In allegato l'invito con la modifica della sala, Sala Partecipazione,
che è stata autorizzata dalla Regione al posto della Sala Brugnoli, non
più disponibile a causa della proroga dello stato di emergenza
sanitaria.
La capienza della sala è dimezzata ed è quindi necessario prenotare al mio indirizzo e-mail (marinellagiulietti@hotmail.it). Verrà, comunque, realizzata la diretta streaming per permettere agli interessati esclusi di seguire.
Marinella Giulietti - Referente di Alleanza Italiana Stop5G Umbria e Docente membro Osservatorio Scuola
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Giovedì 4 giugno l'appuntamento è alle ore 11.30 davanti la sede dell’Istituto Superiore di Sanità (Viale Regina Elena 299, Roma): si terrà infatti il sit-in di protesta organizzato dall’Alleanza Italiana Stop 5G per «denunciare i pericoli del wireless nelle inappropriate interpretazioni sugli effetti biologici contenute nell’ultimo Rapporto Istisan 19/11, criticato anche nella sentenza della Corte d’Appello di Torino sezione lavoro emessa il 3 Dicembre 2019, in cui nel nesso con l’irradiazione elettromagnetica i giudici hanno riconosciuto la natura professionale del neurinoma del nervo acustico, tumore contratto da un lavoratore per uso di telefoni cellulari» spiegano dal gruppo.
«Altresì non cautelativa, arbitraria nonché isolata dalla comunità medico-scientifica internazionale appare poi la posizione assunta dal Dott. Alessandro Vittorio Polichetti, primo ricercatore del Centro nazionale per la protezione dalle radiazioni e fisica computazionale dell'Istituto Superiore di Sanità - spiegano dall'Alleanza Stop 5G - responsabile di dichiarazioni negazioniste del rischio rilasciate agli organi d’informazione e nel 2019 autore di un’audizione parlamentare presso la IX Commissione permanente della Camera dei Deputati in cui ha affermato che il “5G non porrà prevedibilmente nessun problema per la salute”, mentre l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro nella sezione oncologica del The Lancet ha invece ufficializzato l’aggiornamento con precedenza di valutazione di classificazione sulla cancerogenesi delle radiofrequenze onde non ionizzanti, inserita nelle “Raccomandazioni del gruppo consultivo sulle priorità per la Monografia IARC” per il periodo 2020-2024».
I promotori della protesta ricordano poi «la consegna delle firme di 340.000 cittadini contrari alla nuova invasione elettromagnetica prevista col lancio del 5G» effettuata nei giorni scorsi, il fatto che «quasi 500 Comuni d’Italia» abbiano «approvato atti amministrativi per la precauzione a tutela di milioni di cittadini» e «le oltre 300 ordinanze di sindaci che vietano la sperimentazione dello standard tecnologico di quinta generazione anche perché privo di valutazioni ambientali e studi preliminari sugli effetti socio-sanitari».
I promotori chiedono:
1) la sospensione immediata di qualsiasi forma di sperimentazione tecnologica del 5G nelle città italiane in attesa della produzione di evidenze scientifiche sull’impatto, promuovendo la ricerca di tecnologie più sicure, meno pericolose ed alternative al wireless;
2) di non innalzare gli attuali valori limite di legge nella soglia d’irradiazione elettromagnetica, puntando sulla minimizzazione del rischio proprio come indicato nei Report del Bioinitiative Group, dal Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e dall’Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011;
3) di valutare tutte le opinioni critiche e i giudizi negativi giunti dalla comunità scientifica in merito agli effetti non termici e biologici anche a medio e lungo termine dell’irradiazione elettromagnetica;
4) di farsi portavoce in sede comunitaria per l’annullamento immediato, nell’ottica della protezione della salute pubblica dall’elettrosmog, di qualunque riferimento a valutazioni e/o pareri espressi dalla c.d. ‘Commissione internazionale per la protezione delle radiazioni non ionizzanti’ (ICNIRP), associazione privata di tecnici con sede in Germania già al centro di numerosi scandali per conflitti d’interessi e legami con l’industria delle telecomunicazioni.
fonte: www.ilcambiamento.it
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Si è tenuto la scorsa settimana il Convegno su” Onde elettromagnetiche, effetti sulla salute delle persone ?“. Il Convegno organizzato dalla Commissione Ambiente dell’Ordine dei Medici di Torino, si è tenuto nella Sala Convegni di Villa Raby, sede dell’Ordine.
Sono intervenuti il Prof Tartaglia del Politecnico di Torino, il dottor D’Amore e la dottoressa Ivaldi di ARPA Piemonte, il prof Tamino (Comitato scientifico ISDE), la dottoressa Uga (pediatra Ospedaliera), la dottoressa Memore della Commissione Ordinistica, la dottoressa Difonte e il dottor Orio (associazione elettrosensibili).La dr.ssa Pastena Coordinatrice della Commissione Ordinistica ha portato i saluti del Presidente Giustetto, introducendo il Convegno.
