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Pirogassificatore KME: la conferenza dei servizi respinge il progetto
















La notizia è confermata. La conferenza dei servizi che doveva pronunciarsi in merito al progetto del gassificatore di KME (progetto “Rilancio dello Stabilimento KME Italy S.p.a. di Fornaci di Barga (LU) con la Realizzazione di una Piattaforma Energetica”), ha espresso parere negativo al procedimento. La riunione della conferenza si è svolta l’8 luglio scorso.

La notizia è stata confermata pochi minuti fa dall’Amministrazione Comunale di Barga.


“Grande soddisfazione, il Comune ha visto riconosciute le ragioni di una battaglia che ha sostenuto praticamente dall’inizio della vicenda”. Così la prima cittadina di Barga Caterina Campani ha commentato la decisione, appena giunta sulla sua scrivania, in cui la Conferenza dei Servizi della Regione Toscana si è espressa negativamente nei confronti del progetto per il gassificatore della Kme a Fornaci di Barga.

“Tra gli elementi che hanno pesato nel giudizio negativo il contrasto con gli strumenti urbanistici, le valutazioni della Soprintendenza in merito agli impatti sul paesaggio e dell’azienda sanitaria in relazione alla salute pubblica”

Secondo quanto trapela importante nella decisione anche la necessità di ricostruire Casa Buglia sull’area interessata dal progetto, così come stabilito dalla sentenza del Tar pubblicata il Giugno scorso. Oltre agli aspetti sopra riportati la Conferenza ha poi rilevato l’esistenza di ulteriori elementi critici e carenze del progetto che non sono stati chiariti in fase di istruttoria.

A questo punto l’Azienda ha 10 giorni a disposizione per presentare le proprie osservazioni nei confronti dell’esito negativo.


“Come Sindaco del Comune maggiormente interessato dall’esito del procedimento – dice ancora la Camopani – non posso che esprimere soddisfazione perché il Comune ha visto riconosciute le ragioni che ha sempre sostenuto fin dall’inizio di questa vicenda. Il Comune di Barga – conclude – continuerà ad essere a fianco dei lavoratori e dell’Azienda a sostegno di progetti di rilancio dello stabilimento al fine di salvaguardare i posti di lavoro e l’economia della Valle”

fonte: https://www.giornaledibarga.it/



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Avvocato Valeria Passeri: Non bruciamoci il futuro!


















Avv Valeria Passeri (esperta in diritto ambientale): “Avendo ascoltato le dichiarazioni addotte nella Conferenza stampa di ieri 6 giugno dalla Vicesindaco di Gubbio, Ing. Tasso, devo rilevare quanto segue: 
1. Estendere la tipologia dei rifiuti ai CSS (combustibili solidi secondari, tra cui: plastica, pneumatici ecc.),  significa modificare la qualità/quantità delle emissioni in atmosfera, per cui si tratta di una modifica sostanziale dell'AIA ai sensi dell' art. 5, comma 1, lettera l bis, d.lgs.152/2006, che impone la procedura ex art. 29 quater, richiamata dall'art 29 octies d.lgs 152/2006 sul riesame dell'AIA.
2. Sul riesame dell'AIA si richiama infatti sempre l’Art. 29 quater sul procedimento da applicare per l'adozione dell'AIA, che prevede il ricorso alla conferenza di servizi, come avvenuto per il caso "Acea", citato dalla Vicesindaco, con la partecipazione del Comune, Asl, Arpa etc. nonché  di comitati/cittadini, attraverso, questi ultimi, le loro osservazioni da far pervenire alla Regione (servizio autorizzazioni ambientali dott. Andrea Monsignori).
3. La modifica è comunque sostanziale per legge (!), da qui la necessità della conferenza di servizi, perché, si ribadisce, estendendo la tipologia dei combustibili, ne deriva un' evidente modifica delle emissioni in atmosfera per quantità e qualità.
Sempre a proposito del caso Terni, nel 2019 il Comitato No inceneritori  fece le osservazioni nel procedimento di riesame dell'AIA di Acea, relativo proprio all'estensione della tipologia di rifiuti/materiali conferibili nell'inceneritore, diversi dal pulper di cartiera, in un procedimento che ha impegnato più sessioni della conferenza di servizi ai sensi dell'art. 29 octies d.lgs.152/2005 sul riesame dell'AIA, nel pieno contraddittorio tecnico, secondo il principio costituzionale del "giusto procedimento". Solo così è garantita l'indefettibile partecipazione del pubblico nelle scelte ambientali, riconosciuta dalla Convenzione di Rio de Janeiro del 1992 e dalla Convenzione di Aarhus del 1998".

