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Aamps, compostaggio condominiale: via al progetto ecologico
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L'Austria rende le riparazioni più convenienti
Le cose si stanno muovendo velocemente per le riparazioni in Austria!
Negli ultimi mesi la coalizione di governo ha concordato una riduzione dell'IVA sulle “piccole riparazioni” di bici, abbigliamento e scarpe.
In concreto, l'IVA per questi tipi di riparazioni sarà ridotta dal 20% al 10%, rendendo più interessante dal punto di vista finanziario riparare questi prodotti piuttosto che buttarli via e acquistarne di nuovi. Lo “sgravio fiscale per piccoli servizi di riparazione e vendita di prodotti riparati” come viene chiamato era già incluso nel programma governativo (pubblicato a gennaio 2020). Il prossimo passo sarà trasformarlo in legislazione.
Nel frattempo, diversi stati federali austriaci (Stiria, Alta Austria, Bassa Austria e Salisburgo) e la città di Graz hanno implementato un "bonus di riparazione" che si è rivelato un grande successo. Questo bonus finanzia fino al 50% del costo totale di una riparazione, fino a un massimo di 100 €. Questo vale solo per gli elettrodomestici grandi e piccoli di stabilimenti commerciali. I consumatori devono richiedere il rimborso una volta che la riparazione è stata effettuata e una fattura è stata pagata.
A Vienna, il governo locale ha appena approvato un programma di finanziamento per la riparazione di 1,6 milioni di euro per il periodo dal 2020 al 2023 in collaborazione con Repair Network Vienna, RepaNet e l'Istituto austriaco di ecologia.
A partire dal 21 settembre, sarà possibile per i consumatori registrarsi sul sito web di una città, scaricare un voucher e utilizzarlo direttamente presso una delle organizzazioni membri di Repair Network Vienna che partecipano al programma di finanziamento.
Analogamente ad altre regioni, il programma finanzierà il 50% del costo di una riparazione fino a un massimo di 100 €. Se una riparazione non è possibile, sarà coperto il 100% dei costi stimati, fino a 45 €.
Questa iniziativa si applica a tutti i prodotti che necessitano di fissaggio, indipendentemente dalla residenza del consumatore. Gli unici criteri per le organizzazioni da coinvolgere nella rete di riparazione sono che il 50% della loro forza lavoro deve essere riparatori e che forniscono riparazioni per una vasta gamma di marchi.
Questa serie di incentivi finanziari e sgravi fiscali mostra che la riparazione è in cima all'agenda politica in Austria e che la legislazione sul diritto alla riparazione può assumere molte forme per rendere la riparazione tradizionale e accessibile.
fonte: repair.eu
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Rifiuti: la strada sotto casa è sporca, Tari dimezzata
La Commissione tributaria provinciale (Cpt) di Roma ha dato ragione a un contribuente che chiedeva il dimezzamento della Tassa Rifiuti (Tari) perché lo smaltimento dei rifiuti davanti la sua abitazione era “del tutto inidoneo e irregolare”. Così il ricorso presentato è stato accolto ed è stato stabilito che ora il cittadino dovrà versare solo la metà dell’importo dovuto all’Ama, l’azienda municipalizzata.
La vicenda era nata nel 2012, quando il contribuente romano stanco di vedere la strada sotto casa piena di spazzatura ha segnalato la situazione più volte, con fotografie, telefonate e lettere di diffida. Chiarisce di aver subito “un grave disservizio sia per la mancata raccolta dell’immondizia” sia “per la posizione con cui erano stati collocati i cassonetti nelle immediate vicinanze della propria abitazione e in dettaglio davanti alla propria finestra, creando un’inevitabile situazione di carenza igienico-ambientale”.
Dato che nei cinque anni successivi non aveva riscontrato un miglioramento della situazione, ha deciso di presentare un ricorso alla Commissione tributaria per la Tari, chiedendo appunto che la tariffa gli venisse dimezzata. Avendo provato l’irregolarità del servizio, con la sentenza 6269/41/2018 la Commissione tributaria gli ha dato ragione anche se l’Ama non si è costituita in giudizio.
fonte: http://www.greenstyle.it
Biella lancia la task force contro gli sprechi di cibo: incentivi agli enti che lo regaleranno ai poveri
Rimborso dell’Iva e sconti sulla tassa rifiuti a chi donerà alimentari e farmaci
Lotta allo spreco alimentare: Biella dà il via a un tavolo di lavoro in applicazione della legga Gadda del 2016. L’obiettivo è trasformare le «eccedenze» in una risorsa, dando vita a un’operazione che potrebbe tradursi in un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà, oltre a rappresentare un risparmio sulle bollette della tassa rifiuti anche delle piccole attività che decideranno di aderire al progetto. E tra i primi che si dicono disposti a mettersi in gioco per fare decollare l’iniziativa in provincia ci sono empori della Caritas, ma anche associazioni e qualche Comune.
LE DONAZIONI
La legge Gadda dà la possibilità a enti pubblici o privati che aderiranno all’iniziativa, di donare le proprie eccedenze «a soggetti indigenti o all’alimentazione degli animali», recita la legge. Nel dettaglio potranno essere donati prodotti alimentari e prodotti farmaceutici. Per quanto riguarda gli alimentari, per esempio sia gli invenduti, che quelli che vengono scartati dalla catena agroalimentare «per ragioni commerciali o estetiche, piuttosto che per prossimità della data di scadenza». E tra i soggetti che hanno deciso di sedersi attorno al primo tavolo di lavoro ci sono gli empori della Caritas di Biella, Cossato e del Villaggio La Marmora, i Comuni di Biella, Trivero e Cossato, la cooperativa Valdocco, il banco alimentare, la Caritas, l’Iris, la cooperativa Giovanni XXIII, l’associazione La Rete e il Cerino Zegna.
AZIONI
Entusiasta il presidente del Ctv che coordina il progetto Andrea Pistono: «Eravamo poco meno di una trentina di persone. Non male come inizio, anche perchè alcune non sono potute venire ma so quasi con certezza che parteciperanno. In questa prima riunione abbiamo messo a fuoco un elenco di azioni che dovremo fare per fare decollare il progetto». Tra le prime ci sono la mappatura delle attività della grande distribuzione che potrebbero venire coinvolte, i punti di stoccaggio e i vantaggi fiscali che potrebbero ottenere i commercianti che danno la propria adesione. L’applicazione della legge prevede la possibilità di recuperare l’Iva sui prodotti donati e sconti sulla tassa rifiuti da parte dei Comuni. «Per quanto riguarda le piccole attività - continua Pistono - chiederemo la collaborazione delle associazioni di categoria perchè sono tante e non sapremo come contattarle tutte».
