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Mobilità sostenibile: arriva il tour elettrico #EViaggioItaliano

Parte #EViaggioItaliano, il tour elettrico e di mobilità sostenibile per la scoperta e la valorizzazione delle eccellenze ambientali dell'Italia.




Partirà il 4 settembre dalla Campania #EViaggioItaliano, un tour elettrico tra le eccellenze dello Stivale. E vi sarà anche una novità non di poco conto: la prima cucina elettrica mobile al mondo, alimentata unicamente da energia solare.

#EViaggioItaliano rilancia il turismo sostenibile toccando sei regioni, il tutto con l’alto Patrocinio del Parlamento Europeo, della Commissione Europea e dei Ministeri dell’Ambiente, degli Esteri, delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio enogastronomico della Penisola, con un tour amico dell’ambiente.

La prima tappa avverrà in Campania dal 4 al 6 settembre, per poi toccare Emilia Romagna, Lombardia, Lazio e Trentino Alto Adige. Nel 2021, invece, l’iniziativa verrà estesa al resto d’Italia. Realizzato in collaborazione con la Fondazione Univerde e il suo progetto #ioviaggioitaliano, il progetto si avvarrà di una flotta di veicoli elettrici da una a quattro ruote, tra cui una singolare e bellissima motocicletta dall’innovativo stile retrò.

Il tour metterà in mostra non solo le meraviglie d’Italia, ma anche le realtà imprenditoriali più interessanti e innovative, i borghi più virtuosi, le eccellenze della sostenibilità energetica e ambientale. E non manca la tecnologia e l’innovazione, grazie a Future Trailer: il prototipo di una cucina mobile completamente alimentata a energia solare, per ShowCooking amici dell’ambiente. Alcuni dei più famosi chef realizzeranno delle ricette a chilometro zero nei luoghi delle tappe del tour. Il trailer è collegato a un veicolo elettrico che farà anche da Studio Mobile, per realizzare interviste, streaming, lanciare podcast, aggiornare i social e molto altro ancora.

Come già accennato, il tour partirà dalla Campania, grazie al supporto della Regione e Scabec, la Società Campana dei Beni Culturali. Collaborerà anche “campania>artecard”, il pass turistico che garantisce da 15 anni la possibilità di ammirare il patrimonio artistico e geografico della regione. Con Fondazione Univerde, invece, verrà supportata la cultura ecologista, la difesa del Made in Italy e le grandi tradizioni agroalimentari dello Stivale.

Nella piazza di Caiazzo, il 4 settembre il pizzaiolo più bravo al mondo – Franco Pepe – dimostrerà tutte le potenzialità della cucina solare di Future Trailer. Nel programma di tappa anche visite all’Acquedotto Carolino, patrimonio dell’Unesco, ma anche alla Reggia di Portici e al Parco Nazionale del Vesuvio. Spazio anche al Castello di Mercato San Severino, al Museo di Pietrarsa, a Villa Campolieto e al Parco Archeologico di Paestum.

Verranno quindi valorizzate eccellenze locali come la mozzarella di bufala campana, il pomodoro di piennolo e il vino Lacryma Christi. Ci saranno poi esperti del calibro di Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente della Fondazione UniVerde e docente presso l’Università di Napoli Federico II), Matteo Lorito (Direttore del dipartimento di Agraria dell’Università di Napoli Federico II), Eugenio Gervasio (fondatore e CEO del MAVV – Wine Art Museum) e lo Chef stellato Alfonso Iaccarino. Il tour parlerà anche di buone pratiche nella tutela dell’ambiente, partendo dall’esempio di Baronissi, comune in prima fila per la campagna plastic free promossa dal Ministero dell’Ambiente.

#EViaggioItaliano è stato ideato grazie a realtà italiane decisamente innovative e incentrate sulla mobilità elettrica, come Fondazione eV-Now!, XMove, theSocialBreakers e To Be.

fonte: www.greenstyle.it



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Hotel a rifiuti zero: si allarga la rete

Sono ormai numerose le strutture ricettive e alberghiere che in Italia aderiscono alla rete degli "hotel a rifiuti zero". Cominciano anche a esserci dati positivi e concreti che lasciano intravedere un oggettivo impatto positivo sull'ambiente.


















A partire dall’Hotel Conca Park di Sorrento, il primo hotel che ha aderito al progetto “Hotel rifiuti zero” (hotelrifiutizero.it  ), ora in tutta Italia ci sono una trentina di strutture ricettive, tra hotel, ristoranti, balneari che praticano la riduzione dei rifiuti e altre azioni di sostenibilità. Il progetto è stato ideato da Antonino Esposito nel 2014, chef pizzaiolo di Sorrento, e ha avuto l’appoggio e la consulenza del movimento Zero waste  : “Per mettere a punto questo progetto, abbiamo messo le mani nella spazzatura per capire bene i flussi e la tipologia di rifiuti prodotti in ogni zona dell’albergo, dalle camere alla prima colazione” spiegano i promotori del progetto.

