DA POSSIBILE CENTRALE TURBOGAS A PRIMA AZIENDA AL MONDO PER RECUPERO DI RAEE

Foto: DA POSSIBILE CENTRALE TURBOGAS A PRIMA AZIENDA AL MONDO PER RECUPERO DI RAEE

Sembra la trama di una favola ma è realtà. Una realtà nata a Marzabotto (BO) quando la storica cartiera Rizzoli chiude e l’area viene destinata ad ospitare una centrale turbogas.
Alcuni imprenditori, tra cui Claudio Tedeshi proprietario di Dismeco, decidono di rilevare l’area e di costruirci delle innovative linee per il recupero degli elettrodomestici salvando così anche i posti di lavoro della vecchia cartiera.
Qui ora vengono trattate circa 500 lavatrici al giorno (oltre ad altri elettrodomestici) recuperando circa il 98% del loro materiale.
Oggi Dismeco è prima azienda al mondo per capacità di recupero degli elettrodomestici. Un vero esempio di green economy.

Qui potete trovare un video di Report che parla di questa esperienza
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-63053f25-40ba-4812-bb88-792b9d3f169d.html?refresh_ce 
Sembra la trama di una favola ma è realtà. Una realtà nata a Marzabotto (BO) quando la storica cartiera Rizzoli chiude e l’area viene destinata ad ospitare una centrale turbogas.
Alcuni imprenditori, tra cui Claudio Tedeshi proprietario di Dismeco, decidono di rilevare l’area e di costruirci delle innovative linee per il recupero degli elettrodomestici salvando così anche i posti di lavoro della vecchia cartiera.
Qui ora vengono trattate circa 500 lavatrici al giorno (oltre ad altri elettrodomestici) recuperando circa il 98% del loro materiale.
Oggi Dismeco è prima azienda al mondo per capacità di recupero degli elettrodomestici. Un vero esempio di green economy.

Qui potete trovare un video di Report che parla di questa esperienza
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-63053f25-40ba-4812-bb88-792b9d3f169d.html?refresh_ce

Umbria verso Rifiuti Zero

Il decalogo di buone pratiche per la riduzione dei rifiuti

Umbria verso Rifiuti Zero

Così il contenitore per il panino può diventare una pianta

Uno speciale contenitore per la pizza o il panino che, dopo il suo utilizzo, può essere piantato nel terreno dove viene assorbito completamente fino a trasformarsi in una pianta. 
Così il contenitore per il panino può diventare una pianta
Novità nel campo del packaging alimentare biodegradabile. Arriva il contenitore per il panino del fast food che non solo è 100 per cento biodegradabile ma che, una volta terminato il suo utilizzo, può essere piantato nel terreno e trasformarsi in un fiore. Sembra impossibile ma esiste veramente.
LEGGI ANCHE: Come ridurre gli imballaggi e i rifiuti
IL CONTENITORE BIODEGRADABILE CHE SI TRASFORMA IN UNA PIANTA - Il progetto è di Michal Marko, un giovane studente di design dell’Università Bata di Zlin in Repubblica Ceca che, per sensibilizzare contro lo spreco degli imballaggi del cibo, ha sviluppato questo speciale packaging denominato Disposable Food Bowl.
COME FUNZIONA IL DISPOSABLE FOOD BOWL – La novità che porta con sè questo speciale contenitore si trova sul coperchio dove un’etichetta adesiva trattiene tutta una serie di semi da piantare. Una volta consumato l’alimento, per trasformare il Disposable Food Bowl in un fiore è sufficiente prelevare i semi e riporli all’interno del packaging con un po’ di terra. Trascorsa una settimana, il contenitore è pronto per essere “piantato” nel terreno dove verrà assorbito completamente fino a trasformarsi in una pianta.
PER APPROFONDIRE: Frutta e verdura bio, arriva il bollino biodegradabile e compostabile
GLI OBIETTIVI DELLO SPECIALE CONTENITORE - Un’idea decisamente curiosa e originale con la quale il giovane designer si pone l’obiettivo di sensibilizzare alla riduzione della quantità di imballaggi utilizzati e sulle potenzialità dei materiali biodegradabili.
COME RIDURRE LA QUANTITA’ DI IMBALLAGGI - Secondo i dati rilevati dalla Commissione Europea per l’ambiente, nel 1950 veniva prodotto 1 milione e mezzo di tonnellate di plastica, mentre nel 2008 questo numero è aumentato fino a 245 milioni. E ogni anno è previsto un incremento del 5 per cento.
Un motivo in più per evitare sprechi inutili a favore del recupero e del riciclo dei materiali.
PER SAPERNE DI PIU’: Arriva la bottiglia per l’acqua in plastica vegetale ricavata dalla canna da zucchero

fonte: www.nonsprecare.it

Riciclo della carta: con Comieco e a2a un laboratorio permanente a Milano

  Riciclo della carta: con Comieco e a2a un laboratorio permanente a Milano
Comieco, il Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, e la Fondazione AEM del Gruppo a2a, in occasione dell'ultima edizione di RicicloAperto, hanno inaugurano alla Casa dell’Energia e dell’Ambiente (C.E.A.), in Piazza Po 3 a Milano, il laboratorio permanente di fabbricazione della carta, dove i visitatori possono cimentarsi dal vivo con il processo del riciclo e riportare in vita la carta della raccolta differenziata.