I FARMACI
Rimandato per il momento il discorso sulla donazione di farmaci: «È un discorso piuttosto complesso - spiega il presidente del Ctv - che preferiamo affrontare dopo quello alimentare». Tra le questioni da mettere a fuoco c'è poi anche quella della mensa delle scuole: «Vorremmo capire - conclude Pistono - se c’è possibilità di recuperare quanto avanza dal pranzo servito agli studenti e quanto dalle cucine che preparano i pasti».
fonte: www.lastampa.it
Cassazione sul caos rifiuti: a Napoli Tarsu ridotta del 40% a chi subisce disservizi
Accolto il ricorso dell’hotel “Britannique” al quale era stata negata la
riduzione perchè il Comune non aveva colpa «delle note disfunzioni»
Diritto alla riduzione della tariffa sui rifiuti nel caso in cui si subiscano disfunzioni, protratte nel tempo, del servizio pubblico di raccolta. Lo si evince da un’ordinanza con cui la Cassazione ha accolto in parte un ricorso presentato da una società alberghiera napoletana contro una decisione della Commissione tributaria della Campania: quest’ultima aveva ritenuto legittimo l’avviso di pagamento Tarsu 2008 che Equitalia aveva notificato alla società per conto del Comune di Napoli.
La Tarsu, ora, sarà ridotta del 40% per i cittadini e le imprese che per l’emergenza rifiuti, indipendentemente dalla responsabilità o meno dell’amministrazione comunale, subiscono un disservizio «grave e protratto» nella raccolta dei rifiuti tale da aver fatto scattare l’allarme sanitario, anche quando la debacle avviene durante il commissariamento della raccolta rifiuti. La sezione tributaria civile della Cassazione ha dato così ragione all’hotel “Britannique” del capoluogo partenopeo al quale era stata negata la riduzione perchè il Comune non aveva colpa «delle note disfunzioni».
Nel controricorso, il Comune di Napoli ha obiettato che il requisito della «imprevedibilità» del disservizio era evidente dato che «l’intera materia e le connesse competenze decisionali erano in capo al commissario straordinario, articolazione della presidenza del Consiglio dei ministri, e che il Comune di Napoli certamente non avrebbe potuto prevedere che gli impianti di raccolta Rsu, di competenza del commissario straordinario, si sarebbero saturati a causa del mancato completamento del ciclo di lavorazione dei rifiuti alla termovalorizzazione».
Ad avviso della Cassazione, «la tesi non è convincente perchè incentrata su un requisito, quello di “non prevedibilità” e “non prevenibilità” dell’evento costituito dalla protratta disfunzione, estraneo alle fattispecie che danno titolo alla riduzione della tassa». «Tanto più che - rileva il verdetto - la Tarsu viene introitata, pur in regime di commissariamento del servizio, dall’amministrazione comunale». Ora la commissione tributaria rivedrà il “no” alla mini-Tarsi.
fonte: http://www.lastampa.it
Diritto alla riduzione della tariffa sui rifiuti nel caso in cui si subiscano disfunzioni, protratte nel tempo, del servizio pubblico di raccolta. Lo si evince da un’ordinanza con cui la Cassazione ha accolto in parte un ricorso presentato da una società alberghiera napoletana contro una decisione della Commissione tributaria della Campania: quest’ultima aveva ritenuto legittimo l’avviso di pagamento Tarsu 2008 che Equitalia aveva notificato alla società per conto del Comune di Napoli.
La Tarsu, ora, sarà ridotta del 40% per i cittadini e le imprese che per l’emergenza rifiuti, indipendentemente dalla responsabilità o meno dell’amministrazione comunale, subiscono un disservizio «grave e protratto» nella raccolta dei rifiuti tale da aver fatto scattare l’allarme sanitario, anche quando la debacle avviene durante il commissariamento della raccolta rifiuti. La sezione tributaria civile della Cassazione ha dato così ragione all’hotel “Britannique” del capoluogo partenopeo al quale era stata negata la riduzione perchè il Comune non aveva colpa «delle note disfunzioni».
Nel controricorso, il Comune di Napoli ha obiettato che il requisito della «imprevedibilità» del disservizio era evidente dato che «l’intera materia e le connesse competenze decisionali erano in capo al commissario straordinario, articolazione della presidenza del Consiglio dei ministri, e che il Comune di Napoli certamente non avrebbe potuto prevedere che gli impianti di raccolta Rsu, di competenza del commissario straordinario, si sarebbero saturati a causa del mancato completamento del ciclo di lavorazione dei rifiuti alla termovalorizzazione».
Ad avviso della Cassazione, «la tesi non è convincente perchè incentrata su un requisito, quello di “non prevedibilità” e “non prevenibilità” dell’evento costituito dalla protratta disfunzione, estraneo alle fattispecie che danno titolo alla riduzione della tassa». «Tanto più che - rileva il verdetto - la Tarsu viene introitata, pur in regime di commissariamento del servizio, dall’amministrazione comunale». Ora la commissione tributaria rivedrà il “no” alla mini-Tarsi.
fonte: http://www.lastampa.it
Gli effetti positivi della tariffazione puntuale
Il caso di Parma a confronto con Reggio Emilia e Piacenza.
Un recente rapporto del Servizio Politiche Territoriali della UIL ha messo in evidenza l’evoluzione delle bollette TARI delle famiglie italiane degli ultimi 4 anni mettendo a confronto 100 capoluoghi di provincia prendendo come campione una famiglia tipo di 4 persone occupanti un appartamento di 80 mq.
Il contesto nazionale, che vede spesso declinati in ambito locale differenti specificità tra una regione e l’altra, non consente confronti omogenei e correttamente paragonabili visti i differenti criteri di assimilazione, costi di smaltimento, conformazione urbanistica, abitudini delle famiglie, etc. che fanno sì che una migliore analisi di confronto rispetto alle politiche adottate dalle amministrazioni comunali si ottenga paragonando ambiti con caratteristiche simili.
In questa ottica, con i dati in nostro possesso, è utile confrontare le performance di risultato tra i capoluoghi dell’Emilia-Romagna e con particolare efficacia paragonare i 3 capoluoghi dell’Emilia occidentale (Piacenza, Parma e Reggio Emilia) visto la condivisione di uno stesso gestore della raccolta rifiuti (Iren Ambiente), la recente adozione di un’unica tariffa di smaltimento di bacino ma con scelte strategiche differenti operate dalle singole amministrazioni comunali per quanto riguarda i modelli di raccolta applicati sul territorio.
