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Nasce Save The Green, il progetto per aiutare migliorare la differenziata

Domopak Spazzy e Junker insieme per un Paese più ecosostenibile




L’attenzione nei confronti della lotta all’utilizzo di materiali non riciclabili e di azioni nei confronti dell’ambiente e del riciclo è sempre più alta. La raccolta differenziata è da tempo diventata fondamentale per ridurre il nostro impatto sull’ambiente e trasformare in risorse i rifiuti che tutti noi produciamo quotidianamente, dandogli una “seconda vita”.

Domopak Spazzy, da sempre attenta ai principi di economia circolare, utilizza per la realizzazione dei suoi sacchi nettezza plastica riciclata da post-consumo recuperata dalla raccolta differenziata, avvalendosi da più di 20 anni di un processo di riciclo brevettato e certificato. Proprio per sensibilizzare il consumatore su tematiche relative al riciclo e aumentare la buona pratica della raccolta differenziata, Domopak Spazzy lancia il progetto Save The Green, nato in collaborazione con l’App Junker.

Junker è un’app unica in Europa, scaricabile gratuitamente, che aiuta i cittadini a differenziare in maniera semplice, veloce e soprattutto senza errori. Grazie a un database in continuo aggiornamento, composto da oltre 1,6 milioni di prodotti, basta inquadrare il codice a barre dell’imballaggio o, se non presente, scattare una foto, per sapere in tempo reale di quali materiali è composto e come va conferito. Grazie alla geolocalizzazione del device, tutte le informazioni fornite rispettano le specifiche regole del Comune in cui si trova l’utente e sono validate dai Consorzi delle materie.

Il progetto Save The Green vuole aiutare gli Italiani a fare la raccolta differenziata rendendo ancora più accessibile l’utilizzo di Junker grazie ad un QR Code, presente sul pack dei prodotti Domopak Spazzy, che permetterà di scaricare l’App. Scaricando Junker, potremo così differenziare al meglio e aiutare in questo modo il processo di economia circolare.

È importante sapere, ad esempio, che l’alluminio può essere riciclato all’infinito diventando nuovi contenitori e che riciclando 1KG di plastica si risparmiano 2,3 Kg di petrolio e 1,3 Kg di emissioni CO2. Inoltre, la vaschetta di alluminio sporca di cibo non va buttata nell’indifferenziato ma nell’apposito bidone di smaltimento e che la carta forno, se biodegradabile e compostabile come quella Cuki e Domopak, se presenta residui alimentari consistenti va smaltita nella frazione organica.

Save The Green, grazie alla collaborazione con Junker e ai cittadini che utilizzeranno maggiormente l’App per smaltire i propri rifiuti, identificherà il Comune italiano in cui sono state fatte più ricerche per differenziare bene i prodotti di consumo. Tutti i Comuni avranno la stessa possibilità di distinguersi come “più virtuoso” perché il progetto è pensato sia per le piccole comunità che per le grandi città. Infatti, sarà determinante il numero di scansioni per abitante. Il Comune più virtuoso riceverà da Save The Green un contributo per la riqualificazione di un’area verde individuata dal Comune stesso. L’attività di pulizia e ripristino sarà assegnata ad un’associazione o ad una onlus del territorio.

“Il progetto Save The Green nasce per sensibilizzare il consumatore a fare correttamente la raccolta differenziata e per capire le abitudini degli Italiani in merito a questa necessità – afferma Carlo Bertolino Direttore Marketing e dei progetti CSR di Cuki Cofresco. Abbiamo sempre avuto una naturale predisposizione e vicinanza ai temi del riciclo, temi che sono sin dall’inizio nel nostro DNA aziendale. Domopak Spazzy, infatti, si avvale da più di 20 anni di un processo produttivo brevettato e certificato, che permette di recuperare dalla raccolta differenziata della plastica materia prima rinnovata utile per la produzione dei sacchi nettezza. Ci è sembrato naturale, quindi, pensare ad un progetto come Save The Green per favorire la conoscenza dei vari materiali e loro riciclabilità. In Italia, inoltre, la raccolta differenziata è molto frammentata tra le varie amministrazioni ed è molto difficile dare informazioni valide per ogni Comune. Grazie alla collaborazione con Junker vorremmo semplificare questa buona pratica per gli Italiani, e allo stesso tempo aiutare a differenziare correttamente anche tutti i nostri prodotti, oltre al fatto che l’incentivo a differenziare consentirà di avere sempre più plastica da post consumo da rimettere in circolo per la produzione dei sacchetti nettezza”

“Siamo molto felici di dare il nostro contributo a questo progetto, mettendo a disposizione la nostra app – dichiara Noemi De Santis, co-fondatrice e responsabile comunicazione di Junker app: Junker sarà infatti lo strumento abilitante che, coerentemente con la sua mission, renderà più chiare e accessibili le informazioni che devono guidare i consumatori sia nella fase di acquisto sia in quella, successiva, di differenziazione di tutti i rifiuti. La circolarità è fatta di scelte e azioni quotidiani. E il progetto Save The Green è un chiaro esempio di quanto sia importante coordinare e valorizzare l’impegno per la sostenibilità di un’azienda come Domopak-Spazzy, da un lato, e l’attenzione dei cittadini nei confronti di una sempre maggiore riciclabilità e di un corretto conferimento dei prodotti di consumo, dall’altro. Il risultato di questo sforzo comune, al termine della campagna, sarà non solo una differenziata più corretta in moltissimi Comuni d’Italia, ma tornerà indietro concretamente sul territorio del Comune primo in classifica, contribuendo alla riqualificazione di un’area pubblica degradata o trascurata”.

