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Micropolis: La macchina del fango

 


























fonte: Micropolis


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Accordo Acea-Enea su gestione sostenibile di rifiuti e acqua

Enea fornirà tecnologie innovative all'azienda



















L'Amministratore Delegato di Acea Stefano Donnarumma e il Presidente dell'Enea - Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, Federico Testa, hanno firmato un Protocollo d'intesa per avviare una collaborazione per lo sviluppo di progetti nell'ambito dell'economia circolare, con particolare riguardo alla gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti e della risorsa idrica.

Enea, attraverso il Dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali (SSPT) che sviluppa tecnologie innovative, metodologie e soluzioni per l'uso efficiente, la gestione sostenibile delle risorse e il trasferimento tecnologico alle imprese metterà a disposizione di Acea le competenze scientifiche, le piattaforme e le infrastrutture dei suoi 14 centri di ricerca e grandi laboratori.

L'obiettivo di Acea è quello di applicare le tecnologie, le soluzioni innovative e le conoscenze fornite da ENEA ai propri progetti industriali, principalmente nei settori del trattamento dei rifiuti e dell'idrico, in linea con la strategia di sviluppo in ambito di economia circolare così come previsto nel Piano Industriale. Potranno essere oggetto della collaborazione soluzioni tecnologiche innovative per ridurre gli impatti ambientali legati alla realizzazione di nuovi impianti, per la valorizzazione del compost e l'applicazione di biotecnologie a filiere e distretti agro-industriali integrati sul territorio, oltre che lo sviluppo di smart services come sistemi di compostaggio delocalizzato.

Il protocollo ha una durata di quattro anni e prevede che lo svolgimento delle singole attività sia regolato da specifici accordi tra le parti che ne determineranno i dettagli attuativi e operativi.

L'Amministratore delegato di Acea Stefano Donnarumma ha commentato: "Siamo molto soddisfatti dell'avvio di questo percorso con ENEA, il più importante ente pubblico italiano nel settore della ricerca e innovazione tecnologica con rilevanza internazionale. Sono certo che i nostri processi industriali beneficeranno dell'importante valore portato da ENEA, in termini di maggiore efficienza operativa, resilienza e minore impatto sui territori in cui operiamo".

Il Presidente di ENEA, Federico Testa ha sottolineato: "Quest'intesa con la maggiore multiutility del centro sud Italia per lo sviluppo di progetti nel settore dell'economia circolare apre prospettive di grande interesse a livello strategico e operativo con ricadute di rilievo per il territorio. Ad Acea daremo tutto il supporto scientifico e tecnologico necessario e favoriremo l'inserimento nei network europei e nella piattaforma nazionale ICESP- Italian Circular Economy Stakeholder Platform, coordinata da Enea".

fonte: www.ansa.it

La Toscana verso il primo Centro italiano di ricerca e sviluppo industriale per l’economia circolare

Oggi Sei Toscana e Acea hanno presentato il Contratto di rete nella sede Cispel di Firenze. Presenti anche Alia, Estra, Hera, Rea Impianti e alcuni centri di ricerca universitari



















Oggi, nella sede di Confservizi Cispel Toscana a Firenze, Sei Toscana e Acea hanno incontrato i rappresentanti delle principali utility locali e nazionali, alle quali è stato presentato il progetto e il relativo Contratto di rete per la costituzione del primo Centro di ricerca e sviluppo industriale italiano del settore dell’economia circolare.
Il documento è già stato siglato dal gestore unico dei rifiuti nell’Ato Toscana Sud e dalla multiutility romana, con lo scopo di promuovere iniziative e progetti comuni in materia di energia e ambiente, sicurezza alimentare, trattamento innovativo dei rifiuti, per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e promuovere un approccio basato sullo sviluppo sostenibile. Un approccio che per essere realmente funzionale punta ad essere il più inclusivo possibile: al tavolo tecnico odierno hanno partecipato, tra le altre, Alia, Estra, Hera, Rea Impianti e alcuni centri di ricerca delle università italiane attivi sui progetti di ricerca e sviluppo, mostrando tutti grande interesse verso le iniziative presentate.
«La riunione di oggi è il primo passo concreto verso la creazione di un Centro di ricerca e sviluppo industriale dell’economia circolare, che rappresenterà una vera e propria novità nel panorama italiano – afferma Marco Mairaghi, amministratore delegato di Sei Toscana (nella foto con Alessandro Giari di Rea Impianti e Giovanni Vivarelli di Acea, ndr) – Troviamo molto importante che il progetto promosso da Sei e Acea Ambiente abbia riscosso l’interesse e sia stato condiviso da alcune delle più importanti realtà nazionali. La sinergia tra tutte queste società diverrà fondamentale per lo sviluppo dell’intero settore».
La riunione è stata anche l’occasione per illustrare il progetto di ricerca sull’economia circolare denominato “Beyond the landfill 4.0”, promosso da Sei Toscana, Acea Ambiente e Rea Impianti ad inizio anno 2019, per un investimento complessivo di 19 milioni di euro suddiviso nei 3 progetti specifici di ciascuna società, che è già stato approvato dal ministero dello Sviluppo economico e attualmente in validazione presso gli uffici competenti della Regione Toscana.

