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A Torino arriva il Food Waste Camp. Le reti locali a confronto per un contrasto sistemico allo spreco di cibo

In occasione della ‘Giornata Nazionale Contro lo Spreco Alimentare’, mercoledì 5 febbraio Food Pride, Atlante del Cibo di Torino Metropolitana, Città Metropolitana di Torino e i principali attori torinesi del contrasto allo spreco si confrontano per fare il punto sulle politiche e le azioni messe in campo





In occasione della ‘Giornata Nazionale Contro lo Spreco Alimentare’, mercoledì 5 febbraio Food Pride, Atlante del Cibo di Torino Metropolitana, Città Metropolitana di Torino e i principali attori torinesi del contrasto allo spreco si confronteranno per fare il punto sulle politiche e le azioni messe in campo nella città di Torino e in tutta l’area metropolita. L’appuntamento è a Torino presso Palazzo Cisterna dalle ore 9,45, si comincerà con una Call-Azione in Sala Marmi a base di cibo recuperato offerta per l’occasione dal Gusto del Mondo e Food Pride Kitchen LAb.

Food Waste Camp è il nome dell’iniziativa che punta a riunire tutti quei “piccoli” soggetti del terzo settore che tutti i giorni sono impegnati a contrastare uno dei fenomeni più inquietanti dei nostri giorni che, dati alla mano, genera ripercussioni negative a livello sociale, ambientale ed economico.


L’obiettivo del Camp è quello di favorire la conoscenza tra le realtà attive nell’area torinese, scambiarsi idee e prospettive provando a misurarsi con attori e realtà diverse. Infatti tra gli ospiti ci saranno anche Paolo Azzurro (coordinatore tecnico-scientifico del progetto ANCI-MATTM sulla prevenzione degli sprechi alimentari) e Michele Pancaldi (coordinatore del progetto Ecowaste4Food di Ferrara). Senza dimenticare la presenza Agenzia Sviluppo Locale San Salvario, Fondazione Mirafiori, Compagnia di San Paolo, Circoscrizione 3 e Regione Piemonte.

Per Alessia Toldo (Atlante del Cibo di Torino Metropolitana) “questa è un’importante occasione per passare dalle narrazioni della rete e dell’approccio sistemico a una loro reale e concreta operatività, che necessita di un primo confronto fra tutti i soggetti del territorio coinvolti”.

“È un imprescindibile momento di condivisione e di discussione che, ci auguriamo - dice Tiziana Pia (Città metropolitana di Torino) - potrà dare modo anche agli Amministratori locali di conoscere meglio il tema e interfacciarsi con quanti già sono attivi sul territorio. Affrontare insieme le problematiche, i dubbi, le contraddizioni, oltre che valorizzare quanto di buono è già stato fatto, non solo per sostenere l’esistente ma anche per gettare le fondamenta di nuove collaborazioni”
Food Pride: dati e approccio sistemico al fenomeno dello spreco di cibo

Solo in Italia l’Osservatorio Waste Watcher ha stimato che ogni anno gettiamo nella pattumiera oltre 15 miliardi di euro (poco meno dell’1% del Pil nazionale) che in peso equivale a circa 220 mila tonnellate di cibo sano e buono, senza dimenticare che ogni tonnellata di cibo sprecata ha un impatto ambientale devastante. Secondo la FAO vengono prodotte 4,5 tonnellate di CO2 equivalente per ogni tonnellata di cibo sprecato. A questo vanno aggiunti gli effetti ambientali associati soprattutto alle fasi produttive, tra principali cause del cambiamento climatico, dell’alterazione della biodiversità e del consumo d’acqua.

Dal punto di vista sociale, secondo l’Istat, in Italia il 6,9% delle famiglie residenti non ha un adeguato accesso al cibo, né in termini di quantità né di qualità e a subirne le conseguenze sono soprattutto le famiglie con uno o tutti i componenti provenienti da paesi extraeuropei. Un dato quello italiano che rispecchia i beneficiari del progetto Food Pride che a Torino in un anno di attività ha redistribuito circa 121 tonnellate di cibo.

