 50 persone.

Si partirà da Trento in direzione di Riva del Garda dove la sera del 16 giugno ci sarà la prima proiezione alla centrale idroelettrica di Wonderful Losers – A different world di Arunas Matelis. Il 17 giugno la ciclabile fino a Castel Toblino porterà alla strada per Ranzo da cui si percorrerà la strada forestale fino al lago di Molveno (43km). Qui, in Piazza San Carlo sarà proiettato Funne – Le ragazze che sognavano il mare di Katia Bernardi. Il 18 giugno si andrà verso la valle di Non scendendo fino a Sporminore per poi risalire la valle fino a Cles. Al Dos di Pez a Cles ci sarà la proiezione di Papà Dario! di Thomas Saglia. Da qui il 19 giugno si salirà per 27 km fino al passo delle Palade per poi arrivare a Merano, luogo della quarta serata (50km). Al Schloss Kallmünz sullo schermo sarà presentato Unfinished Italy di Benoit Felici. Infine si scenderà per scendere lungo la ciclabile che costeggia il fiume Adige per arrivare a Bolzano, tappa finale del ciclo viaggio. Il 20 giugno al parco dei Cappuccini di Bolzano sarà presentato Bar Mario di Stefano Lisci.

fonte: www.rinnovabili.it

Genova, contributi per scooter elettrici e biciclette a pedalata assistita. Obiettivo: migliorare la qualità dell’aria

Per acquisti senza rottamazione o con rottamazione di motorini euro zero. C’è tempo fino al 31 maggio 2018 per presentare la domanda























Le domande potranno essere presentate entro il 31 maggio 2018; i contributi saranno concessi secondo l'ordine di protocollazione di arrivo delle domande, fino a esaurimento dei fondi disponibili che ammontano a 257.369 euro.

Potranno essere beneficiari degli incentivi i cittadini maggiorenni residenti nel Comune di Genova, alla data di pubblicazione del bando, con il limite di un contributo per ogni nucleo familiare, mentre restano escluse dal contributo le imprese, comprese quelle rivenditrici dei veicoli.
“Il tema della qualità dell’aria– dichiara l’assessore all’Ambiente Matteo Campora – è un aspetto purtroppo sempre critico per la maggior parte delle grandi città europee. Possiamo agire sulla limitazione e riduzione delle emissioni degli impianti termici, e già lo facciamo  con circa 15 mila controlli all’anno e con progetti, più complessi e a lungo termine,  che hanno l’obiettivo della riqualificazione energetica della maggior parte degli edifici pubblici.  Stiamo proseguendo anche nel  percorso di elettrificazione di parte delle banchine del porto e al severo controllo delle emissioni delle industrie. Fondamentale – prosegue Campora -  è però il problema dell’inquinamento dovuto al traffico, che come amministrazione vogliamo affrontare in modo strutturale e non unicamente con limitazioni. Per questo, azioni di supporto al comportamento virtuoso dei cittadini, come quella deliberata oggi, sono concreti passi verso una modifica di comportamenti ormai non sostenibili per l’ambiente e per una migliore qualità di vita per tutti”.
L’entità del contributo, a copertura della spesa sostenuta dai cittadini beneficiari per il solo acquisto del veicolo compresa l'IVA, ma esclusa ogni altro tipo di spesa (spese di spedizioni, commissioni bancarie, e altro e relativa IVA), è così definita per gli acquisti:
senza rottamazione
    -motorino elettrico euro 800
    -e-bike euro 400
con rottamazione di motorini euro 0 o euro 1 intestati al richiedente o ad un membro del suo nucleo famigliare
    -motorino elettrico euro 1000
    -e-bike euro 500
I contributi non sono cumulabili con ulteriori agevolazioni statali, regionali o con incentivi erogati da altri Enti o Amministrazioni per il medesimo acquisto e non potranno in alcun caso superare il 50 % della spesa sostenuta per l’acquisto della bicicletta a pedalata assistita o del ciclomotore/motociclo elettrico.

Documenti da presentare

Ai fini dell'erogazione del contributo i richiedenti (o loro delegati) devono presentare al Comune di Genova:
  1. domanda di erogazione del contributo in marca da bollo da 16 €
  2. copia del documento di identità (fronte e retro) del soggetto che ha firmato la richiesta di contributo
  3. eventuale delega, con fotocopia del documento di riconoscimento del delegante.
Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, al fine del perfezionamento della stessa e pena la decadenza, si dovrà presentare documentazione dell’avvenuto acquisto.
Ispezioni e controlli
Nei 2 anni successivi all'acquisto del veicolo, il Comune di Genova potrà disporre controlli, a campione, richiedendo di portare il mezzo acquistato all'indirizzo indicato nella comunicazione di controllo per la verifica del possesso del mezzo oggetto di contributo.

Di seguito il bando e i moduli per ottenere il contributo


fonte. http://www.ecodallecitta.it