«Con l’adesione al Contratto di rete – commenta Vivarelli, direttore dell’Area industriale ambiente del gruppo Acea – si intende perseguire l’obiettivo strategico di sviluppare attività comuni di ricerca e innovazione rivolte a migliorare le performance tecniche ed economiche delle attività e dei servizi svolti dalle aziende, rafforzare la capacità innovativa e produttiva, accrescere il know-how di ciascuna impresa grazie anche all’organizzazione di tavoli tecnici e seminari di approfondimento, l’individuazione di risorse umane e tecniche da impiegare per lo sviluppo di singoli progetti e la condivisione d’informazioni afferenti alle innovazioni tecnologiche di settore, in collaborazione e sinergia con i centri di ricerca delle università».

fonte: www.greenreport.it

Rifiuti, i Tmb di Colari in manutenzione: si rischia l'emergenza. Gli impianti ci sono, manca la discarica

Le risposte degli operatori che gestiscono gli impianti del Lazio parlano chiaro: più rifiuti da Roma se aumentano disponibilità del termovalorizzatore di Acea e della discarica di Colle Fagiolara
















L'emergenza rifiuti bussa di nuovo alla porta. Da fine maggio i due impianti di Trattamento meccanico biologico (Tmb) di Malagrotta, di proprietà del Colari ma gestiti dal commissario Pier Luigi Palumbo a seguito di un'interdittiva antimafia, accoglieranno 500 tonnellate di immondizia in meno al giorno. Manutenzioni straordinarie necessarie alle strutture ne ridurranno la capacità di smaltimento fino a settembre. Alternative? E' il solito macro problema: Roma non è autonoma nella gestione del ciclo. E al primo intoppo, deve appoggiarsi a impianti terzi. 

Dove portare i rifiuti di Roma

La regione Lazio ha scritto una lettera a fine aprile per verificare le disponibilità al trattamento da parte di impianti analoghi presenti nel Lazio. Parliamo però, lo ricordiamo, di Tmb per la lavorazione di rifiuti indifferenziati e produzione di frazione secca e scarti organici, che poi devono trovare uno sbocco finale in discarica. Qui sta l'empasse. Rida Ambiente, gestore dell'impianto di Aprilia, Saf srl, del Tmb di Frosinone, e Porcarelli srl del tritovagliatore di Rocca Cencia, potrebbero accogliere tra le 100 e le 150 tonnellate al giorno in più. Ma il condizionale è d'obbligo, come evidente dalle risposte arrivate dalle singole società, che RomaToday ha potuto visionare. Tutto dipende da quanti rifiuti trattati si potranno poi trasferire, per l'ultima fase di smaltimento, nella discarica di Colle Fagiolara gestita da Lazio Ambiente e nel termovalorizzatore di Acea a San Vittore nel Lazio. Che ancora non hanno risposto su eventuali disponibilità. 

Allarme Rocca Cencia: "Vasche piene"

Intanto si stringono i denti per le 200 tonnellate che già gli impianti di Malagrotta, da Pasqua, non prendono più. Sono destinati alle vasche del Tmb Ama di Rocca Cencia (rientrato in funzione dopo l'incendio di marzocarico al massimo. "L'amministrazione aveva garantito un'attenzione particolare all'impianto per scongiurare il rischio incendi" attacca Natale Di Cola, segretario regionale Fp Cgil. "In generale il quadro è critico, senza soluzioni si rischia l'ennesima emergenza". Il tutto si aggiunge alle criticità ordinarie più volte denunciate dagli stessi lavoratori di Ama: l'assenza di mezzi e personale, con circa 25-30 autisti al giorno che restano fermi. Da qui i giri che saltano e i cassonetti strapieni. 

