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Vehicle to Grid, le auto elettriche Nissan hanno aperto la strada al futuro

Dai primi progetti europei al test italiano. Il produttore simbolo dell’e-mobility ha spianato la strada a un nuovo concetto di mobilità, in cui le auto diventano strumenti fondamentali per la stabilizzazione della rete e la massimizzazione delle rinnovabili.










In Italia esiste un laboratorio di futuro, dove ormai da oltre un anno si sta sperimentando un nuovo servizio di accumulo e di flessibilità per la rete. È il centro di prova per la sperimentazione della tecnologia V2G – Vehicle to Grid, creato da Nissan ed Enel X con la collaborazione di RSE. Avamposto gestionale del futuro sistema elettrico, il centro è stato creato con il preciso obiettivo di testare le potenzialità della ricarica bidirezionale dei veicoli elettrici nel contesto nazionale.

Con l’aumento delle rinnovabili non programmabili nel sistema elettrico e la progressiva elettrificazione dei consumi, sta crescendo di pari passi l’esigenza di nuovi strumenti per bilanciare domanda e offerta in rete.

In questo contesto si inserisce perfettamente la tecnologia di ricarica bidirezionale, capace di trasformare le auto elettriche in mini impianti di accumulo su ruote. Il Vehicle to Grid permette ai veicoli di dialogare con l’infrastruttura di distribuzione offrendo un servizio di risposta alla domanda. Grazie a questi sistemi, i mezzi possono limitare la propria ricarica, durante i picchi di domanda (V2G unidirezionale, detta anche V1G); oppure impiegare le proprie batterie per assorbire i surplus energetici in rete, ridistribuendoli quando necessario (V2G pura). O ancora, essere utilizzati come impianti di stoccaggio domestico per l’elettricità prodotta dai pannelli solari residenziali (V2H-Vehicle to Home).

In questo modo la soluzione offre un doppio vantaggio. Da un lato permette di integrare nuova capacità d’accumulo in maniera più economica rispetto allo storage su scala utility; elemento fondamentale soprattutto in Paese come l’Italia, dove la crescita dell’idroelettrico a pompaggio è limitata e le grandi centrali a batterie sono in ritardo. Dall’altro rappresenta una concreta opportunità per gli automobilisti di ottimizzare i costi di esercizio delle vetture elettriche. Come? Sfruttando la tecnologia per massimizzare l’autoconsumo delle rinnovabili domestiche o più semplicemente vendendo questa capacità d’accumulo alla rete. Mettere a disposizione la batteria del proprio mezzo, anche solo per alcune ore predefinite, permetterebbe di ottenere remunerazioni dell’ordine dei 1000-1500 euro l’anno.

Una tecnologia win-to-win dove guadagna il consumatore ma che il sistema energetico, risparmiando milioni di euro su eventuali nuovi mega impianti di stoccaggio.

Il “viaggio” di Nissan nel mondo del Vehicle to Grid

La Nissan è stata la prima casa automobilistica a testare il V2G in Europa. E non poteva essere altrimenti. Nissan LEAF e Nissan e-NV200 van, le due teste elettriche del gruppo giapponese, utilizzano per la ricarica rapida lo standard CHAdeMO. Questo sistema, a differenza del CCS europeo e di quello americano Tesla Supercharger, ha pubblicato il suo protocollo per la ricarica bidirezionale (V2X) già nel 2014. E ad oggi rimane l’unico. In altre parole la Nissan ha goduto da subito di una posizione di superiorità. E dopo i primi progetti sperimentali, nel 2016, nel Regno Unito e in Danimarca, la società ha fatto da apripista anche in Italia.

Nel 2019, in collaborazione con Enel X ed RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) ha creato il primo laboratorio nazionale dedicato al Vehicle to Grid.

Il progetto si è focalizzato fin dall’inizio sull’impiego di due colonnine di ricarica V2G di Enel X, installate nella microgrid creata da RSE. E ovviamente sulle prestazioni delle Nissan LEAF da cui acquisire le misure provenienti da motore e batterie, sia durante la guida che durante la ricarica. Le colonnine si interfacciano alla Test Facility di RSE attraverso una piattaforma basata sul cloud, gestita da EnelX stessa.

Grazie a questa piattaforma si sta studiando la rispondenza delle auto ai fini della stabilizzazione della microrete. I test stanno indagando anche un’ampia gamma di servizi ancillari, come l’ottimizzazione dei flussi energetici dell’utenza. E ovviamente in ogni operazione di condivisione dell’energia tiene conto anche delle esigenze di mobilità e di ricarica. Durante questi mesi di sperimentazione, sono stati analizzati diversi casi di utilizzo dei veicoli, da quello tipico delle flotte aziendali a quello dei privati verificando i potenziali benefici mediante l’utilizzo di algoritmi ad hoc.