Stop alle confezioni monodose e monouso

Per aderire si parte con una rilevazione dei consumi della struttura ricettiva, viene quindi attuata una raccolta differenziata “spinta” con contenitori appositi in tutte le aree dell’hotel. Si passa poi a ridurre i riifiuti con forme di vuoto a rendere, acquisto di prodotti sfusi o alla spina. Le strutture ricettive abbandonano le confezioni monodose e monouso, tipiche del servizio di prima colazione offerto ai clienti: un’idea positiva anche sul piano economico. Secondo alcune rilevazioni dell’ Hotel Park di Sorrento, sono stati risparmiati 5 mila euro all’anno solo eliminando le monoporzioni.
La plastica usa e getta viene bandita e il vetro resta il materiale più usato: i clienti possono usufruire di acqua gratuita da erogatori istallati in ogni piano dell’albergo. A Sorrento, ad esempio,gli hotel che aderiscono al progetto si sono accordati con una società che fornisce latte in vetro con il vuoto a rendere. Anche i dipendenti sono coinvolti nel progetto con una formazione specifica. E nei momenti di pausa, per prendere il caffè, ogni dipendente ha la sua personale tazzina in ceramica, con il suo nome stampato! Nell’Hotel Park di Sorrento le cannucce da drink sono compostabili e biodegradabili. Alcuni hotel “rifiuti zero” inoltre, fanno il compostaggio autonomamente.
Il progetto prevede anche una collaborazione con le amministrazioni comunali per rimodulare le tariffe della tassa sui rifiuti in base alla quantità di rifiuti prodotti ed alla qualità della raccolta differenziata effettuata.

Saponi vegetali e biodegradabili

Maria Stuart affitta alcuni appartamenti a Montepulciano e racconta: “Abbiamo restaurato il palazzo di famiglia in modo sostenibile, concentrandoci sul contenimento degli sprechi energetici, e lo scorso anno ci siamo posti il problema di come ridurre i rifiuti. Abbiamo così adottato la filosofia dei rifiuti zero: i saponi che utilizziamo, sono prodotti da una fabbrica di Lucca, in Toscana, sono tutti di origine vegetale e sono biodegradabili dal 94 al 99%, anallergici e non hanno una goccia di prodotto di origine petrolchimica. I piccoli flaconi dati ai clienti, una volta vuoti, non devono essere gettati, ma riconsegnati, così noi li laviamo, li riempiamo e li riconsegniamo ai clienti. Compriamo delle taniche da 25 litri e una volta svuotate, anche queste vengono riconsegnante al produttore e che ci riconsegna delle nuove taniche piene. Quelle consegnate, verranno di nuovo riempite. Queste grosse taniche consentono di utilizzare il meno possibile i mezzi per il trasporto. Gli appartamenti sono dotati di cucina e diamo tutte le informazioni agli ospiti per acquistare i generi alimentari utilizzando la filiera corta. Chi vuole può farsi portare a domicilio una cassettina con prodotti di un orto sinergico poco distante».

Attraverso l’applicazione del progetto Hotel Rifiuti Zero, in 2 anni in una struttura ricettiva la quantità dei rifiuti prodotti può scendere del 65% fino a raggiungere tassi del 95% di raccolta differenziata. La sostenibilità attira, se si pensa che nelle strutture dove è stato applicato e pubblicizzato il progetto si è registrato un aumento delle presenza del 15%.
Linda Maggiori
fonte: www.terranuova.it

Amsterdam, i turisti pagano per pescare plastica nei canali

Amsterdam, i turisti pagano per pescare plastica nei canali















A ripulire le acque di Amsterdam dalla plastica ci pensano i turisti. E per farlo pagano. «Sembra incredibile, ma la gente lo adora», spiega Marius Smit, 45 anni, fondatore di Plastic Whale, «la prima compagnia professionale di pescatori di plastica»: un’impresa sociale che ha l’ambiziosa missione di ridurre l’inquinamento, fondendo l’utile al dilettevole. Un’idea che fino ad oggi ha attirato 15mila persone. Sono salite su una colorata barca elettrica che le ha accompagnate per i chilometri di canali su cui è costruita la città olandese. Ma non si sono limitate ad apprezzarne storia e panorama come in un qualsiasi tour per visitatori. Hanno calato giù un retino per acciuffare sacchi, tappi e bottiglie. «Un bottino da cui ricaviamo nuovi prodotti dimostrando che la plastica non è solo un rifiuto, può diventare un’ottima materia prima». Plastic Whale da poco la sfrutta per costruire mobili da ufficio. La prima collezione è stata inaugurata lo scorso febbraio e si compone di tavolo, sedie, lampada e un pannello acustico.

È un piovoso pomeriggio d’inizio autunno, Smit guarda rientrare l’ultima battuta di pesca del giorno da una finestra che si specchia nell’acqua e ricorda la strada fatta per arrivare fin qui. Tutto è partito da un viaggio intorno al mondo: «Avevo 30 anni e ho visto gli angoli più belli del pianeta inquinati. Ho pensato di dover fare qualcosa», racconta. Nel 2011 ha trovato il coraggio di rimboccarsi le mani. Ma è grazie ai social network che è riuscito a trasformare l’impossibile in realtà. «Prima ho lanciato una sfida, chiedendo aiuto per costruire una barca. Poi ho iniziato a ripulire i canali, trascorrendo le giornate a mollo e coinvolgendo gli amici».