Vediamo dunque come su Parma, dove è stato introdotto a partire dal 2012 un modello di raccolta differenziata porta a porta con tariffazione puntuale, i benefici dell’adozione di queste politiche virtuose abbiano dato i loro frutti non solo dal punto di vista dei risultati (% di raccolta differenziata, riduzione del rifiuto residuo procapite, % di effettivo recupero – Vedi Tabella 1) ma anche per quanto riguarda gli impatti sulla bolletta delle famiglie.
Tabella 1 – Modelli di Raccolta e risultati (dati ARPA 2016)
| Piacenza | Parma | Reggio Emilia | |
| Abitanti | 102.499 | 193.315 | 171.714 |
| Modello di raccolta prevalente (al 2016) | Raccolta stradale per plastica, metalli, vegetale e vetro. Porta a porta per carta/cartone, residuo e organico (in alcuni quartieri per queste ultime 2 frazioni raccolta stradale) | Raccolta porta a porta a 4 frazioni con tariffazione puntuale (Carta/cartone, Plastica/metalli, organico, residuo). Raccolta stradale di Vetro e Vegetale | Raccolta stradale a 5 frazioni (Carta/cartone, Plastica, Vetro/metalli, Organico, Residuo). Raccolta domiciliare del vegetale |
| Centri di raccolta | 3 | 4 | 6 |
| % RD | 56,9% | 75,9% | 58,6% |
| % RD a recupero (dati Atersir riferiti al 2014) | 56,4% | 65,7% | 59,3% |
| RU totale procapite (kg) | 741 | 554 | 709 |
| Residuo procapite (kg) | 244 | 108 | 262 |
| Organico procapite (kg) | 49 | 103 | 40 |
| Vegetale procapite (kg) | 43 | 77 | 115 |
Piacenza e Reggio, che vedono nel periodo considerato modelli di raccolta differenziata con prevalenza di contenitori stradali a libero accesso, sono ancora lontane dagli obiettivi del Piano Regionale di Gestione Rifiuti che ha stabilito al 2020 il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata per i comuni capoluogo, la riduzione del 20-25% della produzione pro-capite e l’obiettivo di effettivo riciclo del 70%. Parma invece, già oggi all’80% di raccolta differenziata grazie al percorso avviato dall’amministrazione Pizzarotti, ha sostanzialmente già raggiunto e in alcuni casi oltrepassato questi obiettivi fatto salvo quello della produzione totale procapite che, dopo una discesa nei primi 2 anni, ha poi visto risalire l’indicatore probabilmente per effetto della ripresa dei consumi per l’incremento dei flussi turistici registrati in città (+25% di presenze tra il 2012 e il 2017).
Grafico 1
Dal punto di vista economico, considerando il quadriennio 2014-2017, la ricerca UIL (vedi tabella 2) evidenzia come la bolletta TARI della famiglia tipo di Parma sia l’unica a calare in Emilia-Romagna (-3,1%) con Piacenza e Reggio Emilia che invece incrementano il costo rispettivamente dell’8,5% e del 9,7% (quest’ultimo incremento più marcato in regione tra i 9 capoluoghi).
Tabella 2 – Rapporto TARI capoluoghi 2017 – Uil Servizio Politiche Territoriali
Esempio di una famiglia di 4 persone con una casa di 80 metri quadri ed un reddito Isee di 17.812 euro (Le tariffe sono comprensiva del tributo provinciale ambientale)
| CITTA’ | Tari 2014 in euro | Tari 2015 in euro | Tari 2016 in euro | Tari 2017 in euro | Differenza percentuale 2016-2017 | Differenza percentuale 2014-2017 |
| Bologna | 221,76 | 228,5 | 228,5 | 228,5 | 0,0% | 3,0% |
| Ferrara | 305,65 | 305,65 | 305,65 | 305,65 | 0,0% | 0,0% |
| Forlì | 281,31 | 276,03 | 281,97 | 286,9 | 1,7% | 2,0% |
| Modena | 267,7 | 274,12 | 276,33 | 280,75 | 1,6% | 4,9% |
| Parma | 272 | 282,26 | 265,1 | 263,45 | -0,6% | -3,1% |
| Piacenza | 252,15 | 252,15 | 274,05 | 273,55 | -0,2% | 8,5% |
| Ravenna | 254,3 | 254,3 | 256,64 | 259,75 | 1,2% | 2,1% |
| Reggio Emilia | 287,4 | 300,85 | 306,23 | 315,17 | 2,9% | 9,7% |
| Rimini | 233,5 | 252,46 | 252,46 | 254,08 | 0,6% | 8,8% |
In realtà i dati su Parma sono ancora migliori rispetto a quanto evidenziato nella ricerca se si considera che con lo sconto massimo ottenibile grazie alla tariffazione puntuale (max 30 svuotamenti/anno per la famiglia di 4 persone) la tariffa 2017 scende a Euro 257,53 contro il valore medio di Euro 263,45 considerato nel rapporto UIL (vedi Tabella 3). Un obiettivo, quello di ottenere il massimo sconto restando all’interno degli svuotamenti minimi, che da un’analisi fatta da Iren nell’ultimo semestre 2015, è stato raggiunto dall’80% delle famiglie parmigiane con una sostanziale conferma della tendenza anche nei mesi successivi. Differenze che diventano tangibili nel bilancio famigliare (quasi 60 Euro di differenza tra la famiglia tipo parmigiana e quella reggiana) e che dimostrano anche ai più scettici che il modello di raccolta porta a porta abbinato alla tariffazione puntuale non è necessariamente il più costoso rispetto alla raccolta stradale, come spesso viene ripetuto per scoraggiare gli amministratori virtuosi ad intraprendere strade diverse dal “business as usual”.