Firma la nostra Petizione 


Avv.Valeria Passeri

VicePresidente del #WWFPerugia e membro del direttivo @Cru_rz #RifiutiZeroUmbria


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Essere membri della stessa associazione non è certo reato ma in certe situazioni potrebbe apparire disdicevole?




















Leggendo il verbale della Riunione della Conferenza di Servizi della Regione dell’Umbria del 26 Novembre 2019 , che aveva per oggetto il rinnovo dell’autorizzazione Unica n. 5262 del 13.06.2007, richiesta dalla società Color Glass S.p.A con sede legale a Trento, rileviamo tra le presenze ammesse, in qualità di consulente per la stessa Color Glass S.p.A., l’Ing Mauro Mariotti, mentre in qualità di funzionario verbalizzante per la Regione Umbria il sig. Nicola Casagrande.

Leggendo poi un libricino che ci siamo trovati tra le mani, dal Titolo “DISTRETTO 108 L Lions International Massimo Paggi Governatore 2019 – 2020” , a pagina 76 e 77 troviamo le caratteristiche specifiche del distretto 108 L MONTONE ARIES.

Il club di Montone Aries è composto da 21 iscritti, tra i quali vengono elencati Mariotti Dott. Ing. Mauro di Città di Castello ( socio fondatore e vicepresidente ) e Casagrande Nicola di Strada Civitella Benazzone Perugia.

A questo punto la domanda sorge spontanea, recitava un detto di tanto tempo fa: Trattasi delle stesse persone? Se così fosse, è deontologicamente opportuno che due soci appartenenti allo stesso legittimo Lions Club o ad altra Associazione riconosciuta, si siedano poi in conferenza di servizi dove, da una parte c’è L’ing. Mauro Mariotti, consulente della ditta Color Glass S.p.A. che richiede il rinnovo di autorizzazioni, e dall’altra troviamo Nicola Casagrande che opera per conto dell’Ente regionale che le autorizzazioni le dovrebbe rinnovare?

“ Ai posteri l’ardua sentenza”, tuttavia ci sia concesso almeno il diritto di rimanere sbigottiti difronte ad una situazione che potrebbe rappresentare un evidente ipotetico conflitto di interessi e contribuisce ulteriormente ad alimentare quel senso di sfiducia, già in larga misura presente, tra i cittadini e le loro Istituzioni democratiche.


COMITATO SALUTE AMBIENTE CALZOLARO TRESTINA

ALTOTEVERE SUD

CSA Calzolaro Trestina : Perché le istituzioni create per la nostra tutela non lo fanno?


Questa mattina una rappresentanza del Comitato ha dato luogo ad un Flash Mob davanti a palazzo Broletto, in Perugia, sede della Giunta Regionale dell’Umbria.  Era stata convocata per le 09:30 la conferenza di servizi regionale che doveva analizzare la richiesta di Color Glass circa il rinnovo dell’autorizzazione AUA.  Abbiamo poi appreso, dagli organi d’Informazione, del rinvio, di quella  conferenza di servizi,  aperta da oltre un anno, che ancora non è riuscita ad esprimersi per il rilascio dell’Autorizzazione Unica Ambientale, funzionale all’emissione in atmosfera  dei fumi combusti, residui della lavorazione dei rifiuti fangosi provenienti da Ferrara. Il Comitato chiede da oltre tre anni la delocalizzazione di questa azienda,  classificata,  “Insalubre di prima classe”, dall’Istituto Superiore di Sanità. La legislazione vigente, stabilisce che le aziende “ Insalubri di prima classe” non possono essere insediate vicino ad abitazioni, attività commerciali e scuole. Vale forse ricordare,  a tal proposito,  il recente pronunciamento del Consiglio di Stato che impone, per tale tipologia di aziende, la delocalizzazione in aperta campagna lontano da case e scuole,  proprio nel rispetto della legislazione in materia.  Allora NON riusciamo a capire la caparbia determinazione di coloro che, per legge, sono preposti al controllo sanitario e ambientale del nostro territorio, nel sostenere, anche con discutibili interpretazioni, la legittimità dell’azienda ad operare nell’attuale sito, minimizzando il pericolo per la salute di chi intorno ci abita e ci lavora.
Nel ricordare che Il comitato ha da subito fatto proprie le lamentele dei cittadini, circa i fastidi sopportati agli occhi e alla gola, oltre all’odore nauseabondo in concomitanza alle emissioni di fumi grigiastri dai comignoli dell’azienda, ha portato all’attenzione dell’amministrazione comunale gli abusi edilizi compiuti,  ha prodotto perizie e pareri pro veritate con cui venivano evidenziati i pericoli per la presenza di sostanze pericolose e cancerogene, ha denunciato l’Usl per un parere non corretto circa la classificazione dell’azienda,  tanto e vero che poi lo stesso parere è stato ritirato in autotutela dalla stessa Usl, ha evidenziato, ancora oggi, le mancanze dell’azienda, che, pur in assenza dei rinnovi richiesti, continua ad operare in una struttura non idonea, così  come anche rilevato dalla stessa Usl, nella lettera dell’11 Novembre 2019, in occasione dell’ispezione del sito operativo,  ha diffidato tutti gli attori, che a vario titolo, sono chiamati a pronunciarsi in Conferenza di Servizi Regionale.  A questo punto, Il Comitato e tutti i cittadini della zona sud si chiedono :
Perché le Istituzioni create per la nostra tutela non lo fanno?  La risposta la lasciamo alla libera interpretazione di ognuno,  noi, ci limitiamo a sostenere che  NON CI FERMEREMO.