A moderare la prima sessione la dottoressa Zanino (pediatra e componente della Commissione Ordinistica))
Molto partecipata la tavola rotonda condotta dal dottor Diaferia.(componente della Commissione Ordinistica)
I relatori intervenuti hanno dato chiare indicazioni sullo stato delle evidenze scientifiche, ricordando l’importanza dei principi di Precauzione e di Prevenzione, ma anche di Responsabilità, là dove non emergano dei chiari rapporti causali tra patolgie, non solo tumorali, ed esposizione ad onde elettromagnetiche.
Il focus è ovviamente stato sui cellulari di vecchia e nuova generazione molto diversi tra loro per potenza e versatilità, sull’evidenza che occorre allontanare la fonte di emissione grazie a cuffiette e che sarebbe molto utile evitare di portare il cellulare vicino agli organi riproduttivi, oltre che effettuare telefonate di molti minuti, per via dell’effetto di riscaldamento della parte del capo su cui poggia il telefono.
Molta attenzione si è posta nei confronti dei bambini, spesso incolpevoli inquinati ma anche poco consapevoli sui rischi eventuali da un uso eccessivo del cellulare con possibili ricadute sulla salute aumentate rispetto al soggetto adulto, esposto alle onde elettromagnetiche.
Un attenzione è stata poi posta alla prossima tecnologia del 5G, che molto inquieta anche perchè non vi sono ancora sistemi validati e precisi per la misurazione del campo elettromagnetico generato. Ne è certa l’azione a livello dell’epidermide e quindi sui nocicettori cutanei, senza dimenticare che l’epidermide è collegata agli strati cutanei profondi.
Nella Tavola rotonda si sono ripresi ed approfonditi i temi trattati, come quello degli Elettrosensibili” che non vedono ancora riconosciuta dall’OMS la identificazione della patologia, con un numero nosologico dedicato. Pertanto le persone che lamentano disturbi di vario genere dall’esposizione ai c.e.m, vengono spesso curati come persone ansiose , depresse o afflitte da fibromialgia.
Tuttavvia grazie all’azione di medici del lavoro legati all’Associazione , sono oggi possibili dispense dal lavoro o dalle lezioni scolastiche ponendo come diagnosi quella della Elettrosensibilità, che conta all’incirca 1,8 milioni di persone in Italia.
Dalla giornata sono quindi emerse le seguenti considerazioni
– ad oggi non è disponibile in commercio la strumentazione validata per misurare il campo elettromagnetico generato dal “5G” (in fase di sperimentazione anche a Torino)
– i limiti di legge europei sono stati decisi senza tener conto del voto del parlamento UE – prendendo in considerazione i soli effetti termici delle onde elettromagnetiche (ad oggi la letteratura scientifica mostra un ampio ventaglio di effetti dannosi non-termici)
Si chiede quindi che venga applicato il Principio di Precauzione e si sospendano le sperimentazioni perlomeno fino a quando non si sarà in grado di misurare il campo elettromagnetico effettivamente prodotto – in attesa che gli organismi competenti recepiscano i risultati degli studi scientifici per l’eventuale riformulazione dei limiti di legge per l’esposizione della popolazione a lungo termine.
Foto Ordine dei Medici di Torino (si riferisce ad un incontro diverso da quello narrato)
Testo di Giorgio Diaferia Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione,è direttore Sanitario del Centro di Medicina Preventiva e dello Sport del SUISM-Università di Torino. E’ docente a contratto in Medicina dello Sport Università di Torino. Dirige lo Stabilimento di Cure Fisiche del CMP e dello Sport del SUISM-UniTo E’ medico di medicina generale e giornalista pubblicista.
Vi invito a leggere l’Appello Internazionale STOP AL 5G sulla TERRA e
nello SPAZI -peraltro leggibile non solo in italiano- in particolare in
relazione ai danni GIÀ DIMOSTRATI per gli esseri umani e per
l’ambiente, “nessuna persona......sarà in grado di evitare
l’esposizione, 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, a livelli di
radiazione a RF che sono DECINE o CENTINAIA di volte più grandi di
quelle esistenti oggi, senza alcuna possibilità di fuga in nessun luogo
del pianeta.” Metteranno 20 mila satelliti in orbita bassa e media che
copriranno la Terra con fasci potenti, focalizzati e orientabili per
fornire il 5G dallo spazio irradiando le aree della Terra non raggiunte
da trasmettitori. I danni agli esseri umani riportati in questo appello
sono fondati su diecimila studi scientifici di quelli che hanno passato
il vaglio del “peer review “(che sono stati sottoposti ad una
valutazione esterna da parte di esperti nella stessa materia scientifica
autorevoli che non hanno preso essi stessi parte allo studio sotto
esame). A pagina 5 dell’Appello scrivono: “I regolatori hanno
deliberatamente ESCLUSO LA PROVA SCIENTIFICA DEL DANNO, .... gli effetti
allarmanti sulla salute... in migliaia di studi peer - reviewed SONO
STATI IGNORATI. La ragione dell’attuale inadeguatezza delle linee guida
sulla sicurezza sono i CONFLITTI di INTERESSE degli ENTI REGOLATORI.