Il laboratorio è parte integrante della nuova area dedicata all’apprendimento dei temi ambientali e del ciclo integrato della gestione virtuosa dei rifiuti. Si possono sperimentare tutte le fasi del riciclo, dalla raccolta alla “nuova vita” di carta e cartone, passando per la fase di spappolamento attivando manualmente o con uno step un “pulper”, grazie al quale i visitatori possono “toccare con mano” cosa succede realmente ai giornali, scatole, sacchetti, imballaggi di carta e cartone che buttiamo nel cassonetto della raccolta differenziata.

Il laboratorio è fruibile nell’ambito dei normali percorsi didattici del museo interattivo. “I buoni risultati nella raccolta di carta e cartone ottenuti dai milanesi nel 2013 confermano il trend del 2012, con oltre 63 kg procapite”, ha dichiarato Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco“, e ci spingono ad incrementare ulteriormente l’attività di informazione e sensibilizzazione. Il laboratorio permanente allestito alla Casa dell’Energia e dell’Ambiente è la testimonianza che, anche in una delle città più virtuose per la raccolta di carta e cartone, si debba continuare a coltivare la cultura del riciclo, non solo per Milano ma anche per tutto il bacino d’utenza del Gruppo A2A. Quello della raccolta differenziata è un gesto che dà origine a tutto il processo produttivo del riciclo: per questo va continuamente sostenuto e valorizzato”.

La Fondazione AEM, in collaborazione con il Progetto Scuola di A2A, promuove la sua attività di educazione ambientale e di educazione al consumo intelligente di energia presso la Casa dell’Energia e dell’Ambiente, che durante l’anno scolastico 2012-2013 ha accolto più di 5.000 visitatori.

Il sito della Casa dell'Energia e dell'Ambiente di Piazza Po 3, a Milano.

fonte: www.ecodallecitta.it

L’ASFALTO SILENZIOSO DIVENTA REALTÀ.

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Ogni anno, i PFU (pneumatici fuori uso) sono circa 350.000 tonnellate. Per prevenire illegalità e stoccaggi abusivi, e favorire il recupero della materia prima, la normativa europea stabilisce che i produttori provvedano al loro smaltimento e recupero.
A questo scopo sono nati dei consorzi per il recupero dei PFU. Uno di questi è Greentire. Greentire è orientato a un approccio innovativo, incentrato sul recupero delle materie prime per ridurre i rifiuti avviati all’incenerimento, come dimostra No.No.A. (No Noise Asphalt): il progetto per la messa a punto di un nuovo additivo per conglomerati bituminosi capace di conferire caratteristiche di bassa emissione acustica al manto stradale. Tutto questo è possibile grazie all’impiego di granuli di gomma ottenuti dal riciclo dei PFU.
La fase di sperimentazione ha dato ottimi risultati, e lo scorso settembre in Piemonte, su un tratto di strada della variante di Omegna (SR 229), è stato posato l’asfalto suddiviso in quattro segmenti, ciascuno contenente una delle quattro miscele studiate in laboratorio. Tutte le miscele hanno raggiunto risultati conformi alle aspettative, dimostrando un ulteriore vantaggio: con la presenza del mix all’interno del conglomerato, il prodotto finale risulta meno soggetto a fessurazioni. Attualmente sono in corso i test per quantificare la riduzione del rumore ottenuta grazie all’uso di queste miscele e saranno ultimati a maggio. Le premesse per ottenere un risultato eccellente ci sono tutte.

