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Roma, domenica 20 giugno torna “Il Tuo quartiere non è una discarica”: raccolta straordinaria di rifiuti ingombranti e di oggetti destinati al riuso

Oltre ai consueti materiali destinati allo smaltimento si potranno quindi consegnare anche libri usati (esclusi testi scolastici ed enciclopedie), vecchie biciclette o parti di esse, vecchi cellulari e tablet (purchè ancora funzionanti). Gli oggetti consegnati alle associazioni no profit saranno riutilizzati per varie attività sociali




Domenica 20 giugno torna nei municipi pari la campagna “Il Tuo quartiere non è una discarica”, la raccolta straordinaria gratuita mensile di rifiuti ingombranti, particolari, elettrici ed elettronici, organizzata da AMA in collaborazione con il TGR Lazio. Come avvenuto nei municipi dispari nell’appuntamento di maggio (domenica 23), l’evento si arricchisce con la presenza di alcune realtà del Terzo Settore (associazioni, cooperative sociali e organizzazioni di volontariato) che promuovono progetti di riutilizzo dei beni e con le quali l’azienda ha recentemente siglato degli specifici protocolli di intesa.

In alcuni dei siti messi a disposizione da AMA, domenica mattina a partire dalle ore 8, i cittadini, oltre ai consueti materiali, potranno quindi consegnare anche libri usati (esclusi testi scolastici ed enciclopedie) alle associazioni culturali Book Cycle, Libra e Nuova Acropoli, vecchie biciclette o parti di esse all’associazione Ciclonauti, ausili per disabili dismessi (stampelle, carrozzine, deambulatori, ecc.) all’associazione Joni and Friends Italia e vecchi cellulari e tablet (purchè ancora funzionanti) alla cooperativa sociale W.A.Y.S. onlus. Gli oggetti consegnati ai soggetti no profit saranno riutilizzati per varie attività sociali, pertanto chi partecipa a questa speciale raccolta parallela contribuirà anche alla campagna di prevenzione dei rifiuti.

In tutti i siti, ovviamente, il personale AMA sarà come sempre a disposizione per il conferimento dei tradizionali rifiuti ingombranti (mobili, sedie, letti, divani, scaffalature, materassi, ecc.), delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (i cosiddetti RAEE: computer, televisori, stampanti, telefonini, frigoriferi, lavatrici, condizionatori, ecc.) e dei materiali particolari (pile, oli esausti, contenitori con residui di vernici e solventi). I rifiuti raccolti nel corso della mattinata verranno differenziati secondo la categoria merceologica (legno, ferro, plastica, altri metalli, RAEE, ecc.) e avviati alle rispettive filiere di recupero.

Nelle postazioni di raccolta, anche con il supporto della Polizia Locale di Roma Capitale, saranno adottale le necessarie misure di sicurezza a tutela di utenti e lavoratori attraverso accessi scaglionati che consentiranno di regolare il flusso di veicoli e persone. Ama per questo invita i cittadini a recarsi sul posto entro le ore 12 e ricorda che il conferimento dei materiali nei cassoni dedicati dovrà essere effettuato dai cittadini, muniti di mascherina, mantenendo le distanze minime di sicurezza.

Tutte le informazioni sulla campagna di raccolta, sui siti coinvolti e le postazioni allestite dai volontari delle varie associazioni che partecipano all’iniziativa si trovano sul sito di AMA www.amaroma.it .

fonte: https://www.ecodallecitta.it


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Roma: firmati 6 protocolli d’intesa tra Ama e terzo settore per iniziative di riuso dei beni e riduzione dei rifiuti



L’Azienda e il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale hanno firmato sei protocolli d’intesa della durata di 12 mesi con le organizzazioni iscritte all’albo istituito da AMA per gli enti del terzo settore che promuovono nella città di Roma progetti e iniziative con questi obiettivi





AMA, associazioni, cooperative sociali e organizzazioni di volontariato insieme per recuperare e riusare beni ed oggetti dismessi riducendo i rifiuti. L’Azienda e il Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale hanno firmato sei protocolli d’intesa della durata di 12 mesi con le organizzazioni iscritte all’albo istituito da AMA per gli enti del terzo settore che promuovono nella città di Roma progetti e iniziative con questi obiettivi. L’idea di fondo è creare una sorta di “centro del riuso” creativo e virtuale, composto da una serie di azioni su base gratuita e volontaria, per la prevenzione dei rifiuti.

Lo comunica AMA S.p.A. in una nota.

La decisione di supportare attività anche a carattere sociale in tema di prevenzione e riduzione dei rifiuti realizzate dagli enti del terzo settore si basa su quanto stabilito dalla Direttiva Europea sui rifiuti numero 98 del 2008 e dal Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti adottato dal Ministero dell’Ambiente nel 2013. In qualità di ente gestore del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani nella città di Roma e soggetto «pubblico», AMA ha stabilito dei criteri imparziali di selezione e agito con trasparenza mediante un avviso pubblicato sul proprio sito internet.

Le sei realtà associative senza scopo di lucro operanti sul territorio cittadino con cui AMA ha sottoscritto i protocolli sono: Libra, che sostiene, crea e coordina iniziative volte al benessere senza spreco tra cultura e stile di vita; i Ciclonauti, che recuperano e riparano le biciclette usate; la cooperativa sociale W.A.Y.S., che favorisce il collocamento delle persone diversamente abili nel mondo produttivo recuperando tappi di plastica, ricondizionando cellulari e personal computer; Joni&Friends, cheraccoglie e ricondiziona gli ausili dismessi per disabili (sedie a rotelle, ecc.) da donare ai più bisognosi; le associazioni culturali Nuova Acropoli Italia e Book-Cycle: la prima promuove lo scambio gratuito nel corso di eventi e attraverso le postazioni di book-crossing allestite sul territorio, la seconda si occupa di recupero, riutilizzo e ridistribuzione dei volumi raccolti in Italia e all’estero attraverso la collaborazione gratuita con altre associazioni.