 
Per affrontare il problema e tutte le problematiche connesse allo spreco di cibo è evidente urgenza un approccio sistemico che tuteli i sistemi socio-ecologici e non solo l’uso efficiente di risorse o la sicurezza alimentare. Il primo passo è quello di unire gli attori e i portatori d’interesse che agiscono sul tema ‘spreco di cibo’. Se le istituzioni nazionali e sovranazionali negli ultimi anni provano in maniera confusa a unire i grandi attori, nelle città la differenza la fanno le piccole realtà del terzo settore che fungono da primo avamposto e catalizzatore di energie resilienti per contrastare lo spreco. Una energia esplosiva che ha permesso alla Città di Torino di vincere a fine 2019 il premio ‘Vivere a Spreco Zero’.

Le attività messe in campo da Food Pride ricalcano i Sustainable Development Goals dell’Onu per il 2030: Obiettivo 2, Fame Zero (porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile); Obiettivo 3, Buona salute e benessere per le persone (Garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età); Obiettivo 11, Città e comunità sostenibili (rendere le città e gli insediamenti urbani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili). Obiettivo 12, Consumo e produzione responsabile (garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo).

Oltre alle azioni già in essere che prevedono il recupero e la redistribuzione di eccedenze alimentari dei mercati rionali, da fine 2019, grazie al contributo della Regione Piemonte su fondi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è partito il progetto “Food Pride: Kitchen Lab”, che prevede il potenziamento di azioni legate alla cucina dove trasformare anche parte di quello che viene recuperato, la distribuzione dei pasti alle case di ospitalità notturna attivando dei laboratori ad hoc dove i senza dimora possano sperimentarsi e attivarsi per cucinare per il resto dei residenti in struttura, l’ampliarsi delle attività organizzate sui territori della rete e del numero di utenti raggiunti, la creazione di percorsi formativi e professionalizzanti col fine di avviare un’impresa sociale.
Programma ‘FOOD WASTE CAMP: le reti locali si confrontano’

- Ore 9.45 // CALL-Azione contro lo spreco

- Ore 10.15 // Introduzione di: Atlante del Cibo di Torino Metropolitana, Città Metropolitana di Torino e Food Pride

- Ore 10.45 // Le esperienze: Paolo Azzurro - coordinatore tecnico-scientifico del progetto ANCI-MATTM sulla prevenzione degli sprechi alimentari; Michele Pancaldi - coordinatore del progetto Ecowaste4Food, Ferrara.

A seguire Tavola rotonda con i soggetti del territorio: moderatore Vittorio Pasteris, fondatore MassaCritica.it.

fonte: www.ecodallecitta.it

Piemonte, contributi per la nascita di comunità energetiche




Un nuovo bando regionale prevede l'erogazione di un sostegno finanziario alla fase di costituzione delle comunità energetiche.

Beneficiari dell'iniziativa, dunque, sono i Comuni piemontesi che propongono la nascita di comunità energetiche. Ricordiamo che la Regione Piemonte è stata la prima in Italia a promuovere le comunità energetiche, con la Lr n. 12/2018; alcune disposizioni attuative della norma sono poi state dettate dalla Dgr 8 marzo 2019, n. 18-8520.

Ai sensi del Bando, sono ammissibili a contributo le spese sostenute per la redazione dei progetti e della documentazione correlata alla costituzione delle comunità energetiche, quali ad esempio:

• i documenti e le relazioni progettuali;
• le analisi di fattibilità tecnico-economica;
• gli studi e gli atti di carattere giuridico.

Ciascun richiedente può beneficiare di un contributo non inferiore a 5.000 e non superiore a 10.000 euro. La dotazione complessiva del Bando ammonta a € 50.000.

La domanda di partecipazione può essere inviata dalle 9.00 del 21 ottobre 2019 alle 12.00 del 6 dicembre 2019.

Per ogni ulteriore informazione e per consultare il Bando, completo di tutta la modulistica, si vedano i riferimenti qui sotto.
Riferimenti

Piemonte - Contributi ai Comuni che propongono la costituzione di comunità energetiche
in Nextville (Incentivi e bandi)


Lr Piemonte 3 agosto 2018, n. 12 - Promozione dell’istituzione delle comunità energetiche
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Dgr Piemonte 8 marzo 2019, n. 18-8520 - Disposizioni per l'attuazione della Lr 12/2018 sulle comunità energetiche e approvazione dei criteri per il sostegno finanziario per il 2019
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)



fonte: www.nextville.it

Comunità energetiche in Piemonte, ecco le disposizioni attuative


















La Regione ha dettato le regole che consentiranno la nascita e la diffusione delle comunità energetiche, stabilendo anche i criteri e le modalità per il loro sostegno finanziario per l'anno 2019.


