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Decresciamo le nostre emissioni di gas serra



PER LA PRIMA VOLTA E' PIOVUTO SULLA SOMMITA' DELLA CALOTTA GLACIALE IN GROENLANDIA
Sottotitolo: è soltanto la terza volta in dieci anni che sono state registrate temperature sopra lo zero sul punto più alto della calotta glaciale
L'articolo scritto da Denise Chow è stato pubblicato sul sito nbcnews in data 19 agosto 2021.
Ha piovuto per parecchie ore nella zona più ...

La calotta glaciale della Groenlandia perde 8mld di tonn al giorno

Gli scienziati registrano un secondo evento di fusione massiccia per un vasto corpo di ghiaccio che ricopre la Groenlandia. Non intenso come quello del 2019, ma ugualmente preoccupante



Anche per la calotta glaciale della Groenlandia è iniziata l’estate. E con l’arrivo delle temperature più calde, i circa 1,7 milioni di km² di ghiaccio che occupano il territorio iniziano a “perdere pezzi”. Un fenomeno naturale che, tuttavia, dal 2000 ha registrato una costante accelerazione; rendendo sempre più difficile alle precipitazioni nevose riequilibrare la situazione. Il record negativo si è toccato nel 2019, quando la fusione dei ghiacci ha liberato 600 miliardi di tonnellate d’acqua. Un importo in grado di innalzare di 1,5 millimetri il livello del mare.

E quest’anno? Non va poi così bene. Secondo i ricercatori danesi di Polar Portal, l’ondata di caldo che ha raggiunto il territorio con temperature di oltre 10 gradi sopra la media stagionale, ha prodotto precise conseguenze. Da mercoledì a sabato la calotta glaciale della Groenlandia ha perso circa otto miliardi di tonnellate di ghiaccio al giorno. Un valore doppio rispetto al normale tasso medio estivo. Per spiegarlo in termini semplici l’evento ha coinvolto abbastanza massa “da coprire la Florida con 5 centimetri d’acqua”.


Spiega il professor Jason Box, scienziato del Servizio Geologico Nazionale della Danimarca e della Groenlandia: “Sebbene quest’anno l’inizio della stagione di ablazione sia avvenuto in ritardo, i nostri dati mostrano che la fusione è stata piuttosto intensa sulla calotta glaciale da giugno. E con un inverno relativamente secco rischiamo di registrare una perdita di ghiaccio molto elevata questo anno, al apri del 2019, se dovessimo andare incontro ad un altro picco di caldo“.

Attualmente “il livello del mare sta attualmente aumentando a un ritmo di circa 4 mm all’anno”, aggiungono gli scienziati danesi. “Più della metà di questo proviene dallo scioglimento dei ghiacciai e delle calotte glaciali. Un nuovo studio scientifico mostra che la velocità con cui quest’ultime stanno perdendo ghiaccio è nella fascia alta di quanto previsto dai modelli climatici nell’ultimo grande rapporto IPCC. Superando anche quanto previsto dai modelli climatici con le attuali emissioni di gas serra. Le ragioni di ciò sono diverse in Groenlandia e in Antartide, e ciò evidenzia la necessità di lavorare per capire il fenomeno”.

fonte: www.rinnovabili.it


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La Groenlandia ha deciso di vietare le attività petrolifere

Il governo della Groenlandia ha annunciato che non saranno più sfruttate riserve petrolifere sul proprio territorio, per ragioni economiche e climatiche.








La Groenlandia ha deciso di vietare le attività di ricerca di petrolio su tutto il territorio nazionale. Ad annunciarlo è stato il governo guidato da Mute Egede, nella giornata di venerdì 16 luglio: secondo l’esecutivo dell’immensa isola nordica, lo sfruttamento delle fonti fossili è poco redditizio e troppo pericoloso per clima e ambiente.

Allo studio un divieto anche sull’estrazione di uranio

Si tratta della prima grande riforma approvata sulla questione dal governo, retto da una coalizione composta da sinistra ed ecologisti. I dirigenti della Groenlandia stanno riflettendo anche ad una seconda legge, che vieterebbe anche l’estrazione di uranio. Già è stato congelato, in questo senso, un vasto progetto della società australiana Geeenland Minerals. Una scelta in linea con l’orientamento della popolazione: un sondaggio indica che il 63 per cento degli abitanti dell’isola è contraria allo sfruttamento dell’uranio.

Il cambiamento è epocale: numerosi studi hanno indicato infatti la Groenlandia come una terra ricchissima di risorse naturali. Una stima dell’Istituto per gli studi geologici degli Stati Uniti ha valutato in 51 miliardi di barili la quantità di petrolio che potrebbe essere presente nella regione. Ovvero un quinto delle riserve petrolifere non ancora sfruttate nel Pianeta.