Umbria verso Rifiuti Zero

Dal caffè alle proteine

Dal caffè alle proteine è il progetto di educazione ambientale promosso dal Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori con il patrocinio della ASL2 di Lucca. Per quattro mesi gli alunni dell’Istituto comprensivo Ilio Michelotti hanno approfondito le conoscenze sulla coltivazione di funghi commestibili  e l’importanza del recupero del fondo di caffè.
Dal caffè alle proteine

Più di 100 kg di caffè è la quantità di fondi di caffè recuperato dalle famiglie per produrre Pleurotus Ostreatus, la terza specie di funghi più commercializzati in Italia.
“Il valore educativo, didattico e scientifico del progetto – dichiara Rossano Ercolini, coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti di Capannori è stato davvero soddisfacente. E’ la prima volta che questo tipo di progetto viene realizzato in una scuola; ma, anche fuori delle scuole, sperimentazioni di questo tipo sono del tutto inusuali. Capannori si pone ancora una volta come capostipite di progetti all’avanguardia e di grande interesse nella ricerca per il riciclaggio dei rifiuti e la riutilizzazione degli scarti. I fondi di caffè sono una preziosa risorsa da cui poter generare, come abbiamo visto, alimenti importanti come i funghi. Il Centro di Ricerca Rifiuti di Capannori ha finanziato questo progetto con 3100 euro: i risultati sono talmente soddisfacenti che stiamo pensando ai prossimi step e sviluppi”.
Pleurotus-Ostreatus-caffe
“I fondi del caffè, che costituiscono il 90 per cento del substrato – spiega dettagliatamente l’agronomo Antonio Di Giovanni, responsabile scientifico del progetto – sono stati uniti ad uno strutturante, la segatura e ai miceli, i semi dei funghi. Il tutto è stato messo in una cella di incubazione, al buio, per 30 giorni dopo di che sono nati i funghi. Ad ogni classe sono stati dati 4-6 kit e con i funghi prodotti, della specie Pleurotus Ostreatus, verranno realizzate delle ricette da degustare tutti insieme oggi pomeriggio. In tutto sono stati raccolti e utilizzati circa 100 chili di fondi di caffè consumati dalle famiglie degli allievi, che altrimenti sarebbero dovuti essere smaltiti”.
antonio-di-giovanni 
Antonio Di Giovanni: “Da sottolineare- anche il grande valore di avvicinamento tra genitori e scuola per questo progetto, oltre al valore educativo per gli studenti per quanto riguarda il riutilizzo delle materie di scarto, nonché il valore didattico dell’imparare attraverso attività pratiche e concrete di laboratorio”.
Gli alunni hanno partecipato attivamente attraverso laboratori pratico-applicativi allo sviluppo di ogni fase del progetto, dal recupero dei fondi di caffè alla produzione dei funghi in classe.
Una volta raccolti i funghi, gli alunni con il contributo dei genitori hanno proposto delle ricette che sono state poi realizzate durante l’evento finale tenutosi nel Palazzo Boccella nella frazione di San Gennaro del Comune di Capannori.
Sia il fondo di caffè che i funghi prodotti durante il progetto sono stati analizzati da un laboratorio certificato dal Ministero della Salute, che ne attestano la completa commestibilità. Inoltre, sono state realizzate anche delle analisi per descrivere il valore nutrizionale dei funghi1 coltivati, in modo da evidenziare l’apporto di proteine per 100gr di prodotto.
Le analisi effettuate dalla Asl 2 Lucca hanno definito che i funghi prodotti sono di alta qualità e non contengono tracce di caffeina che, in fase di coltivazione, nutre i miceli e velocizza lo sviluppo dei funghi. I valori nutrizionali riscontrati sono quelli dei funghi normalmente commercializzati.
Al progetto hanno partecipato:
le classi prime (IA-IB-IC-ID) della scuola media di Lammari, circa 70 alunni;
le classi (IA-IB-IIIA-IIIB-IIIC-VB), della scuola primaria di Marlia, per un totale di circa 120 alunni.
Il progetto si è articolato nelle seguenti fasi:
  • lezioni frontali in classe per studiare il ciclo biologico dei funghi;
  •  recupero dei fondo di caffè prodotto dalle famiglie e raccolto a scuola in locali dedicati per la coltivazione;
  • lezioni frontali per capire le caratteristiche del fondo di caffè e come poter far crescere i funghi su questo substrato1;
  • controlli periodici nel locale adibito alla coltivazione2, per studiare e vedere le diverse fasi di accrescimento del micelio fungino;
  • coltivazione dei funghi nelle classi;
  • realizzazione di un ricettario3 con ricette a base di funghi;
  • degustazione delle ricette4 durante l’evento finale (Palazzo Boccella).


articolo sul sito del Comune di Capannori
www.comune.capannori.lu.it/node/14477

MatriceAlimenti valoriNutrizionali 
fonte: www.rifiutizerocapannori.it

Allo studio un modello di riciclo universale per la plastica

Quello che mancava al settore del riciclo della plastica era un un modello standard per le procedure operative che le aziende possano adottare. La soluzione ora è arrivata, grazie alla collaborazione tra  l’Istitute of Scrap Recycling Industries (ISRI) e l’Association of Postconsumer Plastic Recyclers (APR), che hanno individuato un elenco di norme in grado di superare il problema dell’eterogeneità dei rifiuti differenziati e delle materie di scarto rilasciate dal processo di riciclo e che possono essere reintrodotte nei processi produttivi. Le cosiddette materie prime seconde.