L’iniziativa sarà attiva fino al 30 novembre 2021. Per conoscere tutti i dettagli di Save The Green basta visitare il sito di Domopak Spazzy contribuendo, in questo modo, ad uno smaltimento rifiuti più corretto, riducendo l’impatto ambientale.

fonte: www.rinnovabili.it


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Da VW i robot di ricarica mobile per le auto elettriche

Volkswagen Group Components presenta il concept della futura ricarica autonoma: sistemi mobili, attivabili tramite app o comunicazione V2X, in grado di fare “il pieno” all’auto elettrica in completa autonomia









Che forma assumerà la futura infrastruttura dell’e-mobility? A rispondere è oggi la Volkswagen disegnando uno dei pezzi che comporranno il domani delle auto elettriche. Attraverso la sua unità di business Volkswagen Group Components, la società ha svelato in questi giorni i primi prototipi dei suoi robot di ricarica mobile, sistemi intelligenti su ruote in grado di alleggerire la fase di rifornimento.

In realtà l’idea era stata presentata quasi un anno fa, ma oggi il gruppo è pronto dare un volto al prodotto e alcuni caratteristiche di massima. L’obiettivo è portare sul mercato robot di ricarica, attivabili tramite app o comunicazione vehicle-to-X, e funzionanti in totale autonomia. In altre parole i dispositivi, una volta in funzione, svolgerebbero tutte le attività dell’utente, dall’apertura dello sportello al collegamento della spina e viceversa. In teoria il sistema dovrebbe essere in grado di ricaricare più veicoli contemporaneamente, semplicemente spostando un’unità di accumulo mobile in prossimità dei mezzi. Una volta completato il “pieno”, il robot recupererebbe il rimorchio e lo riporterebbe alla stazione base affinché possa essere a sua volta ricaricato.





Il sistema è progettato per affrontare una delle principali barriere all’ingresso per coloro che vorrebbero acquistare un veicolo elettrico: la mancanza di una rete capillare di rifornimento. Sebbene il numero di stazioni in tutto il mondo continui ad aumentare, integrarle in strutture esistenti come parcheggi sotterranei e aree di parcheggio può risultare difficile e costoso. Ed è qui che entrano in gioco i robot VW.

“La creazione di un’infrastruttura di ricarica efficiente per il futuro è un obiettivo primario che sfida l’intero settore. Stiamo sviluppando soluzioni per evitare costose misure autonome”, ha spiegato Thomas Schmall, CEO di Volkswagen Group Components. “Il robot di ricarica mobile e la nostra stazione di ricarica rapida flessibile sono solo due di queste soluzioni”. La business unit sta attualmente lavorando a una famiglia completa di caricatori auto CC e la stazione di fast-charge flessibile sarà lanciata sul mercato all’inizio del 2021.

fonte: www.rinnovabili.it



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Litterati, una app per aiutare a risolvere l’emergenza rifiuti

Successo per l'app Litterati, che favorisce la raccolta dei rifiuti da parte dei cittadini e la definizione di politiche più efficaci.



Una raccolta consapevole dei rifiuti è possibile anche grazie al supporto di una app, si chiama Litterati e sta spopolando in tutto il mondo. A crearla è stato Jeff Kirschner, fondatore e CEO della stessa, sensibile alle problematiche ambientali e al problema dei rifiuti che investano le realtà urbane. In particolare la spazzatura abbandonata per strada, vera piaga sociale dei tempi moderni. L’obiettivo dell’applicazione è quella di raccogliere dati sull’immondizia abbandonata, il suo aspetto, la tipologia del materiale, dove è collocata e anche il marchio.

Una serie di immagini da condividere online così da creare una sorta di mappa virtuale della raccolta rifiuti messa in atto direttamente dai cittadini. Un’operazione che possa incidere sulle politiche locali legate al recupero della stessa, ma anche nei confronti degli imballi utilizzati. Secondo Kirschner coinvolgere la popolazione è necessario, al pari di fornire dati sulla tipologia di rifiuti che vengono indebitamente gettati per terra. Inoltre caricare il tutto sulla app rafforza il senso di collaborazione e di comunità, in tutto il mondo. Una raccolta dati globale che trasforma il recupero dei rifiuti in un modello perennemente in crescita, con 20mila articoli prelevati ogni giorno.
Una raccolta rifiuti mondiale

Il tutto è nato in modo spontaneo durante una passeggiata di Jeff con la piccola figlia, i due erano immersi nei boschi della California alla ricerca di verde e natura incontaminata. Ma la presenza di una serie di rifiuti abbandonati in un ruscello ha reso concreto un problema pressante ovvero quello del mancato rispetto nei confronti dell’ambiente. L’obiettivo di Litterati è quello di evidenziare la tipologia di spazzatura abbandonata in ogni territorio così da trovare una soluzione mirata. A San Francisco la app ha rimarcato una correlazione tra immondizia e sigarette favorendo così una causa legale tra la città e le compagnie del tabacco, ottenendo un raddoppio delle imposte sulla vendita delle stesse e generando 4 milioni di dollari di entrate annuali.

Nei Paesi Bassi Litterati ha spinto una nota azienda di caramelle ha cambiare tipologia di imballo abbandonando una vecchia soluzione poco green, in favore di una confezione riciclabile. L’obiettivo è quello di evidenziare il problema coinvolgendo le persone nella risoluzione, come ha sostenuto lo stesso Kirschner. Una maggiore partecipazione da parte delle singole comunità può davvero fare la differenza, sensibilizzando in modo naturale le persone tanto da spingerle a ragionare sulla necessità di una produzione maggiormente rispettosa e consapevole.

Fonte: TreeHugger

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Una rete di famiglie genovesi condivide oggetti, vestiti e buone pratiche per bimbi “a basso impatto”

Un’associazione di famiglie green ha creato TOORNA (“turna” in genovese vuol dire: di nuovo), una web app per scambiare e regalare oggetti, libri e vestiti dei propri bambini e che si avvale anche di trentacinque punti di ritiro a Genova. Perché “di nuovo è meglio che nuovo”.