Ama senza vertici e "Campidoglio immobile"

Senza dimenticare le difficoltà di Ama, ancora senza bilancio 2017 (appeso alla partita dei 18 milioni di crediti che il Campidoglio non vuole riconoscere alla partecipata) e senza Consiglio di amministrazione dall'addio dell'ex ad Lorenzo Bagnacani. "La Regione ha sempre garantito collaborazione e sostegno al Comune di Roma per superare le ripetute emergenze sui rifiuti, ma dal Campidoglio solo immobilismo" attacca l'assessore all'Ambiente della giunta Zingaretti, Massimiliano Valeriani. "Silenzio dell'Amministrazione Raggi sul Tmb Salario e su nuovi impianti di trattamento e smaltimento. Nessun assessore all'Ambiente, nessun vertice Ama, nessuna seria strategia per la corretta gestione dei rifiuti di Roma".


Già, l'azienda di via Capitan Bavastro si tiene in piedi a stento, tra conti da approvare e vertici da nominare. Ma intanto i cambi promessi nella macrostruttura dall'amministratore ad interim Massimo Bagatti, non senza malumori che serpeggiano tra gli uffici, sono quasi realtà: Marcello Bronzetti, dirigente di lungo, lunghissimo, corso, al capo del Personale e l'ingegner Emanuele Lategano, vicino all'ex assessora Paola Muraro, allontanato dall'allora presidente Stefano Bina, pronto a guidare la sezione impianti. 

fonte: https://www.romatoday.it

Roma ospita l’International Advisory Board per Roma verso Rifiuti Zero

















COMUNICATO STAMPA
Raggi, “Un impegno condiviso per una sfida possibile”
Roma, 23 ottobre 2017 – Obiettivo “Rifiuti Zero”. Con questo scopo Roma accoglie e ospita, fino a giovedì 26 ottobre, l’International Advisory Board per Roma verso Rifiuti Zero, composto da un gruppo di esperti rappresentativo della rete internazionale Zero Waste. L’iniziativa, voluta da Roma Capitale – Assessorato alla Sostenibilità Ambientale e Zero Waste Italy, è realizzata grazie alla collaborazione di Zero Waste Europe e Zero Waste International Alliance con il sostegno di Acea e Ama.
“La nostra è una sfida impegnativa e ambiziosa ne siamo consapevoli, ma siamo certi di poterla realizzare. Ringrazio l’International Advisory Board per Roma verso Rifiuti Zero che gratuitamente si è messo a disposizione di Roma e di tutti i cittadini per supportarci in questo grande impegno condiviso. Sono certa che le loro significative esperienze possano essere di aiuto per un’attuazione ancora più efficace del nostro piano”, afferma la sindaca di Roma Virginia Raggi.
“Abbiamo previsto incontri tecnico-operativi con Ama e con Acea, che ringraziamo per la disponibilità e per il supporto, per confrontare le azioni previste dal nostro Piano per la riduzione e la gestione dei materiali post consumo con le migliori esperienze internazionali al fine di orientare la Capitale verso l’obiettivo rifiuti zero. Con questa iniziativa vogliamo dare ancora più forza alle azioni che abbiamo già messo in campo per dare a Roma efficienza e decoro”, dichiara l’assessora alla Sostenibiltà Ambientale Pinuccia Montanari.
Il coordinatore del comitato scientifico del “board” è Paul Connett, professore emerito di chimica della Saint Lawrence University di New York, mentre il ruolo di portavoce è affidato a Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe e di Zero Waste Italy. Faranno parte della “task force” anche Rick Anthony, presidente della Zero Waste International Alliance, Ruth Abbe, presidente di Zero Waste USA, Jack Macy, della municipalità di San Francisco, Joan Marc Simon, direttore esecutivo di Zero Waste Europe ed Enzo Favoino, coordinatore scientifico di Zero Waste Europe.
Il “board” avrà il compito di accompagnare Roma nell’applicazione dei dieci passi verso Rifiuti Zero a partire dal Piano di gestione dei materiali post-consumo che prevede il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata entro il 2021. Un piano strategico basato sulla riduzione dei rifiuti, progetti di riparazione-riuso, realizzazione di impianti di compostaggio e graduale riconversione degli impianti di trattamento meccanico biologico in “fabbriche di materiali”, volte a recuperare materiali anche dai flussi di scarto ancora contenuti nello scarto indifferenziato.
“L’International Advisory Board per Roma verso Rifiuti Zero – spiega Ercolini – lavorerà pro bono per la città di Roma durante tutta la fase di avvio di questo processo virtuoso, che durerà almeno un anno. In questi giorni avremo modo di verificare sul campo le potenzialità di una sfida che assume ancor più significato perché avviene in una delle più prestigiose ed importanti capitali internazionali. ‘O vinciamo tutti o perdiamo tutti’ è il messaggio centrale di questo lavoro che chiede a istituzioni, differenti schieramenti politici e a tutti i cittadini di coalizzarsi nell’interesse generale. Siamo convinti che la rinascita di Roma può avere nell’attivazione del percorso Rifiuti Zero un formidabile trampolino di lancio in grado di risanare l’ambiente e di far respirare la democrazia, quella vera che parte dalla cittadinanza attiva e dal civismo delle comunità”.
La mattina di mercoledì 25 ottobre la delegazione si ritroverà presso la Sala Pietro da Cortona, ai Musei Capitolini, per un approfondimento sul tema “La strategia Rifiuti Zero alla luce dell’Enciclica Laudato Si”, un incontro volto a connettere gli obiettivi dello “spreco zero” con quelli dell’Enciclica di Papa Francesco. L’evento è realizzato in collaborazione con l’Università Pontificia Antonianum.