“La firma dei protocolli d’intesa con le realtà del Terzo Settore iscritte all’albo aziendale – dichiara l’amministratore unico Stefano Zaghis – consentirà di avviare iniziative originali per il riutilizzo di oggetti usati, evitando che molti di essi divengano scarti e quindi rifiuti. È la conferma della volontà di AMA di stringere in maniera continuativa una forte collaborazione con il mondo dell’associazionismo e del volontariato ambientale per creare una rete tra cittadini e operatori del comparto con l’ulteriore obiettivo di sensibilizzare tutti a prestare maggiore attenzione ai temi dell’ambiente urbano e della prevenzione dei rifiuti”.

fonte: www.ecodallecitta.it


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Rifiuti di Roma, Raggi annuncia: ‘La Giunta ha approvato il nuovo contratto di servizio di Ama’

“Sono molte le novità che rivoluzionano la raccolta della spazzatura in città. Tra queste, prima di tutto, il rafforzamento delle penali per le carenze nei servizi al cittadino: andranno ad incidere sulla parte variabile del salario del management e della dirigenza”
















“La Giunta di Roma Capitale ha approvato il nuovo contratto di servizio di Ama, la società di gestione dei rifiuti di Roma”. Così la sindaca di Roma, Virginia Raggi, in un post pubblicato sul proprio profilo facebook spiegando che si tratta di “un documento tecnico” i cui effetti “si ripercuotono sulla vita di tutti i cittadini”.
“Sono molte le novità che rivoluzionano la raccolta della spazzatura in città” ha scritto Raggi, in particolare “tra queste, prima di tutto, il rafforzamento delle penali per le carenze nei servizi al cittadino: andranno ad incidere sulla parte variabile del salario del management e della dirigenza” quindi “se la città è sporca il management dell’Ama ne paga le conseguenze in busta paga”.
Il post della sindaca prosegue con i punti salienti del nuovo accordo:
Pulizia e spazzamento prima di ogni cosa
Il nuovo contratto imprime un cambio di rotta: pone al centro dell’attenzione dell’azienda municipalizzata i servizi di pulizia, di spazzamento e la rimozione dei rifiuti dalle strade. Un esempio: in caso di presenza di amianto tra i rifiuti, le nuove regole impongono l’avvio della procedura di rimozione entro 48 ore. Date e luoghi di spazzamento, inoltre, saranno pubblicati di volta in volta, sul sito di Ama, in modo che i cittadini possano controllare. Proprio per garantire risultati migliori ed una costanza nell’erogazione del servizio, è stata approvata la creazione di una contabilità separata per i servizi cosiddetti extra-Tari (servizi straordinari) ed una valutazione preventiva da parte di Roma Capitale, in merito alla compatibilità con il servizio ordinario che - come spiegano gli uffici - deve avere la massima priorità. Le attività di taglio dell'erba sulle strade, ad esempio, non saranno più affidate ad Ama, che non riesce a svolgerlo con la dovuta attenzione. Ama così si dedicherà solo alla raccolta e gestione rifiuti. Mentre il diserbo rientrerà nel perimetro dell'attività diretta dell'Amministrazione che avvierà quanto prima bandi specifici.
Danni e criticità: obbligo di segnalazione
Esistono poi alcuni obblighi essenziali a cui la ditta dovrà sottostare. Prima di tutto quello di progettare e sottoporre al Dipartimento Tutela Ambientale di Roma Capitale nuove modalità e strategie di espletamento dei servizi, finalizzate al superamento di eventuali criticità e ad una maggiore efficacia in termini di qualità erogata. Ama è poi obbligata a segnalare tempestivamente al Dipartimento e ai Municipi competenti gli eventuali disservizi e/o danni alle strutture fisiche funzionali all'espletamento dei servizi disciplinate dal Contratto, che possano inficiare il regolare svolgimento delle attività, nonché predisporre, su richiesta del Dipartimento Tutela Ambientale, relazioni tecniche dettagliate sulle problematiche sorte durante il servizio.
Lotta all’inquinamento ambientale
Oltre a questa maggiore sinergia con gli uffici di Roma Capitale, il tema del contrasto ad ogni forma di inquinamento ambientale è prioritario all’interno del documento aziendale. Il socio unico si impegna infatti a mettere in campo ogni azione utile alla lotta all'abbandono dei rifiuti anche attraverso l’utilizzo di sistemi di video sorveglianza. Ama, da parte sua, deve ripensare ad una gestione delle attività lavorative che evitino qualsiasi forma di inquinamento del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee, nonché a minimizzare le emissioni di polveri, gas, vapori e sostanze odorigene in atmosfera, individuando le tecniche più idonee volte alla mitigazione dell’impatto e tenendo conto del Piano di zonizzazione acustica di Roma Capitale. Ma non solo. Si dovrà inoltre organizzare la raccolta e la valorizzazione dei rifiuti in modo da massimizzare la qualità e le quote di raccolta differenziata effettivamente avviate a riciclo o al recupero, nonché i ricavi derivanti dalla valorizzazione delle stesse. Particolare attenzione sarà riposta al ritiro degli arredi scolastici e dei cosiddetti Raee, i rifiuti tecnologici come elettrodomestici e computer che, come abbiamo visto in questi anni, sono la principale fonte dei roghi tossici.
Controlli e più contatto con i Municipi
Per un servizio più controllato, vera priorità di questa Amministrazione, è stata studiata una modalità di liquidazione delle fatture ad AMA SpA, da parte della Struttura dell’Amministrazione richiedente i servizi, solo a seguito di una relazione dettagliata ex post del servizio reso e dell’esito dei controlli effettuati dalla stessa struttura. Viene poi introdotta nella reportistica aziendale una rendicontazione annuale dell’importo dei contributi riconosciuti e della classe di qualità dei lotti dei materiali ritirati da consorzi o da impianti terzi, differenziata per tipologia di materiale. I report e le analisi della Commissione tecnica di controllo saranno poi inviati anche ai Municipi. Un maggiore contatto con i Municipi, inoltre, è garantito da un aggiornamento dell’elenco delle strade dove viene effettuato lo spazzamento.
Il tagliando annuale
Infine Roma Capitale procederà, almeno annualmente, ad una verifica delle disposizioni di cui al presente contratto e, in caso di variazioni significative del contesto di applicazione o di necessità di aggiornamento o ottimizzazione delle procedure indicate, propone modifiche e aggiornamenti del contratto, motivandole adeguatamente sotto il profilo tecnico e amministrativo. Queste proposte saranno esaminate in contraddittorio con Ama. Proprio per innalzare i livelli di valutazione dei servizi, sono state recepite le osservazioni dell’Agenzia della qualità dei servizi con la quale c’è stata proficua collaborazione e delle associazioni dei consumatori, sentite nel tavolo istituito dall’Assessorato al Commercio.
Ringrazio i nuovi vertici AMA nella persona di Massimo Bagatti, la Direzione Rifiuti del Comune di Roma, la dott.ssa Laura D'Aprile, il dott. Salvatore Romeo che in questi anni ha contribuito a definire i parametri per il nuovo contratto, tutti i dipendenti di Ama che sono impegnati sul campo ogni giorno e tutti i cittadini che con le loro segnalazioni (spesso anche giustamente) ci hanno indicato gli obiettivi da raggiungere. Il nuovo contratto è la base dalla quale ripartiamo per migliorare un servizio essenziale per Roma e i suoi cittadini.