Quando nasce un bambino, ci si trova inondati da giochi e vestitini passati da amici, regalati o prestati. Ci si rende conto di cosa serva effettivamente, solo imparando a conoscere il proprio figlio: c’è chi non userà mai le sdraiette e chi invece le amerà, c’è chi apprezzerà molto quel giochino musicale, chi invece lo ritroverà sempre in giro, lanciato come una pallina da baseball. Ogni bimbo ha i suoi gusti e il proprio carattere, certo è che le case sono sempre più piccole e lo spazio è sempre più ridotto.

Preziosa in queste situazioni è TOORNA, una vivace rete di scambi gratuiti che favorisce il riuso di oggetti e abbigliamento per l’infanzia: «Inizialmente veniva gestita su una chat Whatsapp, ma poi abbiamo visto quanto stimolava l’interesse, così, nel 2018, è diventata web app», racconta Marta Prisco, p.r. dell’associazione tRiciclo – Bimbi a Basso Impatto, ricordando gli esordi di quest’App, usatissima a Genova.

L’APP

Grazie al bando “Partecipa digitale”, lanciato dall’associazione Open Genova, l’associazione tRiciclo ha vinto con il progetto TOORNA e oggi l’iniziativa è sostenuta dal Comune di Genova e da Amiu: «La web app è stata sviluppata grazie al supporto tecnico dell’azienda genovese Dot Next e il giorno del lancio ha visto una bella partecipazione da parte delle istituzioni che si sono fatte portavoce insieme a noi di questo messaggio importante per l’ambiente e la città».



Come funziona in concreto? TooRNA consente di donare, prestare e chiedere in regalo oggetti per i bimbi nella fascia d’età 0-12 anni e per le mamme in dolce attesa. E sono quasi 5000 gli oggetti scambiati in questi primi due anni, dallo scaldabiberon alle tutine fino al triciclo, passando anche per oggetti più “strani”: «C’è una tortiera – sorride Marta – a forma di 3, che può essere usata per il terzo compleanno, ma anche per il tredicesimo o il trentatreesimo, e sta viaggiando molto, ce la siamo passata un po’ tutti… anche questo è il bello di TOORNA».

L’ASSOCIAZIONE

tRiciclo è un’associazione di genitori volontari nata da un gruppo di famiglie genovesi che ha deciso di crescere i propri figli all’insegna della sostenibilità ambientale. «Dal 2016, promuoviamo comportamenti virtuosi per la riduzione dei rifiuti, incoraggiando la condivisione di cose e saperi». Ed è iniziata con gruppi di acquisto solidale, per poi evolversi sempre di più.

GLI ALTRI PROGETTI

Oltre all’app, l’associazione porta avanti altre iniziative, come PANNOLINI VERDI, che promuove l’uso di pannolini lavabili e di pannolini biodegradabili, attraverso gruppi di acquisto e la sperimentazione negli asili nido genovesi. Risale, poi, al 2019 un grande censimento svolto dai volontari per indagare e mappare le abitudini dei vari istituti scolastici del territorio e diffondere l’uso di stoviglie lavabili. «In diversi casi, siamo riusciti a far virare nella direzione più ecosostenibile diversi plessi, facendo adottare borracce in metallo da ogni alunno, sostenendo le famiglie organizzando gruppi di acquisto dedicati».



«A breve lanceremo un video animato di presentazione dell’associazione che verrà proiettato nei corsi prenascita negli ospedali di Genova: Carla Signoris ci ha prestato la sua voce ed è stato realizzato da YOGE, un’agenzia genovese di comunicazione sensibile, grazie al sostegno di ERG e al supporto di IREN».

Altro tema molto sentito dall’associazione è quello della mobilità. Proprio in queste settimane stanno promuovendo il pedibus, con l’hashtag #desideriodipedibus, un “trenino” di bambini e genitori diretti a scuola nel modo più ecologico e divertente: a piedi! E vedere questi bambini camminare insieme fino alla scuola, attraversando in sicurezza il centro città, è emozionante.

«Quello che desideriamo è che diventi la regola: stiamo lavorando per istituire “zone 30”, dove non si possono superare i 30km/h nei pressi delle scuole, e sensibilizzare le scuole sulla necessità di investire tempo ed energie sull’importanza della mobilità sostenibile».

E i piani per il futuro riguardano l’adozione di TOORNA da realtà associative non genovesi: «Vorremmo condividere l’App, essendo opensource, con associazioni simili alla nostra in altre città, liguri e d’Italia: in soli due anni abbiamo risparmiato alla discarica quasi 5000 oggetti, quindi la nostra iniziativa può essere importante per tante famiglie che si vogliono aprire agli scambi anche al di fuori dai confini regionali».

Grandi idee combinate a piccole azioni, che danno un segnale forte alla cittadinanza: per l’ambiente e per vivere meglio.

fonte: www.italiachecambia.org


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Ecospedia, il nuovo servizio app per una spesa con meno plastica

Dal 1 ottobre è disponibile su Play Store e App Store un nuovo servizio rivolto a sette comuni del Consorzio dei Navigli per scegliere dove acquistare prodotti con meno imballaggi in plastica.




Da oggi una spesa con meno plastica e più consapevole è possibile grazie al servizio ECOSPEDIA, servizio offerto all’interno dell’App Junker e rivolto ai territori di Corbetta, Albairate, Cassinetta di Lugagnano, Cisliano, Cusago, Ozzero e Morimondo, su iniziativa del Consorzio dei Comuni dei Navigli e in collaborazione con Confcommercio Abbiategrasso.

ECOSPEDIA è stato realizzato da A.I.C.A. (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale) nell’ambito del progetto “Plastic Challenge” indetto dalla Fondazione Cariplo.

L’obiettivo di ECOSPEDIA – accessibile scaricando l’App Junker tramite Play Store o AppStore a partire dal 1 ottobre 2020 – è quello di indicare attraverso una facile mappa l’esercizio commerciale più vicino che offre imballaggi alternativi alla plastica. I punti commerciali saranno consultabili direttamente sulla mappa oppure filtrando per prodotto (acqua, uova, latticini, carne, pesce, detersivi, ecc.). Inoltre, i negozi aderenti alla rete di ECOSPEDIA saranno identificabili tramite l’adesivo apposto all’ingresso del locale.