Un’iniziativa che dopo sei anni è diventata il percorso preferito dai turisti di Amsterdam con il cuore verde. Arrivano da ogni parte del pianeta e hanno ogni età. Sono diversi, ma li accomuna la voglia di risolvere un problema: gli otto milioni di tonnellate di plastica che ogni anno finiscono negli oceani. Il biglietto per un giro di due ore a caccia di immondizia costa 25 euro, include bevande e spuntino, più la guida agli angoli meno noti della capitale dei Paesi Bassi. L’esperienza piace. «Ci siamo divertiti un sacco, facendo del bene all’ambiente», scrive Madalina nelle recensioni su Google. «Meraviglioso», fa eco Aleen su TripAdivsor.

«Riuscire a coinvolgere tutti» è il segreto del successo secondo Smit. «A bordo sentono di fare qualcosa di utile perché chi osserva dalla riva spesso li gratifica applaudendo e ringraziando». Così dal 2011 i pescatori di plastica sono riusciti a recuperare 146mila bottiglie e tremila buste che sono servite a costruire nove nuove imbarcazioni. Oggi Plastic Whale conta 12 dipendenti e 40 skipper. Ha aperto una sezione distaccata a Rotterdam e ha in cantiere investimenti a Bangalore, in India, dove «povertà e rifiuti vanno a braccetto».
Parte dei profitti viene investita in una fondazione che organizza progetti educativi per scuole e università. Smit sorride, soddisfatto. Non è stato facile con due bimbi e un mutuo da pagare, ma il fallimento non lo preoccupa. Anzi, lo auspica: «Esistiamo per risolvere un problema e se non dovesse esserci più bisogno di noi vuol dire che siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo: un mondo libero dalla plastica».

fonte: https://www.repubblica.it

Vacanze ecosostenibili, risparmiare rispettando l’ambiente è possibile. Vi spiego come












Le scuole finiscono, le famiglie vanno in vacanza, le autostrade si intasano di auto e il mare di plastica. Ma se volete rendere le vostre vacanze più ecologiche e sostenibili, se credete che il turismo non è in contrapposizione con la natura, ecco qualche consiglio!
In primo luogo scegliete destinazioni raggiungibili in treno o bus o con intermodalità (treno+bici o treno+trekking). Le mete non mancano, sia in Italia sia all’estero e sono ben riassunte nel sito di turismosenz’auto. Qualche idea? Per cominciar bene l’estate, venite al raduno Famiglie senz’auto che si terrà a Bologna, presso la Dynamo Velostazione il 9 giugno: condivisione di esperienze, workshop per grandi e piccini, biciclettata/passeggiata lungo il Navile. L’evento è gratuito e aperto a tutti anche a chi “vorrebbe ma non può” vivere senz’auto.

Altre belle mete raggiungibili senz’auto sono il RenonAlto Adige, regione all’avanguardia per la mobilità sostenibile; Siena con il suo “trenino natura”; Pesaro con la bicipolitana ed il mare. Se vi spingete oltralpe non dimenticate di visitare il quartiere Vauban di Friburgo, ai margini della Foresta Nera, uno dei più famosi quartieri ecosostenibile e car free del mondo.
E i viaggi in aereo? Meglio limitarli. Secondo il Rapporto ambientale sull’aviazione aerea 2016, tra il 1990 e il 2014 il numero di voli e l’emissione di Co2 in valori assoluti è aumentato dell’80% e si prevede che crescerà di un ulteriore 45% tra il 2014 e il 2035 incrementando sempre di più le emissioni climalternati a livello globale, ma anche l’inquinamento dell’aria e inquinamento acustico. Questo trend non è sostenibile.
Dovremmo tornare ad essere viaggiatori leggeri, con i piedi per terra! Se proprio vogliamo “volare” verso Paesi lontani, minimizziamo l’impatto ambientale del viaggio in aereo, facciamo in modo che non sia un turismo “mordi e fuggi”. Evitiamo i viaggi organizzati che ci rinchiudono in villaggi turistici: hanno un pesante impatto ambientale e sociale, contribuiscono alla cementificazioni di luoghi naturali, portano turismo di massapoco rispettoso, riempiono di rifiuti e svuotano di acqua questi paesi già al limite della sopravvivenza. L’alternativa, se non abbiamo amici in loco, è affidarsi a operatori turistici etici e solidali che lavorano a contatto diretto con la società civile dei luoghi visitati, in progetti di sviluppo, portando un contributo positivo all’economia locale.
E le vacanze in crociera? Anche queste dovremmo imparare a ridurle, fino a bandirle del tutto. Il traffico navale comporta inquinamento, emissioni di Co2, disturbo acustico alla fauna marina, per non parlare dell’innalzamento del livello del mare e del danno a città costiere come Venezia, sempre in lotta con l’acqua alta.
Infine, come ridurre i rifiuti in vacanza? Mettete sempre in valigia una o più borracce, qualche sporta di stoffa per la spesa, una saponetta di marsiglia, (utile per lavare panni e piatti), ma anche sacchettini di bicarbonato, acido citrico, argilla bianca. Pesano pochi grammi, costano pochi euro, ma servono per creare dentifrici, deodoranti, shampoo, balsamo e detersivi (le ricette nel mio libro Impatto Zero).
Per la spesa recatevi nei mercatini di frutta e verdura locali, se possibile bio. Comprate pane dal fornaio ed evitate i grandi supermercati colmi di imballaggi. Per chi non ha voglia di cucinare e vuole solo rilassarsi esistono Hotel & ristoranti zero waste!  Il progetto, nato a Sorrento, si basa su poche semplici regole e sta coinvolgendo sempre più strutture ricettive: tutto il personale deve essere formato, la raccolta differenziata deve essere “spinta”, cioè attuata in tutte le aree dell’hotel, vanno eliminate tutte le confezioni monodose e monouso, i consumi energetici vanno ridotti, tutti gli oggetti devono essere durevoli, vanno riusati, riparati e solo in ultima opzione riciclati, viene informata e sensibilizzata la clientela.
Le soddisfazioni sono enormi, sia sul piano ambientale sia su quello economico: riduzione fino al 65% dei rifiuti prodotti, aumento fino al 95% di raccolta differenziata e più turisti (+15% di presenze annue). Inoltre, questi hotel, accordandosi col Comune, possono beneficiare di sconti sulla Tari, come è appunto successo a Sorrento. Non resta dunque che augurarvi buone e sostenibili vacanze!
Linda Maggiori
fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Urban Waste: un impegno per ridurre i rifiuti urbani