I vantaggi per l’utente, sono intuitivi: le vetture possono “fare il pieno” nelle fasce orarie in cui le tariffe e la domanda di energia sono più basse, per poi usare l’elettricità accumulata o rivenderla alla rete durante le fasce orarie a tariffa più elevata. La possibilità di sfruttare per più finalità le batterie attraverso il Vehicle to Grid permetterà da un lato di risparmiare sui costi e dall’altro di partecipare alla transizione ecologica in atto. Un elemento in grado di favorire ulteriormente la diffusione dei veicoli elettrici nel nostro Paese.


fonte: www.rinnovabili.it


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Enel X e ALD Automotive insieme per sviluppare il noleggio di auto elettriche

Le tecnologie avanzate di Enel X per la ricarica dei veicoli elettrici saranno integrate nelle nuove offerte di noleggio di ALD Automotive in tutta Italia.




Un’innovativa soluzione per la diffusione della mobilità elettrica in Italia: nasce JuiceMotion, la più completa offerta di noleggio a lungo termine di auto elettriche esistente oggi sul mercato. Grazie all’ormai consolidata partnership tra ALD Automotive ed Enel X i clienti che scelgono di noleggiare un veicolo Full electric o Hybrid plug-in, potranno accedere ai servizi di ricarica avanzati di Enel X.
Da tempo ALD Automotive ha inserito all’interno del proprio parco auto veicoli ad alimentazione ibrida o elettrica e grazie al know-how di Enel X, la business line globale del Gruppo Enel dedicata ai prodotti innovativi e soluzioni digitali, ha creato le condizioni per essere pienamente operativa in questo segmento.
Ora con JuiceMotion, ALD Automotive e Enel X offrono un nuovo prodotto, rivolto tanto ai clienti privati quanto alla mobilità aziendale, che renderà ancora più conveniente il noleggio a lungo termine di un’auto elettrica attraverso un canone tutto incluso "senza pensieri" e un pagamento diluito negli anni di noleggio. Una soluzione che, offrendo tra le varie opzioni una card con 1.350 KWh inclusi da utilizzare presso i punti di ricarica di Enel X e la fornitura dell’infrastruttura domestica JuiceBox per la ricarica, consentirà di avvicinare alla mobilità elettrica anche coloro che ancora temono di dover sopportare costi elevati rispetto a quelli delle motorizzazioni tradizionali e di “rimanere a secco di energia” per mancanza di infrastrutture di ricarica.
Alla convenienza del canone mensile tutto compreso, all’interno del quale sono inclusi servizi come assicurazione, bollo auto, manutenzione e soccorso stradale, con JuiceMotion si aggiunge quindi la comodità e la semplicità di poter usufruire di una infrastruttura di ricarica direttamente a casa.

fonte: www.greencity.it


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Al via il primo progetto italiano di aggregazione di unità di accumulo residenziali
















Le province di Brescia, Bergamo e Mantova sono protagoniste della prima sperimentazione in Italia che aggrega sistemi residenziali di accumulo di energia per consentire anche agli utenti privati di partecipare ai programmi di gestione attiva della domanda


La sperimentazione, avviata da Enel X in collaborazione con RSE, consiste nell'inserire gli accumuli residenziali all'interno degli aggregati UVAM (Unità Virtuali Abilitate Miste), che permettono la partecipazione delle risorse distribuite alla fornitura di servizi di flessibilità alla rete elettrica. Enel X, in qualità di aggregatore, già a fine dicembre 2019 aveva inserito all’interno di questa sorta d’impianto virtuale più di 100 impianti fotovoltaici con accumulo.

Gli accumuli coinvolti nel progetto vengono dotati di un sistema di comunicazione e controllo remoto; in questo modo, tenendo comunque conto delle consuete funzioni di autoconsumo, possono essere chiamati a svolgere servizi per il sistema elettrico, con una gestione che al tempo stesso punta a ridurre al minimo l’impatto sullo stato di carica e la disponibilità della batteria. Si tratta del cosiddetto "Demand Response", che consente ai consumatori di diventare anche attori attivi del sistema elettrico, aumentando o riducendo il proprio consumo energetico in risposta ai picchi di offerta o domanda elettrica.

"Il potenziale di questa sperimentazione è enorme: ci sono migliaia di batterie residenziali in Italia che potranno contribuire a garantire la stabilità del sistema elettrico. Si tratta di una pietra miliare per il Paese nel percorso verso un modello energetico sempre più sostenibile. – spiega Marco Gazzino, Responsabile Innovazione e Product Lab di Enel X – Nello specifico, l’aggregatore abilita gli impianti di generazione e accumulo distribuiti sul territorio a partecipare al mercato dei servizi di rete fino a poco tempo fa riservato solo ai grandi impianti di produzione o ai carichi industriali. Anche per gli utenti residenziali sarà possibile quindi trasformare la propria batteria in una risorsa attiva".

La sperimentazione, che si concluderà alla fine del 2020, è ancora aperta alle adesioni di tutti i proprietari di impianti residenziali (anche aziendali, se di piccole dimensioni) situati nella Regione Lombardia; oltre ad Enel X, l'altro aggregatore coinvolto nel progetto sul territorio lombardo è Evolvere Spa. Le nuove richieste di adesione devono essere effettuate registrandosi al sito https://accumulilombardi.rse-web.it/.
Riferimenti

fonte: http://www.nextville.it/

New York ridurrà la domanda di picco grazie a una super batteria


















A New York è stato avviato il più grande sistema di accumulo elettrico metropolitano, che consentirà di ottimizzare al meglio la gestione della rete e anche di fornire supporto duranti i picchi di richiesta elettrica.