La Dgr 8 marzo 2019, n. 18-8520 costituisce l'attuazione della Lr 12/2018 con cui lo scorso anno il Piemonte, primo (e finora unico) tra le Regioni italiane, aveva promosso con una legge ad hoc la creazione delle comunità energetiche, con l'obiettivo di agevolare la produzione e lo scambio su scala locale di energie generate principalmente da fonti rinnovabili, nonché l'efficientamento e la riduzione dei consumi energetici.

Attuando quanto previsto dalla Lr 12/2008, la nuova delibera disciplina:

• i criteri per l’adozione di un protocollo di intesa da parte dei Comuni che intendono proporre la costituzione di una comunità energetica, oppure aderire a una comunità energetica esistente;
• i criteri per la redazione del bilancio energetico, che le comunità energetiche sono tenute a redigere entro 6 mesi dalla loro costituzione;
• i criteri e le caratteristiche del documento strategico, che le comunità energetiche sono tenute a redigere entro 12 mesi dalla loro costituzione, contenente l’individuazione delle azioni che intendono intraprendere per la riduzione dei consumi energetici da fonti non rinnovabili e l'efficientamento dei consumi energetici (i risultati derivanti dall’attuazione del documento strategico verranno valutati dalla Regione);
• i criteri e le modalità per il sostegno finanziario regionale, in prima attuazione per l’anno 2019, alla fase di costituzione delle comunità energetiche, con particolare riguardo alla predisposizione dei progetti e della documentazione correlata alla costituzione delle comunità.
Riferimenti

Dgr Piemonte 8 marzo 2019, n. 18-8520 - Disposizioni per l'attuazione della Lr 12/2018 sulle comunità energetiche e approvazione dei criteri per il sostegno finanziario per il 2019
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)


Lr Piemonte 3 agosto 2018, n. 12 - Promozione dell’istituzione delle comunità energetiche
in Nextville (Osservatorio di normativa energetica)



fonte: http://www.nextville.it

Regione Piemonte: Pagamento rifiuti in base alla produzione effettiva, pubblicate le linee guida












La Regione Piemonte ha pubblicato le linee guida per la tariffazione puntuale della gestione dei rifiuti urbani. Il pagamento del servizio sulla base della quantità effettivamente prodotta, e non solo per superficie occupata e componenti del nucleo familiare, è considerata un’azione cardine per il raggiungimento degli obiettivi previsti dalle politiche regionali di settore.
Considerato che il passaggio a tariffa puntuale comporta una nuova visione dei ruoli di Comuni, Consorzi, soggetti gestori e utenze finali, la Regione vuole valorizzare e descrivere le migliori esperienze finora attuate in Piemonte, in modo da indirizzare Consorzi e Comuni nelle decisioni da assumere e garantire un’uniformità di applicazione su tutto il territorio di un potente strumento con cui orientare una politica più efficace e maggiormente virtuosa nella gestione dei rifiuti.
La tariffazione puntuale comporta infatti indubbi vantaggi ambientali e sociali, ma deve essere sempre associata ad una specifica strategia di comunicazione ed una attenta politica di gestione dei rifiuti che preveda e introduca tutti quegli strumenti che possono indirizzare ed accompagnare al meglio il cambiamento di abitudini che essa genera sulle famiglie e sulle attività commerciali.
“L’obiettivo ultimo – annuncia l’assessore all’Ambiente, Alberto Valmaggia – è quello di agevolare l’introduzio­ne dei sistemi di tariffazione puntuale entro il 2020, assicurando un’azione sistematica sul territorio in merito alle azioni volte alla riduzione dei rifiuti e all’aumento percentuale della raccolta differenziata, così come previsti dalla pianificazione regionale”.




fonte: https://www.quotidianopiemontese.it

Le comunità energetiche diventano legge in Piemonte

Un nuovo disegno di legge recentemente approvato prevede un primo stanziamento di 50mila euro sul biennio 2018-2019 epermetterà a comunità di persone, enti e imprese di scambiare tra loro l’energia prodotta con fonti alternative.