Doggy bag, uso dell'acqua di rete, donazione di cibo in eccesso da parte di hotel e catering a fini di solidarietà sociale, istruzioni chiare in lingue diverse per fare la raccolta differenziata, queste le azioni contro lo spreco e a favore della riduzione di rifiuti






















Urban Waste è un progetto europeo, finanziato dal programma di ricerca Horizon 2020, con l'obiettivo di supportare gli amministratori locali nella gestione sostenibile dei flussi di rifiuti prodotti dai turisti.
Il progetto ha preso avvio nel 2017 con la costituzione di una "Comunità di pratica" promossa dalla stessa Regione Toscana e, dopo un'intensa attività di confronto tra soggetti pubblici e privati, a metà maggio, è entrato in una fase operativa con la firma dell' accordo tra Regione Toscana, supportata da ARRR, Comune di Firenze, Città Metropolitana di Firenze, Alia Spa, Publiacqua Spa e portatori di interesse, tra cui: associazioni di categoria, Cispel, Associazione Banco Alimentare della Toscana onlus, Associazione di volontariato Solidarietà Caritas onlus- Firenze, i Consorzi di filiera, Associazioni di consumatori, ambientaliste, rappresentanti di strutture ricettive ed esercizi commerciali nonchè Istituti scolastici.
Quattro le azioni con cui si intende, in concreto, ridurre i rifiuti urbani prodotti in particolare dai turisti e dalle attività produttive maggiormente legate al turismo:
  • uso di doggy bags e prevenzione dello spreco ai buffet e nei ristoranti - misura realizzata in collaborazione con le associazioni di categoria, l'iniziativa consiste nella definizione e promozione di un menù "Urban Waste" che preveda un menu bambino e/o le mezze porzioni, e che metta in evidenza quei piatti della tradizione che utilizzano "scarti" della cucina, come il pane raffermo. Allo stesso tempo la promozione dell'uso di doggy bag con la quale il cliente può portare via i propri avanzi da consumare successivamente.
  • uso di acqua di rete – con questa azione verranno valorizzate le fontane pubbliche del centro storico che saranno inserite nella mappa di progetto e saranno realizzate borracce con il logo "Florence Urban Water" che i turisti potranno ricevere come premio per aver utilizzato la APP di progetto. Saranno altresì individuati locali "Urban Waste" con acqua pubblica, cioè una rete di pubblici esercizi disponibili a fornire acqua di rete, identificabili mediante un apposito logo. Sarà Publiacqua a analizzare l'acqua di rete del pubblico esercizio rilasciando idonea documentazione da esporre nel locale.
  • istruzioni sulla raccolta differenziata in diverse lingue - misura realizzata in collaborazione con Alia, l'azione riguarda la diffusione delle istruzioni per le modalità di conferimento dei rifiuti da parte di cittadini e turisti e per effettuare una corretta raccolta differenziata. In particolare verranno realizzati strumenti multilingu, e una WasteApp realizzata nell'ambito del progetto Urban Waste.
  • donazione di cibo da parte di hotel e attività di catering a fini di solidarietà sociale - l'obiettivo di questa azione è creare una rete "solidale" in grado di mettere in contatto donatori e beneficiari, valorizzando la filiera corta nella quale il cibo donato viene raccolto dalle associazioni sul territorio che lo smistano direttamente ai beneficiari finali, evitando il più possibile stoccaggi intermedi. Per questa misura è già stata avviata una sperimentazione in alcuni hotel del centro storico di Firenze.
Per ciascuna delle 4 azioni sono in corso di definizione appositi piani operativi con la definizione dei promotori, destinatari e delle azioni specifiche che ciascun soggetto coinvolto sarà chiamato a realizzare.
Infine, è prevista nell'ambito del progetto anche la realizzazione di una campagna di informazione rivolta ai turisti ma anche ai cittadini e la predisposizione di una WASTE APP, con cui i turisti, particolarmente virtuosi ed attenti alla prevenzione e corretta raccolta dei rifiuti urbani, otterranno punti convertibili in premi.
fonte: http://www.arpat.toscana.it