Il sistema di batterie (da 4,8 MW / 16,4 MWh) è stato realizzato da Enel X e dalla società immobiliare Related Companies presso il Related's Gateway Center a East New York, Brooklyn. L'obiettivo è quello di supportare la rete locale della compagnia energetica di New York, Con Edison, nei momenti di elevata richiesta elettrica. Le batterie consentiranno di immagazzinare l'energia elettrica nei momenti più favorevoli, per poi rilasciarla nelle ore di punta.

Tali sistemi, come noto, comportano una serie di ulteriori vantaggi, riducendo ad esempio la necessità di realizzare nuove centrali elettriche e nuove linee di trasmissione. Senza contare l'effetto calmierante sul prezzo dell'energia elettrica, grazie alla riduzione della domanda di picco.

L'impianto appena inaugurato costituisce soltanto un primo tassello della strategia energetica annunciata dal governatore di New York Andrew M. Cuomo, che punta a realizzare 3.000 MW di accumuli entro il 2030 per rendere la rete elettrica locale più pulita, diversificata e resiliente. Anche per Enel X si tratta solo di un primo passo: l'azienda italiana, infatti, ha attualmente altri 16 progetti di storage nello stato di New York.
Riferimenti

New York City’s biggest: Enel X connects grid-scale battery storage in Brooklyn
la news su energy-storage.news




fonte: http://www.nextville.it/

Delfanti: ecco i primissimi test sulla V2G

RSE, Nissan ed ENEL X hanno attivato recentemente la prima sperimentazione del sistema vehicle-to-grid (V2G), la tecnologia per la ricarica bidirezionale per veicoli elettrici. Abbiamo chiesto a Maurizio Delfanti, AD di RSE, quali sono i primi risultati dei loro test.

















Il 24 maggio è stata inaugurata a Milano la prima sperimentazione italiana sui servizi avanzati del vehicle-to-grid, la cosiddetta V2G, la tecnologia che consente alle autovetture elettriche di immagazzinare e restituire energia alla rete, al fine di stabilizzarla.
Si tratta di un sistema bidirezionale con immense potenzialità se immaginiamo il futuro delle città basato sulle reti intelligenti, sulla produzione di energia distribuita da fonti rinnovabili, su sistemi IoT.

Il concetto su cui si basa V2G è molto semplice in quanto nasce da un’intuizione: perché non utilizzare l’energia presente nella batteria di una vettura elettrica mentre è parcheggiata e collegata ad una colonnina di ricarica? Immaginando un futuro, neanche tanto lontano, in cui il numero delle auto elettriche collegate alle colonnine sarà elevato, il parco batterie di bordo potrà davvero costituire un fattore di stabilità della rete ed un ottimo sistema per stoccare l’energia prodotta da fonte rinnovabile.
Su questi presupposti è partita la sperimentazione grazie ad un accordo tra RSE, Nissan ed ENEL X per raccogliere dati e produrre algoritmi che possano rendere ulteriormente intelligente e performante il sistema. L’obiettivo, così sfidante, è basato sulla realizzazione di una microrete sperimentale, presso la sede milanese di RSE, e l’utilizzo quotidiano di due Nissan Leaf. Una di queste vetture è utilizzata personalmente da Maurizio Delfanti, AD di RSE.

Prof. Delfanti, lei ha avuto l’opportunità di provare personalmente, tra i primi in Italia, il sistema di ricarica V2G. Ed è un test particolarmente realistico in quanto ha in  prova una vettura Nissan LEAF per la percorrenza quotidiana della tratta ufficio / abitazione. Si tratta di una testimonianza per noi doppiamente interessante, sia perché riguarda una tecnologia particolarmente innovativa, sia perché lei è un tecnico e può meglio di altri fornirci un feed back realistico del suo effettivo funzionamento. Partiamo dall’inizio, in cosa consiste la tecnologia V2G per la ricarica dei  veicoli elettrici?

Prelevare energia dalla rete per caricare le batterie di un veicolo elettrico, oppure restituire parte dell’energia accumulata a fronte di un comando della rete stessa. Ecco che cosa permette di fare la tecnologia che sta alla base del Vehicle-to-grid (V2G) e del Vehicle-to-Home (V2H), due diverse applicazioni (dette nel complesso V2x) che si differenziano qualora il comando provenga da un operatore di rete che si vuole approvvigionare di servizi per il Sistema Elettrico o da un sistema di gestione domestica dell’energia, per aumentare la quota di autoconsumi di un utente dotato di un  proprio impianto fotovoltaico.
Un sistema di ricarica V2x consta di un inverter di potenza di tipo bidirezionale che si accoppia lato auto direttamente ai poli positivo e negativo della batteria del veicolo (300-500 Volt) e lato rete domestica in bassa tensione (230 V).  In funzione dei comandi che riceve da un operatore di rete o dall’abitazione, l’inverter bidirezionale o preleva energia dalla rete per caricare la batteria alla pari di una comune colonnina di ricarica o preleva energia dalla batteria per mandarla in rete alla pari di un qualunque generatore (come ad esempio i sistemi FV).



