
La Provincia Autonoma di Trento, grazie ai suoi poteri speciali e ad
una antica consuetudine in materia di solidarietà sociale (lo si è visto
anche per gli aiuti ai terremotati nelle Marche e Lazio), è una delle
prime istituzione italiane (assieme a Lazio ed Emilia Romagna) a varare
una normativa che riconosce la specificità e favorisce la diffusione
dell’
economia solidale. Ma ci sono voluti ben sei anni per entrare nella fase operativa che prevede la iscrizione degli operatori nei
tredici settori economici stabiliti dalla Legge Provinciale n.13 del 17 giugno 2010.
Un lungo lavoro svolto dal Tavolo provinciale istituito dalla legge
(che si compone di undici membri di nomina mista, sei dei quali eletti
dal mondo dell’associazionismo, delle imprese, delle aziende agricole,
delle cooperative, e che si avvale di una segreteria tecnica, oltre che
degli uffici provinciali) per stabilire con appositi disciplinari i
requisiti di ingresso e i criteri di accreditamento. In pratica i 43
soggetti economici (imprese, cooperative, enti o altro) che fino ad oggi
hanno passato l’esame si sono impegnati a svolgere la loro attività
soddisfacendo a
requisiti (codici etici di condotta e modalità organizzative interne)
molto stringenti
in materia di trasparenza informativa e gestionale, trattamento e
formazione del personale, inserimenti lavorativi di persone che vivono
forme di disagio, apertura al servizio civile europeo, chiusura dei
cicli dell’energia e dei materiali impiegati nei cicli produttivi,
eco-compatibilità e tracciabilità,
governace e molto altro ancora declinato nei vari ambiti:
prodotti agricoli e agroalimentari biologici e biodinamici; commercio equo e solidale; welfare
di comunità; filiera corta e garanzia della qualità alimentare;
edilizia sostenibile e bioedilizia; risparmio energetico ed energie
rinnovabili; finanza etica; mobilità sostenibile; riuso e riciclo di
materiali e beni; sistemi di scambio locale; software libero; turismo responsabile e sostenibile; consumo critico e gruppi di acquisto solidale.
Agli operatori viene richiesto molto di più della normale
“responsabilità sociale di impresa” e dei certificati standard Iso
14.000, Ecolabel, Eco-bio. In particolare gli indirizzi della Provincia
spingono gli operatori in direzione della creazione di associazioni di
secondo grado per meglio rispondere ai sistemi territoriali locali,
distretti e filiere di produzione.
Manuela e Mario sono i pilastri della segreteria tecnica. Hanno appena finito di organizzare a Trento la
settimana dell’economia solidale. Una fucina di
idee e progetti:
corsi per i Gruppi di acquisto solidale, una filiera corta del grano,
l’uso delle bici per le consegne delle merci dentro la città, corsi di
formazione e conferenze sull’economia circolare, sull’ospitalità
green
e molto altro. Anche il Comune di Trento partecipa alla sfida
dell’economia solidale. L’assessore comunale Roberto Stanchina elenca i
progetti: un asilo “passivo” in bioedilizia, il mercato solidale del
giovedì in Piazza Santa Maria Maggiore, le feste del riuso e del riciclo
e consegne con cargobike.
Paolo Cacciari
fonte: http://comune-info.net