Bio-Distretto della Via Amerina e delle Forre: Che cos’è un Bio-Distretto

















Che cos’è un Bio-Distretto

È un’area geografica naturalmente vocata al biologico dove agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni stringono un accordo per la gestione sostenibile delle risorse, partendo proprio dal modello biologico di produzione e consumo (filiera corta, gruppi di acquisto, mense pubbliche bio). Nel Bio-Distretto la promozione dei prodotti biologici si coniuga indissolubilmente con la promozione del territorio e delle sue peculiarità al fine di raggiungere un pieno sviluppo delle proprie potenzialità economiche, sociali e culturali con la partecipazione diretta dei cittadini.
I comuni del biodistretto sono impegnati a realizzare obiettivi e strategie nel campo del ciclo dei rifiuti, dell’uso dei fitofarmaci, del risanamento delle cave, delle risorse energetiche e della manifattura in coerenza con uno sviluppo sostenibile del territorio. Infatti tra le priorità del Bio-Distretto oltre allo sviluppo agricolo acquista rilevante importanza l’implementare politiche a livello locale che sappiamo potenziare progetti e attività volte ad un riutilizzo dei rifiuti, alla creazione di energie alternative, alla riconversione delle attività industriali coerentemente con un’azione di protezione e riqualificazione del territorio.

Gli impegni ed i vantaggi

Con la nascita di un Bio-Distretto sono messe in rete le risorse naturali, culturali e produttive di un territorio con l’obiettivo di valorizzare quelle politiche locali che sono orientate alla salvaguardia dell’ambiente, alla valorizzazione delle tradizioni e dei saperi locali e a uno sviluppo che abbia al centro la salute dei cittadini e la coesione socialeLa spinta propulsiva alla costituzione di un Bio-Distretto proviene in primo luogo dagli agricoltori biologici che ricercano mercati locali in grado di apprezzare le loro produzioni, dai cittadini, sempre più interessati alla qualità dei prodotti agricoli e un’ambiente non inquinato, e da tutti quegli operatori economici che possono trarre opportunità e vantaggi da una valorizzazione delle risorse naturali, storiche e culturali del territorio.
Altri, ancora, i sono i soggetti e le organizzazioni che partecipano alla costruzione e alla gestione di un Bio-Distretto, a partire dalle pubbliche amministrazioni e dalle scuole che, con le loro attività e le loro scelte sempre più “verdi”, possono orientare le abitudini dei consumatori e dei mercati locali. Così come gli operatori turistici che a loro volta, attraverso gli eco-itinerari ed il turismo rurale, possono puntare alla riqualificazione ed alla destagionalizzazione dell’offerta turistica.

Perché il Bio-Distretto della Via Amerina e delle Forre

I comuni dell’area che interessa il Bio-Distretto costituiscono un territorio rurale in cui l’agricoltura biologica rappresenta una scelta strategica condotta già da molti produttori locali in modo consapevole. L’agricoltura biologica è un metodo di coltivazione e di allevamento che permette di sviluppare un modello di produzione che eviti lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, in particolare del suolo, dell’acqua e dell’aria, utilizzando invece tali risorse all’interno di un modello di sviluppo che possa durare nel tempo.Nell’area del Bio-Distretto della Via Amerina e delle Forre si contano, ad oggi, diverse centinaia di produttori agricoli impegnati nelle filiere ortofrutticole, vinicole, zootecniche e di trasformazione di altri prodotti di eccellenza. La loro offerta si rivolge al mercato interno, tuttavia per alcune produzioni, come olio d’oliva e vino, i mercati più accessibili sono quelli esteri.
Il patrimonio dei Comuni dell’area si caratterizza anche per l’esistenza di beni ambientali e paesaggistici. Nella sola area di Corchiano, ad esempio, sussistono il Monumento Naturale delle Forre, che si estende su 44 ettari, e il Monumento Naturale Pian Sant’Angelo, che si sviluppa su 262 ettari. A Calcata invece, per citare solo un secondo e ultimo esempio, è di straordinaria importanza e unicità il Parco Regionale della Valle del Trejia. L’area della Via Amerina e delle Forre si connota poi fortemente per le scelte responsabili di gestione delle risorse idriche e nelle gestione integrata dei rifiuti.Il progetto Bio-Distretto si inserisce perfettamente nell’esperienza del “Comprensorio della VIA AMERINA e delle FORRE” nella quale erano già protagonisti diversi comuni della zona (Civita Castellana, Castel Sant’Elia, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Nepi, Orte, Vasanello, Calcata, Vignanello, Vallerano e Canepina). L’idea del Bio-Distretto è inclusiva nei confronti di altri comuni dell’area che decidessero di aderire al progetto, da qui l’importanza dell’adesione nel 2017 di tre comuni dei monti Cimini : Canepina, Vallerano e Vignanello.