Lei è il responsabile del centro RSE dove è stata allestita l’infrastruttura sperimentale V2G. Da un punto di vista dell’impiantistica si tratta di un allestimento più complesso rispetto ad una stazione di ricarica convenzionale? E se sì, per quali motivi?

La complessità di installazione di un impianto V2G (e i costi) sono, come è intuitivo, superiori a quelli di una wallbox tradizionale. Invero, la complessità aggiuntiva è confinata all’interno delle colonnine stesse. Queste ultime infatti devono interfacciarsi con l’automobile in corrente continua, come le colonnine per la ricarica rapida; ma l’elettronica di potenza al loro interno deve poter gestire flussi di potenza bidirezionali. Le colonnine che supportano il V2G saranno comunque dispositivi commerciali, che si integrano con il resto dell’impianto in corrente alternata come le colonnine tradizionali. L’unica accortezza è quella di dimensionare correttamente l’impianto, tenendo conto della bidirezionalità dei flussi di potenza, ad esempio nella scelta dei dispositivi di misura e di protezione. 

Se pensiamo al caso domestico, il tutto è assimilabile alla installazione di un sistema di accumulo, in quanto presuppone l’esistenza di un contatore allo scambio con la rete pubblica e di un contatore che misura l’energia scambiata con l’auto. Quindi, direi un livello di complessità a cui gli utenti finali che hanno già un impianto FV o un accumulo sono in qualche modo abituati.


Come sono stati ripartiti, in questa fase sperimentale, i ruoli con i vostri partner: Nissan ed ENEL X?

La collaborazione tra RSE, Nissan ed EnelX copre tutte le aree di interesse di questa sperimentazione. Nissan ha infatti fornito due vetture Leaf (una è quella che al momento guido io), e ci assiste nel monitoraggio delle auto, dandoci la possibilità di acquisire le misure provenienti dal motore e dalle batterie, sia durante la guida che durante la ricarica. EnelX ha invece fornito le due colonnine di ricarica bidirezionale, che si interfacciano alla Test Facility di RSE attraverso una piattaforma basata sul cloud, gestita da EnelX stessa.
RSE infine si occupa dell’esperimento vero e proprio: vengono infatti analizzati diversi casi di utilizzo delle auto, da quello di una flotta aziendale a quello di un’automobile privata (qui la cavia sono io…), verificando i potenziali benefici derivanti dall’erogazione di servizi V2G, mediante l’utilizzo di algoritmi di gestione del parco auto sviluppati da RSE stessa.

E veniamo alle sue esperienze e valutazioni dirette: è circa un mese e mezzo che lei utilizza la Leaf ricaricandola con il sistema V2G. Quali impressioni ne ha riportato? Le batterie della sua vettura hanno mai alimentato utenze nella sua abitazione o ufficio?

L’esperienza per l’utente è pensata per essere molto simile a quella di una ricarica tradizionale: l’applicazione per l’avvio della ricarica che sta sviluppando RSE richiede solo alcuni dati aggiuntivi, come ad esempio a che ora si pensa di prelevare l’auto e con che autonomia. Sarà poi il sistema di gestione del parco auto che programmerà opportunamente i profili di scambio dei singoli veicoli connessi, rispettando le richieste dell’utente e non scendendo mai sotto uno stato di carica richiesto.
In questo modo stiamo provando a testare sia i servizi Vehicle-to-Home, usando le auto per incrementare l’autoconsumo dell’energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico, sia i servizi Vehicle-to-Grid, scambiando potenza con la rete sulla base di segnali provenienti dal gestore della rete stessa. Se l’algoritmo di gestione è opportunamente disegnato, l’utente trova sempre la sua vettura carica al livello richiesto: questa è almeno la mia esperienza diretta (fino ad ora…).

Delfanti auto v2g

Con quale velocità crede possa diffondersi questa tecnologia in Italia e quali potrebbero essere i fattori strategici per una sua ancor più rapida affermazione?