                                    

COMITATO SALUTE AMBIENTE CALZOLARO TRESTINA


ALTOTEVERE SUD

Cs: Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud






















Apprendiamo dal sito internet della Regione dell’Umbria che il prossimo 26 Novembre si terrà l’ennesima conferenza dei servizi finalizzata al rinnovo dell’autorizzazione alla produzione per la Soc. Color Glass S.p.a.,  il cui sito produttivo, pur essendo in zona industriale, è di fatto, a pochi metri da abitazioni, attività commerciali ed anche vicinissimo a scuole e asilo nido.  
Nel rammentare :
-          che l’Istituto Superiore di Sanità ha classificato l’azienda Color Glass S.p.a. Azienda Insalubre di Prima Classe, proprio per la specifica attività relativa alla produzione di biossido di titanio,
-           che il nocumento per le persone è provato dallo sforamento di emissioni  in atmosfera oltre i limiti di legge, rilevato da Arpa in occasione dell’ispezione fatta in data 11 e 13 aprile 2018, e tuttavia segnalato, soprattutto in questi giorni di Novembre,  anche da moltissimi abitanti di Trestina, 
-          che le informazioni fornite dalla Usl nel consiglio comunale aperto del 19 ottobre 2019 hanno ulteriormente supportato la tesi circa la presenza di sostanze pericolose.
-          che, come prescrive il Testo Unico della Sanità, tale attività deve, di conseguenza, essere localizzata in aperta campagna, lontano da abitazioni, attività commerciali e scuole.
-          che il Piano Regolatore Generale del comune di Città di Castello vieta, in quella zona, l’insediamento di tale tipologia di attività produttiva.  
-          che, il comitato insieme a diverse diffide e denuncie inoltrate, dal proprio avvocato Valeria Passeri, alle diverse Istituzioni Umbre, comprese, Usl e Arpa,  ha prodotto ben due perizie pro-veritate, redatte da professionista titolato, con le quali viene constatato il nocumento per i cittadini di Trestina, anche di tipo sonoro,  e contestato il modus operandi sul rilevamento e sulla misurazione delle sostanze in atmosfera da parte di Arpa.
-          che il parere precedentemente emesso da Usl Umbria 1, con il quale Usl stessa sosteneva che l’azienda Color Glass non rientrasse nell’elenco delle aziende Insalubri di prima classe,  è stato ritirato in autotutela dalla stessa USL, a seguito della denuncia proposta dal comitato e al chiarimento espresso dallo stesso Istituto Superiore di Sanità.
-          che l’accesso Civico Generalizzato richiesto dal comitato per disporre della documentazione relativa al permesso di costruire in sanatoria n.  4238/2019 , rilasciato alla soc. Ediltrestina S.r.l.  proprietaria dell’immobile dove lavora l’azienda Color Glass S.p.a. non ha incontrato nessuna opposizione della società proprietaria,  ma ha invece incontrato l’atto di Motivata Opposizione della soc. Color Glass S.p.a. attraverso il proprio legale Avv. Michela Paganelli.
-          che, tuttavia il comune di Città di Castello  ha accertato l’insussistenza degli elementi che integrano l’esistenza del pregiudizio evidenziato dal controinteressato Color Glass S.p.a. e quindi, rende disponibile la documentazione richiesta.
Tutto ciò rammentato, vedremo se la conferenza dei servizi del 26 novembre p.v. , in base agli imput della nuova e diversa amministrazione Regionale, sarà in grado di correggere gli errori, le mancanze e gli orientamenti di una amministrazione che non ha avuto alcuna sensibilità riguardo alle problematiche della popolazione di Trestina, Calzolaro e dell’Alto Tevere in generale.