L’App viene lanciata con tutti i servizi informativi inerenti alla raccolta differenziata previsti da Junker, mentre nell’area dedicata a ECOSPEDIA, accessibile tramite un pulsante ben visibile, si potranno trovare già i primi negozi aderenti alla rete: da questo momento qualunque negozio dei territori selezionati sia in grado di offrire prodotti a basso contenuto di plastica o totalmente plastic-free può aggiungersi alla rete. Sarà sufficiente contattare l’associazione A.I.C.A. o rivolgersi al Consorzio dei Comuni dei Navigli.

Infine, il servizio ECOSPEDIA offre anche una serie di buone pratiche plastic-free: grazie a uno studio di benchmark realizzato prima del lancio della campagna, nell’App è stato inserito un elenco di consigli utili su come ridurre la plastica nella propria spesa e quali nuovi servizi potrebbe ospitare il proprio territorio in futuro.


“Meno plastica, una spesa fantastica”

È questo il claim che accompagna il lancio di ECOSPEDIA. In Italia, infatti, su circa 2,2 milioni di tonnellate di imballaggi in plastica immessi al consumo nel 2017, circa il 43,5% è stato avviato a riciclo, mentre il 40% è stato oggetto di recupero energetico. Su un trend che vede un aumento costante dell’immissione al consumo, la quota parte di plastiche non riciclate è rimasta essenzialmente invariata negli ultimi 4 anni. Tale contesto ci dimostra che è necessario agire soprattutto in un’ottica di prevenzione e riduzione, puntando prioritariamente sul cambiamento delle abitudini di consumo e degli stili di vita, in ottica di economia circolare.

Il progetto ha come obiettivo quello di rendere protagonisti di questo paradigma gli esercizi commerciali di prossimità, perché siano essi stessi a farsi portatori del cambiamento.

«Il progetto Ecospedia prevede un cambio delle abitudini di acquisto dei cittadini e il coinvolgimento del territorio in un progetto innovativo che crea da un lato legami e gesti nuovi e che dall’altro coinvolge interlocutori differenti, da chi gestisce i rifiuti, ai commercianti, ai Comuni oltre al Consorzio dei Comuni dei Navigli e alla Confcommercio Abbiategrasso. – spiega Emanuela Rosio, Presidente di A.I.C.A. – L’obiettivo di A.I.C.A. è aiutare i cittadini a scegliere e renderli consapevoli che si può fare acquisti in modo diverso e soprattutto che è un diritto dei consumatori acquistare prodotti con meno imballi, rispondendo proprio alle loro richieste che abbiamo raccolto e analizzato con una survey realizzata nei mesi scorsi».

«Continuano le azioni concrete per promuovere nel territorio “buone pratiche” quotidiane, volte da un lato a ridurre l’inquinamento, dall’altro ad aumentare progressivamente gli standard di qualità della vita. – afferma Carlo Ferrè, presidente dei Comuni del Consorzio dei Navigli – I cittadini dei nostri comuni consorziati hanno sempre aderito con grande interesse ai progetti e alle campagne di sensibilizzazione ambientale dimostrando di essere virtuosi e lungimiranti. In questo modo si riesce a creare una fitta rete territoriale, fatta di persone “responsabili e consapevoli”, che permette anche di ottimizzare il sistema di gestione integrata dei rifiuti urbani, per esempio riducendo le diverse tipologie di scarti, in primis la plastica, e migliorando la qualità della differenziata».

fonte: www.envi.info


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Non solo imballaggi. Con l’app Junker ora basta una foto per differenziare tutti i rifiuti grazie all’intelligenza artificiale















“E questo dove lo butto?” Una domanda che, prima o poi, tutti si sono posti davanti a un imballaggio dubbio e senza indicazioni di smaltimento, o peggio di rifiuti come piatti rotti e penne esaurite, che possono diventare un grattacapo quando non si hanno sottomano le istruzioni della raccolta differenziata del nostro comune. E allora che fare? Per aiutare i cittadini confusi, negli anni sono nate diverse app per la raccolta differenziata, come la popolarissima Junker (ne avevamo già parlato qui), prima in Europa spiegare come separare correttamente confezioni e imballaggi semplicemente inquadrando il codice a barre, che ha recentemente lanciato la nuova funzione “inquadra e differenzia” basata su tecnologie di riconoscimento immagine.

È sufficiente fotografare l’oggetto – per esempio, un cucchiaino da tè – di cui vogliamo scoprire le modalità di smaltimento e il sistema proverà a riconoscerlo. Una volta inviata la foto, in pochi secondi arriverà la risposta e l’app ci chiederà se è corretta o sbagliata. Se la risposta è giusta e il software ha riconosciuto l’oggetto, fornirà informazioni sulla sua composizione e su come smaltirlo nel modo giusto: nel nostro caso, negli ingombranti metallici. Se invece la risposta è sbagliata e il sistema non ha riconosciuto l’oggetto, lo si può comunque cercare manualmente nel database dell’app, una funzione già presente in precedenza, ma sicuramente meno immediata del riconoscimento fotografico.


Con l’app Junker si può scoprire come smaltire oggetti e rifiuti senza codice a barre grazie al riconoscimento fotografico e all’intelligenza artificiale

La funzione, infatti è ancora in beta, cioè il sistema sta ancora “imparando” a identificare correttamente gli oggetti dalle foto degli utenti. “Abbiamo lavorato molti mesi per arrivare a questo risultato – sottolinea Giacomo Farneti di Junker – Si tratta infatti di una tecnologia sperimentale, mai applicata prima d’ora in questo campo, basata su un sistema di apprendimento automatico che si evolve grazie alla collaborazione degli utenti”. Quindi, più fotografie vengono caricate, meglio il sistema imparerà a riconoscere i rifiuti. Per il momento, è lecito

In più, se il proprio comune di residenza è uno degli 800 che hanno aderito alla rete Junker, l’app dirà anche se deve essere conferito presso una piattaforma ecologica (come nel caso del nostro esperimento), con tanto di indirizzo e orari, oppure se è previsto il ritiro porta a porta e con quali modalità.