Ovviamente, un solo veicolo elettrico connesso a un sistema V2G da solo non è sufficiente ad essere di aiuto al sistema elettrico. E’ necessario che ci sia una popolazione di auto elettriche (e quindi di batterie) per mettere a disposizione sia la potenza sia l’energia necessaria per dare un contributo significativo alla stabilità del sistema. La figura dell’aggregatore si dovrà sviluppare maggiormente ed adeguare per valorizzare anche questa nuova tecnologia, che permetterà una ulteriore penetrazione delle rinnovabili come tratteggiato nel PNIEC. RSE ritiene che questa sperimentazione sia un passo importante nella direzione giusta. Come anche importante sarà il processo di successiva sostituzione della flotta aziendale con auto full electric (o, per alcune esigenze, con auto ibride plug-in): anche qui, ci siamo dati un traguardo sfidante, a brevissimo termine (primo quarter del 2020). Se guardiamo ai fattori strategici a livello nazionale, a breve sarà pronto un  Decreto in materia (cd Decreto V2G, alle cui attività preparatorie RSE ha contribuito).
Ma ritengo che la mobilità sostenibile (che non è solo auto elettrica) sia una dimensione del PNIEC su cui si possa mostrare più coraggio: per esempio, immaginando una tariffa di ricarica particolarmente “leggera”, magari in cambio di una ricarica flessibile. Simili vantaggi si potrebbero ottenere sfruttando le reti quando sono meno cariche (ricarica in fascia F3); ma anche impiegando sin dall’inizio infrastrutture intelligenti, che permettano ai distributori di modulare la ricarica in una sola direzione (cd servizi V1G) e al sistema di valorizzare dinamiche di ricarica evolute, come appunto il V2G.

fonte: www.rinnovabili.it

Auto elettriche: Enel X attiva la prima colonnina di ricarica veloce in autostrada















Enel X ha attivato la prima colonnina di ricarica veloce in autostrada. La novità fa parte del progetto di mobilità elettrica Eva+ co-finanziato dalla Commissione Europea e portato avanti da Enel, Renault, Nissan, Bmw, Volkswagen e Verbund.
La colonnina per la ricarica veloce dei veicoli è stata installata e attivata presso l’area di servizio Q8 di Rho Sud, lungo l’autostrada A4 Torino-Milano. A questa seguirà il posizionamento e la messa in funzione di altre quattro colonnine, tutte in servizio presso delle stazioni di rifornimento Q8 che ha stipulato un apposito accordo con il gestore energetico italiano.
In dettaglio, si tratta di strutture JuicePump da 50 kW che consentiranno di ricaricare le batterie dei veicoli elettrici e ibridi plug-in in tempi relativamente brevi. Spiega Francesco Venturini, Responsabile Enel X:
L’accordo con Q8 ci consente di raggiungere un fondamentale e tanto atteso risultato per la realizzazione del Piano nazionale di infrastrutture di ricarica e per la diffusione della mobilità elettrica in Italia. Grazie a questo accordo infatti finalmente avremo una infrastruttura di ricarica su rete autostradale totalmente integrata ed interoperabile con quelle che stiamo installando su tutto il territorio nazionale. Chi guida un’auto elettrica potrà infatti utilizzare le stesse modalità di ricarica, con le stesse condizioni contrattuali, in tutte le altre infrastrutture di ricarica. Continua il nostro impegno nella sfida per rendere la mobilità elettrica una realtà non solo per pochi appassionati ma a disposizione di tutti.
La nuova installazione amplia ulteriormente il progetto Eva+, che può contare su una rete di ricarica Fast Recharge composto da oltre 100 infrastrutture. In programma c’è però il raddoppio di tale numero entro la metà dell’anno prossimo, quando si prevede di arrivare a 20 colonnine in Austria e 180 in Italia.

fonte: www.greenstyle.it

Torna e_mob, la Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica

Dal 27 al 29 settembre Milano torna a essere palcoscenico di dibattiti, incontri e test drive sull’e-monility con l’evento organizzato, tra gli altri, dal Comune, la Regione Lombardia, Cobat e le principali utility energetiche italiane
























Secondo Terna nel 2030 in Italia circoleranno tra l’1,6 e i 4,5 milioni di auto elettriche. Si tratta di una delle previsioni più caute per il settore, ma anche con numeri così prudenti c’è da chiedersi oggi: come raggiungeremo l’obiettivo? Quali politiche sono efficaci per promuovere l’elettromobilità nazionale e quali i principali passi da compiere su scala locale? A ragionare sui temi della rivoluzione dei trasporti sarà, il prossimo settembre, e_mob, la Conferenza Nazionale della Mobilità Elettrica. Dopo il successo 2017, l’evento torna nel capoluogo lombardo per una nuova tre giorni dedicata al futuro della mobilità sostenibile.
Dal 27 al 29 settembre 2018 a Palazzo Lombardia, dove ha sede l’amministrazione regionale, i riflettori si accenderanno su una serie di dibatti e incontri dedicati alla mobilità elettrica per la movimentazione di persone e merci. L’evento, giunto alla sua seconda edizione, è organizzato sotto il patrocinio del Minambiente, dal Comune di Milano, la Regione Lombardia e la Camera di Commercio di Milano/Lodi/Monza, che si sono fatte affiancare ancora una volta da Enel, A2A, Hera, Cobat, Itas e Class Onlus.

Il dialogo riprenderà da uno dei principali risultati dell’e_mob 2017, ossia la firma della Carta metropolitana della mobilità elettrica. Il documento in questione è nato per offrire ai comuni una serie misure e provvedimenti da adottare a favore dell’elettromobilità. Si va dallo sviluppo di una capillare rete di ricarica alla diffusione dell’auto elettrica condivisa. Ad oggi la carta è già stata sottoscritta da Milano, Torino, Bologna, Firenze e Varese, i primi firmatari, e da altre 64 città, ed è stata inviata per essere condivisa a tutte le realtà italiane con popolazione superiore ai 20.000 abitanti. L’obiettivo? Raggiungere almeno 150 sottoscrizioni entro settembre 2018. Ecco perchè l’elemento principale del nuovo e_mob 2018 sarà la presentazione pubblica del network di Comuni che si sta aggregando intorno a questo impegno.