Rifiuti, i Tmb di Colari in manutenzione: si rischia l'emergenza. Gli impianti ci sono, manca la discarica

Le risposte degli operatori che gestiscono gli impianti del Lazio parlano chiaro: più rifiuti da Roma se aumentano disponibilità del termovalorizzatore di Acea e della discarica di Colle Fagiolara
















L'emergenza rifiuti bussa di nuovo alla porta. Da fine maggio i due impianti di Trattamento meccanico biologico (Tmb) di Malagrotta, di proprietà del Colari ma gestiti dal commissario Pier Luigi Palumbo a seguito di un'interdittiva antimafia, accoglieranno 500 tonnellate di immondizia in meno al giorno. Manutenzioni straordinarie necessarie alle strutture ne ridurranno la capacità di smaltimento fino a settembre. Alternative? E' il solito macro problema: Roma non è autonoma nella gestione del ciclo. E al primo intoppo, deve appoggiarsi a impianti terzi. 

Dove portare i rifiuti di Roma

La regione Lazio ha scritto una lettera a fine aprile per verificare le disponibilità al trattamento da parte di impianti analoghi presenti nel Lazio. Parliamo però, lo ricordiamo, di Tmb per la lavorazione di rifiuti indifferenziati e produzione di frazione secca e scarti organici, che poi devono trovare uno sbocco finale in discarica. Qui sta l'empasse. Rida Ambiente, gestore dell'impianto di Aprilia, Saf srl, del Tmb di Frosinone, e Porcarelli srl del tritovagliatore di Rocca Cencia, potrebbero accogliere tra le 100 e le 150 tonnellate al giorno in più. Ma il condizionale è d'obbligo, come evidente dalle risposte arrivate dalle singole società, che RomaToday ha potuto visionare. Tutto dipende da quanti rifiuti trattati si potranno poi trasferire, per l'ultima fase di smaltimento, nella discarica di Colle Fagiolara gestita da Lazio Ambiente e nel termovalorizzatore di Acea a San Vittore nel Lazio. Che ancora non hanno risposto su eventuali disponibilità. 

Allarme Rocca Cencia: "Vasche piene"

Intanto si stringono i denti per le 200 tonnellate che già gli impianti di Malagrotta, da Pasqua, non prendono più. Sono destinati alle vasche del Tmb Ama di Rocca Cencia (rientrato in funzione dopo l'incendio di marzocarico al massimo. "L'amministrazione aveva garantito un'attenzione particolare all'impianto per scongiurare il rischio incendi" attacca Natale Di Cola, segretario regionale Fp Cgil. "In generale il quadro è critico, senza soluzioni si rischia l'ennesima emergenza". Il tutto si aggiunge alle criticità ordinarie più volte denunciate dagli stessi lavoratori di Ama: l'assenza di mezzi e personale, con circa 25-30 autisti al giorno che restano fermi. Da qui i giri che saltano e i cassonetti strapieni. 

Ama senza vertici e "Campidoglio immobile"

Senza dimenticare le difficoltà di Ama, ancora senza bilancio 2017 (appeso alla partita dei 18 milioni di crediti che il Campidoglio non vuole riconoscere alla partecipata) e senza Consiglio di amministrazione dall'addio dell'ex ad Lorenzo Bagnacani. "La Regione ha sempre garantito collaborazione e sostegno al Comune di Roma per superare le ripetute emergenze sui rifiuti, ma dal Campidoglio solo immobilismo" attacca l'assessore all'Ambiente della giunta Zingaretti, Massimiliano Valeriani. "Silenzio dell'Amministrazione Raggi sul Tmb Salario e su nuovi impianti di trattamento e smaltimento. Nessun assessore all'Ambiente, nessun vertice Ama, nessuna seria strategia per la corretta gestione dei rifiuti di Roma".