Tabella 3 – Come tabella 2, ma tenendo conto del massimo sconto ottenibile a Parma con tariffazione puntuale (famiglia 4 persone, max 30 svuotamenti/anno)
| CITTA’ | Tari 2014 in euro | Tari 2015 in euro | Tari 2016 in euro | Tari 2017 in euro | Differenza percentuale 2016-2017 | Differenza percentuale 2014-2017 |
| Bologna | 221,76 | 228,5 | 228,5 | 228,5 | 0,0% | 3,0% |
| Ferrara | 305,65 | 305,65 | 305,65 | 305,65 | 0,0% | 0,0% |
| Forlì | 281,31 | 276,03 | 281,97 | 286,9 | 1,7% | 2,0% |
| Modena | 267,7 | 274,12 | 276,33 | 280,75 | 1,6% | 4,9% |
| Parma | 272 | 282,26 | 265,1 | 257,53 | -2,9% | -5,3% |
| Piacenza | 252,15 | 252,15 | 274,05 | 273,55 | -0,2% | 8,5% |
| Ravenna | 254,3 | 254,3 | 256,64 | 259,75 | 1,2% | 2,1% |
| Reggio Emilia | 287,4 | 300,85 | 306,23 | 315,17 | 2,9% | 9,7% |
| Rimini | 233,5 | 252,46 | 252,46 | 254,08 | 0,6% | 8,8% |
Volendo sintetizzare gli elementi che hanno contribuito ad ottenere questi risultati positivi possiamo dire che questi sono stati i macro-fattori determinanti nel contesto parmigiano:
- drastica riduzione dei costi di smaltimento che tra il 2012 e il 2016 sono passati da 8,5 milioni di Euro a 2,7 milioni
- incremento dei corrispettivi Conai grazie alle maggiori quantità e qualità dei materiali recuperati (da 580k Euro a 1,5 milioni tra il 2012 e il 2016)
- incentivi riversati a riduzione del costo del servizio ottenuti grazie alla legge regionale nr. 16 del 2015 che ha istituito un meccanismo premiante che riversa contributi economici ai comuni virtuosi sulla base della riduzione del rifiuto residuo procapite (500k Euro nel 2016 e 700k Euro nel 2017)
Tabella 4 – Principali flussi di raccolta differenziata
| Kg procapite/anno | 2012 | 2013 | 2014 | 2015 | 2016 | Diff. 2016 vs 2012 |
| Carta/Cartone | 68,61 | 69,09 | 74,34 | 88,97 | 98,15 | +43% |
| Plastica/Barattolame/Vetro * | 64,54 | 66,78 | 79,97 | 79,15 | 82,99 | +29% |
| Organico | 52,67 | 62,69 | 90,50 | 99,11 | 103,00 | +96% |
| Vegetale | 55,55 | 59,50 | 62,22 | 82,92 | 77,00 | +39% |
| Secco residuo | 248,62 | 220,87 | 143,52 | 117,43 | 108,00 | -57% |
| Totale RU procapite | 537,84 | 534,58 | 511,29 | 540,35 | 553,84 | 3% |
| * La raccolta di plastica, barattolame e vetro che inizialmente veniva fatta in un unico flusso (multi-materiale pesante) è stata progressivamente separata in 2 flussi: plastica/barattolame (multi-materiale leggero) e vetro | ||||||
Possiamo dunque concludere che, con una forte volontà politica vista la prerogativa rimasta in capo ai singoli comuni di avviare percorsi di cambiamento e con un condivisione delle scelte con i cittadini, si possono ottenere risultati impensabili fino a qualche anno fa per contesti urbani complessi.
I tempi sono infatti ormai maturi per orientare le politiche di gestione rifiuti decisamente verso l’economia circolare tant’è che anche le grandi metropoli (New York, Parigi e Barcellona tra le altre hanno guardato con interesse ai modelli virtuosi italiani) si stanno ponendo seriamente il problema di un cambio di passo rispetto alla gestione basata su smaltimento in discariche e inceneritori.
fonte: http://comunivirtuosi.org
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Tari 2017 a Torino: agevolazioni dal 15 al 40% per le famiglie a basso reddito
Previste riduzioni nella misura del 40% per i redditi Isee fino a 13mila
euro, del 25% per quelli fino a 17mila euro e del 15% per i redditi
Isee fino a 24mila euro. A queste va aggiunta la riduzione del 10%
riservata ai nuclei con più di quattro persone e residenti in alloggi
con superficie non superiore a 80 metri quadrati
Firmato un accordo, tra Comune di Torino e organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, che conferma le agevolazioni alle famiglie a basso reddito sul pagamento sulla tassa raccolta rifiuti 2017 e definisce percentuali e scaglioni di reddito su cui applicarle. Nel dettaglio, sono previste riduzioni nella misura del 40% per i redditi Isee fino a 13mila euro, del 25% per quelli fino a 17mila euro e del 15% per i redditi Isee fino a 24mila euro. A queste va aggiunta la riduzione del 10% riservata ai nuclei con più di quattro persone e residenti in alloggi con superficie non superiore a 80 metri quadrati.
“Si tratta di agevolazioni – spiegano gli assessori Marco Giusta, Politiche per le famiglie, e Sergio Rolando, Bilancio e Tributi - destinate a quella fascia di popolazione cittadina sulla quale gli effetti della crisi economica e occupazionale si fanno ancora sentire forti e per il cui finanziamento l’Amministrazione comunale ha destinato 3,2 milioni di euro del proprio bilancio, cifra che potrebbe salire se le risorse messe a disposizione non fossero sufficienti a soddisfare la domanda. Con l’accordo firmato con le organizzazioni sindacali, abbiamo confermato una misura di sostegno alle famiglie meno abbienti - proseguono gli assessori - che risponde sia a quanto indicato dal Consiglio comunale sulla necessità del ripristino del fondo per le agevolazioni sulla Tari, sia al bisogno di introdurre misure di corresponsabilità allo scopo di valorizzazione i comportamenti corretti dei cittadini e, allo stesso tempo, disincentivare quelli di coloro che, non per morosità incolpevole, evadono il tributo".
Infatti, tra le novità concordate con i sindacati in tema di sconti sulla tassa raccolta rifiuti, è previsto da quest’anno che il contribuente non in regola con il pagamento della Tari 2017, se come detto non si tratta di morosità incolpevole, perda automaticamente i vantaggi dell’agevolazione per l’anno in corso e, nel 2018, debba pagare l’intera somma più l’importo della riduzione di cui ha beneficiato nel 2017.
Cgil, Cisl e Uil di Torino, unitamente alle proprie categorie dei Pensionati, esprimono soddisfazione per l’accordo “che recupera gran parte delle agevolazioni sulla Tassa Rifiuti (TARI), a favore dei cittadini delle 3 fasce di redditi medio-bassi. Si tratta di un primo risultato, a cui dovranno seguirne altri, a cominciare dalla dotazione del fondo agevolazioni Tari che, dagli attuali 3 milioni e 200mila euro dovrebbe passare ad almeno 3 milioni e 800mila euro, vale a dire quanto impegnato nell’anno 2016.