Il Piemonte sarà la prima regione a dotarsi per legge delle comunità energetiche.

A darne notizia una nota stampa della Regione, che annuncia l’approvazione di un nuovo disegno di legge che prevede un primo stanziamento di 50mila euro sul biennio 2018-2019 che permetterà a comunità di persone, enti e imprese di scambiare tra loro l’energia prodotta con fonti alternative.

L’idea alla base – spiega la nota – è quella della cooperativa di produzione e consumo di energia, per ottenere elettricità e calore da fonti rinnovabili disponibili localmente e forme di efficentamento e riduzione dei consumi.


fonte: www.qualenergia.it

Al via ufficialmente presso il Centro Agro Alimentare di Torino il sistema di cassette riutilizzabili Oikos

Obiettivi: movimentare 4 milioni di colli in cassette riutilizzabili nel 2018, 10 milioni nel 2019, fino al tetto di 50 milioni di colli nel giro di quattro anni 

















Parte da Torino per aprirsi presto ad altre città italiane ed europee. Oikos è il nuovo progetto che prevede l’introduzione di cassette riutilizzabili all’interno della filiera agroalimentare, con l’obiettivo di abbattere la produzione di rifiuti dovuti agli imballi “a perdere” dell’ortofrutta (cartone, legno o plastica). Un fenomeno stimato annualmente intorno a circa 55 mila tonnellate di rifiuti per la Regione Piemonte, di cui circa 15 mila per la sola città di Torino.
Ad idearlo è stata Oikos – Servizi, la società torinese vincitrice del Climathon 2016 nella sezione Business Innovation, la maratona mondiale di 24 ore sul clima organizzata dal Comune di Torino e dall’Environment Park di Torino lo scorso ottobre.  “Abbiamo dato il via a un processo virtuoso che rende concreta l’applicazione dei concetti di economia circolare e contribuisce in modo importante alla tutela dell’ambiente – spiega Alberto Lucchese, amministratore delegato Oikos – Grazie al circuito creato si va oltre i concetti di raccolta differenziata, recupero e riciclaggio e, soprattutto, si evita direttamente la creazione del rifiuto. Il CAAT vuole essere la rampa di lancio per rendere replicabile questo modello in altre città italiane e internazionali”.
Il sistema Oikos è semplice quanto ingegnoso: creare un circolo virtuoso e sostenibile tra produttori ortofrutticoli, grossisti e commercianti/ambulanti attraverso l’utilizzo di un nuovo tipo di cassetta realizzata in polipropilene vergine: più resistente, più pregiata, comoda da trasportare (grazie alle sponde abbattibili che la fanno passare da 20 a 3 centimetri), durevole nel tempo (fino a 7-8 anni) e, soprattutto, riutilizzabile.
Il progetto ha preso il via ufficialmente presso il CAAT (Centro Agro Alimentare di Torino) di Grugliasco e ha coinvolto, in questa prima fase, 4 grossisti e circa 50 tra ambulanti e commercianti per testare le procedure, il sistema informatico e le attività di deposito. Nelle prime due settimane di attività sono già state movimentate oltre 1.000 cassette con 2 grossisti e 3 produttori ortofrutticoli e in breve tempo l’intero sistema entrerà a regime
Oikos - sottolinea Davide Canavesio, amministratore delegato di Environment Park - è un esempio concreto di come le aziende possono sviluppare nuove opportunità di business, puntando sull’innovazione della sostenibilità ambientale e sfruttando le opportunità generate dall’ecosistema adatto, come quello creato da Environment Park”.
I passaggi fondamentali del circuito Oikos sono tre:
1.       il produttore ortofrutticolo consegna al grossista, di base al CAAT, la merce suddivisa nelle cassette riutilizzabili precedentemente noleggiate da Oikos;
2.       Il grossista vende all’ ambulante o al commerciante la merce e comunica ad Oikos il numero di imballi consegnati;
3.       quando torna al CAAT per acquistare le merci, l’ambulante o il commerciante riconsegnano al deposito Oikos le cassette vuote, che saranno riaffittate al produttore ortofrutticolo e il circolo virtuoso ricomincia.
Gli obiettivi di lungo periodo sono ambiziosi: movimentare circa 4 milioni di colli nel 2018, e superare i 10 milioni nel 2019 fino a raggiungere, nel giro di quattro anni, 50 milioni di colli, la metà circa dei 100 milioni che annualmente transitano al CAAT.
La soglia del 50% di cassette riutilizzabile consentirebbe di ottenere benefici sia dal punto di vista ambientale*, sia dal punto di vista economico:
·         Minori rifiuti da imballo prodotti dal commercio di ortofrutta e quindi per le città minori costi per la pulizia delle aree mercato.
·         Riduzione di 19 milioni di Kg di CO2 immessa nell’atmosfera ogni anno.
·         66 milioni di Kwh di energia elettrica risparmiata ogni anno.
·         125 mila alberi l’anno salvati, pari a 250 ettari di bosco
·         800 autoveicoli tolti dalla circolazione ogni anno.
*(i dati sugli impatti ambientali sono tratti dagli studi condotti dalle Università di Bologna, di Stoccarda e di Leeds, sull’uso di imballaggi riutilizzabili nella Grande Distribuzione Organizzata)
Accanto ai benefici per la comunità, il progetto Oikos garantisce un sistema di incentivi a tutti gli attori coinvolti. È previsto infatti un Bonus Tari, pari a 4 centesimi per ogni cassetta movimentata nel corso dell’anno, riservato agli operatori che svolgono la loro attività nella città di Torino.  A questo si aggiunge un Bonus Oikos e cioè un incentivo logistico per ogni cassetta riconsegnata al deposito presso il CAAT. 