Accanto ad un ricco programma di dibattiti istituzionali, tecnico-scientifici e culturali – lo scorso anno hanno preso la parola oltre 120 relatori – l’evento darà modo di toccare con mano la rivoluzione elettrica. Negli spazi interni ed esterni del palazzo Lombardia sono previsti un’esposizione di auto elettriche e test drive dedicati, con la presentazione di modelli di mezzi presenti oggi sul mercato (privato, flotte aziendali, mezzi di lavoro, motori nautici e agricoli, mezzi di prossimità e adibiti ai servizi di pubblica utilità e mezzi adibiti al trasporto pubblico). Nel programma della tre giorni è stato inserito anche il Raduno Nazionale dei possessori di mezzi elettrici e la Carovana per le vie di Milano.

fonte: www.rinnovabili.it

Car sharing elettrico e-go, UniRoma Tre: primo anno un successo















È passato circa un anno da quando è stato lanciato il servizio di car sharing elettrico e-go, che è stato realizzato dall’Università di Roma Tre in collaborazione con Enel. L’obiettivo è stato fin dall’inizio quello di promuovere l’uso dell’auto elettrica come forma di mobilità sostenibile.

Un progetto di formazione, che vuole insegnare soprattutto a muoversi senza inquinare. Adesso i responsabili dell’iniziativa fanno sapere che tutto prosegue con un buon andamento. La proposta sembra aver trovato un certo riscontro da parte degli studenti, che possono beneficiare di tariffe scontate anche per la notte, il sabato e la domenica.

Il costo di e-go è di 0,20 euro l’ora se si sceglie la Renault Twizy e di 0,23 euro l’ora per la Zoe. A disposizione di chi usufruisce del servizio di car sharing anche un’applicazione dedicata. Il noleggio parte mezz’ora dopo la prenotazione attraverso l’app e l’Università si fa carico di tutti i costi legati all’energia e alla manutenzione.
Adesso si mira ad estendere il progetto, perché sarebbe possibile implementare il servizio anche in altre Università. Tutto sarebbe possibile attraverso la rete dei mobility manager universitari, che hanno l’onere di promuovere lo spostamento sostenibile dei docenti, del personale tecnico ed amministrativo e degli studenti.
l loro scopo è anche quello di giungere ad accordi con altri enti, per estendere possibilità più green in termini di mobilità all’interno di un vero e proprio network. Poi c’è la collaborazione degli studenti. Il professor Stefano Carrese, responsabile del progetto del car sharing presso l’Università di Roma Tre, ha fatto presente:
Nel car sharing il peso maggiore in termini di costo è il riposizionamento dei veicoli: se sono lontani dalle paline bisogna spostarli con gli addetti al servizio. Con l’applicazione possiamo controllare lo stato di carica del mezzo: se al 30% deve essere riposizionato vicino a una colonnina.
Gli studenti che si occupano di spostare le auto e di allacciarle alla rete elettrica per la ricarica ricevono 5 minuti omaggio. Anche questo processo di coinvolgimento risulta particolarmente attivo.

fonte: www.greenstyle.it

Colonnine di ricarica: 30 punti Enel su tratta Roma-Milano da ottobre














Sono attive a partire da domenica 1 ottobre le 30 colonnine di ricarica veloce per auto elettriche realizzate da Enel. Le installazioni rientrano nel progetto EVA+ (Electric Vehicles Arteries) e vanno a sostenere la mobilità elettrica a lunga percorrenza, inizialmente sulla tratta Roma-Milano, con punti di rifornimento posizionati in ogni circa 60 chilometri.
Le prime 20 colonnine di ricarica Fast Recharge fanno parte a tutti gli effetti del progetto EVA+, successivamente integrate da ulteriori 10 (realizzate con finanziamento Enel) per garantire una maggiore possibilità di rifornimento ai veicoli che percorreranno le tratte extraurbane. Grazie al supporto di vari marchi automobilistici (Renault, Nissan, BMW, Volkswagen e Audi) e della principale utility elettrica austriaca, la Verbund, Enel punterà a realizzare 200 colonnine di ricarica veloce su tratte extraurbane (180 in Italia e le altre 20 in Austria). Il programma è co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito di “Connecting Europe Facility”.

Sarà possibile effettuare la ricarica completa del proprio veicolo in 20 minuti. Proprio nell’ottica di tali tempistiche sono state individuate apposite aree dove installare le colonnine Fast Recharge: centri commerciali, outlet, hotel e ristoranti, Comuni oltre ovviamente a stazioni di servizio. Uno dei punti è posizionato sul GRA di Roma, dove grazie a un accordo con Anas dovrebbe arrivare anche una seconda postazione, area di servizio Selva Candida Esterna presso Total Erg.