NON CI FERMEREMO

COMITATO SALUTE AMBIENTE CALZOLARO-TRESTINA  ALTOTEVERE SUD

Il Comitato Salute Ambiente Altotevere Sud "bacchetta" USL Umbria 1














Il Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud apprende, con sorpresa, dalla stampa che in sede di Conferenza di Servizi del 16 maggio u.s., Usl Umbria 1 avrebbe dichiarato che l'impianto di produzione del biossido di titanio, di titolarità Color Glass,  non rientra nell’elenco di cui al DM  20 settembre 1994,  e, di conseguenza, non apparterrebbe alle aziende insalubri di prima classe.
Nello sconcerto più totale dato che sia consulenti dell’azienda che funzionari pubblici hanno dichiarato, in atti ufficiali che l’azienda produce biossido di titanio, il Comitato ha incaricato un professionista titolato di produrre un parere PRO VERITATE, spedito via pec anche al responsabile della conferenza dei servizi, dove viene affermato, senza ombra di dubbio, che l’azienda in questione è assolutamente da ricondursi alla tipologia di aziende insalubri di prima classe  di cui al punto 112 dell’elenco del DM 20 settembre 1994.
D’altra parte ci riesce assai difficile capire un parere che afferma il contrario di quanto viene sostenuto dai consulenti dell’azienda e da funzionari pubblici in sede di prima concessione.
Necessitano ulteriori garanzie giuridiche e scientifiche, perché le mere dichiarazioni di stile, da parte di Usl Umbria 1, contrariamente a quanto riferisce la normativa di settore, non ci rassicurano per niente, essendo - loro malgrado -  l'industria inserita nell’elenco di cui al Decreto del Ministero della Sanità 5 settembre 1994 “Elenco delle Industrie Insalubri di cui all'art. 216 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie” (GG.UU. 20 settembre 1994, n. 220, suppl. ord. e 10 dicembre 1994, n. 288, suppl. ord.), Parte I^ Industrie di prima classe, lett. A) Sostanze Chimiche - Fasi Interessate dell'attività Industriale, Punto 112. “Titanio Biossido –Produzione”.
Chiediamo massima onestà intellettuale da parte di chi è tenuto a rendere pareri vincolanti in sede di rinnovo dell'autorizzazione unica ambientale, ricordando che la legge, tanto più a tutela di salute e ambiente, va applicata non interpretata, a seconda di interessi particolari!
E' inoltre evidente che l'impianto debba essere sottoposto a procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) ai sensi del titolo III della Parte Seconda del D.Lgs. 152/2006, come peraltro disposto dalla stessa Regione Umbria con propria Determinazione Dirigenziale n. 5899 del 08/06/2018, includendovi anche la valutazione d'incidenza ambientale ai sensi del DPR 357/97 e s.m. e i. su Habitat e specie presenti nel sito Natura 2000 ZSC IT5210003 "Fiume Tevere tra S. Giustino e Pierantonio", in cui l'impianto viene inevitabilmente ad interferire.

Senza la valutazione d'impatto ambientale, alcuna rinnovazione autorizzativa può e deve essere concessa a Color Glass; in difetto, preannunciamo di difendere i Nostri diritti anche in sede penale, a discapito di chi oggi grida impropriamente alla "salubrità", quando insalubri sono, per legge, le stesse sostanze chimiche del processo produttivo (biossido di titanio).

#ComitatoSaluteAmbienteCalzolaro


LA CONFERENZA DI SERVIZI INDETTA PER IL 16 MAGGIO NON PUO’ CONCEDERE ALCUNA AUTORIZZAZIONE IN MANCANZA DELLA VIA (Valutazione di Impatto Ambientale).


