Il cavallo di battaglia di Junker, però, resta il sistema di ricerca dei prodotti basato sui codice a barre, che già oggi riconosce oltre 1,6 milioni di prodotti, di cui 220 mila segnalati dagli utenti. Infatti, se un prodotto o un oggetto non sono presenti nel database dell’app è possibile inviare una segnalazione, così che le informazioni di smaltimento vengano inserite e rese disponibili agli altri 1,3 milioni di utenti che l’hanno scaricata gratuitamente.

fonte: www.ilfattoalimentare.it


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Green League: la sostenibilità ambientale si impara giocando

CONOU rinnova l'app Green League, realizzata con il supporto scientifico di Legambiente, per insegnare la sostenibilità ambientale attraverso il gioco.





Un gioco per salvare l’ambiente divertendosi. Questo è quanto propone Green League, la rinnovata app realizzata dal CONOU (Consorzio Nazionale degli Oli Usati) con la consulenza scientifica di Legambiente. Educazione e divertimento insieme, con i tre giochi scelti (Snuck, Garble e Oil Buster Reloaded) volutamente ispirati a quella dimensione “arcade” tipice delle sale giochi.

Green League è realizzata dal CONOU con la collaborazione tecnica di Mashfrog, società di innovazione digitale. Il Consorzio ha voluto puntare su una miscela di educazione e intrattenimento: prima di ogni partita gli utenti riceveranno delle “pillole formative” su temi legati alla sostenibilità come ad esempio il risparmio energetico e la raccolta differenziata; al termine della sessione di gioco alcune rapide domande potranno permettere di “incrementare il proprio punteggio e scalare la classifica mondiale”. Ha dichiarato Paolo Tomasi, presidente CONOU:

Green League è un’app elaborata con un duplice obiettivo: da un lato vuole sensibilizzare un vasto pubblico che va dagli studenti delle scuole elementari ai teenager, dai millennials ai giovani adulti amanti del gaming. Dall’altro vuole incoraggiare l’adozione di comportamenti virtuosi per favorire la tutela ambientale: per questo si serve della doppia anima del progetto Green League che unisce contenuti formativi alla presenza ludica.


La possibilità di scalare la classifica rispondendo a domande sui temi ambientali punta a creare una community di giocatori consapevoli e desiderosi di diffondere il messaggio legato alla sostenibilità ambientale. Questi i tre giochi disponibili, insieme a tante informazioni utili per salvaguardare l’ambiente, all’interno della app Green League (disponibile per iOS e Android):
Oil Buster Reloaded – Nuovo concept di gioco suddiviso in 14 livelli e layout con focus sulla qualità della raccolta dell’olio usato. Protagonista del gioco è Joil, la storica mascotte dei progetti di educazione ambientale del CONOU. Il personaggio viene riprodotto in versione 3D ed è impegnato a liberare le gocce d’olio usato colpendo gruppi di sfere e successivamente a raccoglierlo, evitando però di includere gocce d’acqua o di altre sostanze inquinanti per preservare la qualità del rifiuto raccolto.
Snuck – Evoluzione green di Snake, l’indimenticabile gioco che ha dominato gli anni ’90, che assume una nuova veste grafica in 3D per rendere ancora più realistica l’esperienza. Il giocatore, alla guida di un mezzo di raccolta del CONOU, deve raccogliere il maggior numero di barili di olio usato possibile contribuendo così all’economia circolare della Filiera.
Garble – Realizzato sulla logica del classico tetris, è centrato sul recupero di materiali di uso quotidiano in un’ottica di economia circolare evoluta. Lo scopo è abbinare tre o più icone dello stesso oggetto riciclabile (olio usato, carta, plastica, alluminio, rifiuti organici e batterie) per innescare serie di combo, prestando però particolare attenzione ai rifiuti speciali al fine di ottenere punti aggiuntivi e incrementare il tempo di gioco a disposizione.

fonte: www.greenstyle.it

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Joinon, da Gewiss le nuove colonnine di ricarica smart che si gestiscono via app

















I veicoli elettrici sono sempre più diffusi nelle nostre città, dalle auto alle moto fino ai mezzi di trasporto. La maggiore sensibilità verso la tutela dell’ambiente ma anche le restrizioni imposte per far fronte all’inquinamento atmosferico (blocco auto, ZTL), stanno spingendo sempre di più i cittadini a scegliere soluzioni più ecologiche per spostarsi.
Si ricorre quindi di più ai veicoli elettrici. Da ciò nasce la necessità di avere a disposizione anche una infrastruttura di ricarica al passo coi tempi per ricaricare i veicoli elettrici in modo semplice, veloce e smart, monitorando anche via app lo stato del proprio mezzo.
Esistono varie soluzioni ma Gewiss ha messo a disposizione un sistema unico di colonnine di ricarica dei veicoli elettrici. Si chiama JOINON.
L’elettricità sta prendendo sempre più piede nelle strade delle nostre città. Da una parte il calo dei costi dei veicoli a zero emissioni, dall’altra una maggiore offerta di soluzioni per la ricarica, stanno favorendo la diffusione delle auto elettriche, all’insegna della smart mobility.
Gewiss ha cercato di far propria questa idea con JOINON, l’offerta per la ricarica di tutti i veicoli elettrici, che comprende sia l’infrastruttura tecnologica, la colonnina vera e propria, che la sua totale gestione. In altre parole, offre sia le stazioni di ricarica che gli strumenti per utilizzarle al meglio. Tra queste l’App per smartphone e tablet, che garantisce una intelligente delle colonnine.
Esistono varie tipologie di colonnine di ricarica JOINON, una per uso privato (ad esempio installata nei garage personali) e due per gli spazi pubblici.
Per l’uso privato JOINON offre Easy, un’unità di ricarica adatte a periodi di sosta prolungati in abitazioni o condomini con posti assegnati. È disponibile sia nelle versioni con cavo e potenze di ricarica fino a 4,6 kW sia in versione con presa fissa e potenze di carica fino a 22 kW.
Le unità di ricarica messe a disposizione da JOINON per l’uso pubblico sono due: I-On da pavimento e JOINON. I loro punti di forza? Sono in grado di resistere ad ogni tipo di urto, sollecitazione, atto vandalico e agente atmosferico. Con un guscio in lamiera d’acciaio verniciato con trattamento anti-graffiti e due prese di ricarica antivandalo Tipo 2 con shutter, raggiungono i 32A 400V e permettono la ricarica simultanea di due veicoli fino a 22 kW. Grazie alla caratteristica forma esagonale poi sono compatibili con qualsiasi configurazione di parcheggio (a pettine, a nastro, a lisca di pesce) garantendo la migliore visibilità delle prese. È presente anche un display TFT retro illuminato e due LED RGB, per segnalare dello stato delle prese, sia frontalmente che lateralmente.