È importante, inoltre, - aggiungono i sindacati - il confronto che si dovrà sviluppare dal prossimo settembre e concludersi entro novembre, poiché affronterà i temi della evasione di tutte le utenze e non solo, quindi, di quelle domestiche, della morosità incolpevole, della definizione delle agevolazioni per il 2018”.
Il saldo Tari per le utenze domestiche – che sarà comunicato ad ogni famiglia con l’invio una lettera e si dovrà versare entro lunedì 11 dicembre - sarà calcolato tenendo conto delle agevolazioni Isee e il pagamento potrà essere effettuato in qualunque sportello bancario, postale e per via telematica, utilizzando i modelli F24 precompilati e allegati alla lettera di avviso.
Per maggiori informazioni i cittadini possono consultare il sito web della Città di Torino alla pagina www.comune.torino.it/tasse/iuc/ , rivolgersi direttamente agli sportelli della Divisione Catasto e Tributi di corso Racconigi 49, al piano terreno (aperti dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30), telefonare al numero 011.01124853 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13), oppure scrivere all’indirizzo di posta elettronica tributi@cert.comune.torino.it
fonte: http://www.ecodallecitta.it
Firmato un accordo, tra Comune di Torino e organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, che conferma le agevolazioni alle famiglie a basso reddito sul pagamento sulla tassa raccolta rifiuti 2017 e definisce percentuali e scaglioni di reddito su cui applicarle. Nel dettaglio, sono previste riduzioni nella misura del 40% per i redditi Isee fino a 13mila euro, del 25% per quelli fino a 17mila euro e del 15% per i redditi Isee fino a 24mila euro. A queste va aggiunta la riduzione del 10% riservata ai nuclei con più di quattro persone e residenti in alloggi con superficie non superiore a 80 metri quadrati.
“Si tratta di agevolazioni – spiegano gli assessori Marco Giusta, Politiche per le famiglie, e Sergio Rolando, Bilancio e Tributi - destinate a quella fascia di popolazione cittadina sulla quale gli effetti della crisi economica e occupazionale si fanno ancora sentire forti e per il cui finanziamento l’Amministrazione comunale ha destinato 3,2 milioni di euro del proprio bilancio, cifra che potrebbe salire se le risorse messe a disposizione non fossero sufficienti a soddisfare la domanda. Con l’accordo firmato con le organizzazioni sindacali, abbiamo confermato una misura di sostegno alle famiglie meno abbienti - proseguono gli assessori - che risponde sia a quanto indicato dal Consiglio comunale sulla necessità del ripristino del fondo per le agevolazioni sulla Tari, sia al bisogno di introdurre misure di corresponsabilità allo scopo di valorizzazione i comportamenti corretti dei cittadini e, allo stesso tempo, disincentivare quelli di coloro che, non per morosità incolpevole, evadono il tributo".
Infatti, tra le novità concordate con i sindacati in tema di sconti sulla tassa raccolta rifiuti, è previsto da quest’anno che il contribuente non in regola con il pagamento della Tari 2017, se come detto non si tratta di morosità incolpevole, perda automaticamente i vantaggi dell’agevolazione per l’anno in corso e, nel 2018, debba pagare l’intera somma più l’importo della riduzione di cui ha beneficiato nel 2017.
Cgil, Cisl e Uil di Torino, unitamente alle proprie categorie dei Pensionati, esprimono soddisfazione per l’accordo “che recupera gran parte delle agevolazioni sulla Tassa Rifiuti (TARI), a favore dei cittadini delle 3 fasce di redditi medio-bassi. Si tratta di un primo risultato, a cui dovranno seguirne altri, a cominciare dalla dotazione del fondo agevolazioni Tari che, dagli attuali 3 milioni e 200mila euro dovrebbe passare ad almeno 3 milioni e 800mila euro, vale a dire quanto impegnato nell’anno 2016.
È importante, inoltre, - aggiungono i sindacati - il confronto che si dovrà sviluppare dal prossimo settembre e concludersi entro novembre, poiché affronterà i temi della evasione di tutte le utenze e non solo, quindi, di quelle domestiche, della morosità incolpevole, della definizione delle agevolazioni per il 2018”.
Il saldo Tari per le utenze domestiche – che sarà comunicato ad ogni famiglia con l’invio una lettera e si dovrà versare entro lunedì 11 dicembre - sarà calcolato tenendo conto delle agevolazioni Isee e il pagamento potrà essere effettuato in qualunque sportello bancario, postale e per via telematica, utilizzando i modelli F24 precompilati e allegati alla lettera di avviso.
Per maggiori informazioni i cittadini possono consultare il sito web della Città di Torino alla pagina www.comune.torino.it/tasse/iuc/ , rivolgersi direttamente agli sportelli della Divisione Catasto e Tributi di corso Racconigi 49, al piano terreno (aperti dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30), telefonare al numero 011.01124853 (dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13), oppure scrivere all’indirizzo di posta elettronica tributi@cert.comune.torino.it
fonte: http://www.ecodallecitta.it
Capannori: Sono 3000 le famiglie che praticano il compostaggio domestico. Al via verifiche sull'effettivo svolgimento dell'autosmaltimento
Sono circa 3000 le famiglie che a Capannori effettuano il compostaggio domestico facendo diventare gli scarti organici della cucina e gli scarti di giardino terriccio di qualità per concimare. Una buona pratica che consente di ottenere una riduzione del 20% - la riduzione è passata dal 10% al 20% nel 2016- sulla parte variabile della Tia (tariffa igiene ambientale). Anche per il 2017 l’amministrazione comunale ha deciso di realizzare verifiche a campione sull’effettivo svolgimento di questa modalità di smaltimento da parte dei cittadini. I controlli, iniziati nei giorni scorsi, proseguiranno per tutta l'estate e riguarderanno il 5% di coloro che effettuano il compostaggio domestico, quindi circa 150 famiglie. Alcuni dipendenti comunali incaricati faranno visita alle case di alcuni dei cittadini che hanno dichiarato di effettuare il compostaggio domestico, per verificare che questo sia svolto in modo corretto ed anche fornendo consigli e ascoltando suggerimenti.
“Il compostaggio domestico è una importante buona pratica per la riduzione dei rifiuti in linea con la filosofia Rfiuti Zero e per questo il nostro obiettivo è aumentare ulteriormente il numero di compostiere sul territorio – spiega l'assessore all'ambiente Matteo Francesconi -. Riteniamo importante effettuare controlli perché anche alla luce dell'aumento dell'incentivo per chi pratica il compostaggio è giusto che sia premiato chi effettivamente si impegna per l'autosmaltimento. Abbiamo intenzione di programmare una serie di incontri pubblici sul territorio per informare la cittadinanza sul corretto utilizzo della compostiera e per promuoverne l'uso”.