Apprendiamo dalla stampa il resoconto dei lavori della commissione Comunale Permanente Assetto del Territorio del Comune di Città di Castello, che si è riunita il 9 maggio u.s..

Con un certo stupore leggiamo che “commissione e comitato hanno convenuto sull’opportunità di riunire la Conferenza di servizi prima del verdetto del Tar ma di chiedere che venga tenuta aperta fino a quando non potrà decidere sia sul fronte ambientale che su quello urbanistico.”

Nello smentire qualsiasi tipo di accordo preso con la commissione, anche perché se è pur vero che è stato consentito al rappresentante del Comitato di intervenire, il comitato stesso non ha alcuna possibilità di esprimersi con votazioni, che sono naturalmente riservate ai soli membri effettivi della commissione stessa.

Il Comitato ritiene infatti pleonastica e inutile la convocazione della Conferenza di Servizi del 16 maggio p.v..

Vorremmo tuttavia al riguardo, puntualizzare alcuni aspetti del nostro intervento che non rileviamo dalla lettura dell’articolo.

Il motivo centrale della nostra relazione in Commissione, così come delle osservazioni – diffida del nostro avvocato Valeria Passeri in vista della prossima conferenza di servizi, è stato quello di fornire certezze documentali sulla produzione del biossido di titanio da parte di Color Glass.

Sono stati depositati dalla stessa Color Glass documenti in cui si dichiara esplicitamente che l’oggetto della lavorazione è la produzione di biossido di titanio, come, tra i tanti, nella “Relazione Tecnica n° 60 quater/16” del 27 gennaio 2016, nello Studio Preliminare Ambientale del 31 marzo 2016.

Visto che il Testo Unico delle leggi sanitarie del 27/07/1934 n. 1265 art 216 e del successivo D.M. 5 settembre 1994, contengono gli elenchi delle attività considerate AZIENDE INSALUBRI, l’azienda in questione è da considerare per stessa previsione di legge AZIENDA INSALUBRE DI PRIMA CLASSE e pertanto va ubicata in apposita zona, individuata dal P.R.G. del Comune, lontano da abitazioni, scuole, attività commerciali ecc. 

#ComitatoSaluteAmbienteCalzolaro

Fissata Al 16 Maggio La Conferenza Dei Servizi Per L’azienda Color Glass





Eccoci dunque all’ennesima riunione della Conferenza dei Servizi Regionale, nella quale verrà valutata la richiesta di rinnovo delle autorizzazioni alla produzione, inoltrata dalla ditta Color Glass, che opera nel settore dei rifiuti, in mezzo a Trestina, vicino a case, scuole e attività commerciali.   La commissione, presieduta dal Dott. Grigioni, di cui fanno parte anche USL , ARPA ed altre agenzie/istituzioni, oltre al rappresentante del Comune di Città di Castello, è chiamata ad analizzare una serie di   atti amministrativi, tecniche produttive, fatti, circostanze, precauzioni  e osservanza delle leggi  in materia ambientale,  funzionali alla concessione del permesso per operare.
E’ opportuno ricordare che trattasi di lavorazione di fanghi industriali,  provenienti da Ferrara, dai quali viene ricavato il Biossido di Titanio, materiale del quale abbiamo già più volte sottolineato la pericolosità. In altri paesi, ad esempio la Francia, è considerato Cancerogeno per inalazione.
Tuttavia, oltre al principio di precauzione che dovrebbe guidare le scelte della pubblica amministrazione, in funzione della prioritaria tutela della salute della popolazione, in questa vicenda particolare si intersecano anche fatti di carattere tecnico/urbanistico che farebbero sobbalzare sulla sedia, anche il più permissivo dei funzionari pubblici. E’ un dato certo e riscontrato che,  oltre alla pericolosità per la salute degli abitanti di Trestina, data dal materiale trattato e dalle emissioni in atmosfera, l’azienda opera anche in locali parzialmente abusivi e senza la prevista necessaria agibilità degli stessi. Ricordiamo a tal proposito l’ordinanza comunale per la demolizione dei c.ca 190 mq di abusi.
I fatti relativi alla sanità Umbra, riportati in questi giorni dai mezzi d’informazione Locali e Nazionali, non fanno altro che confermare, purtroppo, quanto verosimili fossero le affermazioni fatte 38 anni or sono da un noto personaggio politico. Non vorremmo pensare che certi comportamenti,  riscontrati nel comparto della sanità, possano investire, in maniera analoga, anche  altri settori, in particolare,  quello della lavorazione dei rifiuti che, come sappiamo bene, sembra essere un settore altamente remunerativo.
Chiediamo quindi a tutte le rappresentanze politico/Istituzionali e tecnico/amministrative che, in ossequio alle normative nazionali ed europee, venga osservato il principio di precauzione a salvaguardia della salute pubblica.
Nel richiamare quindi la massima attenzione su:
1) Disposizioni di  legge che vietano ad aziende insalubri di prima classe di insistere vicino a civili abitazioni, scuole e attività commerciali;
2) Lavorazioni eseguite in locali a norma e agibili nel rispetto dei regolamenti tecnico/urbanistici del nostro  Comune;
Il Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud conferma la propria intenzione a porre in essere tutte le iniziative, anche di carattere legale, al fine di  tutelare la salute e i diritti degli abitanti di Trestina. ( Saremo  inoltre attenti all’udienza del TAR del 21 maggio 2019.)