fonte: http://biodistrettoamerina.com

Ispra, certificazioni ambientali per un turismo sostenibile




















Da un recente studio dell'Ispra emerge la correlazione tra turismo sostenibile e certificazione ambientale come strumento per porre in essere azioni di tutela dell'ecosistema.
Il documento presentato l'11 settembre 2017, alla luce del recente Piano strategico del turismo (2017-2022), oltre a rilevare i principali legami tra turismo e ambiente e analizzare la pressione antropica a cui questo è sottoposto, soprattutto in alcune Regioni e in certi periodi dell'anno, propone alcune azioni a favore della sostenibilità, sottolineando l'importanza di incrementare il numero di imprese turistiche certificate Ecolabel o Emas, soprattutto nel settore del "Servizio di ricettività turistica", così da valutare come le imprese (in particolare alloggi turistici) attuino i principi di
sostenibilità nel loro funzionamento e presentino una certificazione di qualità ecologica
riconosciuta.
L'impatto del turismo sull'ambiente riguarda diversi settori: energia, emissioni di gas serra, risorse idriche (consumo pro capite attribuibile al settore turistico è di 4,1 litri/ab.
Equivalenti nel 2012), produzione e la gestione di rifiuti urbani (nel 2015 il rapporto era
di 8,48 kg/ab. Equivalenti) e consumo di suolo.


documenti di riferimento


Area Normativa / Qualità / Commenti e Approfondimenti
Check-point Ecolabel (prodotti e servizi certificabili)


Area Normativa / Qualità / Commenti e Approfondimenti
Emas ed Ecolabel, quadro normativo ed Organismi nazionali



fonte: http://www.reteambiente.it

Recuperare spazi abbandonati















Anche nel vocabolario dei cammini si parla di “recupero” e “riuso”, termini chiave dell’economia circolare e segnali  positivi di sviluppo virtuoso. Con il progetto Cammini e Percorsi, l‘Agenzia del Demanio, insieme al ministero dei Beni culturali e al ministero delle Infrasttutture e dei Trasporti, punta alla riqualificazione e al riuso di immobili pubblici situati lungo percorsi ciclopedonali e itinerari storico-religiosi. Il Demanio, che nell’immaginario collettivo viene spesso percepito come un Ente lontano dal territorio, con questa iniziativa si muoverà in sinergia con una ricca rete di partner, tra cui Legambiente e FederTrek, per puntare al recupero del patrimonio locale – come masserie e rifugi, e manufatti quali piccole stazioni, case cantoniere, caselli idraulici – e del patrimonio culturale di pregio, come monasteri, castelli, ville. Molti dei beni selezionati dal Demanio si trovano in prossimità di cammini di pellegrinaggio, come la Via Francigena, di percorsi storici, come la Via Appia,  e di percorsi ciclopedonali. Nel bando pubblico che sarà proposto dopo una consultazione on line, si richiederà, tra le altre cose, che il progetto di riadattamento del bene preveda i principali servizi da offrire al camminatore, al pellegrino e al ciclista.
Il direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, racconta l’iniziativa.
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Come nasce e quali sono gli obiettivi del progetto?
Cammini e Percorsi è un progetto innovativo, di ampio respiro. Nasce per favorire e sostenere lo sviluppo del settore dello slowtravel: un’iniziativa in collaborazione con Mibact e Mit destinata a valorizzare, sviluppare, attrezzare i tracciati storico-religiosi e le ciclovie di tutta Italia. L’obiettivo è potenziare l’offerta turistico-culturale sul territorio attraverso il recupero e riuso di edifici pubblici che si trovano vicino ai cammini storico-religiosi e ai percorsi ciclopedonali, che saranno destinati a nuovi usi di servizio da offrire ai camminatori e ai pellegrini. Il portafoglio del 2017 è composto da 103 immobili selezionati, ma il progetto ha un programma triennale che coinvolgerà circa 300 beni.


















Quando saranno pubblicati i bandi di gara e chi potrà partecipare?
Entro l’estate pubblicheremo i bandi per affidare questi immobili ai privati. Potranno essere recuperati e riutilizzati sia tramite concessione di valorizzazione che tramite concessione gratuita. La differenza è data dal fatto che alcuni edifici necessitano di importanti investimenti di ristrutturazione, quindi di privati che assicurino solidità economica su un lungo periodo, mentre altri edifici possono essere affidati gratuitamente a imprese, cooperative e associazioni che abbiano in prevalenza soci under quaranta e che potranno avviare le proprie attività all’interno di una rete di infrastrutture e servizi destinati a crescere e diventare un punto di riferimento  per viaggiatori, camminatori, ciclisti e pellegrini. Vogliamo creare le condizioni migliori per sostenere lo sviluppo di un turismo più consapevole, rispettoso dell’ambiente e del territorio e delle sue caratteristiche più autentiche.
















Come si potrà partecipare?
Come già accade da due anni per il progetto Fari, sul sito www.agenziademanio.it ci sono tutte le informazioni necessarie per chi è interessato all’iniziativa. Si può prendere visione dei materiali e al momento della pubblicazione online dei bandi scaricare la documentazione necessaria.
A cosa serve la consult@zione pubblica online che avete avviato?
L’Agenzia ricorre ormai abitualmente alle consult@zioni pubbliche perché si sono rivelate un valido strumento di coinvolgimento e dialogo. La consult@zione su Cammini e Percorsi ha innanzitutto l’obiettivo di dare informazioni sull’iniziativa, verificare l’interesse da parte dei territori e del mercato rispetto ai beni individuati e alle idee sviluppate, raccogliendo suggerimenti e proposte concrete sul futuro dei beni che si trovano lungo i tracciati scelti. I feedback che arrivano sono anche molto utili per tarate al meglio i bandi di gara e assicurarsi che l’offerta proposta risponda a una domanda. L’attività è rivolta a tutti i soggetti interessati – cittadinanza, associazioni, operatori di mercato, imprenditori, pubbliche amministrazioni. Gli esiti saranno poi resi disponibili sul sito dell’Agenzia.