UNA BELLA STORIA ITALIANA: Riciclare la plastica al 100% è possibile anche in Italia
Quando parliamo di plastica, dunque, non ci troviamo a che fare con un solo tipo di materiale, ma con un insieme di ‘polimeri’ di vario tipo, ciascuno con proprie caratteristiche chimiche, fisiche e meccaniche.

fonte: www.tuttogreen.it

Come vivere 6 mesi con scarti alimentari: un documentario ce lo racconta

Lo stile di vita usa-e-getta a cui ci siamo assuefatti con il benessere economico  ha avuto importanti ripercussioni anche nel sistema di produzione e distribuzione del cibo. Questo è evidente soprattutto in America dove circa il 40% degli alimenti prodotti vengono sprecati. Ecco allora un interessante documentario che ci racconta come vivere 6 mesi con scarti alimentari dei supermercati e dell’industria.
CONOSCI QUESTA INIZIATIVA? Contro lo spreco alimentare alcuni supermercati provano a vendere a metà
Il video, ’Just eat it!‘ è stato girato da Jen Rustemeyer e Grant Baldwin e racconta e dimostra come sia stato possibile vivere degli scarti alimentari per ben sei mesi!



Just Eat It - A food waste story (Trailer) from Grant Baldwin Videography on Vimeo.

LEGGI ANCHE: 
Durante questo semestre i due sono infatti ‘sopravvissuti’ grazie all’infinito mondo dello ‘spreco alimentare da supermercato’ e hanno speso solo 200 dollari raccogliendo confezioni di cibo scadute o vicine alla scadenza (la data di scadenza, infatti, è da considerarsi nella maggior parte dei casi un parametro statistico visto che molto frequentemente gli alimenti sono ancora edibili diversi giorni dopo la scadenza), confezioni danneggiato o mal etichettate o ancora alimenti freschi non idonei per piccoli difetti o dimensioni non a norma.

Durante i vari passaggi della filiera produttiva e di distribuzione, quindi, si incorre nella perdita e nello scarto del cibo a causa delle rigide condizioni imposte dal sistema economico; anche negli ambienti domestici, tuttavia, si assiste quotidianamente ad uno sperpero di alimenti ancora commestibili.
LO SAPEVI? Altri dati sullo spreco alimentare: un terzo del cibo è buttato!
Per questo occorre una vera e propria rieducazione per evitare lo spreco: basterebbero semplici abitudini di buon senso come cercare di fare la spesa settimanalmente, consumare prima i prodotti a rischio di scadenza e cimentarsi nel riciclo degli avanzi per creare nuove e sorprendenti ricette.

fonte: www.tuttogreen.it

CONAI: la filiera del riciclo si conferma un comparto importante per l’ economia e la competitività del Paese

In Italia, le ricadute economiche prodotte dal riciclo degli imballaggi sono pari a 10 miliardi di euro annui, la metà delle quali imputabili alla gestione consortile.
Anche nel 2013 il Sistema CONAI si è confermato un attore fondamentale sia nella salvaguardia dell’ambiente sia di un’intera filiera industriale che va dalla raccolta al trattamento e alla valorizzazione dei rifiuti di imballaggio, come emerso dalla Relazione sulla gestione e dal bilancio di CONAI - Consorzio Nazionale Imballaggi. E questo nonostante la crisi economica che ha pesato in maniera significativa sul comparto.

Secondo i dati preliminari del 2013, l’immesso al consumo, che risente fortemente delle dinamiche economiche e dell’incertezza che caratterizza il periodo, si mantiene in linea con quanto registrato lo scorso anno, attestandosi a 11,4 milioni di tonnellate. In crescita il dato relativo al recupero complessivo di imballaggi di acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro che registra un incremento dell’1,3% sui volumi rispetto all’anno precedente, attestandosi al 76,7% dell’immesso al consumo, equivalente a 8,74 milioni di tonnellate di imballaggi recuperate su 11.392.000 tonnellate immesse al consumo.

Il riciclo complessivo è stato invece del 66,5% dell’immesso al consumo, in lieve aumento rispetto all’anno precedente. Cresce in maniera significativa, invece, la gestione dei rifiuti di imballaggio in convenzione ANCI-CONAI (+3,3% rispetto al 2012), per un totale di 3,37 milioni di tonnellate gestite direttamente. L’incremento più importante si registra per la filiera della plastica (+10,9% rispetto al 2012), imputabile principalmente alla crescita dei volumi nel Centro Sud. Sono oltre 7000 i Comuni serviti dalle convenzioni, con un coinvolgimento di oltre 57 milioni di cittadini, pari al 90% della popolazione.

fonte: www.ecodallecitta.it

ISTAT, AUMENTANO LE FAMIGLIE CHE FANNO RACCOLTA DIFFERENZIATA.