Già, l'azienda di via Capitan Bavastro si tiene in piedi a stento, tra conti da approvare e vertici da nominare. Ma intanto i cambi promessi nella macrostruttura dall'amministratore ad interim Massimo Bagatti, non senza malumori che serpeggiano tra gli uffici, sono quasi realtà: Marcello Bronzetti, dirigente di lungo, lunghissimo, corso, al capo del Personale e l'ingegner Emanuele Lategano, vicino all'ex assessora Paola Muraro, allontanato dall'allora presidente Stefano Bina, pronto a guidare la sezione impianti. 

fonte: https://www.romatoday.it

Rifiuti di Roma, approvate le linee guida del piano industriale Ama: previsti 13 nuovi impianti

L'azienda prevede 3 impianti per il trattamento degli scarti organici, 3 per il trattamento di plastica e metalli, 2 fabbriche dei materiali in sostituzione dei TMB, 4 per materiali specifici (RAEE, terre di spazzamento, materassi, pannolini) e 1 per la vetrificazione degli scarti di trattamento


















E’ l’autosufficienza impiantistica dell’azienda pubblica e di Roma Capitale, come fattore centrale per il miglioramento dei servizi e la creazione di valore a beneficio dei cittadini, il principale cardine del nuovo Piano Industriale di Ama le cui Linee Guida sono state approvate oggi dal Cda dell’Azienda, che lo annuncia in una nota. "Per 'servire meglio Roma' Ama ripensa a 360 gradi la sua missione - si legge - puntando a posizionarsi come operatore industriale di riferimento nazionale per l’Economia Circolare: da mero 'raccoglitore di rifiuti' a produttore di materie prime seconde”.
"Il primo obiettivo è quello di portare la qualità dei servizi di igiene urbana al livello delle più virtuose capitali europee, non solo con una decisa accelerazione della raccolta differenziata domiciliare, la radicale rimodulazione della raccolta stradale e il potenziamento dei centri di raccolta per i rifiuti ingombranti e 'particolari' - prosegue la nota - ma anche con una profonda riorganizzazione aziendale. Infatti per rispondere alle esigenze dei territori sui servizi di pulizia e spazzamento stradale, il piano industriale include le 'Ama di Municipio': un nuovo assetto organizzativo articolato in specifiche strutture di 'area', con ruolo di interfaccia nella gestione tra azienda, Municipi e utenti".
Punto fondamentale del piano è l’assetto impiantistico che mira all'autosufficienza: "Già prima dell’incendio del TMB Salario gli impianti aziendali coprivano meno del 25% del fabbisogno di trattamento dei rifiuti raccolti nella città di Roma. Il nuovo piano industriale punta ad abbattere la dipendenza da terzi dell’azienda capitolina prevedendo asset fondamentali per il miglioramento dei servizi erogati e la creazione di valore economico con la realizzazione di 13 nuovi impianti: impianti per il trattamento degli scarti organici, 3 per il trattamento di plastica e metalli, 2 fabbriche dei materiali in sostituzione dei TMB, 4 per materiali specifici (RAEE, terre di spazzamento,  materassi, pannolini) e 1 per la vetrificazione degli scarti di trattamento. Complessivamente questo nuovo sistema impiantistico dovrà poter trattare annualmente 880mila tonnellate"
"Attraverso la raccolta differenziata, inoltre, entro i prossimi cinque anni si punta ad intercettare quasi 500mila tonnellate in più di materiali da avviare a riciclo. Nel processo, oltre al “porta a porta”, verrà innestato il programma per circa 1000 “domus ecologiche” (aree ad accesso riservato e controllato al servizio di utenze condominiali o piccoli nuclei abitativi) e la riorganizzazione della raccolta di prossimità su strada, anche attraverso l’introduzione di soluzioni tecnologiche per l’applicazione futura della tariffa puntuale".
“L’autosufficienza impiantistica – afferma il presidente di Ama Lorenzo Bagnacani - è un fattore strategico per l’azienda pubblica e rappresenterà la vera rivoluzione per Roma Capitale. Le leve del ciclo integrato dei rifiuti e una logistica radicalmente mutata costituiranno le basi per il miglioramento dei servizi e per la creazione di valore a beneficio della cittadinanza”.

Rifiuti di Roma, Montanari: 'Avanti senza discarica, ad ottobre si sblocca la nuova impiantistica'

L'assessora all'Ambiente di Roma: "Continuiamo a lavorare per le fabbriche dei materiali quale soluzione per raggiungere gli obiettivi al 2021: estensione del porta a porta in tutti i municipi, il 70% di differenziata e la diminuzione della la spazzatura complessiva di Roma di 200mila tonnellate"






Nella difficile situazione che Roma sta vivendo sul fronte dei rifiuti, l'amministrazione Raggi decide di andare avanti per la sua strada e proseguire con la strategia Rifiuti Zero, rinunciando a qualsiasi ipotesi di nuova discarica – neppure una momentanea discarica di servizio come auspicato dalla Regione Lazio – e puntando sulla massimizzazione della raccolta differenziata attraverso la diffusione del porta a porta e sulla nuova impiantistica, che a breve dovrebbe ricevere il via libera. Abbiamo raggiunto per telefono l'assessora all'Ambiente Pinuccia Montanari.

Assessora conferma che l'ipotesi di una discarica è esclusa?
Per la discarica a Roma non ci sono siti disponibili. E poi la città ha già dato su questo fronte, per cui continuiamo a lavorare per le fabbriche dei materiali quale soluzione per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissi al 2021, che sono l'estensione del nuovo modello di raccolta porta a porta in tutti i municipi, il 70% di differenziata e la diminuzione della la spazzatura complessiva di Roma di 200mila tonnellate.