Ilaria Canali
Responsabile comunicazione Federtrek 

fonte:  http://comune-info.net/


Turismo sostenibile: è in Italia l’hotel più green d’Europa














Quando si va in vacanza, i turisti italiani prestano molta attenzione alle strutture in cui alloggiano. L’impatto ambientale è importante per i viaggiatori italiani: secondo un’indagine condotta da TripAdvisor su circa 1800 persone, la sostenibilità dell’alloggio e l’etica green sono punti fondamentali per una vacanza perfetta.

Del resto proprio in Italia, sul Lago di Garda, si trova l’hotel EcoLeader Platino, la struttura con il miglior punteggio a livello di turismo sostenibile sia in Italia che in Europa. Siamo a Gargnano e qui il Lefay Resort & SPA Lago di Garda è il vincitore assoluto tra le strutture alberghiere più green, aggiudicandosi anche il quarto posto a livello mondiale. Questo hotel è completamente immerso nel verde del paesaggio circostante e, a detta dei visitatori, si integra perfettamente con la natura.

Oltre a questa struttura l’Italia vanta un’altra struttura eco-sostenibile in questa classifica: Villa Tres Jolie a Trezzone che, l’anno scorso, aveva vinto questo riconoscimento. In entrambe queste strutture il punto di forza è la bioarchitettura, l’uso di energie rinnovabili, il tentativo di azzerare le emissioni di CO2. Ogni minimo dettaglio è studiato per rispettare l’ambiente.
Tra le Regioni italiane premiato con il maggior numero di strutture votate al turismo sostenibile troviamo il Trentino Alto Adige con l’ Hotel Leitlhof – Dolomiten a San Candido (5°), Wellness Hotel Lupo Bianco a Canazei (6°) e Alp & Wellness Sport Hotel Panorama a Fai della Paganella (7°).
Nella top 10 nazionale troviamo poi altre strutture: Hotel Villa Schuler a Taormina, ME (2°), B&B Villa Beatrice a Verona (3°), Callistos Hotel & Spa a Tricase, LE (4°), Villa Carolina Country House a Sorrento, NA (9°) e B&B Cancabaia Parma a Lesignano de’ Bagni, PR (10°).

fonte: http://www.greenstyle.it

“Turismo Rifiuti Zero. Buone pratiche per il territorio”

Venerdì 20 gennaio all’Hotel Cesar – Lido di Camaiore. Con questo convegno il Comune di Camaiore, Sea Ambiente e Sea Risorse offrono alle strutture ricettive, balneari e di ristorazione del territorio, e a tutti gli esercizi commerciali che operano in ambito turistico, una mattinata di confronto e conoscenza di buone pratiche per la differenziazione (e la diminuzione della produzione) dei rifiuti nei luoghi di lavoro turistici.























Secondo i dati suo turismo più recenti, elaborati dalla Provincia di Lucca, sono 114.500 le persone che hanno fatto check in nelle strutture di Camaiore fra gennaio e settembre 2015, su una popolazione residente di circa 32.400 persone. Il che significa che per un periodo limitato dell’anno sono quasi quadruplicate le persone che hanno vissuto sul territorio. Nel convegno saranno analizzati i dati e saranno portate una serie di buone pratiche già attive in altre zone turistiche d’Italia, con conformazioni simili alla Versilia.
L’incontro, aperto a tutti, è concordato con le associazioni di categoria e si terrà venerdì 20 gennaio dalle 10 alle 13 all’Hotel Caesar. Il programma: alle 10 il saluto del Sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, alle 10,15 il saluto della presidente di Sea Risorse, Alice Lepore. Dalle 10,30 interventi di: Enrico Di Nola di E.R.I.C.A. soc. coop. su “La rete degli ecoristoranti: un network di ristorazione sostenibile in espansione” (Piemonte); Antonino Esposito di Hotel Rifiuti Zero, su “Sostenibilità turistica nel settore della ricettività” (Campania); Stefano Di Polito, esperto di marketing territoriale, su “Turismo Rifiuti Zero: un’opportunità di sviluppo del territorio” (Sicilia); Raphael Rossi, amministratore unico Formia Rifiuti Zero, su “Spiagge Rifiuti Zero” (Lazio). Gli interventi sono moderati da Alessio Ciacci, consigliere delegato del Comune di Camaiore in Sea Ambiente. Alle 11,50 tavola rotonda con i rappresentanti delle categorie economiche, moderata dall’assessore Marcello Pierucci.
Per informazioni: 0584.986235 -comunicazione.istituzionale@comune.camaiore.lu.it

fonte: http://www.ciaccimagazine.org

In Piemonte c'è un B&B a rifiuti zero!:-)

B&B IL COPPO 
Il ns B&B nasce nel 2009, in una cascina dei primi del '700 completamente ristrutturata. Abbiamo deciso di chiamarlo "Il Coppo" perchè durante la prima ristrutturazione abbiamo trovato un coppo inciso con la data e con la sigla di chi l'aveva prodotto, con le sue mani. Qualcuno che voleva far sapere con orgoglio, nel tempo, che in quel modo lui aveva contribuito a questo nostro Mondo. E' molto emozionante vederlo, per noi almeno lo è. Il coppo è il nome e il simbolo del nostro B&B ed è esposto:-). 
Con questa premessa fatta di storia, mani, rispetto, umanità e futuro, abbiamo iniziato con la voglia di contribuire anche noi, nel nostro piccolo e a modo nostro, a questo meraviglioso Mondo.