COMITATO SALUTE AMBIENTE CALZOLARO TRESTINA ALTOTEVERE SUD.

Ricominciano Le Emissioni Dai Comignoli Di Color Glass



E’ con grande stupore che ieri sabato 24 novembre gli abitanti di Trestina hanno visto, malgrado la giornata nebbiosa, ricominciare a fumare i comignoli di Color Glass.
Con altrettanto stupore abbiamo appreso che in data 22 novembre si è tenuta la seconda riunione della Conferenza dei Servizi presso gli uffici della Regione Umbria, dove la ditta ha presentato richiesta per il rinnovo dell’autorizzazione alla produzione, alla faccia della tanto decantata delocalizzazione, sbandierata con enfasi anche dai politici del Comune di Città di Castello, vale forse ricordare gli impegni assunti dal capogruppo di maggioranza all’ultima riunione di Trestina.
Tuttavia, in questa triste vicenda, ciò che ci lascia più perplessi sono gli atteggiamenti subdoli di chi è chiamato a tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente, che, con una certa nonchalance, rilascia PARERI FAVOREVOLI ad una attività INSALUBRE di prima classe , a pochi metri dalle case e dalle scuole e su capannoni gravati da ordinanza di demolizione per abusi edilizi, non tutti rimossi.
Della serie, per usare le parole del Marchese del Grillo: Noi siamo noi e voi non siete un …….
Qualsiasi persona di buon senso, al di là delle norme e dei regolamenti, avrebbe serie perplessità nel consentire ad aziende, anche solo potenzialmente pericolose per la salute, lo svolgimento della propria attività in mezzo ad un paese.
Evidentemente c’è chi, dall’alto sua sapienza, ritiene normale ricavare biossido di titanio da fanghi industriali, provenienti da Ferrara, al centro di Trestina, nonostante le molteplici anomalie riscontrate sia riguardo alle emissioni sia in ordine alle condizioni urbanistiche. C’è chi si si prodiga in tutti i modi per trovare soluzioni per consentire alla ditta di continuare il proprio business, a sacrificio di salute e ambiente.
Se ci riflettiamo, la determinazione della Regione di rinnovare l’Autorizzazione Unica, senza aver mai fatto la Valutazione di Impatto Ambientale ( VIA ), la citazione di un politico del passato sorge spontanea : “A pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”.
Allora chiediamo a quei rappresentanti politici, che si sarebbero fatti garanti della delocalizzazione - oggi, più che mai reclamata a fronte della sopravvenuta scoperta di un pendente procedimento penale per inquinamento ambientale ex art. 452 bis c.p., oltre che per le violazioni amministrative, e a fronte dell’avvenuta sospensione dell’attività per le stesse violazioni, letto inoltre il quadro delle emissioni promananti dall’impianto - che fine hanno fatto quelle promesse di delocalizzazione? La nostra salute vale meno delle richieste risarcitorie di Color Glass preannunciate nel ricorso al TAR ?
Perché dobbiamo pagare, con la nostra salute ed il nostro ambiente, l’errore di aver autorizzato, a suo tempo, un’industria insalubre di prima classe vicino ad abitazioni e scuole?

E’ ovvio che il Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud non si fermerà e intraprenderà tutte le iniziative giudiziali e stragiudiziali al fine di tutelare i cittadini di Trestina e dell’intera zona Sud del Comune.  



Comitato Salute Ambiente Calzolaro Trestina Altotevere Sud