Un impianto di recupero di materia dal rifiuto residuo (RUR), detto volgarmente Fabbrica dei Materiali, costituisce il mezzo migliore per evitare di ricorrere a discariche, gassificatori e inceneritori. Come ci spiegava qualche anno fa Enzo Favoino proprio a proposito di Roma e del Lazio, questo impianto è costituito da due sezioni parallele di trattamento: in una viene lavorata la frazione residua (sottovaglio) che contiene ancora componenti fermentescibili. Questa viene resa “inerte” attraverso un processo di “stabilizzazione” (del tutto analogo al compostaggio) in modo da minimizzarne gli impatti relativi alla collocazione a discarica. Nell’altra sezione (che tratta il sopravvallo) viene fatto invece il recupero dei materiali, attraverso una combinazione di varie separazioni sequenziali (ad esempio separatori balistici, magnetici, lettori ottici) analogamente a quanto avviene nelle piattaforme di selezione dei materiali da raccolta differenziata.

A proposito delle fabbriche dei materiali, lei ha detto che per i primi impianti state per depositare gli atti in giunta. Che tempi ci sono?
Guardi si tratta del piano industriale di Ama che è pronto ed è già stato discusso con la commissione ambiente. Lo presenteremo prima alla sindaca e poi alla maggiornza e poi si potrà partire. Io credo che ottobre al'incirca sarà il mese decisivo.

Da quali impianti si partirà?
In sostanza faremo così. Abbiamo i due impianti per l'organico che sono già stati depositati in Regione e sono in attesa di VIA. Contemporanemante Ama sta lavorando al piano industriale suddetto che partirà dall'intercettazione di frazioni importanti come ingombranti, materassi, raee e altri, che possono creare un mercato interessante. Stiamo cercando di dedicarci a tutte le filiere.

Per quanto riguarda i due impianti di tmb, Salario e Rocca Cencia, quale sarà il loro futuro?
Sempre secondo il piano Ama l'obiettivo è quello di renderli più efficienti e trasformarne almeno uno dei due in fabbrica di materiali e sarà Rocca Cencia quasi sicuramente, mentre per il Salario è prevista la chiusura delle attività nel 2019. Ma anche a questo proposito io ribadisco che il nostro obiettivo fondmentale è quello del 2021. Gli obiettivi intermedi sono più obiettivi da cronoprogramma, quello su cui dobbiamo misurarci è l'obiettivo ultimo e fino ad ora devo dire che Ama è in linea con la tabella di marcia.

A proposito del decentramento dell'azienda, può spiegare meglio in cosa consisterà?
Si tratta proprio di un nuovo modello gestionale, che è stato già testato, e che consiste nel collocare una struttura di Ama in ogni municipio, che effettuerà tutte le attività di gestione della raccolta rifiuti e dello spazzamento stradale relative a quel territorio in maniera più controllata. Questo consentirà anche ai lavoratori di svolgere le proprie mansioni facendo riferimento unicamente alla struttura del loro municipio.


fonte: www.ecodallecitta.it

Rifiuti di Roma, Montanari: 'Dal 2019 tutti i Municipi avranno la propria Ama'

Lo annuncia l'assessora all'Ambiente del Comune di Roma, Pinuccia Montanari, in un'intervista al Corriere della Sera, in cui conferma che l'amministrazione sta lavorando con Ama per realizzare quel decentramento nella gestione rifiuti che riconosce il Municipio quale ambito territoriale di riferimento
















“Dal 2019 tutti i quindici Municipi avranno un dirigente di riferimento che gestirà la raccolta rifiuti e le segnalazioni dei cittadini. Entro la fine dell’anno avremo le prime tre Ama di Municipio”. Lo annuncia l'assessora all'Ambiente del Comune di Roma, Pinuccia Montanari, in un'intervista al Corriere della Sera, in cui conferma che l'amministrazione sta lavorando con Ama per realizzare quel decentramento nella gestione rifiuti che riconosce il Municipio quale ambito territoriale di riferimento. “I responsabili di Municipio saranno prevalentemente scelti tra le risorse interne di Ama” dice l'assessora, che sulla faccenda non aggiunge altro.

Ribadisce invece che il lavoro sui nuovi impianti preosegue, anche se com'è il percorso soffre ritardi e rallentamenti dovuti al costante rimpallo di responsabilità con la Regione Lazio: “Oltre ai due di compostaggio per i quali attendiamo in via libera della Regione – dice Montanari -, stiamo lavorando per sviluppare fabbriche di materiali e impianti di riciclo, ad esempio per materassi e pannolini”.

A questo proposito l'assessora conferma che l'impianto di trattamento meccanico biologico del Salario sarà chiuso nel 2019 e non prima come speravano i residenti e il presidente del III Municipio, Giovanni Caudo, che ieri ha visitato la struttura: “Il Tmb Salario per quello che fa è incompatibile con l’area urbana che gli sta attorno – ha detto Caudo - Bisogna accelerare la dismissione anche se, purtroppo, nel 2019, secondo quello che prescrive il piano industriale, non sarà affatto possibile perché la sua chiusura è collegata al raggiungimento del 70% di differenziata. Oggi siamo al 43% e salvo miracoli non credo ci si riuscirà. Questa è responsabilità dell’amministrazione Raggi e dell’Ama, per aver avallato un piano industriale che non regge”.