Nel 2012 le famiglie che hanno dichiarato di non effettuare la raccolta differenziata per nessuna tipologia di rifiuto erano il 14,2% (il 36,6% nel 1998) mentre, tra quanti la effettuano, il numero medio di tipologie di rifiuti raccolti ”sempre” aumenta da circa il 2,7 al 4,9. A tracciare il quadro è l’Istat nel report “Popolazione e ambiente”.
Nel 2012, le famiglie dichiarano di raccogliere in maniera differenziata soprattutto il vetro (79,9% delle famiglie), la carta (79,1) e la plastica (75,0); seguono i rifiuti organici (69,9) e l’alluminio (68,1).
Rispetto al 1998, la raccolta differenziata è aumentata soprattutto per l’alluminio (con un’incidenza di famiglie che lo differenzia più che raddoppiata) e per rifiuti organici e plastica (quasi raddoppiata). Anche la raccolta di batterie usate e carta è in forte aumento.
Nel corso del periodo considerato, le Regioni che hanno segnato le più ampie variazioni sono quelle che partivano da una situazione di maggiore svantaggio: Sardegna, Campania, Calabria e Basilicata. In Sardegna, per esempio, la quota di famiglie che dichiarano di non effettuare la raccolta differenziata per nessuna tipologia di rifiuto è pari al 5,4% (ed era 60,4%), mentre l’incidenza di famiglie che la effettuano è elevata soprattutto per i rifiuti organici e il vetro (per entrambi il 93%), la carta (92%), la plastica (91%) e l’alluminio (89%).
Decisamente più problematica la situazione della Calabria e, soprattutto, della Sicilia dove il 48,5% delle famiglie non fanno raccolta differenziata.

 

Umbria verso Rifiuti Zero

il Manifesto per un'Europa Decrescente

Manifesto per un'Europa Decrescente!
Condividiamo con tutte le persone di buona volontà! Un’alimentazione più sana, un ambiente pulito, una nuova concezione del lavoro slegata dal produttivismo, maggior libertà e autonomia… sono tutti obiettivi a portata di mano!
Dobbiamo crederci!














Movimento per la Decrescita Felice

Come viene riciclata la plastica che differenziamo.

 

Protocollo Kyoto: Ronchi contesta il conteggio Ue su emissioni dell'Italia

Secondo Edo Ronchi, il sistema di contabilizzazione europea pubblicato da ISPRA il 16 aprile scorso, non tiene conto delle emissioni reali di CO2, ma solo di quelle assegnate come target
Il conteggio Ue sulle emissioni di CO2 dell’Italia sarebbe tutto da rifare. Almeno secondo quando dichiarato dal Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile Edo Ronchi, dopo i dati sulle emissioni, pubblicati il 16 aprile dall’ ISPRA. Secondo Ronchi infatti, il sistema di contabilizzazione europea utilizzato da ISPRA sugli impianti industriali soggetti alla direttiva ETS (Emissions Trading Scheme ), a partire dal 2009, non tiene conto delle emissioni reali di CO2, ma solo di quelle assegnate come target.
Ronchi sottolinea quindi come il conteggio delle ‘emissioni calcolate ai fini del Protocollo di Kyoto per il periodo di verifica 2008-2012, siano superiori a quelle reali, e misurate nello stesso inventario ISPRA, di ben 42 milioni di tonnellate di CO2 equiv. nei cinque anni considerati’.
Le emissioni di CO2 dell’Italia, proprio per questa ragione, sarebbero ‘solo del 4,6% come media del periodo 2008-2012 rispetto al 1990, a fronte di un target del 6,5%, quando invece la riduzione reale ,comprendendo i meccanismi flessibili previsti dal Protocollo di Kyoto, è del 7,5%’. Ronchi infine rileva il seguente paradosso: ‘l’Italia - che ha ridotto le sue emissioni del 7,5%, oltre l’obiettivo del Protocollo di Kyoto - potrebbe essere chiamata a pagare l’acquisto di diritti di emissione per alcune milioni di tonnellate di CO2 che non ha emesso, solo perché si contabilizzano le emissioni previste da un tetto nominale, assegnato ai grandi impianti industriali, e non le emissioni reali, notevolmente inferiori. Questo sistema europeo di contabilizzazione o va modificato o va almeno chiarito perché l’Italia ha superato il proprio target fissato dal Protocollo di Kyoto’.

fonte: www.ecoseven.net

Spot della campagna "Chi li ha visti", per promuovere la raccolta differenziata dei rifiuti

La Regione Emilia-Romagna ha realizzato, con la collaborazione di Arpa e del Conai, la seconda edizione della campagna"Chi li ha visti? che ricostruisce il percorso dei rifiuti dalla raccolta differenziata fino agli impianti di riciclo e recupero.
L’obiettivo del progetto è dimostrare che la raccolta differenziata, soprattutto se fatta con cura, è garanzia dell’effettivo recupero dei rifiuti e consente di produrre nuove materie prime.