Le principali azioni che al momento abbiamo introdotto (ma ne abbiamo altre già in mente!) sono:
- impianto fotovoltaico 
- impianto solare termico
- dispenser x detergenti
- detersivi e detergenti alla spina, non testati su animali e solo prodotti origine vegetale
- macchina con caffè in grani (no cialde)
- raccolta differenziata direttamente in camera con bidoni separati e indicazioni su corretto conferimento
- acqua alla spina. L’acqua NON si vende. Viene offerta in bottiglia solo su richiesta e per stretta necessità (es: problemi renali)
- tovagliette colazione plastificate, riutilizzabili
- marmellate, miele, etc in barattolo
- latte alla spina
- zucchero nella zuccheriera
- lavare e stirare la biancheria il più possibile in casa

Ora iniziamo a vedere i frutti del nostro lavoro, ma non ci vogliamo fermare. Ci sono ancora grosse difficoltà: molto spesso non è percepito come plus, non avere un conferimento unico può creare errori (molto spesso ci troviamo a controllare e separare i rifiuti delle stanze). manca una vera cultura sull'importanza del perche è necessario intraprendere una strada diverse, manca una conoscenza che permette di valutare l'effettiva efficacia delle azioni che ci fanno passare come green.
Però...si fa e si può fare e sta diventando sempre più un valore per tanti. 

Sabina

fonte: http://www.ilcoppovinovo.com/

Beach litter: le regole da seguire per evitare che i litorali diventino l’ultima spiaggia dei nostri rifiuti

Le cause dell'inquinamento di mari e spiagge. Fonte: Legambiente
Ottomila chilometri di spiagge e mare cristallino: a tanto ammonta il patrimonio costiero italiano, una risorsa preziosa ma fragile. Secondo la recente indagine di Legambiente Beach Litter 2016, gran parte delle nostre spiagge risulta infatti inquinata da rifiuti di origine plastica (76,3% del totale: pezzi di polistirolo, tappi, bottiglie, stoviglie di plastica usa e getta, contenitori e simili), cotton-fioc, mozziconi di sigarette, reti da pesca, materiali da costruzione, nonché da bottiglie e pezzi di vetro. Questi rifiuti generano un inquinamento spesso irreversibile, che ha gravi ripercussioni non solo sulla fauna marina che li ingerisce (e di conseguenza anche sull’uomo), ma anche sul turismo (minor appeal delle spiagge inquinate) e sull’economia (costi da sostenere per la pulizia delle spiagge).
Spiagge come discariche
Se da un lato l’inquinamento di mari e spiagge potrebbe essere fortemente ridotto attraverso interventi “dall’alto” che mirino a produrre prodotti e imballi più sostenibili e a rendere più efficienti il riciclo dei rifiuti e gli impianti di depurazione, anche noi cittadini possiamo però contribuire a conservare la bellezza dell’ambiente naturale, attraverso alcuni semplici accorgimenti volti a limitare l’impatto sull’ecosistema marino della nostra permanenza in spiaggia.
LA SPIAGGIA NON È UNA DISCARICA. Una cannuccia impiega dai 20 ai 30 anni a decomporsi, un fazzoletto di carta 3 mesi, una gomma da masticare o un mozzicone di sigaretta fino a 5 anni. Non gettate quindi alcun rifiuto né in spiaggia, né in mare: se avete portato il pranzo da casa, raccogliete gli avanzi in un sacchetto. Utilizzate anche in spiaggia i contenitori per la raccolta differenziata. Se non li trovate, fate un piccolo sforzo e portate i vostri rifiuti in paese.
Snorkeling

CREME SOLARI E BAGNOSCHIUMA. Se avete intenzione di entrare in acqua scegliete solamente creme contenenti filtri solari a base di minerali, come l’ossido di zinco. La maggior parte delle creme ad alta protezione, disciolte in acqua, danneggiano infatti l’ecosistema marino, in particolare i coralli. Allo stesso modo, se fate la doccia in spiaggia o in barca evitate di usare shampoo e bagnoschiuma.
EDUCAZIONE E RISPETTO. Esplorate la spiaggia, osservando piante e animali che vivono sopra e sotto la sabbia, e praticate tutte quelle attività che aiutano a conoscere meglio il mare, come lo snorkeling: basta indossare pinne e maschera con boccaglio, nuotare in superficie e dare libero sfogo alla creatività. No invece alla raccolta di souvenir da spiaggia come pezzetti di corallo, conchiglie o granito. Non catturate inoltre gli organismi marini che vivono sulle rocce o nelle acque basse, come granchi e molluschi bivalvi, cavallucci e stelle marine: lasciateli in pace, non alterate il loro ambiente, e insegnatelo ai vostri figli.

E ricordate: anche in spiaggia, la buona educazione è contagiosa!

fonte: http://www.menorifiuti.org