“Bisogna avere spirito di collaborazione da parte di tutti e raggiungere l’obiettivo ‘no puzza’ subito perché sulla salute pubblica non si discute – ha ribadito Caudo – Questo vuol dire che servono interventi immediati di contenimento delle esalazioni, ovvero non stressare più gli impianti e evitare lo scambio di calore termico interno-esterno. Oggi invece c’è un collegamento diretto tra la fossa dove vengono scaricati i materiali e l’esterno”. E ha ammonito: “Se gli obiettivi che ci siamo dati non saranno raggiunti, il III Municipio, con i cittadini, si convocherà qui davanti fino a quando non riusciremo ad ottenere i risultati di rispetto della salute pubblica”.

fonte: www.ecodallecitta.it

Rifiuti: la strada sotto casa è sporca, Tari dimezzata















La Commissione tributaria provinciale (Cpt) di Roma ha dato ragione a un contribuente che chiedeva il dimezzamento della Tassa Rifiuti (Tari) perché lo smaltimento dei rifiuti davanti la sua abitazione era “del tutto inidoneo e irregolare”. Così il ricorso presentato è stato accolto ed è stato stabilito che ora il cittadino dovrà versare solo la metà dell’importo dovuto all’Ama, l’azienda municipalizzata.

La vicenda era nata nel 2012, quando il contribuente romano stanco di vedere la strada sotto casa piena di spazzatura ha segnalato la situazione più volte, con fotografie, telefonate e lettere di diffida. Chiarisce di aver subito “un grave disservizio sia per la mancata raccolta dell’immondizia” sia “per la posizione con cui erano stati collocati i cassonetti nelle immediate vicinanze della propria abitazione e in dettaglio davanti alla propria finestra, creando un’inevitabile situazione di carenza igienico-ambientale”.

Dato che nei cinque anni successivi non aveva riscontrato un miglioramento della situazione, ha deciso di presentare un ricorso alla Commissione tributaria per la Tari, chiedendo appunto che la tariffa gli venisse dimezzata. Avendo provato l’irregolarità del servizio, con la sentenza 6269/41/2018 la Commissione tributaria gli ha dato ragione anche se l’Ama non si è costituita in giudizio.

fonte: http://www.greenstyle.it


Tecnologia trentina per il porta a porta e la tariffa puntuale a Roma

Grazie a sistemi d’identificazione Rfid di Altares, azienda del gruppo trentino Sartori Ambiente, sarà possibile tracciare in tempo reale il numero di conferimenti delle varie tipologie di materiali per ciascuna utenza



















Roma sceglie un’azienda trentina per la nuova raccolta differenziata porta a porta. L’iniziativa realizzata da Ama, Conai e Roma Capitale, vede il contributo del Gruppo Sartori Ambiente, azienda nata nel 1996 con sede ad Arco (TN) che sviluppa prodotti e soluzioni tecnologiche per l’ambiente.

“La nostra azienda è da sempre focalizzato nella realizzazione di prodotti per la raccolta differenziata pratici per l’utente e funzionali all’interno del sistema di raccolta - ha dichiarato Luca Torresan, direttore commerciale del Gruppo Sartori Ambiente –“Collaboriamo da anni con le amministrazioni per sviluppare sistemi innovativi su misura e facciamo della sostenibilità il nostro punto di forza”.

I kit per la raccolta differenziata sono composti da 4 contenitori impilabili con coperchi di colore diverso secondo la normativa europea: giallo per plastica e metallo, blu per carta e cartoncino, grigio per i materiali non riciclabili e marrone per l’organico. I contenitori tecnologici saranno dotati di microchip per tracciarne lo svuotamento effettivo e la tipologia. Grazie ad un codice, infatti, ogni bidone sarà associato all’utenza e così si potrà verificare il reale utilizzo da parte delle singole famiglie.

“Roma è una delle città europee con la maggiore produzione di rifiuti: circa 2 milioni di tonnellate l’anno, di cui oltre il 30% dei rifiuti prodotti quotidianamente da ogni famiglia è costituito da scarti alimentari e vegetali” - ha commentato Torresan - “È per noi motivo di grande soddisfazione contribuire alla buona riuscita di un progetto ambizioso come quello della città di Roma, dove forniremo il nostro kit a oltre 49.000 famiglie romane, ovvero circa 200.000 contenitori. Grazie a sistemi d’identificazione Rfid di Altares, azienda anch’essa del Gruppo Sartori, è possibile tracciare in tempo reale il numero di conferimenti delle varie tipologie di materiali per ciascuna utenza. Queste soluzioni nascono dal bisogno di creare strumenti completi e semplici da utilizzare che consentano di ottimizzare il servizio di raccolta. La raccolta differenziata, la riduzione dei rifiuti ed il riciclo è il modello su cui Sartori Ambiente ha costruito il suo sviluppo sia in Italia che in campo internazionale” conclude Torresan.

fonte: www.ecodallecitta.it

Rifiuti, impianti di compostaggio a Cesano e Casal Selce: ecco i progetti di Ama

Ama assicura che i progetti dei due impianti di compostaggio sono compatibili con il territorio che li ospiterà. I siti previsti a Cesano e Casal Selce tratteranno la frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata. Lo smaltimento dei rifiuti avverrà in presenza d’aria e produrrà compost per l’agricoltura e i vivai. I comitati di quartiere: “Chiediamo un incontro con l’assessore Montanari. Se l’impianto si fa, vogliamo garanzie”.






















“Le analisi per lo Studio di Impatto Ambientale hanno preso in considerazione tutti i possibili effetti della presenza dell’impianto e hanno portato a concludere per una sostanziale compatibilità con i territorio coinvolto". Ama ha spiegato il perché della scelta di Cesano e Casal Selce come aree idonee a ospitare due impianti di compostaggio per il trattamento dei rifiuti organici. E aggiunge: "La localizzazione appare coerente con i criteri proposti dal Piano Regionale dei Rifiuti del Lazio”. I progetti sono stati consegnati dalla società capitolina in Regione a inizio marzo, con la richiesta di approvazione della valutazione di impatto ambientale. I due siti, rispettivamente al servizio dei quadranti Nord e Ovest della Capitale, saranno in grado di trattare complessivamente fino a 100 mila tonnellate annue di scarti alimentari e organici (50 mila ciascuno), a cui si aggiungono 20 mila tonnellate di “scarti verdi” derivanti dalle attività di sfalcio e potatura (10 mila ciascuno). Il risultato sarà, promette l'azienda un "compost di qualità". "Grazie a questi due nuovi centri di compostaggio – scrive la municipalizzata – sarà possibile trasformare a ‘chilometri zero' gli scarti alimentari e organici provenienti dalla raccolta differenziata dei quadranti limitrofi, per complessivi 900 mila cittadini serviti, in accordo con quanto previsto dal Piano per la Riduzione e la Gestione dei materiali post-consumo di Roma Capitale e dal Piano Industriale Ama 2017-2021”.