Lo sfruttamento del petrolio in Groenlandia rischierebbe di compromettere il complesso ecosistema locale © robas/GettyImages

“Troppi rischi per il clima e scarsa redditività economica”

Dal punto di vista politico, inoltre, si tratta di una scelta diametralmente opposta rispetto a quella assunta nel 2010, quando vennero concesse sette autorizzazioni per l’esplorazione alla ricerca di greggio a diverse grandi imprese petrolifere, tra cui l’inglese Shell e la scozzese Cairn Energy.

Ma il governo, secondo quanto riferito dall’agenzia Afp, è stato chiaro: “Una nuova analisi economica della redditività petrolifera in Groenlandia mostra chiamante che essa è pari alla metà di ciò che era stato previsto dalle compagnie”. La ministra delle Risorse naturali Naaja Nathanielsen ha quindi aggiunto che “si tratta di una tappa logica, poiché per noi la crisi climatica è una questione seria”.

fonte: www.lifegate.it


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Fusione record dei ghiacci in Groenlandia





















Secondo una ricerca scientifica recentemente pubblicata e ripresa da The Guardian, secondo quanto mostrano i dati satellitari, la calotta glaciale della Groenlandia ha perso una quantità record di ghiaccio nel 2019, equivalente a un milione di tonnellate al minuto durante l’anno.

La crisi climatica sta riscaldando l’Artico a una velocità doppia rispetto alle latitudini più basse e la calotta glaciale è il più grande singolo contributore all’innalzamento del livello del mare, che già mette in pericolo le coste di tutto il mondo. La calotta glaciale si è ridotta di 532 miliardi di tonnellate l’anno scorso quando la sua superficie si è sciolta e i ghiacciai sono caduti nell’oceano, con una quantità che avrebbe riempito sette piscine olimpioniche al secondo.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Communications Earth & Environment, ha utilizzato i dati dei satelliti Grace della Nasa, che effettuano misurazioni della gravità e pesano la massa di ghiaccio in Groenlandia.

I dati satellitari sono stati raccolti dal 2003. La perdita del 2019 è stata il doppio della media annuale da allora, che era di 255 miliardi di tonnellate. Questo quantitativo è stato perso quasi solo nel luglio 2019.


Mass changes of the Greenland Ice Sheet between 2002 and 2019 [Sasgen, I., Wouters, B., Gardner, A.S. et al. Return to rapid ice loss in Greenland and record loss in 2019 detected by the GRACE-FO satellites. Commun Earth Environ 1, 8 (2020)]

Gli scienziati hanno attribuito l’estrema perdita di ghiaccio nel 2019 alla permanenza di aria calda sulla Groenlandia per periodi più lunghi del solito. Questi stanno diventando sempre più frequenti mentre il mondo si surriscalda.

Secondo i ricercatori l’entità della perdita di ghiaccio del 2019 probabilmente sarà la più grande da secoli. Se l’intera calotta glaciale della Groenlandia si sciogliesse, il livello del mare aumenterebbe di sei metri.

Nonostante il rapido scioglimento, la calotta glaciale della Groenlandia – secondo gli stessi scienziati – non è necessariamente destinata a sciogliersi completamente. In primo luogo, quando i ghiacciai si ritirano perdono il contatto con le acque oceaniche più calde e quindi si sciolgono meno. In secondo luogo, lo scioglimento dei ghiacci richiederà comunque tempi molto lunghi, durante i quali l’aumento delle temperature globali potrebbe essere invertito, se ridurremo davvero le emissioni di gas serra.

fonte: https://www.snpambiente.it

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Nasa: Lo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia














Video del JPL del California Institute of Technology della NASA sullo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia "Situata nell'Artico vicino al Polo Nord, la Groenlandia è coperta da un massivo strato di ghiacci grande quanto tre volte il Texas ed in media un miglio (= 1,6km) di spessore. La Groenlandia si sta scaldando a velocità quasi doppia di quella dell'Antartide, questo sta portando allo scioglimento dei ghiacci ed all'aumento dei livelli dei mari globale. La NASA sta monitorando la calotta glaciale della Groenlandia dallo spazio e dal fondo dell'oceano per fornire dati agli scienziati che studiano l'impatto globale di tutto il suo ghiaccio in scioglimento. La Groenlandia è seconda soltanto all'Antartide per la sua quantità di ghiaccio, se si sciogliesse tutto il ghiaccio della Groenlandia il livello del mare aumenterebbe di 23 piedi (un piede = 30,479 cm), per arrivare a questo ci vorranno secoli.. Attualmente la Groenlandia aggiunge 250 gigatonnellate di acqua agli oceani ogni anno. Una giga tonnellata =un miliardo di tonnellate che approssimativamente è blocco di ghiaccio di un km di lato, ogni anno si sciolgono 250 di questi blocchi di ghiaccio giganti in Groenlandia. Tutta questa acqua in più proveniente dallo scioglimento dei ghiacci potrebbe cambiare le circolazioni degli oceani e nell'atmosfera, questo significa che anche se non vivi vicino all'oceano lo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia potrebbe potenzialmente influire sul tuo tempo meteo locale in futuro.




fonte: https://www.jpl.nasa.gov/edu/learn/video/nasas-earth-minute-greenland-ice/

Nadia Simonini

Rete Nazionale dei Comitati Rifiuti Zero
     

Il ghiaccio della Groenlandia che si sta sciogliendo si avvicina ad un ‘tipping point’(punto critico) dicono gli scienziati.