Umbria verso Rifiuti Zero

DAL 2015 CAPSULE DA CAFFÈ COMPOSTABILI.


Un miliardo l’anno. E’ il numero delle capsule del caffè consumate ogni anno in Italia, circa il 10% di quante ne vengono utilizzate in tutto il mondo.
Un mercato che continua a crescere come dimostra il +20% del 2013.
A dare l’allarme era stato il Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori: tra i rifiuti indifferenziati ci sono moltissime cialde del caffè.
Da allora ci sono stati vari tentativi di riciclarle. Da quelle ricaricabili (si toglie il caffè usato e ci si mette quello nuovo) a quelle in alluminio di Nespresso che vengono raccolte e riciclate.
Un’altra strada la indica Novamont che alla fiera di Rimini , Ecomondo, aveva presentato la prima capsula di caffè compostabile (ve ne avevo parlato il 10 settembre 2013). Certo solo un prototipo ma poi, visto che le richieste sono tante, Novamont ha deciso di fare sul serio.
Dal 2015 sarà disponibile la capsula da caffè che potremo gettare nell’umido e che verrà compostata insieme ai fondi di caffè.


Rifiuti Zero Spoleto

UN VENTICINQUE APRILE DI RESISTENZA ALLA DISCARICA.

Quest’anno il venticinque aprile ha un significato in più, almeno per gli abitanti di Chiaiano (Na). Infatti proprio nel giorno della Liberazione è stata organizzata una manifestazione per dire no all’ulteriore sfregio del Parco delle Colline che in passato ha ospitato la discarica, oggi sotto inchiesta per gestione camorristica.


Questo il comunicato stampa.

“Il 29 marzo, 5 mila persone sono scese in piazza a Chiaiano contro l'ipotesi di una nuova discarica nel Parco delle Colline - spiegano gli attivisti della Rete Commons, di Stopbiocidio Mugnano e del Bene confiscato Selva Lacandona “A. Lamberti” -. La violenza della discarica di Cava del Poligono è dimostrata dalle indagini della Procura che descrivono il sodalizio tra clan dei casalesi e funzionari corrotti, che attraverso la Protezione Civile hanno avuto la possibilità di gestire un appalto da circa 40 milioni di euro. Nella discarica il percolato arriverà alla falda acquifera provocando un disastro: questa è la sintesi delle perizie della magistratura. Chi ha inquinato deve pagare! La conferenza dei servizi, che doveva decidere sulla costruzione di un discarica nella cava Zara, ha preso tempo. Il commissario straordinario e la Regione Campania hanno accusato il colpo della mobilitazione e la decisione è stata rinviata. Dobbiamo continuare su questa strada per far sentire il fiato sul collo.
Non basta il no ad una nuova discarica. Pretendiamo che venga finalmente istituito il Parco delle Colline Metropolitane e la bonifica del territorio. Così come i partigiani salivano sulle colline per cacciare l'invasore nazista noi tutti saliremo sulle nostre colline.
Il 25 aprile comincerà con una marcia fin sopra le colline del Parco, dove ci sono le cave degli interramenti di rifiuti pericolosi, ma anche la grande risorsa del nostro territorio: l'agricoltura di qualità. Arriveremo ad un bene confiscato, come segno di riappropriazione di una comunità che ha smesso di delegare la difesa del territorio. Continueremo coni momenti di aggregazione ed approfondimento. Facciamo appello a tutti i cittadini, alle forze sociali, al mondo della scuola, ai comitati della provincia di Napoli e della Campania, alle associazioni per essere in piazza” .