Rifiuti: dove sorgeranno i nuovi impianti Ama

in foto: Il progetto dell’impianto di compostaggio a Cesano

















Studio del suolo, impatto sul territorio circostante e precauzioni. Sono i punti trattati all’interno della documentazione ora al vaglio degli uffici competenti: centinaia di pagine di relazioni tecniche dettagliate e tavole illustrative. Nel XV municipio, il progetto si estende su una superficie totale di 70mila metri quadri e individua l'area scelta in via della Stazione di Cesano. "Dall’ingresso sarà possibile accedere alle attrezzature di supporto alla raccolta differenziata e al riutilizzo dei materiali, isola ecologica e centro di riuso creativo, oppure procedere verso la zona a parco che ospita gli orti". L’impianto di compostaggio, anche esso visitabile, è previsto nella zona più distante dalla strada di accesso. A Casal Selce, l’area del progetto ricade nel territorio del municipio XIII, situata tra le frazioni di Castel di Guido, Casalotti e Massimina. Il sito dovrebbe sorgere nel territorio che si trova prima di arrivare sulla via Aurelia, dopo la Cava.

Impianti di compostaggio: come funzionano
“Il compostaggio è un processo attraverso il quale la sostanza biodegradabile viene degradata ad opera di microrganismi (batteri, lieviti, muffe) in presenza di ossigeno” si legge nei due progetti di Ama. La parte organica della raccolta differenziata diventa compost da utilizzare in agricoltura. "I due impianti funzioneranno 365 giorni all’anno, la consegna del materiale, invece, avverrà solo sei giorni a settimana. In ognuno dei due impianti è previsto che entreranno e usciranno quotidianamente 24 mezzi al giorno". A  Cesano l’impianto sarà in grado di trattare i rifiuti organici prodotti annualmente da circa 450mila abitanti, considerando come bacino d’utenza i municipi XIV, XV e parte del III, mentre i municipi che conferiranno a Casal Selce saranno il XIII, il XII e parte del XIV.

Rifiuti: cittadini sul piede di guerra
In risposta agli interrogativi dei cittadini sabato scorso si è costituito il Comitato di quartiere di Cesano. “Siamo pronti a percorrere tutte le strade possibili per opporci con buon senso alla costruzione dell’impianto. Tuttavia cerchiamo garanzie per il territorio: qualora il progetto venisse approvato vorremmo fare controlli senza preavviso con i nostri tecnici per assicurarci che funzioni correttamente. Chiediamo un incontro con l’assessore Montanari”. Comitato che si unisce alla mobilitazione di Osteria Nuova già attiva da diversi mesi con assemblee cittadine e una raccolta firme e al Comitato Narno (Nuove alleanze Roma Nord Ovest) del XIII e del XIV municipio.

Impatto sul territorio
Un sito quello di Cesano, spiega il comitato di Osteria Nuova, che nascerebbe in una zona “già altamente compromessa da onde radio e scorie nucleari dell’Enea Casaccia”. L’impianto di compostaggio, secondo quanto dichiarato dai residenti, costituirebbe dunque un ulteriore peggioramento della qualità della vita per chi abita in questa periferia. “Nei pressi dell’area a ridosso della quale dovrebbe essere costruito l’impianto passa l’acquedotto di approvvigionamento idrico, un acquedotto antico augusteo, il depuratore Cobis che serve i comuni del Lago di Bracciano e l’acquedotto che rifornisce Roma” conclude il comitato. Nonostante la vicina zona protetta di Bracciano e Martignano sia molto ricca di habitat e associazioni vegetali importanti e rare, Ama assicura che “nell’area d’interesse non si segnalano formazioni o specie floristiche di valore – e che – non si prevedono impatti significativi su fauna, flora ed ecosistemi”. Dal punto di vista idrogeologico l’impianto non determinerà impatti significativi e riguardo la presenza del patrimonio storico – architettonico archeologico e agroalimentare “non si evidenziano interferenze dirette e rilevanti”.  A Casal Selce nei pressi dell'area destinata all'impianto si trova la tenuta di Castel di Guido, parte della Riserva Statale del Litorale Romano e la Macchia Grande di Ponte Galeria. Ama scrive “L’area oggetto dell’intervento è situata a una distanza significativa dalla zona protetta e non presenta habitat di particolare interesse faunistico". Nell’area direttamente coinvolta nella realizzazione del progetto non sarebbero presenti beni culturali sottoposti a vincolo o d’interesse. “Sono presenti i resti di una struttura romana l’architettura di via Casal Selce  e i resti dell’edificio romano che si trovano sufficientemente distanti dal sito individuato per la realizzazione dell’impianto e si possono quindi escludere ricadute dirette”.


fonte: http://roma.fanpage.it/

Roma: nuova differenziata per 500 mila,via cassonetti

Raccolta rifiuti in 2 municipi, sarà poi estesa a tutta la città





















Parte il piano di "rivoluzione" della raccolta differenziata lanciata dal Campidoglio per i primi 500 mila romani. Nei municipi di Ostia e Tor Bella Monaca, arriverà un nuovo modello di raccolta 'tecnologica' con l'eliminazione progressiva dei cassonetti tradizionali dalle strade. "Questi municipi hanno più abitanti di una media città italiana. E' una bella sfida", dice Virginia Raggi. "Il sistema man mano verrà esteso in tutta Roma", promette Ama.