Nelle linee guida sulla sicurezza hanno soltanto tenuto conto di una
“ipotesi obsoleta secondo cui il riscaldamento è l’unico effetto dannoso
dei campi elettromagnetici......oggi gli standard di sicurezza NON
CONSIDERANO IL VERO INQUINAMENTO...CON RADIAZIONI NON IONIZZANTI..
Sempre riferendomi all’Appello STOP al 5G scrivono:
“Centinaia di scienziati... hanno dimostrato che molti diversi tipi di
malattie e danni alla salute acuti e cronici sono causati senza
riscaldamento ( effetto non termico) da livelli di radiazioni molto al
di sotto delle linee guida internazionali “. Il 5G non è soltanto
telefonini, videogiochi, scaricare un film in pochi secondi/ 5G sarà
tutto connesso: i robot delle industrie, gli aeroplani, le banche, le
automobili senza guidatore.
Nadia Simonini Rete Nazionale dei Comitati Rifiuti Zero
I genitori del quartiere Tamburi di Taranto che occupano la scuola per difendersi dai veleni. Un partecipato sit-in a Sulmona che blocca il sopralluogo di Snam e Saipem perché il territorio è di chi lo vive non di chi lo vuole devastare per profitto. Alcuni No Tav settantenni che fanno incursione nel cantiere per l’alta velocità di Chiomonte. Diecimila persone che si riprendono Venezia al grido «Fuori le grandi navi dalla Laguna!». E poi le azioni e le proteste dei No Tap, delle Mamme No Pfas, dei No Muos, degli antimilitaristi sardi, dei comitati in difesa degli ulivi del Salento… La cattiva notizia è che tutto questo è accaduto nelle ultime settimane ma i media sono spesso distratti e riducono il fare politica alla vita del governo. La buona notizia è che ovunque, e in molti modi diversi, migliaia di persone comuni hanno cominciato a riprendere il destino della propria vita in mano
Tratta dalla pag. fb di Mamme No Tap
Un fiume di centocinquanta mamme no Pfas (acronimo che indica le sostanze perfluoroalchiliche) a Roma dal papa, con le loro t-shirt azzurre come l’acqua pura che vorremmo avere. Francesca, mamma tarantina, occupa il tavolo della giunta comunale per ribadire il diritto alla vita di tutti bambini, anche quelli di Taranto. I genitori del quartiere Tamburi, esasperati dall’assenza delle istituzioni, occupano le scuole.
A Sulmona, un partecipato sit-in blocca il sopralluogo di Snam e Saipem, perché il territorio è di chi lo vive, non di chi lo vuole devastare. Le mamme libere di Policoro scrivono al ministro dell’ambiente dando voce alla lotta contro la contaminazione da trialometani dell’acqua. In cinquanta città italiane, l’alleanza Stop 5G promuove presidi e mobilitazioni contro l’elettrosmog.
E ancora: diecimila persone si riprendono Venezia: «Fuori le grandi navi dalla Laguna!» E, quando il corteo giunge a San Marco, la fotografia per i croceristi sono migliaia di bandiere “No Navi” che sventolano. A Catania è prevista una manifestazione dei No Muos per chiedere la chiusura delle basi militari in Sicilia. Gli antimilitaristi Sardi, che chiedono la riconversione della fabbrica di bombe Rwm di Domusnovas, si sono resi protagonisti di un blitz al parlamento europeo dove hanno esposto uno striscione con la scritta “No al massacro nello Yemen”.
Alcuni No Tav over settant’anni, pochi giorni fa, hanno fatto incursione all’interno del cantiere per l’alta velocità di Chiomonte al grido di “Non ci fermeranno mai”. Il comitato No Tap ha presentato oltre dieci esposti in cui sono state segnalate tutte le criticità del progetto del gasdotto Trans Adriatico e chiede, oggi come ieri, che sia fatta chiarezza. Cosate Valle d’Itria e Popolo degli Ulivi hanno manifestato davanti alla sede RAI di Bari contro ‘l’imposizione di un nuovo latifondismo’ e a favore di una ricerca libera e della libertà di coltivazione. Chiedono lo lo stop alle misure anti xylella che impongono tagli degli ulivi e irrorazione di pesticidi. I No al carboneattaccano il sindaco di Brindisi: da sindaco ambientalista a sindaco pro fossile: la metamorfosi è inquietante, un cambio di ruolo che ha capovolto d’un botto storie personali e collettive…
E così, nonostante una specie di spaesamento che ogni tanto coglie ognuno di noi di fronte a tante “storture”, pensiamo che la concretezza di tante azioni, di tentativi di ribellione, di non assuefazione al male e alle sue troppe manifestazioni, siano la rappresentazione di un mondo, di uomini e donne, gente comune e al contempo straordinaria, che alza la voce e continua a pensare che l’unica strada possibile sia quella di continuare a percorrerla in “direzione ostinata e contraria”.