Software, app e cloud JOINON

Insieme alle colonnine JOINON, GEWISS mette a disposizione un servizio di comunicazione in cloud, una piattaforma web che consente di gestire le infrastrutture e il servizio di ricarica tramite software (per i gestori) e APP per smartphone o tablet (a disposizione degli utilizzatori).
Per quanto riguarda il software di gestione, esso permette ai proprietari delle stazioni di monitorare la situazione delle singole unità in tempo reale. La piattaforma web invece consente di censire la fruizione dei servizi di ricarica raccogliendo direttamente gli introiti.
L’app, gratuita e disponibile sia in versione Android che IoS, consente all’utente E-driver ossia a ogni guidatore di auto elettrica di visualizzare in ogni momento la disponibilità di ogni unità di ricarica, di monitorare lo stato delle sigole prese e di riservare, attivare o disattivare tutte le operazioni di ricarica.
Infine, la piattaforma in cloud di JOINON permette a ogni E-driver che ha già un contratto con altri Provider di utilizzare liberamente i dispositivi JOINON.

Garanzia e manutenzione di JOINON

Le colonnine di ricarica JOINON non richiedono manutenzione frequente grazie alla possibilità di eseguire diagnosi a distanza. In questo caso, si può risolvere il problema da remoto in maniera molto veloce ed economica.

fonte: www.greenme.it

Parte da Roma il servizio Popmove, il primo Social Mobility Network d’Italia

Presentato il servizio di mobilità che permette di mettere la propria auto a disposizione di una comunità di utenti garantita e certificata.















Popmove è stato anticipato dalla campagna sociale che ha visto la Capitale invasa da cartelli pubblicitari con la provocatoria scritta “Cercasi scambisti”


fonte: www.rinnovabili.it

Dai tetti delle case l’energia per ricaricare le auto elettriche

Grazie alla partnership tra Fotovoltaico Semplice e SIFÀ è stata progettata una rete in grado di assorbire energia con la propria abitazione attraverso i pannelli fotovoltaici e diffonderla con delle colonnine per ricaricare le auto elettriche. Una app dedicata permetterà la gestione attraverso lo smartphone





Una soluzione innovativa consiste senza dubbio nel progettare una rete capace di assorbire energia con la propria abitazione tramite i pannelli fotovoltaici e diffonderla attraverso colonnine appositamente pensate per ricaricare le più innovative ed ecologiche auto elettriche.

L’idea avveniristica è realtà grazie alla collaborazione virtuosa tra due brand italiani che rappresentano l’eccellenza nostrana anche oltre confine: Fotovoltaico Semplice, azienda romana di proprietà del gruppo IMC Holding che, negli ultimi anni, grazie a pannelli fotovoltaici tra i più evoluti, ha ottenuto numerosi riconoscimenti e SIFÀ, società di Noleggio Auto a Lungo Termine che ha siglato un accordo con il Banco Popolare dell’Emilia Romagna per fornire un pacchetto di servizi ancora più ricco.

L’obiettivo della partnership è quello di estendere le immense potenzialità dell’energia pulita in modo sempre più efficace, dotando i consumatori che già ne fanno utilizzo di strumenti innovativi e soprattutto integrati tra loro.

Grazie alla rete di clienti di Fotovoltaico Semplice, verranno diffuse delle colonnine di ricarica della Mennekes, modello Wallbox AMTRON, ideate in maniera specifica per il mercato residenziale.





Si tratta di dispositivi per la ricarica di veicoli elettrici in modalità 3, con presa di carica prevista dagli standard europei e quindi compatibile con tutti i modelli di autovetture elettriche di nuova generazione.

Un’app dedicata, la Charge App, mostra inoltre tutte le informazioni relative alla ricarica di corrente consentendo la piena gestione della colonnina con un tap sullo smartphone.

Il progetto è completato con i servizi offerti dalla società di autonoleggio SIFÀ, che metterà a disposizione le più moderne Auto Smart Elettriche per allargare il campo di sostenibilità energetica anche alla E-Mobility.

Il funzionamento del circuito è completamente ad impatto zero: si crea energia grazie ai pannelli di Fotovoltaico Semplice e si sfruttano le colonnine Mennekes, distribuite da VP SOLAR, azienda europea di sistemi energetici, per ricaricare la propria auto elettrica (che può essere fornita da SIFÀ).

La presentazione ufficiale del pacchetto avverrà in un meeting a Milano attorno a metà giugno.

fonte: www.lastampa.it

Too Good To Go, arriva l’app contro lo spreco alimentare

Una app per combattere lo spreco alimentare ed evitare che cibo ancora buono finisca nella spazzatura: come funziona e quali sono i vantaggi.