Michael Bevis professore  dell’Università dell’Ohio e primo autore di uno degli studi sulla Groenlandia: “In futuro un grado di riscaldamento avrà molto più impatto di un grado di riscaldamento nel secolo scorso”


















l'Artico si sta riscaldando il doppio di altre zone del pianeta. In uno degli studi pubblicato su Proceedings of the National Academy of Science gli scienziati hanno usato dati da satellite e di strumenti sui terreni per misurare la perdita di ghiaccio della Groenlandia nel 21° secolo:  hanno trovato che la perdita di ghiaccio della Groenlandia nel 2012 è stata di 400 miliardi di tonnellate l'anno, quasi il quadruplo dello scioglimento avvenuto nel 2003. Lo scioglimento è in accelerazione... 
In un altro studio questo relativo allo scioglimento di ghiacci in Antartide hanno trovato che mentre negli anni ’80 l’Antartide perdeva nel complesso circa 40 miliardi di tonnellate di ghiaccio l’anno, nell’ultima decade perde circa 250 miliardi di tonnellate di ghiaccio l’anno e secondo gli scienziati contribuirà sei inches  (un inch = 2,53995 cm) all’ aumento del livello dei mari. L'aumento del livello dei mari è una delle conseguenze più chiare del riscaldamento globale: è dovuto sia all'espansione termica delle acque sia
allo scioglimento dei ghiacci continentali."Le previsioni attuali dicono che se il pianeta si riscalderà di due gradi centigradi rispetto al periodo preindustriale in media i livelli dei mari saliranno di oltre due piedi (un piede =30,479cm) .."

















Nel secolo scorso l'aumento del livello dei mari è stato di 19cm.. Questa informazione è contenuta nel V° Rapporto sul clima dell'IPCC = Comitato Intergovernativo per i cambiamenti climatici. 
Alla stesura di tale Rapporto formato da migliaia di pagine, tradotto in varie lingue affinché le informazioni che contiene siano facilmente accessibili a tutti quanti siamo sulla Terra hanno contribuito migliaia di scienziati ed esperti in vari campi provenienti da 195 diversi paesi.
Il Rapporto contiene anche le Sintesi per i Decisori politici e sono quanto di più ufficiale ci possa essere, ogni frase di tali sintesi è concordata  tra scienziati e governi.









Qui c'è l'articolo all'interno del quale ci sono tutti i link per accedere
agli studi scientifici citati.
https://www..nytimes.com/2019/01/21/climate/greenland-ice.html?nytapp=true


Nadia Simonini

Rete Nazionale dei Comitati Rifiuti Zero       

LE BASI MILITARI ABBANDONATE NEL PROFONDO NORD DEL PIANETA, BOMBE AD OROLOGERIA SOTTO LA PRESSIONE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

CI SONO BARILI COLMI DI SOSTANZE TOSSICHE ESPOSTI AGLI ELEMENTI E MATERIALI RADIOATTIVI SEPOLTI TRA I GHIACCI IN SCIOGLIMENTO