Per effettuare il compostaggio domestico non servono macchinari sofisticati, né competenze specifiche, ma solo buona volontà e la possibilità di praticare quattro metodi: il cumulo, consentito a condizione che non provochi la diffusione di odori o insetti molesti; la buca, ovvero il compostaggio in buca con rivoltamento periodico; la cassa di compostaggio in legno realizzata in modo da permettere una buona aerazione e un facile rivoltamento; il composter chiuso in plastica di tipo commerciale o autocostruito 'fai da te'. Quali sono gli scarti da compostare? Tutti i rifiuti biodegradabili evitando quelli sintetici o contaminati da sostanze non naturali. Sì quindi al compostaggio di avanzi di cucina, verdura, frutta, fondi di the e caffè, scarti del giardino, legno di potatura, sfalcio del prato, foglie secche, cenere, fazzoletti di carta, carta da cucina tipo scottex. Il processo di completa decomposizione e maturazione dei compost richiede circa 8-10 mesi, al termine dei quali si ha il compost maturo, utilizzabile a diretto contatti con le radici di fiori e di piante. Dopo 5-7 mesi è comunque possibile usufruire del compost fresco, che può essere usato come fertilizzante per gli orti e i giardini.
fonte: http://www.comune.capannori.lu.it
Convertita "manovra fiscale", Ecotassa morbida per Comuni terremotati
Tributo speciale per deposito in discarica dei rifiuti più morbido per i Comuni colpiti dal
sisma nel 2016 e 2017 nel disegno di legge di conversione del Dl 50/2017 approvato
dal Parlamento il 15 giugno 2017.
Il provvedimento che ha avuto il via libera definitivo dal Senato nel testo identico
approvato dalla Camera il 1° giugno 2017, all'articolo 46-ter stabilisce, in deroga
all'articolo 205, comma 3-ter del Dlgs 152/2006, che nei Comuni di Abruzzo, Lazio,
Marche e Umbria colpiti dal sisma per i versamenti fino al quarto trimestre 2018
dovuti quale tributo per il conferimento dei rifiuti in discarica ex articolo 3, commi 24 e
seguenti, della legge 549/1995 ("Ecotassa"), si assuma come riferimento il valore della
raccolta differenziata raggiunto nell'anno 2015.
Tra le altre disposizioni, più poteri all'Authority anticorruzione che ex articolo 211,
Dlgs 50/2016 potrà impugnare i bandi di grande impatto se li ritiene lesivi della
normativa appalti. Rete ferroviaria italiana Spa diventa unico responsabile per gli
interventi tecnologici da realizzare sulle linee ferroviarie regionali. Infine prorogato al
31/12/2017 il termine (prima fissato a fine 2016) entro il quale i titolari di impianti a
biomassa e biogas che cessavano dagli incentivi nel corso del 2016 possono presentare
la documentazione per godere del bonus della legge 208/2015 (articolo 1, commi
149-151).
documenti di riferimento
Area Normativa / Rifiuti / Normativa in Cantiere
Ddl recante conversione in legge del Dl 50/2017 - Manovra fiscale - Misure su Ecotassa, appalti, impianti a
biomassa
Approvato dal Parlamento il 15 giugno 2017 - In corso di pubblicazione in Gazzetta ufficiale
Area Normativa / Rifiuti / Normativa Vigente
Legge 28 dicembre 1995, n. 549
Misure di razionalizzazione della finanza pubblica - Stralcio
Area Normativa / Rifiuti / Normativa Vigente
Dlgs 3 aprile 2006, n. 152
Norme in materia ambientale - Stralcio - Parte IV - Gestione dei rifiuti, imballaggi e bonifica dei siti inquinati
Area Normativa / Appalti e acquisti verdi / Normativa Vigente
Dlgs 18 aprile 2016, n. 50
Codice dei contratti pubblici - Attuazione direttive 2014/23/Ue, 2014/24/Ue e 2014/25/Ue su concessioni e appalti
pubblici
Area Normativa / Disposizioni trasversali/Aua / Normativa Vigente
Legge 28 dicembre 2015, n. 208
Legge di stabilità 2016 - Stralcio - Misure in materia di ambiente ed energia
fonte: http://www.reteambiente.it
Più butti più guadagni. Arriva il cassonetto eco che premia chi è virtuoso
Dopo Cash for trash,
nella provincia di Padova, è la volta di Paandaa, il dispositivo offre
detrazioni sulla Tari e bonus ai cittadini e un alleggerimento della
raccolta porta a porta alle amministrazioni comunali
Un cassonetto che riconosce l’utente e lo
premia se ricicla. È l’idea di Paandaa House il cassonetto multimediale
dedicato alla raccolta di plastica e polietilene ad alta densità che
funziona attraverso l’inserimento della tessera sanitaria. Il
dispositivo registra e tiene traccia delle quantità di materiale da
avviare al recupero conferite e trasforma l’impegno del singolo in
benefici fiscali e commerciali. Attraverso accordi con le
amministrazioni comunali, Paandaa può offrire infatti detrazioni sul
pagamento della TARI ed emettere buoni sconto legati a marchi partner.
Una raccolta differenziata di qualità
Ma
come nasce il progetto? «Attualmente c’è la necessità di lavorare il
materiale che proviene dalla raccolta differenziata ai fini di una
ulteriore selezione spiega Vincenzo Mazzola, ideatore insieme a Domenico
Carcione di Paandaa - questo comporta un dispendio di energia e una
perdita di valore economico. Da qui l’idea di migliorare la qualità dei
rifiuti differenziati con una macchina in grado di garantire a monte la
separazione dei materiali». Di facile gestione, il cassonetto può essere
controllato da remoto e invia un alert se ha bisogno di essere
svuotato. Il sistema può inoltre essere dotato di un kit fotovoltaico
formato da pannelli solari e batterie di accumulo, in grado di
garantirne il funzionamento anche durante le ore notturne.
L'esempio nordeuropeo
Paandaa
è un circuito di raccolta sponsorizzato: ogni dispositivo è dotato di
uno schermo attraverso il quale è possibile fare pubblicità e diffondere
messaggi agli utenti che riceveranno coupon promozionali (per ogni
singolo rifiuto inserito viene emesso uno scontrino del valore di 0,05
centesimi da spendere presso gli esercizi commerciali convenzionati).