Umbria verso Rifiuti Zero

“Piante al telefono”: il progetto per non sprecare le vecchie cabine telefoniche che nessuno utilizza più

Per ora le serre urbane cominciano a far capolino nelle cabine telefoniche di Roma ma, presto questo bel progetto potrebbe raggiungere anche tante altre città italiane.
RECUPERO CABINE TELEFONICHE - Basilico, rosmarino ma anche salvia, tante altre erbe aromatiche e lavanda: parte da Roma il progetto “Piante al telefono”, un’idea della giovane designer Silvia Minenti per non sprecare le vecchie cabine telefoniche che quasi nessuno utilizza più.
LEGGI ANCHE: Riciclo della plastica, l’accordo innovativo di Ferrara
IL PROGETTO “PIANTE AL TELEFONO” - Un’iniziativa interessante che a Roma attualmente coinvolge il quartiere Prati e che, come leggiamo su Repubblica, ricorda quella portata avanti nel 2012 dall’architetto John Locke che aveva trasformato le vecchie cabine a gettoni di New York in tante librerie on the road.
IL PROGETTO CHE TRASFORMA LE CABINE TELEFONICHE IN SERRE URBANE - Presto questo bel progetto non sprecone che si pone come obiettivo quello di stimolare l’attenzione dei cittadini sulle questioni ambientali, potrebbe spostarsi anche in tante altre città italiane e in tanti altri telefoni pubblici: circa 90mila in tutto il Paese.
Nella nostra gallery tutte le foto:
(Fonte: Pagina facebook “Piante al telefono“)
PER APPROFONDIRE: Basta con i mozziconi di sigarette per terra, l’esempio di Tel Aviv

fonte: www.nonsprecare.it

Rifiuti Malagrotta, Manlio Cerroni condannato a un anno di carcere

Falso in atto pubblico. E' questa l'accusa che ha portato alla condanna di un anno di reclusione per l’imprenditore proprietario della discarica romana. Otto mesi, invece, per il collaboratore Francesco Rando
Falso in atto pubblico. E’ questa l’accusa che ha portato alla condanna di un anno di reclusione per Manlio Cerroni, l’imprenditore proprietario della discarica di Malagrotta. Otto mesi, invece, per il suo stretto collaboratore Francesco Rando. Si è così concluso davanti al giudice monocratico il processo per le presunte irregolarità nell’attività del gassificatore della discarica romana di Malagrotta. Cerroni e Rando il prossimo 5 giugno compariranno davanti al Tribunale insieme con altre 5 persone perchè coinvolti nell’inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti della capitale.

fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Non sprecare conviene con Ecofly: ai cittadini, al territorio, all’ambiente

I progetti innovativi di Ecofly per la gestione di rifiuti nel territorio: software e compostiere per premiare cittadini e amministrazioni virtuose.
GESTIONE INNOVATIVA DEI RIFIUTI - Ecofly SrL è un’impresa di servizi di Castel San Giorgio in provincia di Salerno, e si occupa principalmente di disinfestazioni e disinfezioni. Nel corso degli anni ha sviluppato la capacità di gestire bonifiche di aree industriali, scuole, ospedali e reti idriche e fognarie, ma non solo: fin dalla sua nascita, questa azienda ha sviluppato una grande sensibilità per lo sviluppo di progetti innovativi sull’ambiente.
LEGGI ANCHE: Ecomat, un progetto per il riciclo del packaging
RICERCA INNOVATIVA E VERDE - Ecofly è infatti impegnata in diversi progetti di ricerca finalizzati all’utilizzo di sistemi innovativi per lo sviluppo di energia verde e a basso costo, senza inquinamento né rilascio di scorie. Attraverso collaborazioni con università e altri enti di ricerca, l’impresa ha reso possibili progetti di ricerca culminati nel deposito di brevetti e nell’industrializzazione di prototipi già messi in commercio.
STIMOLI AI CITTADINI VIRTUOSI - Attualmente, l’azienda è impegnata nello studio di un sistema rivoluzionario per stimolare una gestione virtuosa dei rifiuti, creando vantaggi economici sia per i cittadini che per gli enti locali. Tramite la sinergia di varie competenze professionali, la Ecofly è riuscita a creare un software innovativo che valuta i singoli conferimenti e la disponibilità dei cittadini a riciclare direttamente presso le isole ecologiche, sgravando il proprio comune dei costi relativi. Oltre a ciò, l’azienda è anche in attesa del brevetto di una compostiera di piccole dimensioni, pratica e accessibile a tutti. Due progetti pensati per una diffusione del riciclo nelle case e nel territorio, coniugando risparmio privato, bene collettivo e tutela dell’ambiente. Con Ecofly, la sostenibilità parte dal basso.
PER APPROFONDIRE: “Ti conviene raccoglierla”, a Roma, l’iniziativa che premia il riciclo con premi e buoni sconto
Questo progetto è stato inviato alla Redazione di Non sprecare nell’ambito dell’edizione 2013 del Premio Non sprecare. Il Premio è diviso in quattro sezioni: Personaggio, Associazioni e Istituzioni, Imprese, Scuole. Scopri come partecipare all’edizione 2014 cliccando qui.

fonte: www.nonsprecare.it

" Delibera "Roma verso Rifiuti Zero": ATTUAZIONE DEL RIUSO !!!