fonte: www.ecodallecitta.it

Bando promozione autocompostaggio Piemonte














La Regione Piemonte destinerà 360.000 euro di contributi ai Comuni, singoli o associati, per progetti di riduzione della produzione di rifiuti attraverso la diffusione dell’autocompostaggio, effettuato da utenze domestiche e non, promuovendo questa pratica in alternativa alla classica raccolta differenziata della frazione organica. Lo prevede un bando pubblicato il 30 marzo sul Bollettino ufficiale regionale.
Come sottolineato dall’assessore regionale all’Ambiente, la promozione dell’autocompostaggio è una delle azioni prioritarie della programmazione regionale ed i cittadini che lo attuano devono essere stimolati anche attraverso la riduzione del tributo relativo ai rifiuti.
I progetti che partecipano al bando dovranno incentivare gli utenti a gestire correttamente gli scarti organici anche mediante un’opportuna formazione. Lo strumento privilegiato per gestire e verificare il flusso del rifiuto organico è l’elenco degli utenti, l’Albo Compostatori, da istituire presso ciascun comune.
Cosa prevedono i progetti. I progetti, di durata non superiore ai 12 mesi, devono prevedere che i Comuni regolamentino la gestione separata degli scarti organici da parte delle utenze domestiche e non domestiche presenti sul territorio comunale, le attività di produzione del compost, e l’iscrizione all’Albo, al fine di individuare le utenze stesse. Agli iscritti dovrà essere riconosciuta una riduzione sul tributo comunale relativo ai rifiuti non inferiore al 5% dell’ammontare complessivo. Le utenze dovranno impegnarsi a conferire sistematicamente la frazione organica in autocompostaggio ed essere disponibili al monitoraggio e al controllo da parte degli operatori autorizzati, secondo i criteri concordati con l’amministrazione comunale o consortile. È prevista anche una forma di “compostaggio condominiale”, ovvero una pluralità di utenze singole che fanno parte di un condominio, dove l’intera quantità di scarti organici prodotti dai condomini aderenti viene compostata in un unico spazio, per essere poi utilizzata dalle stesse utenze o negli spazi verdi del condominio. Entro un anno dall’iscrizione ogni utenza dovrà essere sottoposta a una verifica puntuale per testare l’efficacia del progetto.
Ogni anno deve essere quantificata su base comunale la frazione organica conferita in autocompostaggio, al fine di poterla conteggiare nella raccolta differenziata. Sono ammessi a finanziamento anche i progetti in corso di realizzazione.
Spese ammissibili. Sono ammissibili a contributo le spese per attività di informazione e coinvolgimento delle utenze, quelle amministrative, quelle per le attività di formazione, e per il monitoraggio, verifica e controllo, oltre a quelle di progettazione.
Chi può richiedere il contributo. Il singolo Comune, per l’attivazione di interventi su tutto o parte del proprio territorio, oppure il consorzio di bacino per la gestione dei rifiuti urbani
A quanto ammonta. Il contributo spettante a ogni progetto finanziato è pari all’80% della somma delle spese ammissibili, per un ammontare massimo di 40 euro per ogni utenza che si intende coinvolgere e in ogni caso non superiore ai 100.000 euro e non inferiore ai 3000.
Le istanze devono essere trasmesse entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando sul Burp, ovvero il 2 maggio 2017. Ai fini dell’assegnazione del contributo sarà predisposta una graduatoria dei progetti ammissibili, che un’apposita commissione regionale valuterà in base a criteri prestabiliti, fra cui la gestione della frazione organica per le utenze del territorio, la tempistica di realizzazione, il tasso di coinvolgimento delle utenze domestiche, la presenza di comuni collinari e montani, la previsione del compostaggio condominiale e infine l’autocompostaggio delle utenze non domestiche. Il contributo sarà erogato con un acconto pari al 50% dell’importo assegnato all’ammissione del finanziamento, e la quota rimanente a conclusione del progetto stesso.
Per chiarimenti e informazioni scrivere a  serviziambientali@regione.piemonte.it  o telefonare al n. 011/432.1423