Iniziative simili esistono soprattutto nel Nord Europa, dove ad esempio i
cassonetti rilasciano biglietti della metro o erogano cibo per i cani
randagi.
La riduzione della Tari
Con 130 macchine installate in Italia, l’obiettivo di Paandaa è dare vita a un modello di business Green&Win e i benefici sono diversi: conoscere le abitudini di riciclo con la possibilità di ideare misure mirate; ottenere una più efficacie gestione dei rifiuti tramite un maggiore impegno dei cittadini e un coinvolgimento anche dei meno sensibili grazie agli incentivi; diffondere promozioni; alleggerire l’impegno pubblico nella gestione della raccolta differenziata in cambio di sgravi fiscali attraverso una riduzione della quota variabile Tari, fino a un valore massimo del 30%, come previsto dalla normativa. «La quantità dei rifiuti differenziati aumenta, con un ritorno economico importante legato alla qualità, giacché la plastica conferita in questi speciali cassonetti rientra nel flusso C di Corepla, il cui valore attuale è di 394,75 euro a tonnellata» commenta Carcione. Le Paandaa House misurano 2 x 2 metri e la loro azione può essere estesa ad altre tipologie di rifiuto come vetro, latta e alluminio. Paandaa è un sistema in franchising e chiunque può scegliere di ospitare uno di questi speciali punti di raccolta. Sarà la rete a occuparsi del ritiro dei rifiuti e del loro conferimento alle industrie di trasformazione, riconoscendo a chi ospita i cassonetti una percentuale sugli introiti pubblicitari e sulla plastica e l’alluminio recuperati.
fonte: http://corriereinnovazione.corriere.it
Legge Gadda: favorire la donazione di cibo e ridurre la tariffa sui rifiuti
Ecco come alcuni comuni stanno applicando la riduzione della tassa sui
rifiuti alle utenze non domestiche che donano le eccedenze alimentari
Con la legge n. 166/2016 “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi” grazie alla donazione le eccedenze alimentari diventano risorse per chi si trova in difficoltà e si evitano sprechi e la produzione di rifiuti che l’esercente dovrebbe gestire pagando.
È l’art. 17 della cosiddetta legge Gadda (dal nome della deputata Maria Chiara Gadda promotrice e prima firmataria della proposta di legge in parlamento, ndr) che prevede la riduzione della tariffa relativa alla tassa sui rifiuti, per le utenze non domestiche, disponendo che “il comune può applicare un coefficiente di riduzione della tariffa proporzionale alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita e oggetto di donazione”.
Sette mesi dopo l’entrata in vigore della legge, cerchiamo di capire come alcuni comuni si sono organizzati, con regolamenti, strumenti di comunicazione e coefficienti di calcolo che favoriscono le donazioni di cibo e riducono la tassa sui rifiuti.
Tra i primi comuni a mettere in pratica la riduzione della TARI per le utenze non domestiche che donano cibo per scopi caritatevoli ci sono Prato e San Stino di Livenza. Quest’ultimo che si trova in provincia di Venezia, applica uno sconto fino al 20% sulla parte variabile della tariffa attraverso un coefficiente proporzionale alle quantità debitamente certificate di beni e prodotti ritirati dalla vendita e donati.
Il Comune di La Spezia inserisce, a seguito di una mozione del Consiglio, un dispositivo nel bilancio di previsione 2017 che consentirà la riduzione della tassa sui rifiuti fino ad un massimo del 5% dell’importo annuale. La disposizione modifica il Regolamento TARI e consente l’applicazione del coefficiente di riduzione, pari a 0,10 euro/Kg conferito, ad un numero circoscritto di beneficiari che in seguito potrebbe essere ampliato. L’applicazione della riduzione avviene sulla base di un’attestazione rilasciata per ogni conferimento all’interno di una piattaforma che sarà realizzata in collaborazione con la Caritas e con la Mensa del povero.
Il bilancio di previsione 2017 del Comune di Varese prevede uno sconto fino al 20% sulla TARI per i ristoranti che daranno in beneficenza il cibo in esubero. Anche il Comune di Castellanza, in Provincia di Varese, ha aggiunto nel bilancio di previsione 2017 la possibilità di applicare uno sconto ai supermercati che donano cibo a fini di solidarietà sociale. In questo caso il coefficiente di calcolo tiene conto dei chili di cibo donato e della superficie del supermercato. Per esempio, un supermercato con una superficie di 1500 metri quadri arriverebbe a risparmiare 750 euro sulla parte variabile della TARI.
Anche la Città di Torino in forma sperimentale per l’anno 2017 ha previsto una agevolazione in favore delle utenze non domestiche che cedono gratuitamente le eccedenze alimentari per fini di solidarietà sociale. Una agevolazione proporzionale al peso - documentato - delle merci donate applicata in percentuale non superiore ad 1/3 dell’incidenza del peso dei rifiuti avviati a recupero.
L’elenco dei Comuni è destinato ad aumentare e se si tiene conto che, a causa dei tagli, le amministrazioni locali non si riescono a finanziare progetti a sostegno delle fasce più deboli, con la possibilità offerta dalla Legge n. 166/2016 si possono almeno favorire le donazione delle eccedenze alimentari grazie alla disponibilità dei privati e allo stesso tempo ridurre la produzione dei rifiuti e dunque la TARI.
fonte: www.ecodallecitta.it
Con la legge n. 166/2016 “Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi” grazie alla donazione le eccedenze alimentari diventano risorse per chi si trova in difficoltà e si evitano sprechi e la produzione di rifiuti che l’esercente dovrebbe gestire pagando.
È l’art. 17 della cosiddetta legge Gadda (dal nome della deputata Maria Chiara Gadda promotrice e prima firmataria della proposta di legge in parlamento, ndr) che prevede la riduzione della tariffa relativa alla tassa sui rifiuti, per le utenze non domestiche, disponendo che “il comune può applicare un coefficiente di riduzione della tariffa proporzionale alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita e oggetto di donazione”.
Sette mesi dopo l’entrata in vigore della legge, cerchiamo di capire come alcuni comuni si sono organizzati, con regolamenti, strumenti di comunicazione e coefficienti di calcolo che favoriscono le donazioni di cibo e riducono la tassa sui rifiuti.
Tra i primi comuni a mettere in pratica la riduzione della TARI per le utenze non domestiche che donano cibo per scopi caritatevoli ci sono Prato e San Stino di Livenza. Quest’ultimo che si trova in provincia di Venezia, applica uno sconto fino al 20% sulla parte variabile della tariffa attraverso un coefficiente proporzionale alle quantità debitamente certificate di beni e prodotti ritirati dalla vendita e donati.