DALLA DELIBERA "ROMA VERSO RIFIUTI ZERO" ..... ALLA SUA ATTUAZIONE CONCRETA RISPETTO ALLA RIDUZIONE - RIUSO. 
PARTE A MAGGIO IL PROGETTO "ROMARIUSA" nel MUNICIPIO ROMA 8 ex 11, con la creazione delle ISOLE DEL RIUSO in affiancamento alle domeniche ecologiche di AMA per sottrarre alla discarica oggetti ancora RIUTILIZZABILI da SCAMBIARE e DONARE.
Il progetto di ZERO WASTE LAZIO è promosso e sostenuto da CITTADINANZATTIVA LAZIO onlus e dal circuito ora su Facebook di TELOREGALOSEVIENIAPRENDERLO.
Sono invitati a partecipare TUTTE le organizzazioni civiche e di volontariato del MUNICIPIO ROMA 8, tra cui le associazioni, i comitati di quartiere, i centri sociali, le Ciclofficine e chiunque intenda DONARE o SCAMBIARE un oggetto in buone condizioni di cui non ha più bisogno prima di metterlo nel CASSONE / CASSONETTO AMA.

IO NON SPRECO cibo a scuola, con il Salvamerenda

E' partita la campagna IO NON SPRECO nelle mense scolastiche servite da MilanoRistorazione con il sacchetto Salvamerenda (nome arrivato secondo al sondaggio dei lettori di ECO). Le scuole potranno aderire anche ad "Adotta un nonno a pranzo", invitando a mensa anziani del quartiere. La lettera dell'assessore Capelli alle scuole

Con l'introduzione del menu estivo è partita nelle mense gestite da MilanoRistorazione la campagna “Io Non Spreco”, che si inserisce in un percorso avviato a ridurre gli avanzi nelle mense e a promuovere il recupero degli alimenti non consumati.

Come anticipato in esclusiva per ECO dalla presidente di MilanoRistorazione Gabriella Iacono, durante "Fa' la cosa giusta", è stata avviata con le Direzioni Didattiche l'iniziativa per dotare le classi che ne fanno richiesta di un sacchetto anti spreco, all’interno del quale i bambini possono riporre frutta, pane, budini UHT e prodotti da forno, come i muffin, che non sono stati consumanti durante il pranzo scolastico. Il sacchetto, rinforzato e personalizzato, di materiale lavabile, serve al mantenimento corretto di questi alimenti avanzati che i bambini poossono portare a casa propria. Sarà cura delle famiglie mantenere il sacchetto pulito, in modo tale da poter essere riutilizzato all’occorrenza.

Il sacchetto viene chiamato da MilanoRistorazione "Salvamerenda", il secondo nomignolo premiato dal sondaggio che aveva lanciato recentemente Eco dalle Città.

L’iniziativa si realizzerà in forma sperimentale fino al termine dell’anno scolastico solo con le classi che parteciperanno unanimemente. Verranno valutati, insieme ai Dirigenti Scolastici, l'andamento, le eventuali criticità, gli ambiti di miglioramento.

Le mense scolastiche di Milano hanno in corso da tempo altre iniziative contro lo spreco alimentare, come la raccolta di pane e frutta nelle scuole che aderiscono al programma Siticibo di Banco Alimentare (al momento già un centinaio per una raccolta annua di circa 62 tonnellate di pane e 140 tonnellate di frutta) e il recente progetto di recupero delle porzioni in più, derivate dalla differenza tra prenotazioni ed effettive presenze, conservate e ridistribuite nei centri di accoglienza cittadini grazie all'ausilio di City Angels e Banco Alimentare (una media di 2000 pasti al mese).

La nuova attività, nata dalla collaborazione di Milano Ristorazione, Assessorato all'Educazione e all'Istruzione del Comune di Milano e Legambiente, vedrà il coinvolgimento attivo degli alunni e degli educatori delle scuole Primarie.

Le scuole potranno aderire anche ad "Adotta un nonno a pranzo", invitando a mensa anziani del quartiere, 2/3 volte alla settimana. Gli ospiti verranno individuati insieme all'Assessorato Politiche Sociali.

Per tutte le iniziative volte a sensibilizzare le scuole sul problema dello spreco alimentare, MilanoRistorazione ha istituito un numero verde - 800710980, oltre ad una mail cui fare richiesta di adesione sia per il sacchetto Salvamerenda, che per l'invito degli anziani a pranzo: iononspreco@milanoristorazione.it

In allegato, la lettera inviata ai Dirigenti Scolastici dall'Assessore Educazione ed Istruzione Francesco Capelli.

fonte: www.ecodallecitta.it