Conclusa la mappatura delle utenze, il nuovo modello "tecnologico" è prossimo all'avvio per i cittadini dei municipi VI e X, ovvero Tor Bella Monaca e Ostia. Da metà aprile inizierà la consegna dei kit per l'avvio del nuovo servizio nelle aree in cui è previsto il porta a porta. Ad illustrare i dettagli del nuovo modello il presidente Ama Lorenzo Bagnacani: "un unico modello che si concretizzerà in tre tipologie di raccolta, il sistema principale è quello domiciliare ovvero il 'porta a porta', poi ci saranno le domus ecologiche a livello condominiale, casette con accesso controllato e identificazione degli utenti e, nei casi più estremi, andremo ad applicare cassonetti intelligenti. I cassonetti tradizionali man mano spariranno tutti. Lo stesso sistema è in fase di progettazione esecutiva a San Lorenzo mentre a Trastevere è in corso la mappatura delle utenze".

Il modello prevede la tracciabilità del conferimento delle varie tipologie di materiali propedeutica alla futura introduzione della tariffazione puntuale. "Prosegue il nostro impegno per avviare Roma verso un’economia circolare e a Rifiuti Zero, lo facciamo unendo più forze, mettendo insieme le competenze e ponendo al centro delle nostre politiche i cittadini”, ha dichiarato la sindaca di Roma Virginia Raggi.

“A solo un anno dall’approvazione del Piano per la riduzione e la gestione dei materiali post-consumo si stanno già vedendo importanti risultati. Abbiamo ridotto i rifiuti indifferenziati, stiamo applicando il nuovo modello di raccolta e abbiamo avviato l’iter autorizzativo in Regione Lazio per due nuovi impianti di compostaggio aerobico. Stiamo dando a Roma soluzioni strutturali nella gestione dei materiali post consumo. Quello che proponiamo è un totale cambio di rotta. I nostri traguardi sono delineati: ridurre i rifiuti, aumentare la raccolta differenziata al 70% e sviluppare un’impiantistica sostenibile”, afferma l’Assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale Pinuccia Montanari.

E’ pronta la campagna di comunicazione predisposta da Conai, Roma Capitale e Ama, nell’ambito del Protocollo d’intesa sottoscritto lo scorso gennaio. “La predisposizione di un Piano Esecutivo per lo sviluppo della raccolta differenziata, redatto da AMA con il supporto di CONAI e approvato da Roma Capitale, era ed è parte integrante del Protocollo di Intesa siglato solo pochi mesi fa. Ma il nostro ruolo di partner tecnico - dichiara Giorgio Quagliuolo, presidente di Conai – prevede da sempre anche un supporto allo sviluppo di campagne di informazione per sensibilizzare i cittadini, “primi anelli della catena” di una corretta gestione dei materiali di imballaggio. Per Roma Capitale, l’obiettivo è anche quello di far “capire la differenza e non solo la differenziata”, un nuovo segnale legato al nuovo modello, un nuovo progetto ed una nuova attitudine da parte di AMA. Questi elementi, uniti alla capacità dell'Amministrazione Comunale di mantenere una precisa volontà politica, rappresentano la vera chiave di successo”.

La mappatura condotta da 70 addetti Ama ha permesso di individuare circa 50mila utenze “fantasma” nei due municipi. In particolare, in VI municipio il censimento ha consentito di individuare oltre 118mila utenze domestiche, circa 30mila in più (+25%) rispetto a quelle presenti nella banca dati, mentre in X municipio sono state rilevate circa 110mila utenze domestiche, oltre 17mila in più (+16%). Sono state inoltre censite anche 5.600 utenze non domestiche su strada e 680 nei condomini nel VI municipio e 6.300 utenze non domestiche su strada e 1.570 nei condomini in X municipio.

Il Piano Esecutivo per il X municipio prevede che oltre 65mila utenze saranno servite con il “porta a porta”, 6mila utenze con le domus ecologiche e le restanti 39mila utenze tramite postazioni con contenitori “intelligenti”. Nel VI municipio circa 83.500 utenze saranno servite con il “porta a porta”, oltre 1.800 utenze con le domus ecologiche e 33.800 utenze mediante postazioni con contenitori “intelligenti”. Il calendario di raccolta per i cittadini coinvolti nel “porta a porta” verrà semplificato razionalizzando le frequenze di ritiro delle varie tipologie di rifiuto. A tutte le utenze domestiche saranno richieste 3 esposizioni dei rifiuti a settimana invece delle attuali 9. In ogni giorno di raccolta, si dovranno esporre contemporaneamente due tipologie di rifiuto: sempre la frazione organica e, a seconda del giorno, anche la frazione “secca” prevista da calendario (carta; plastica/metallo; rifiuto residuo indifferenziato). L’abbinamento, ben memorizzabile per i cittadini (“secco” del giorno + rifiuto umido), consentirà anche ad Ama di agire più efficacemente e razionalmente, raccogliendo ogni giorno 2 diverse tipologie di rifiuto. Ai cittadini sarà richiesta l’esposizione dei bidoncini/mastelli in un’unica fascia oraria giornaliera: serale (19 – 21). Per i contenitori in vetro, si continueranno ad utilizzare le campane verdi stradali. Le utenze non domestiche su piano strada saranno interessate da un servizio di raccolta porta a porta dedicato, con sistema di rilevazione dei conferimenti. Il prelievo di tutte le frazioni riciclabili e dell’indifferenziato sarà svolto da un unico soggetto che consentirà un maggior controllo del servizio erogato.


fonte: www.ansa.it