Il Comune di La Spezia inserisce, a seguito di una mozione del Consiglio, un dispositivo nel bilancio di previsione 2017 che consentirà la riduzione della tassa sui rifiuti fino ad un massimo del 5% dell’importo annuale. La disposizione modifica il Regolamento TARI e consente l’applicazione del coefficiente di riduzione, pari a 0,10 euro/Kg conferito, ad un numero circoscritto di beneficiari che in seguito potrebbe essere ampliato. L’applicazione della riduzione avviene sulla base di un’attestazione rilasciata per ogni conferimento all’interno di una piattaforma che sarà realizzata in collaborazione con la Caritas e con la Mensa del povero.
Il bilancio di previsione 2017 del Comune di Varese prevede uno sconto fino al 20% sulla TARI per i ristoranti che daranno in beneficenza il cibo in esubero. Anche il Comune di Castellanza, in Provincia di Varese, ha aggiunto nel bilancio di previsione 2017 la possibilità di applicare uno sconto ai supermercati che donano cibo a fini di solidarietà sociale. In questo caso il coefficiente di calcolo tiene conto dei chili di cibo donato e della superficie del supermercato. Per esempio, un supermercato con una superficie di 1500 metri quadri arriverebbe a risparmiare 750 euro sulla parte variabile della TARI.
Anche la Città di Torino in forma sperimentale per l’anno 2017 ha previsto una agevolazione in favore delle utenze non domestiche che cedono gratuitamente le eccedenze alimentari per fini di solidarietà sociale. Una agevolazione proporzionale al peso - documentato - delle merci donate applicata in percentuale non superiore ad 1/3 dell’incidenza del peso dei rifiuti avviati a recupero.
L’elenco dei Comuni è destinato ad aumentare e se si tiene conto che, a causa dei tagli, le amministrazioni locali non si riescono a finanziare progetti a sostegno delle fasce più deboli, con la possibilità offerta dalla Legge n. 166/2016 si possono almeno favorire le donazione delle eccedenze alimentari grazie alla disponibilità dei privati e allo stesso tempo ridurre la produzione dei rifiuti e dunque la TARI.
fonte: www.ecodallecitta.it
Bando promozione autocompostaggio Piemonte
La Regione Piemonte destinerà 360.000 euro di contributi ai Comuni, singoli o associati, per progetti di riduzione della produzione di rifiuti attraverso la diffusione dell’autocompostaggio,
effettuato da utenze domestiche e non, promuovendo questa pratica in
alternativa alla classica raccolta differenziata della frazione
organica. Lo prevede un bando pubblicato il 30 marzo sul Bollettino ufficiale regionale.
Come sottolineato dall’assessore
regionale all’Ambiente, la promozione dell’autocompostaggio è una delle
azioni prioritarie della programmazione regionale ed i cittadini che lo
attuano devono essere stimolati anche attraverso la riduzione del
tributo relativo ai rifiuti.
I progetti che partecipano al bando
dovranno incentivare gli utenti a gestire correttamente gli scarti
organici anche mediante un’opportuna formazione. Lo strumento
privilegiato per gestire e verificare il flusso del rifiuto organico è
l’elenco degli utenti, l’Albo Compostatori, da istituire presso ciascun
comune.
Cosa prevedono i progetti.
I progetti, di durata non superiore ai 12 mesi, devono prevedere che i
Comuni regolamentino la gestione separata degli scarti organici da parte
delle utenze domestiche e non domestiche presenti sul territorio
comunale, le attività di produzione del compost, e l’iscrizione
all’Albo, al fine di individuare le utenze stesse. Agli iscritti dovrà
essere riconosciuta una riduzione sul tributo comunale relativo ai
rifiuti non inferiore al 5% dell’ammontare complessivo. Le utenze
dovranno impegnarsi a conferire sistematicamente la frazione organica in
autocompostaggio ed essere disponibili al monitoraggio e al controllo
da parte degli operatori autorizzati, secondo i criteri concordati con
l’amministrazione comunale o consortile. È prevista anche una forma di
“compostaggio condominiale”, ovvero una pluralità di utenze singole che
fanno parte di un condominio, dove l’intera quantità di scarti organici
prodotti dai condomini aderenti viene compostata in un unico spazio, per
essere poi utilizzata dalle stesse utenze o negli spazi verdi del
condominio. Entro un anno dall’iscrizione ogni utenza dovrà essere
sottoposta a una verifica puntuale per testare l’efficacia del progetto.
Ogni anno deve essere quantificata su
base comunale la frazione organica conferita in autocompostaggio, al
fine di poterla conteggiare nella raccolta differenziata. Sono ammessi a
finanziamento anche i progetti in corso di realizzazione.
Spese ammissibili. Sono
ammissibili a contributo le spese per attività di informazione e
coinvolgimento delle utenze, quelle amministrative, quelle per le
attività di formazione, e per il monitoraggio, verifica e controllo,
oltre a quelle di progettazione.
Chi può richiedere il contributo.
Il singolo Comune, per l’attivazione di interventi su tutto o parte del
proprio territorio, oppure il consorzio di bacino per la gestione dei
rifiuti urbani
A quanto ammonta. Il
contributo spettante a ogni progetto finanziato è pari all’80% della
somma delle spese ammissibili, per un ammontare massimo di 40 euro per
ogni utenza che si intende coinvolgere e in ogni caso non superiore ai
100.000 euro e non inferiore ai 3000.
Le istanze devono essere trasmesse entro
30 giorni dalla data di pubblicazione del bando sul Burp, ovvero il 2
maggio 2017. Ai fini dell’assegnazione del contributo sarà predisposta
una graduatoria dei progetti ammissibili, che un’apposita commissione
regionale valuterà in base a criteri prestabiliti, fra cui la gestione
della frazione organica per le utenze del territorio, la tempistica di
realizzazione, il tasso di coinvolgimento delle utenze domestiche, la
presenza di comuni collinari e montani, la previsione del compostaggio
condominiale e infine l’autocompostaggio delle utenze non domestiche. Il
contributo sarà erogato con un acconto pari al 50% dell’importo
assegnato all’ammissione del finanziamento, e la quota rimanente a
conclusione del progetto stesso.
Per chiarimenti e informazioni scrivere a serviziambientali@regione.piemonte.it o telefonare al n. 011/432.1423fonte: http://www.associazioneitalianacompostaggio.it
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