Una app per combattere lo spreco alimentare. Si chiama Too Good To Go e punta a permettere di evitare che alimenti ancora buoni per il consumo finiscano nella spazzatura. Dopo il debutto nel 2015 in Danimarca ed essere arrivata a servire in totale 9 Paesi in Europa, l’applicazione ha raccolto oltre 8 milioni di utenti e permette loro di comprare a prezzi ribassati il cibo invenduto “troppo buono per essere buttato” di bar, ristoranti, pasticcerie, forni, hotel e supermercati.
L’app Too Good To Go è disponibile sia per dispositivi iOS che Android tramite le piattaforme App Store e Google Play. Il meccanismo è semplice: i commercianti e i ristoratori possono iscriversi al servizio e mettere in vendita a prezzi minimi le cosiddette Magic Box, confezioni speciali composte da prodotti risultati invenduti a fine giornata e per legge non vendibili il giorno successivo.
Si tratta di pacchi dal costo compreso tra i 2 e i 6 euro, che gli utenti potranno acquistare presso i locali aderenti all’iniziativa. Una volta pagato il prezzo basterà andare a ritirare la propria “Magic Box” nella fascia oraria indicata per scoprire cosa c’è all’interno. Oltre a contrastare lo spreco alimentare tutto ciò permetterà di risparmiare all’ambiente 2 kg di CO2 e, grazie all’invito a portare con sé le proprie borse o contenitori, di limitare l’utilizzo di imballaggi. Come ha dichiarato Eugenio Sapora, Country Manager di Too Good To Go per l’Italia:
Il nostro obiettivo è creare la più grande rete antispreco in Italia: ad oggi sono state oltre 11 milioni le Magic Box acquistate in Europa, il che ha permesso a livello ambientale di evitare l’emissione di più di quasi 23 milioni di tonnellate di CO2. Punto di partenza è Milano, dove hanno già aderito numerosi ristoratori, bar e pasticcerie.
Tra i primi ad aderire all’iniziativa i ristoranti biologici EXKi e i punti vendita Carrefour Italia, mentre Eataly prende parte con un progetto pilota dedicato presso la sede di Milano Smeraldo. A commento dell’iniziativa è intervenuto Alfio Fontana, responsabile CSR Carrefour Italia:
La lotta allo spreco alimentare è da sempre al centro di numerose iniziative concrete, promosse a livello mondiale da Carrefour Gruppo nella strategia della Transizione Alimentare. Fondamentale è che sempre più persone siano consapevoli dell’importanza della riduzione degli sprechi, oltre che di una corretta alimentazione. È importante inoltre il coinvolgimento di tutti gli stakeholder, con particolare attenzione ai nostri clienti. La proposta di soluzioni pratiche come l’app Too Good To Go consente di accelerare il raggiungimento dell’obiettivo di riduzione dello spreco alimentare, esigenza non solo sociale, ma anche ambientale.


A Milano le Magic Box verranno preparate anche da to.market, mentre faranno parte dell’offerta anche i Tramezzini Veneziani di Tramè e i prodotti del micropanificio artigianale Le Polveri. Ha concluso Mette Lykke, CEO Too Good To Go:
Too Good To Go è nato dalla semplice intenzione di risolvere il problema quotidiano dello spreco di cibo, che ha delle ripercussioni importanti dal punto di vista sociale, economico e ambientale. L’app offre a ciascuno di noi l’opportunità di impegnarsi nella lotta agli sprechi, permettendo ai ristoratori di conquistare nuovi clienti e ai consumatori di provare nuovi prodotti a prezzi minimi.
fonte: https://www.greenstyle.it

Ecologicpoint: guadagna spostandoti in modo ecologico!



Ecologicpoint ha aderito a Movecoin l’app gratuita, la prima app Italiana che ti permette di guadagnare e/o risparmiare soldi, semplicemente usando la tua bici in città o camminando, preferendo quindi lo spostamento ecologico e salutare, all'utilizzo dell'auto. 
Puoi utilizzarla anche correndo a piedi o col la bici da corsa, inserendo il metodo di spostamento utilizzato, direttamente nell'app.
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Per maggiori info e poter scaricare l'app, visita il sito:

http://www.movecoin.info/


fonte: Ecologicpoint

Mercato Circolare, l'app dell'economia che gira bene

Promuovere l'economia circolare partendo da un utilizzo mirato delle tecnologie digitali. Nasce con questo obiettivo l'app Mercato Circolare, che permette di trovare prodotti, servizi ed eventi presenti sul territorio riducendo i rifiuti. Per sapere cos'è e come funziona abbiamo intervistato Nadia Lambiase, ideatrice del progetto.
















Puoi presentarti?
"Mi chiamo Nadia Lambiase, ho 36 anni e sono laureata in Cooperazione, Sviluppo e Mercato Transnazionali. Dopo dieci anni in Banca Etica, in cui mi sono occupata di progetti di microcredito, microrisparmio, innovazione, pianificazione strategica e controllo di gestione, sono oggi dottoranda in Innovation for the Circular Economy all’Università degli Studi di Torino. Sono ideatrice, fondatrice e presidente di Mercato Circolare srl società benefit, come pure dell’Associazione Pop Economix".
Che cos'è Mercato Circolare?
"Mercato Circolare è una applicazione gratuita che rivela agli utenti chi, in Italia e anche fuori, sta facendo economia circolare. Ed è anche una start-up innovativa a vocazione sociale, nonché benefit company, fondata a giugno del 2018 con la missione di far emergere e far crescere l’attenzione e l’interesse del pubblico per l’economia circolare e le sue imprese, a partire da un uso mirato delle tecnologie digitali.
In Italia, va sottolineato, esistono ormai centinaia di imprese che producono e/o vendono beni e/o servizi seguendo i principi dell’economia circolare. E tanti italiani si dicono interessati a prodotti che riducono sensibilmente l’impatto sull’ambiente. Ma non sempre imprese e potenziali clienti si incontrano. Per questo stiamo provando a costruire ponti tra cittadini e imprese che hanno fatto questa scelta coraggiosa e intelligente".




