Assemblea pubblica Comitato No Inceneritori - Narni - Venerdi 11 ore 21

DIFFONDIAMO,PARTECIPIAMO!




Prepariamoci a respingere l'imposizione del decreto sblocca Italia, la volontà di Acea di bruciare i rifiuti urbani nell'inceneritore di Terni. Venerdì 11 a ponte s.Lorenzo assemblea No Inc!


Comitato No Inceneritori Terni

Rifiuti: «La Marini a Terni? Una farsa»

Il Comitato ‘No inceneritori’: «La Regione ha già deciso che una parte dei rifiuti urbani prodotti in Umbria verranno bruciati a Terni dall’inceneritore di Acea»

 http://www.umbriaon.it/2015/wp-content/uploads/2015/10/Rifiuti-strada-di-Lagarello-Campitello-11-ttobre-2015-2.jpg 

del Comitato ‘No inceneritori ‘ di Terni
Non ci sarà mobilitazione del NO INC in occasione del Consiglio Comunale a cui prenderà parte la Presidente Marini il prossimo mercoledì 11. Lo consideriamo infatti un appuntamento inutile per una serie di ragioni, con tratti farseschi per certi aspetti.
Immagine
In prima battuta vale la pena ricordare, come già denunciato a gennaio 2016, che nei fatti la Regione Umbria ha già deciso che una parte dei rifiuti urbani prodotti in Umbria verranno bruciati a Terni dall’inceneritore di ACEA. Lo ha fatto non solo votando a favore del decreto attuativo dell’articolo 35 dello Sblocca Italia, quello proprio relativo ai rifiuti e che prevede, ma solo sulla carta, un nuovo inceneritore per 130mila tonnellate di rifiuti; lo ha votato dicendo che il ministero ha accettato l’ipotesi di produzione di CSS da mandare in Toscana. Ma ha inoltre fatto la sua scelta trasmettendo al Ministero dell’Ambiente, a settembre 2015, una tabella con la previsione di trattamento dei rifiuti ipotizzando il raggiungimento del 68% di raccolta differenziata a livello regionale.
Una manifestazione del Comitato 'No inceneritori'
Una manifestazione del Comitato ‘No inceneritori’

E qui, confermando che fu una finta trattativa quella con il Ministero tanto decantata dalla Presidente Marini e dall’Assessore Cecchini, si ipotizzano 58.322 tonnellate per anno di CSS e un quantitativo tra 32.653 e 69.562 tonnellate per anno a incenerimento, come indica la tabella ripresa proprio dal documento regionale. Tanto combaciano perfettamente i numeri che ACEA, proprio nell’istanza ancora in Conferenza dei Servizi in cui chiede di bruciare la frazione secca residua dei rifiuti urbani (quella che esce dal trattamento dell’indifferenziato da cui viene eliminata la parte umida), indica un quantitativo di 30 mila tonnellate per anno. Almeno per cominciare, diremmo noi.