fonte: http://www.associazioneitalianacompostaggio.it

Regione Piemonte: verso la tariffa puntuale

Regione Piemonte: verso la tariffa puntuale




Approvato in via definitiva il Piano Regionale di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione (Pgru) 2015-2020, la Regione Piemonte fissa obiettivi e strumenti.

Il panorama entro cui ci si muove è quello dell'Economia Circolare, un sistema in cui tutte le attività produttive sono organizzate in modo che i rifiuti di uno diventino risorse per qualcun altro.

Il Piano è uno strumento di pianificazione con obiettivi in termini di sostenibilità e promozione di una cultura ambientale improntata alla riduzione dei rifiuti, al riuso di beni a fine vita e al riciclaggio.

I principali obiettivi della programmazione al 2020 sono:
- riduzione della produzione dei rifiuti a 455 kg per abitante (a fronte di una stima di produzione al 2020 pari a 486 kg/ab);
- raccolta differenziata di almeno il 65% a livello di ciascun Ambito territoriale ottimale. A livello regionale si è attestata al 52,5% nel 2013 e al 53,5% nel 2014;
- produzione pro capite annua di rifiuto urbano indifferenziato non superiore a 159 kg (212,6 kg/ab nel 2013 e 212,2 kg/ab nel 2014);
- raggiungimento di un tasso di riciclaggio pari ad almeno il 55% in termini di peso. Nel 2013 la percentuale era del 50,1%;
- avvio a recupero energetico solo delle frazioni di rifiuto per le quali non è tecnicamente ed economicamente possibile il recupero di materia;
- in via prioritaria autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi a livello di Ambito territoriale ottimale; in ogni caso tale autosufficienza deve essere garantita a livello regionale;
- riduzione del conferimento in discarica dei rifiuti urbani biodegradabili (Rub) fino ad un loro azzeramento a partire dal 2020;
- abbandono del ricorso allo smaltimento in discarica dei rifiuti recuperabili.

Ma soprattutto, per raggiungere questi obiettivi, il Piano individua alcune azioni prioritarie:

* la riorganizzazione dei servizi di raccolta rifiuti, finalizzata al passaggio da raccolta stradale a domiciliare almeno per i rifiuti urbani indifferenziati residuali, la frazione organica, la carta e il cartone;
* la previsione di strumenti economici, fiscali e di regolamentazione, tra i quali prioritariamente la diffusione della tariffazione puntuale del servizio di gestione dei rifiuti urbani, individuata quale principale strumento di responsabilizzazione dei cittadini.

In Piemonte dunque, si apre una nuova era, sulla scia di Consorzi (su tutti il CSS-Consorzio Chierese) e Comuni che già stanno adottando le azioni indicate dal piano regionale con risultati eccellenti: proprio il CSS risulta infatti il Consorzio con le migliori performances regionali quanti-qualitative ed economiche.

Vai al Comunicato Stampa della Regione

fonte: www.esper.it