Spesso le basi militari abbandonate, lasciate in fretta e furia durante le ritirate, sono una vera fonte di informazioni storiche e belliche. Ricercati dagli appassionati un po’ in tutto il mondo, i reperti bellici diventano materia da collezionisti.
Purtroppo però gli orrori della guerra non si lasciano dietro solo qualche elmetto o qualche bossolo, a volte si lasciano dietro anche intere forniture di carburante e rifiuti radioattivi che rischiano di diffondersi nell’ambiente e nell’oceano.
Le basi militari abbandonate in Groenlandia
La Bluie East, anche chiamata American Flowers
I rifiuti radioattivi di Camp Century
La storia, nella sua particolarità, è degna di essere raccontata. La costruzione risale alla guerra fredda quando gli americani nel 1959 costruirono una base missilistica per ospitare 600 missili nucleari puntati contro la Russia… a 65 metri di profondità sotto il ghiaccio. Furono scavati tunnel che collegavano alloggi, centri logistici, laboratori, e addirittura anche un ospedale, una chiesa ed un cinema.
Come veniva prodotta l’energia per la vita di oltre 200 soldati sotto il ghiaccio? Con un piccolo reattore nucleare.
Proprio questi movimenti iniziarono a danneggiare le strutture e nel 1967 i militari dovettero abbandonare Camp Century.
Il reattore fu l’unico ad essere portato via dalla base ma non le sue scorie che rimangono ancora sepolte e che potrebbero riemergere a causa dello scioglimento dei ghiacci.
Basi militari perdute
Parliamo in questo caso della Groenlandia, terra di ghiacci e di ex sedi militari per il controllo dei traffici nelle acque del nord. Nel 1941 la Danimarca, che all’epoca controllava il Paese, diede il permesso agli americani di costruire lì le loro basi per prevenire una possibile invasione nazista del paese.
Oggi il territorio selvaggio della Groenlandia è ammorbato da una serie di rifiuti pericolosi lasciati mezzo secolo fa dai miliari USA: baracche, galloni di combustibile, tralicci, camionette e spazzatura di ogni genere.
La Groenlandia ha quindi chiesto alla Danimarca di ripulire. Ne è sorta una diatriba su “chi deve pulire cosa” tra americani e danesi. Ovviamente il problema riguarda il denaro.
La Danimarca ha infine deciso di predersi le proprie responsabilità attraverso un programma statale di pulizia dei rifiuti tossici. Un investimento di 30 milioni di dollari che coinvolgerà nel progetto studiosi e ed esperti per valutare i danni e il livello di pericolo delle zone da bonificare. Con il team scientifico collaboreranno anche gli abitanti che meglio di tutti sanno identificare le zone in cui giacciono i rifiuti.
Purtroppo i fondi danesi non coprono la pulizia di tutta la “spazzatura americana e alcuni siti, tra i quali la pericolosa Camp Century, di cui parleremo tra poco, non saranno bonificati.
Il disastro ambientale della Bluie, base aerea americana in funzione nel 1941, è stato portato all’attenzione dei medi dal reportage di Ken Bower, fotografo di New York.  Nei suoi scatti si vedono oggetti metallici, tetti di amianto delle baracche crollate e decine e decine di barili arrugginiti, accatastati ed abbandonati in mezzo alla natura selvaggia e bellissima della Groenlandia.
La base, collocata sulla costa orientale della più grande isola del mondo, è stata soprannominata American Flowers dagli abitanti: lo scintillio dei rottami metallici sotto il sole ricorda da lontano un giardino di fiori. Da vicino purtroppo la realtà è ben diversa. Lo sfavillio proviene da 100 mila taniche di petrolio degradate.
basi militari abbandonate
“Poco dopo aver scattato una di queste foto, il cielo si è schiarito e la temperatura è salita rapidamente. È stato uno dei giorni più caldi del mio viaggio; si superavano i 15 gradi. Circa tre quarti d’ora dopo, ho iniziato a sentire dei colpi sordiEra il carburante contenuto nelle botti che si espandeva e faceva rumore premendo contro con i coperchi. Questo mi ha fatto capire che c’erano molti più barili pieni rispetto a quanto pensavo inizialmente. Un altro aspetto che mi ha scioccato è la quantità di tegole e di materiale isolante per le tubature realizzati in amianto. L’amianto era diffusissimo all’epoca. E ora, resta lì a deteriorarsi in mezzo ai detriti dagli edifici in rovina” Ken Bower
Come si evince dal racconto del fotografo, rimasto per qualche giorno nel luogo estremamente isolato in cui sorgeva la Bluie, il petrolio fuoriesce dai barili deformati dall’escursione termica e l’amianto si disintegra sotto le intemperie dell’estremo nord.
C’è di peggio. E si chiama Camp Century. Tra le basi militari abbandonate in Groenlandia c’è anche lei.
Basi militari abbandonate
Il ghiaccio però come si sa è una creatura viva, si deforma e “si sposta” scivolando sul terreno.
La contaminazione da rifiuti radioattivi potrebbe essere catastrofica per l’ambiente circostante.
Il climatologo William Colgan ha deciso di effettuare dei carotaggi: già a 35-40 metri si trova ghiaccio contaminato dagli idrocarburi.
Non solo basi militari abbandonate USA. Le terre a nord sono state oggetto negli anni di costruzioni strategiche da parte di vari eserciti. È recente infatti il ritrovamento nell’Artico, da parte di un gruppo di scienziati del Russian Arctic National Park, anche di una base meteorologica nazista costellata di reperti bellici di ogni genere.
Vista la tipologia di rifiuti abbandonati sarebbe bene che le nazioni si prendessero la responsabilità di ripulire, con le dovute precauzioni e tecnologie, i rifiuti dei loro eserciti evitando in questo modo possibili catastrofi ambientali.
fonte: www.green.it