L'inceneritore Aria-Acea di Terni
L’inceneritore Aria-Acea di Terni

Istanza su cui la Regione non ha annunciato alcun parere negativo, anzi in piena coerenza appunto con il documento di previsione appena citato. Che ne pensa il Sindaco di Terni? Come giudica lo “scherzetto” fatto dalla Regione?
A questo aggiungiamo che per l’ennesima volta il Consiglio Comunale non sarà aperto alla partecipazione dei cittadini, ma sarà un monologo a cui, ci domandiamo e domandiamo: perché dovremmo partecipare? Per fare le foche da circo come durante il Consiglio Comunale sull’Ambiente dell’anno scorso chiuso alla partecipazione un giorno prima?
Catiuscia Marini e Leopoldo Di Girolamo
Catiuscia Marini e Leopoldo Di Girolamo

Ci fosse almeno la possibilità di un intervento per chiedere conto direttamente alla Presidente Marini delle decisioni prese e al Sindaco Di Girolamo, in quanto Presidente della Provoncia ma soprattutto dell’ATI 4 nonché azionista di maggioranza di ASM, se ha deciso cosa fare.
Ha deciso ad esempio di puntare a livello impiantistico al massimo recupero di materia investendo nel nuovo impianto di trattamento di ASM, limitando così il conferimento in discarica? Ha deciso di esigere dai gestori della raccolta ASM e Cosp Tecnoservice, non mirabolanti quanti vuoti dati sulle percentuali di raccolta indifferenziata, quanto piuttosto i dati dei ricavi sulla parte di rifiuti riciclati?
Perché si da il caso che l’unico modo esistente per sapere se una differenziata funziona bene è vedere quanto si guadagna dalla vendita del rifiuto differenziato e riciclato. Se depositerà in fase di Valutazione di Impatto Ambientale parere contrario alla richiesta di ACEA. E infine se ha deciso di consegnare definitivamente questo territorio nelle mani di Roma per tramite di ACEA, svendendo ASM anziché rilanciare una necessaria quanto possibile ed economicamente sostenibile gestione pubblica.
Qualche domanda, che avremo comunque modo di fare a breve.

fonte: www.umbriaon.it

Rifiuti, la giunta gioca a scaricabarile e intanto le discariche si riempiono

Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero
Mentre il PD umbro si interroga sulla definizione di “monnezza”, gli umbri che abitano in zona
discariche e inceneritori e cementifici, forse a causa di miasmi tossici e percolati vari, almeno su
questo punto, non hanno dubbi.
Ora sarebbe molto utile che il partito di governo regionale, una volta chiarita bene la definizione di
monnezza, intraprendesse con decisione la strada della raccolta differenziata col metodo porta a
porta, come annunciato all’ultima conferenza stampa, per raggiungere una raccolta differenziata
“non inferiore al 72,3% per l’anno 2018”. Ammesso che questo avvenga in tempi rapidi, sarebbe
interessante sapere fin da oggi come la giunta intenderà gestire sia il materiale raccolto in modo
differenziato (carta, organico, vetro, plastica, metallo) che quello indifferenziato.
Infatti, quello che ci preoccupa non poco sono le frasi mezze dette dall’assessore competente, tra una risatina sorniona e una spalluccia impertinente fatta al giornalista di turno.
Pare infatti che invece di massimizzare il recupero di materia, come peraltro indicato chiaramente dalle arcinote direttive europee, ci sarebbero in ballo quantitativi di rifiuti da incenerire probabilmente a Terni ACEA o in Toscana (non si capisce se differenziati, scarti della differenziata, indifferenziati tal quali o trasformati in CSS), quantitativi cioè che finirebbero in parte nei polmoni di cittadini sotto forma di veleni, e in parte in discarica sotto forma di ceneri (sperabilmente classificati come rifiuti speciali) 
Come CRURZ abbiamo chiesto un incontro con la presidente Marini proprio per conoscere questi
dettagli ma la presidente si è negata e ci ha invitato a parlare di rifiuti con l’assessore Fernanda
Cecchini. Quest’ultima non ha ancora ufficialmente risposto alla nostra richiesta, ma incontratala
“per caso” al convegno rifiuti del 5 febbraio scorso ci ha detto che ci riceverà solo dopo aver
smaltito le oltre 250 richieste precedenti alla nostra… e intanto le discariche si riempiono…

Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero

http://rifiutizeroumbria.blogspot.it/

Ass.“Un’altra Gubbio” - AzioneCivile Umbria - Circolo culturale “Primo Maggio” - Comitato Belladanza,Città di Castello - Comitato Deruta 26 Settembre - Comitato Inceneritorizero,Umbria - Comitato NO INCENERITORI,Tr - Comitato Rifiuti Zero Spoleto - Ecologicpoint, Tr - Ideazioni Civiche,Pg - Medici per l’Ambiente Italia,Umbria - Movimento Difesa del Cittadino,Pg - Movimento 5 Stelle - Orvieto Civica - Osservatorio Borgo Giglione - WWF Perugia

Realacci, Rutelli e Fioroni: "Lobbisti per Cerroni" Processo rifiuti: con Ama e Acea per i fondi pubblici

All'ormai "processino" su 40 anni di gestione della monnezza romana, l'accusa chiama in causa Acea, Ama e Pontina Ambiente per il progetto del gassificatore di Albano. Le spinte della politica per rientrare nei fondi "Cip6". Stravolto il calendario delle udienze

Realacci  

Pressioni su politici e istituzioni per spianare la strada alla costruzione di un nuovo impianto di gassificazione ad Albano. Un'azione che il patron di Malagrotta, Manlio Cerroni, avrebbe esercitato attraverso una vera e propria strategia di lobbing e relazioni con politici di alto livello per assicurare alla Regione Lazio un impianto  di trattamento dei rifiuti da realizzare con Ama e Acea.
E' la tesi accusatoria emersa durante l'udienza del maxiprocesso sui rifiuti iniziato ormai nel giugno 2014 e che so appresta ad entrare nel vivo dell'accusa di associazione a delinquere. Per la terza volta consecutiva è tornato sul banco dei testimoni il maresciallo dei carabinieri del Nucleo Tutela Ambiente, Massimo Lelli, che ha continuato a snocciolare l'iter delle operazioni investigative e dei relativi dati emersi, confluiti nell'informativa del 27 dicembre 2010: un fascicolo da 1200 pagine con centinaia di telefonate e conversazioni intercettate.
Ermete Realacci, Francesco Rutelli, Giuseppe Fioroni: sarebbero stati loro, secondo l'accusa guidata da Alberto Galanti, i tre nomi chiave che avrebbero dovuto aiutare Cerroni e il Consorzio Co.e.ma, nato nel 2007 dall'unione della Pontina Ambiente, con Ama e Acea, a costruire le condizioni per poter realizzare un impianto di incenerimento su un terreno della stessa Pontina Ambiente. Sempre secondo il piemme Galanti, la “lobby” orchestrata dal potente Cerroni, avrebbe dato una mano al Consorzio per usufruire, nell'ambito della gestione dell'mpianto dei contributi pubblici denominati “CIP 6” erogati dallo Stato ad aziende produttrici di energia derivante da fonti rinnovabili. Funzionari pubblici e politici regionali si sarebbero insomma dati da fare per fare emettere un'ordinanza del presidnte della Regione Lazio (che all'epoca era Piero Marrazzo) che avrebbe consentito di anticipare i tempi per l'autorizzazione alla costruzione dell'impianto, in modo tale da rientrare nella griglia dei finanziamenti.
Con la terza sessione del lunghissimo esame del maresciallo Lelli, il piemme Alberto Galanti, ha così spaziato dal filone di indagine relativo a gassificatore di Albano a quello, più spinoso ma anche più “volatile” dell'associazione a delinquere che di udienza in udienza, perde efficacia. La deposizione del militare continuerà ancora nella prossima sessione prevista per il 9 dicembre. La data del 18 novembre è infatti misteriosamente saltata per indisponibilità delle aule, nonostante fosse stata calendarizzata prima dell'estate. Quello che si era preannunciato come il max

fonte: http://www.affaritaliani.it