Hanno aderito i punti Outlet Blackstone del gruppo Multi, ovvero Valdichiana Outlet Village, Mantova Outlet Village, Franciacorta Outlet Village, Palmanova Outlet Village, Puglia Outlet Village, così come diversi punti ACI e Comuni italiani: Barberino del Mugello, Firenze, Orvieto, Cassino, Tortona, Trivolzio, Vicolungo, Carpi, Albisola Superiore, Ronco Scrivia, Sant’Ilario d’Enza, Terranova Bracciolini. Di particolare rilevanza la collaborazione con l’Automobile Club d’Italia, come spiegato in una nota:
L’installazione di un’ulteriore stazione di ricarica nel circuito di guida sicura ACI Lainate, è frutto di una più estesa collaborazione con ACI Vallelunga, che porterà alla realizzazione, nell’autodromo romano, del primo centro di ricerca e sviluppo di Enel per la mobilità elettrica, dove saranno testate e promosse tutte le soluzioni tecnologiche Enel per la ricarica dei veicoli elettrici.
Questo l’elenco completo delle 30 stazioni di ricarica veloce per auto elettriche installate da Enel e attive a partire da domenica 1 ottobre 2017:
  • Chianciano – Grand hotel Terme di Chianciano;
  • Magliano Sabina – Hotel La Pergola;
  • Orvieto – Parcheggio comunale davanti Centro Commerciale Porta D’Orvieto;
  • Val di Chiana – Val di Chiana Outlet Village;
  • Mantova – Mantova Outlet Village;
  • Franciacorta – Franciacorta Outlet village;
  • Palmanova – Palmanova Outlet Village;
  • Puglia – Puglia Outlet Village;
  • Ronco Scrivia – Installazione Ronco Scrivia Borgo Fornari (area pubblica);
  • Ferrara – Parcheggio delegazione ACI Ferrara;
  • Vicolungo – Comune di Vicolungo nei pressi di Vicolungo The Style Outlets;
  • Firenze Comune – Comune di Firenze Area Pubblica – Firenze Nord/A11;
  • Area pubblica S. Ilario D’Enza (RE) – Comune di S. Ilario D’Enza (RE, area pubblica);
  • Roma GRA – Selva candida esterna;
  • Reggio Emilia – Centro Commerciale “I Petali” Reggio Emilia;
  • Lodi – Stazione di servizio IP Lodi, Cornegliano Laudense;
  • Cormano – Stazione di servizio IP Cormano (Milano Nord);
  • Fidenza – Fidenza Shopping Park;
  • Milano – Stazione di servizio IP, Milano Via La Spezia;
  • Bologna – Parco Commerciale Meraville – Bologna;
  • Barberino del Mugello – Comune di Barberino del Mugello (area pubblica);
  • Guidonia – +VISTA fabbrica occhiali;
  • Lainate – Centro Guida Sicura ACI SARA di Lainate;
  • Albissola Superiore – Comune di Albisola Superiore (area pubblica);
  • Frosinone – Stazione di servizio Turriziani;
  • Trivolzio – Comune di Trivolzio (area pubblica);
  • Tortona – Comune di Tortona (area pubblica);
  • Carpi – Comune di Carpi (area pubblica);
  • Terranova Bracciolini – Comune di Terranuova Bracciolini (area pubblica);
  • Cassino – Comune di Cassino (area pubblica).
fonte: www.greenstyle.it

Enel: troppo sangue per quel carbone

L’ostinazione delle denunce, a cominciare da quelle di Re:Common, che – grazie a Luca Manes – compaiono regolarmente su Comune, li ha costretti ad andare a vedere “persona”. Un anno dopo, l’Enel ha mantenuto la promessa e ha sospeso i contratti per l’importazione di carbone dalla Colombia. Un successo significativo per chi da molti anni conduceva una dura battaglia contro la violenza dei paramilitari, il business indecente delle multinazionali e l’utilizzo dei paradisi fiscali. Nell’ultima assemblea annuale degli azionisti, l’amministratore delegato ha comunicato la decisione dell’utility energetica italiana, che resta un piccolo passo nella lunga ma inevitabile marcia per de-carbonizzare l’economia e l’ambiente
















Come evidenziato nella pubblicazione “Profondo Nero”  e nel video “La Via del carbone” , pubblicati da Re:Common nell’aprile del 2016 e da vari rapporti della Ong olandese Pax, il percorso del carbone dalla Colombia all’Italia era infatti segnato da gravi violazioni dei diritti umani e da orrendi crimini perpetrati dalle unità paramilitari.
Un anno dopo aver promesso sempre in assemblea degli azionisti che l’Enel avrebbe condotto una sua indagine ad hoc – “Andremo a vedere di persona cosa succede in Colombia se non ci piace usciremo, come ha fatto Dong” (compagnia energetica danese)  dichiarò Starace – ora l’azienda ha preferito non rinnovare i contratti di fornitura in essere con le multinazionali estrattive Drummond (Stati Uniti) e Prodeco/Glencore (Svizzera).
La Colombia è il più grande produttore di carbone dell’America Latina e il quinto esportatore al mondo. Le sue riserve potrebbero durare per i prossimi 200 anni. Dalla regione carbonifera del Cesar arrivavano i carichi di polvere nera per far funzionare le grandi centrali dell’Enel di Civitavecchia e Brindisi.