Com'è nata l'idea?
"L’idea di creare una app nasce nella primavera 2017, contemporaneamente alla messa in scena dello spettacolo Blue Revolution. L’economia ai tempi dell’usa e getta, seconda produzione dell’Associazione Pop Economix che si occupa di aiutare le persone a conoscere l’economia per essere cittadini più consapevoli.
Blue Revolution unisce tre storie – la storia dell’economia dell’usa e getta, il dramma dell’inquinamento da plastica dei mari e la vicenda del giovane imprenditore Tom Szaky, per proporre una nuova visione del rapporto tra produzione, consumo e ambiente: un’alleanza basata sull’economia circolare, quella che trasforma i rifiuti in ricchezza, e l’economia civile, teorizzata da Antonio Genovesi (1763) qualche anno prima del celebre "La Ricchezza delle Nazioni" di Adam Smith. Per Genovesi, in fatti, il fine ultimo dell’economia non è la ricchezza ma la felicità pubblica. 
Il lavoro di costruzione drammaturgica ha fatto scoprire tante realtà virtuose di economia circolare in Italia, ma poiché, ai fini dello spettacolo, si è scelto di raccontare una storia straniera è nata l’idea di creare un sistema semplice per renderle accessibili a tutti le storie di imprese raccolte, attraverso una app.
Dalla app si è passati a scegliere di dare vita a una azienda a nostra volta, i cui soci fondatori, oltre a me, sono Riccardo GagliarducciPaolo PiacenzaCarlotta Cicconetti e la stessa Associazione Pop Economix".














Che cosa intendete per "imprese circolari" e perché è importante promuoverne la diffusione?
"L’economia circolare rappresenta la risposta strutturale più avanzata e completa al nodo della sostenibilità dello sviluppo economico, in ragione dei quattro principi su cui si fonda. Questi sono anche i criteri alla luce di quali selezioniamo imprese e prodotti da far conoscere attraverso la app. E’ più facile parlarne se facciamo qualche esempio.
Il primo principio postula la necessità di generare valore dallo scarto, come ben rappresenta l’operato di Edizero, nata in Sardegna, che recupera le eccedenze della lana, delle sottoproduzioni di vinacce, di latte, di miele, di formaggi, di potature, per ottenere prodotti isolanti, pitture e intonaci ecologici. O come ha scelto di fare l’azienda Quagga, che produce giacche e maglie a partire da plastica riciclata.
Il secondo principio postula la transizione verso l’utilizzo di materiale biodegradabile e l’utilizzo di energie da fonti rinnovabili, come evidenzia il processo produttivo della società agricola Le Erbe di Brillor, di Alice Superiore (Torino), che realizza agridetergenti per bucato e piatti a partire da piante che coltiva e trasforma presso la propria cascina.
Il terzo principio postula la necessità di estendere la vita dei prodotti attraverso il mercato dell’usato, attraverso la riparazione, la vendita di prodotti sfusi, e la rigenerazione. Qui basta è pensare agli artigiani che fanno ancora riparazioni, ai negozi leggeri, a chi costruisce per la durata (lo smartphone Fairphone, ad esempio) o ha introdotto processi di rigenerazione degli elettrodomestici come il progetto Ri-Generation, di Torino, ideato da Astelav.
Infine il quarto principio invita a concentrarsi sul valore d’uso piuttosto che su quello di proprietà, come per esempio incentiva a fare la App Paladin con cui è possibile mettere in condivisione le cose che abbiamo ma usiamo raramente, come, ad esempio, il proprio trapano o le ciaspole per andare sulla neve".




















Avete creato un'app. Di cosa si tratta e come funziona?
"La app Mercato Circolare, disponibile in versione beta per Android e Apple, dà accesso a una mappa qualificata e georeferenziata del mondo dell’economia circolare in Italia e non solo: ad oggi censisce più di 400 realtà ed è pensata sia per cittadini, proponendo prodotti e imprese che si rivolgono al consumatore finale, sia per le aziende, proponendo prodotti e imprese che si rivolgono ad altre imprese. Importante anche, la sezione "Partecipa in Prima Persona", dove si possono trovare non solo eventi sul tema dell’economia circolare ma anche associazioni e organizzazioni eco-sostenibili, come ciclofficine, ferramenta di quartiere e orti urbani. Una mappa, quella di Mercato Circolare, che si arricchisce grazie a un lavoro di scouting quotidiano e grazie al crowdsourcing degli stessi utenti che suggeriscono prodotti, imprese, iniziative in linea con i criteri dell’economia circolare".
Che attività portate avanti e quali eventi organizzate? Solo a Torino o anche in altre città?
"Oltre alla app, Mercato Circolare conduce attività di formazione e consulenza su tutta Italia. Infatti, cura la realizzazione di eventi formativi, divulgativi e culturali, come la circuizione dello spettacolo teatrale "Blue Revolution. L’economia ai tempi dell’usa e getta" e workshop modulabili. Attiva inoltre percorsi di consulenza e occasioni di networking tra imprese, istituzioni, enti di ricerca, come per esempio il percorso di consulenza che sta portando avanti con il comune di Genola, nel cuneese, per coinvolgere e sensibilizzare la cittadinanza sui temi della raccolta differenziata e dell’economia circolare, includendo alcune imprese circolari del territorio".
Il progetto Mercato Circolare è nato da poco. Com'è andata questa fase iniziale e quali i prossimi obiettivi?
"Siamo ancora in fase di avvio ma abbiamo già ottenuto un riconoscimento importante: siamo stati selezionati tra le prime 10 start up più innovative dal Circular Economy Network.
Uno dei prossimi progetti di Mercato Circolare è quelli di attivare percorsi di uso del gioco – digitale o meno - come modalità di apprendimento su temi specifici come l’energia, il cibo e il fashion, per fare un giro virtuale tra imprese, prodotti, eventi ed esperienze circolari".

fonte: http://piemonte.checambia.org