 


“Dopo anni di lavoro sulla spinosa questione del carbone insanguinato importato dalla Colombia, siamo molto contenti della decisione dell’Enel di non rinnovare i contratti di importazione della polvere nera dal Cesar e della Guajira” ha dichiarato Giulia Franchi di Re:Common. “Detto questo, pensiamo che Enel debba fare molto di più sulla questione carbone. Promettere di diventare carbon neutral entro il 2050 è del tutto inadeguato, le centrali esistenti vanno chiuse il prima possibile” ha aggiunto la Franchi.
Enel, che come sappiamo è ancora per il 30 per cento sotto il controllo pubblico, possiede infatti la più grande centrale a carbone d’Europa a Brindisi, oltre a “vantare” 7,000 MW di potenza a carbone installati in Italia. Inoltre controlla il 70 per cento di Endesa, la multinazionale elettrica spagnola che possiede più di 5,000 MW di potenza a carbone installata sul territorio iberico. Centrali che continuano a emettere enormi quantità di CO2 nell’atmosfera e inquinano localmente.
Al proposito Re:Common, insieme ai ricercatori dell’Instituto Internacional de Derecho y Medio Ambiente (IIDMA), oggi ha lanciato un briefing  in cui si mettono in evidenza le responsabilità di Enel, quale azionista di maggioranza di Endesa, nella produzione da carbone in Spagna e in Portogallo e nell’assenza di un piano urgente di uscita dal carbone nella Penisola iberica. Pensare a una transizione fuori dal carbone in Italia – per quanto ancora da definire – senza intervenire in Spagna risulterebbe una contraddizione e un’ingiustizia macroscopica.





L’intervento di Re:Common all’assemblea degli azionisti dell’ENEL 2017
Intervengo a nome dell’associazione Re:Common.
Il 26 maggio 2016, in questa stessa sede, nel corso dell’Assemblea degli Azionisti dello scorso anno, in risposta alle nostre domande in merito alle controversie legate all’importazione del carbone dalla Colombia, l’Amministratore Delegato aveva dichiarato (cito testualmente):
“Sappiamo che esiste una profonda preoccupazione che le violazioni dei diritti umani e gli abusi registrati 10 anni fa nella zona del Cesàr in Colombia possano continuare ad oggi, e che possano essere di nuovo fonte di preoccupazione per le popolazioni che vivono lì. Noi vi assicuriamo che prenderemo immediatamente sul serio tutte le vostre segnalazioni. Di fatto vi dico che noi di questa storia siamo abbastanza stufi, del carbone colombiano ci interessa fino ad un certo punto, e che andremo a vedere cosa succede in Colombia di persona e se troveremo cose che non ci piacciono usciremo da questo sistema come ha fatto Dong. Ci ritroveremo su questo tema sicuramente nei prossimi mesi. Non scapperemo.”
E noi ci auguriamo che effettivamente, nei mesi successivi, non siate scappati. Ci auguriamo che abbiate effettuato direttamente missioni di campo in Colombia e che abbiate condotto le vostre indagini, e che esse abbiano incluso anche aspetti relativi alle condizioni dei diritti delle comunità nei contesti di estrazione del carbone nella zona del Cesàr. Nell’ultimo anno la situazione nella regione non è affatto migliorata e violazioni dei diritti delle comunità locali continuano.
Perciò noi oggi ci aspettiamo che ENEL dichiari pubblicamente di interrompere le importazioni di carbone dal Cesàr.
Cessare l’utilizzo del carbone nelle centrali italiane è certamente un’urgenza, ambientale, sanitaria e climatica. In logica coerenza con l’obiettivo dichiarato dall’azienda di voler diventare carbon-neutral entro il 2050, è centrale che ENEL inizi ad usare sempre meno carbone, in Italia ed altrove, e quindi anche interrompere l’import della polvere nera, ad iniziare dalla Colombia.

Tuttavia crediamo che in questo caso si tratti di un’urgenza più profonda e che richiede una risposta etica chiara, ben oltre aspetti legali o contrattuali. Ci rivolgiamo in particolare all’amministratore delegato, che si appresta ad iniziare un nuovo triennio alla guida di una delle più importanti aziende italiane che ha avviato un’importante trasformazione. Leadership nel cambiamento implica avere il coraggio di dire le cose come stanno. Lei è pronto oggi a riconoscere che è giunto il momento di abbandonare immediatamente l’importazione del carbone dal Cesàr non solo in coerenza con gli impegni per combattere il cambiamento climatico, ma soprattutto perché esiste una questione irrisolta che riguarda il rispetto dei diritti delle comunità afflitte da decenni di violenza e guerra civile nelle zone di estrazione? Come detto, è una questione etica in primo luogo che richiede un impegno etico in prima persona.
*Re:Common 

fonte: http://comune-info.net/